Alitalia, bollettino del giorno
Giornata densa di notizie quella di ieri. Mentre continua il quasi totale silenzio dei media sulla vicenda la situazione è sempre più confusa.
Nella mattina di ieri alcuni rappresentanti degli assistenti di volo aderenti all’Sdl erano alla Sapienza, ospiti dell’Onda. Il tema era lo sciopero generale di domani, 12 dicembre. Nell’aula dell’isitutito di Fisica c’erano pochi studenti e con il personale Alitalia erano stati invitati altri ‘testimonial’ del mondo del lavoro. Ognuno ha spiegato agli studentii le condizioni del proprio settore di lavoro. C’era un’insegnante a Rebibbia, uno degli istituti di pena romani, che ha detto come la scuola nelle carceri è “in fase di smantellamento”, un cooperatore impegnato nell’assistenza sociale, preoccupato “per la sempre maggiore precarietà in cui si opera”, una giovane sindacalista della Cgil, nel settore metalmeccanico, un docente nella scuola secondaria in attesa di una regolarizzazione “che forse non ci sarà più”.
Tuttavia era un’assemblea ‘triste’. Interventi “di sette minuti”, come ha chiesto il ‘moderatore’, ma in un clima che non riusciva neppure alla lontana a ricordare l’aria vivace e fantasiosa delle università occupate di molti anni fa. Indipendentemente dai racconti ‘revisionisti’ dell’Italia della ‘pacificazione’. Un oceano divide questi tempi da quelli nei quali la ricerca dell’idea del futuro da inventare colorava il tempo e riempiva le aule fino all’inverosimile, tra le grandi discussioni politiche ed i baci e le carezze tenere e appassionate dei contestatori innamorati. Forse l’Onda rischia di patire il conservatorismo, anche quello di snistra.
Ma è la crisi di questo Paese e nessun luogo ne resta immune.
Nello stesso momento alcuni ‘nuovi’ cassintegrati della Compagnia di bandiera erano alla Magliana, nella sede di Alitalia dove lavorano i manager. Chiedevano lumi sui criteri che hanno ispirato l’invio delle prime lettere di cigs, ponevano domande tecniche sullo stato della loro situazione e sulle prossime assunzioni. Come era facile prevedere le risposte dei dirigenti dell’azienda sono state del tutto evasive.
Un tema, tuttavia, sembra farsi largo in questo momento. Sia i piloti che gli assistenti di volo sono costantemenente ‘monitorati’. Per volare è necessario conseguire delle ‘abilitazioni’ che non valgono all’infinito. Se si vuol guidare un’automobile si supera la prova e tutto finisce lì. Per chi sta per aria gli ‘esami’, invece, non finiscono mai e le abilitazioni vanno rinnovate periodicamente, così come sono necessari controlli medici e l’aggiornamento permanente.
Ora, il personale che da qualche giorno è in cassa integrazione deve poter svolgere queste procedure di verifica altrimenti perde la possibilità di lavorare. Non si stratta di procedure ‘volontarie’, quasi si dovesse rinnovare un certificato, ma di operazioni che richiedono la responsabilità dell’azienda. Ma se l’azienda non c’è? Si richia il paradosso di persone che, con i temini in scadenza, potrebbero essere assunti in Cai e aver perso l’idoneità al volo e tutto per disorganizzazione.
Nella confusione del momento pare che la questione non sia stata presa in considerazione e se mai ce ne fosse stato bisogno un nuovo motivo di preoccupazione ha assalito i lavoratori.
Neppure si comprendono i criteri sulla base dei quali si stia procedendo alla cigs. Le considerazioni esposte dai dirigenti di Alitalia non sembrano chiarire nulla, anche perchè non si capisce chi sia in cassa e chi no. Dovrebbero diventare circa 1500, ma sara così? Nei gorni scorsi alcuni assistenti di volo su un aereo impegnato in una tratta intercontinentale stavano lavorando, ma erano contemporaneamente in cigs. Miracoli italiani.
Nel frattempo l’Enac ha chiesto agli altri vettori nazionali di non aumentare in modo ingiustificato i prezzi dei biglietti aerei, in particolare se si dovessero trovare in una situazione di monopolio. L’invito è partito dopo alcune segnalazioni di associazioni dei consumatori che hanno notato aumenti delle tariffe non solo da parte di vettori low cost ma anche da parte di quelli tradizionali.
“Abbiamo chiesto ai vettori nazionali – ha affermato il direttore generale dell’Enac, Silvano Manera – che nella situazione attuale di contingenza economica, evitino atteggiamenti ingiustificati di aumento dei prezzi. Questo vale per quei vettori che, a causa della situazione di Alitalia, si dovessero trovare in una situazione di monopolio”. Manera ha anche aggiunto che più di una associazione dei consumatori ha segnalato un aumento delle tariffe dei vettori che non trovavano concorrenza. L’Enac ha poi confermato anche le sanzioni che ha applicato nei confronti di Alitalia, sanzioni “per mancata assistenza ai passeggeri”.
Tra le associazioni c’è Confconsumatori, che ha annunciato un esposto all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato per accertare se il comportamento delle compagnie aeree possa configurarsi come pratica commerciale scorretta. I consumatori hanno chiesto ad Enac di intervenire per far cessare questa prassi ed hanno annunciato che chiederanno all’Antitrust di accertare se dietro a questo aumento dei biglietti possa nascondersi un cartello tra le compagnie a danno degli utenti.
”I vettori aerei – dichiara Carmelo Calì responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante dell’associazione nel ‘Comitato Tutela Diritti Passeggero’ presso l’Enac – pensano di scaricare sui passeggeri le perdite che hanno a causa della crisi economica in atto. Ma si sbagliano e se pensano di comportarsi come i furbi cowboy del far west, tentando di imporre la legge del più forte, sappiano che i cittadini saranno capaci di reagire di fronte a un fatto ingiusto”.
L’auspicio è encomiabile, ma l’attitudine speculativa dei ‘cartelli’ non è una novità nel mercato nazionale, mentre sono meteore i tentativi di bloccarne le discutibili strategie tariffarie.
A rendere scuro il cielo anche la crisi economica che ha investito il settore del trasporto aereo. Enac dichiara che “sulla base di dati ancora parziali si è registrato per i vettori nazionali un calo della domanda a novembre di oltre il 20 per cento rispetto allo stesso mese del 2007. Ad ottobre, invece, la crescita della domanda è stata pari a zero”. Insomma un disastro.
Gli aerei Alitalia, a causa dell’attuale gestione poco accorta e dei tagli, sono sempre più vuoti. Sempre Enac fa notare che “i voli Alitalia hanno coefficienti medi di riempimento giornaliero del 40 per cento, contro un break even del 75″. l’Enac rileva “con più preoccupazione l’andamento di Alitalia. Per gli altri vettori la situazione è meno negativa e per questo abbiamo fatto un richiamo a non alzare i prezzi”.
Dunque i voli in questo ultimo periodo sono stati riempiti solo per la metà . Per Enac una parte del problema è anche “la non adeguata informazione e comunicazione ai passeggeri” sullo stato dei voli. Una condizione di questo tipo colpisce fortemente il valore di un’azienda e la domanda su chi sarà ritenuto responsabile di questo non appare superflua. Ma non troverà mai risposta e tantomeno provvedimenti
Venerdì prossimo i vertici di Cai terranno una conferenza stampa a Roma, alle 15, all’auditorium dell’Ara Pacis. Sarà la prima occasione in cui Colaninno e Sabelli incontreranno ufficialmente i giornalisti ed in quel momento dovrebbe essere stato già firmato il contratto di acquisizione di AirOne da parte di Cai. Non è previsto, invece, alcun annuncio sulla scelta del partner straniero.
Su questo punto ieri il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha partecipato ad una lunga riunione con i vertici della ‘cordata partiottica’ nello studio legale Bonelli Erede Pappalardo di Milano. Con il capo della compagnia francese anche Pierre Henri Gougeon, il suo braccio destro. Al termine, uscendo dagli uffici dello studio legale milanese, Spinetta ha definito la riunione “costruttiva e di approfondimento” escludendo che ci saranno comunicati stampa (“assolutamente no”) e ha aggiunto che si tratta delle “prime discussioni” con i nuovi vertici di Alitalia.
Secondo il direttore generale dell’Enac, Silvano Manera il numero di voli Alitalia sarà di 356 al giorno fino al 12 gennaio prossimo, quando sarebbe previsto il passaggio definitivo delle operazioni a Cai. Al passaggio delle consegne la Nuova Alitalia dovrebbe avere come operativo iniziale in totale 550 voli, considerando anche i 200 di AirOne.
In questi ore, infine, un altro argomento scuote il già compromesso morale dei lavoratori della Compagnia di bandiera. Due dipendenti, assistenti di volo, si sarebbero tolte la vita. InviatoSpeciale si limita a darne notizia, ma non intende insistere sull’argomento. Le vicende umane e il dolore di familiari ed amici di chi si trova coinvolto in queste tragedie dovrebbero sempre imporre rispetto e riservatezza. La complessità di gesti di così straziante gravità hanno sempre origini lontane, difficlmente riconducibili a contingenze improvvise e specifiche. Comunque, debbono rimanere fatti rigidamente privati.
La vicenda delle due assistenti di volo, tuttavia, ha colpito a fondo la sensibilità di moltissimi loro colleghi ed aperto un altro pericoloso fronte di preoccupazione.
Per concludere un lettore ci ha segnalato un video sulla produttività di Alitalia. Ci sembra interessante mostrarlo, oltre qualunque considerazione sull’organizzazione che lo ha realizzato. Come deve essere per la stampa indipendente.


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