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Alitalia e i lavoratori mobili

Autore: . Data: giovedì, 18 dicembre 2008Commenti (0)

Cai inisiste nella distribuzione dei ‘Kit assunzione’ e ci si domanda chi abbia scritto la strategia della ‘cordata patriottica’, che fino ad ora sembra solo destinata a diffondere un clima di incontenibile incertezza.

Continua il far west delle assunzioni in Cai e nulla riesce a spiegare i criteri seguiti dalla nuova Compagnia. Secondo alcune proiezioni svolte dall’Sdl, il personale fino ad ora inserito nell’organico della ‘cordata patriottica’ sarebbe collocato in base ad uno strano meccanismo. Gli assistenti di volo assunti fino al novembre ’96 rimarrebbero nella stessa base alla quale erano assegnati fino ad oggi, mentre gli altri, entrati in Alitalia a partire dal dicembre ’96, fino al ’98 e impiegati sul medio raggio, andrebbero a Milano, Torino e Napoli. Inoltre, chi del personale navigante era assegnato al lungo raggio rimane a Roma in tutti i casi.

A questo punto, uscendo dal tecnicismo delle interpretazioni, è possibile azzardare un criterio: Cai non avrebbe tenuto in nessun conto l’anzianità, ma si sarebbe basata per selezionare le persone sulle base delle ‘abitiltazioni’. Per chi non è pratico di trasporto aereo è facile spiegare: un assistente di volo ha una specializzazione per volare su un determinato tipo di macchina. Deve possedere una specie di ‘patente’ che vale esclusivamente per un tipo specifico di ereoplano. Per cui in base alla dislocazione fisica degli aerei i sapienti organizzatori del personale avrebbero ‘assegnato i posti’.

Se a prima vista la procedura potrebbe avere una sua razionalità, così non è. I lavoratori sono non solo ‘protesi’ degli aerei, ma hanno famiglie, casa, impegni, mutui, ecc. I casi di genitori separati non sono infrequenti e quindi il problema dell’affidamento dei figli riguarda un numero non irrilevante di persone. Prendere qualcuno e spostarlo a centinaia di chilometri di distanza in pochi giorni, tenendo presente solo la sua ‘abilitazione’, è da considerarsi alla stregua di una violenza gratuita e inutile. Perchè sarebbe stato sufficiente permettere al personale in condizioni particolari di ottenere una nuova ‘abilitazione’ per evitare gravi tragedie personali e familiari. Per altro Cai avrebbe potuto farlo senza spendere nulla, ricorrendo ad un fondo speciale che avrebbe coperto i costi dei due giorni di corso necessari per il cambio di macchina sulla quale destinare il lavoratore.

Se è stata presa la decisione di spostare ed assegnare i lavoratori come fossero soldatini di piombo nelle mani di un bambino dispettoso è necessario capire il perchè. Nel caso del personale d terra si è arrivati a cancellare interi settori, non seguendo le carriere individuali, ma operando per comparti. Una persona con una lunga anzianità e specializzazione, spostata in altro comparto lavorativo a settembre si trova fuori solo perchè la sua area operativa è stata tagliata, mentre un’altro, con minori qualifiche, ma in un settore ‘sopravvissuto’, viene inserito nel nuovo organico.

In una situazione di questo tipo, che il comandante Notaro, presidente di Up, l’Unione Piloti, aveva con preveggenza definito di “macelleria sociale” la stampa nazionale è fino ad ora totalmente assente, come sono latitanti quei partiti politici che dovrebbero essere spinti per motivi ideali a sostenere i più deboli.

Decisamente sono finiti i tempi nei quali i leader di partito praticavano i cancelli delle fabbriche, oggi è più comodo andare a ‘Porta a Porta’, ma forse anche questo è il motivo per il quale i cittadini sono sempre più lontani dalla politica, disillusi e stanchi.

Un gruppo di imprenditori, benedetti dal Palazzo, ha ‘salvato’ i beni mobili ed immobili di Alitalia (per ora), ma non certo le persone. Ed un Paese nel quale avviene un ‘disguido’ del genere ha il dovere di riflettere a fondo sui principi morali che debbono ispirare il funzionamento della democrazia.

Ieri a Fiumicino c’erano ancora scene di panico, di terorore, di smarrimento. Cosa accadrebbe ad un lettore, anche ad un lettore convinto della condizione di ‘privilegio’ in cui sarebbero stati tenuti i lavoratori di Alitalia, se dall’oggi al domani fosse posta a loro scelta di andare in un’altra città per continuare a lavorare? Quindi a vivere.

Come sempre dalla vicenda di Alitalia si possono desumere molti insegnamenti. E capire cos’è diventata questa Italia, nella quale la vita umana è considerata una merce da dover offire a qualcuno in cambio del lavoro. Del lavoro che la nostra Costituzione definisce un diritto all’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

In un’epoca di veline e tronisti si pensa che la Carta sia un simulacro inutile, pensato da qualche buontempone chissà perchè. Si ignora il senso stesso del significato dei diritti, delegando a qualche frequentatore di show televisivo il destino di un popolo. E poi si arriva a trattare esseri umani come protesi, esattamente come si è fatto e si fa nel laboratorio folle del dottor Stranamore per gli immigrati, i deboli, i mendicanti, i transessuali, gli anziani, i pensionati poveri, insomma tutti quelli che ‘non piacciono’.

Non si pensi sia demagogia, ma nessun sistema sociale sopravvive senza l’idea di speranza, di rischio di impresa, di rispetto per la fatica, di ricerca della felicità, di costruzione dell’eguaglianza.

In questi giorni a Fiumicino non ci sono i ‘dipendenti in bicicletta’ di Maria De Filippi a consegnare posta, ma dei funzionari col Kit, nel quale come fosse un gratta e vinci c’è scritto se a gennaio un figlio andrà nella stessa scuola o dovrà essere iscritto in un misterioso asilo di una misteriosa città nella quale bisogna anche trovare una casa, perchè vivere sotto i ponti non è possibile.

Per gli altri, per i fortunati, per quelli che invece rimangono dove sono ci srà un sospiro di sollievo, come ci scrive una lettrice: “Ieri sera è arrivata la convocazione per presentarsi a ritirare il famoso plico. Alle spalle di mio marito ho letto quelle poche parole ed ho tirato un sospiro di solievo. Non felicità, non gioia e soddisfazione come successe esattamente 8 anni fa alla fine del corso SkyMaster. Ho chiamato il suo papà  e poi i miei, per dargli la “bella” notizia. Poi ho preso una bottiglia di buon vino per brindare e con il nostro bimbo di 2 anni e mezzo che diceva “Salute salute”, con il bicchiere con un panda disegnato sopra, abbiamo bevuto un sorso di quel buon vino tenuto da parte per un’occasione speciale. Sono la privilegiata moglie di pilota, oggi ancor più privileggiata, ma l’Amarone che ieri sera abbiamo aperto ci ha fatto sentire amaro nel cuore, perchè per mio marito dentro, altri 2 mariti son fuori.”

Questa Italia i giornali dovrebbero raccontare, questi italiani diventare gli ‘eroi’ di un Paese che ha diritto ad un futuro. Invece nulla, se non un silenzio sbadato dopo l’abbuffata mediatica della trattativa, quella si interessante, perchè testimone di liti, risse, manovre e scehermaglie tra partiti, lobbies, potentati.

Ieri uno dei sindacati del ‘fronte del no’ ha diffuso un comunicato: “SdL Intercategoriale ha sempre denunciato la scelta dei criteri di assunzione come lo strumento che avrebbe creato enormi discriminazioni di trattamento tra i lavoratori; è infatti questo uno dei temi che hanno portato la nostra organizzazione a non sottoscrivere gli accordi del 31 ottobre. Quanto sta accadendo in questi giorni conferma le nostre peggiori previsioni. Oltre alle denunce sugli effetti dei criteri adottati che sono state già oggetto di diversi comunicati stampa, SdL Intercategoriale porta oggi a conoscenza dell’opinione pubblica un atto di gravissima discriminazione operato nei confronti di Andrea Cavola, segretario nazionale di SdL Intercategoriale Trasporto Aereo, il quale è stato escluso dall’assunzione e collocato in Cigs a zero ore solo per aver svolto il ruolo di dirigente sindacale. Tale atto, teso a colpire la nostra organizzazione è figlio evidentemente di una visione antidemocratica della CAI, tesa ad escludere chiunque si contrapponga al “pensiero unico” aziendale. Questo tentativo non sortirà nessun effetto sul modo di agire della nostra organizzazione che continuerà ad essere chiaro, lineare e trasparente; pertanto non verranno ricercate né scorciatoie né favoritismi. SdL Intercategoriale comunica di aver già dato mandato al proprio collegio legale per opporsi a questo provvedimento illegittimo oltre che odioso”.

Sempre ieri, in mattinata, la Cgil ha diffuso un comunicato nel quale afferma: ”Non è vero che i sindacati firmatari dell’accordo con Cai non stanno dando assistenza a chi si presenta a ritirare il kit di assunzione al Centro Equipaggi di Fiumicino. Noi della Cgil ci siamo, sia pure non in forma massiccia, perchè una parte dei membri della RSA sono in cassa integrazione. E l’assistenza avviene anche telefonicamente”. Elisabetta Chicca, della RSA assistenti di volo Alitalia a proposito dello stralcio di contratto che viene consegnato al personale di volo, ha aggiunto: ”Non è sufficiente perchè il contratto avrebbe dovuto essere fornito per intero. La nostra valutazione è che probabilmente ci sono ancora alcuni dirigenti aziendali che in questa fase di transizione così delicata non stanno procedendo secondo le regole stabilite nell’accordo del 31 ottobre a Palazzo Chigi’. Sono situazioni non totalmente trasparenti e proprio per questo la Cgil ha chiesto a Cai un incontro chiarificatore”.

Della presenza di sindacalisti Cgil a Fiumicino si hanno notizie vaghe, si spera “l’assistenza telefonica” sia efficace quanto la presenza fisica nel “girone degli assunti” o in quello dei “cassintegrati”, che al momento non c’è. Degli altri sindacati frmatari dell’accordo le notizie invece sono nulle.

In serata, il segretario nazionale della Filt Cgil Mario Rossi ha detto: ‘In queste ore si registrano fatti e comportamenti gravi, di certo non condivisibili, riguardo le operazioni di consegna delle lettere di collocazione in cigs da parte dell’amministrazione straordinaria di Alitalia, come ci vengono segnalate anche difformità nei contenuti delle proposte di assunzione da parte di Cai”.

Rossi ha aggiunto che ”è stato richiesto un urgente incontro a Cai che si terrà domani pomeriggio a Roma”. Per il sindacalista ”quanto sta accadendo non può infatti trovare giustificazione e spiegazione solo nella complessità e straordinarietà dell’operazione in corso. E’ necessario anche verificare con scrupolosità che le intese sottoscritte siano rigorosamente rispettate. E’ grave il comportamento di Alitalia in amministrazione straordinaria che trascura i fondamentali elementi di umanità e buon senso. Come sindacati ci siamo attivati, in virtù delle segnalazioni ricevute, richiedendo incontri e richiamando tutti al rispetto, non solo degli accordi, ma delle persone, uomini e donne, che stanno pagando il fallimento della compagnia di bandiera non certo per loro colpe. Gli accordi si rispettano e domani sarà necessario chiarire errori e discrepanze. Se cosi non fosse si aprirebbe una fase di contenzioso caratterizzata da toni e persone esasperati che mal si conciliano con le esigenze di servizio di trasporto che Alitalia deve soddisfare e con la partenza di una azienda che, forse serve ricordarlo, non produce scatole in serie ma deve assicurare un servizio che si svolge grazie alle persone e non contro”.

Anche in questo caso l’atteggiamento della Cgil induce amarezza. Con diversi giorni di ritardo il segretario della Filt si è accorto delle lettere di cassa integrazione e parla di “difformità difformità nei contenuti delle proposte di assunzione da parte di Cai”. Qiondi ricorda “le persone”. Il dirigente sindacale forse ignora che da giorni i lavoratori sono entrati in una spirale di angoscia e che la gravità dei fatti era tale da non consentire una reazione così tardiva. Per un’organizzazione sindacale seria, per lo meno.

Stamattina, infine, il personale di volo Alitalia si riunirà a Fiumicino convocato da Anpac, Up ed Sdl. Parleranno di assunzioni, licenziamenti, cassa integrazione. Parteciperanno Antonio Di Pietro, il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero e l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi. Mentre Cai neppure si degna di rilasciare un comunicato, ma non è mai troppo tardi, l’incontro con i firmatari dell’accordo è nel pomeriggio, insomma dopodomani si vedrà.

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