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Alitalia, Astolfo e la luna

Autore: . Data: mercoledì, 10 dicembre 2008Commenti (1)

E’ necessario ritrovare il senno

Astolfo non potrà usare un aereo Alitalia per volare sulla luna, volo cancellato, ed Ippogrifo deve essere in cassa integrazione. Però sembra davvero indispensabile recuperare in quelche modo il senno sparito durante la vicenda della Compagnia di bandiera.

Ieri si è conclusa la prima fase di incontri tra Cai e i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti sulle attività di ‘monitoraggio dell’applicazione degli accordi raggiunti’.

Alla fine dell’incontro è stato sottoscritto un verbale in cui si conferma l’interesse delle parti a mantenere il servizio di trasporto da e per gli aeroporti sia per il personale di terra che per gli equipaggi, anche se saranno necessari “ulteriori approfondimenti tecnici volti a confermare la possibilità di accedere a finanziamenti pubblici a favore del sito aeroportuale”. Le parti sono inoltre d’accordo sulla necessità di “concludere le verifiche attuative di quanto convenuto nell’accordo del 14/11 prima dell’avvio delle attività operative, anche valutando l’opportunità di regimi transitori”.

Durante la discussione Cai avrebbe fornito chiarimenti sulle “modalità operative del processo di assunzione delle risorse (leggi lavoratori, ndr)”, e ha confermato che dopo l’avvio delle attività operative “potranno essere usate forme di riduzione collettiva dell’orario di lavoro anche al fine di massimizzare i livelli occupazionali”.

Sindacati e azienda torneranno a incontrarsi prima della partenza di Cai, “ribadendo in ogni caso l’impegno a proseguire nell’attività di monitoraggio congiunto e di verifica applicativa delle intese raggiunte e delle modalità operative del processo di assunzione delle risorse”.

Il linguaggio è ostico, i contenuti improbabili. Al momento non si capisce nulla della situazione. Una parte di lavoratori ha ricevuto la comunicazione dell’avvio della cassa integrazione a zero ore, una parte no, altri lavorano non si sa per chi. Neppure è dato sapere con quale criterio si siano ‘scelti’ qualli da mettere in cigs, quelli da lasciare nel limbo e quelli da tenere sui voli ancora operativi.

C’è da domandarsi allora cosa stiano monitorando Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti. Lo stato d’animo dei dipendenti di Alitalia è terribile, allucinato in una girandola di incertezza, incredulità e dolore.

Ci ha scritto una assistente di volo: “Ho ricevuto via mail la lettera di cigs a 0 ore. Non immaginate che panico stà suscitando. A quanto pare il criterio è “random”, a macchia di leopardo. Alcuni che hanno ricevuto la lettera si considerano già fuori. Non credo sia così. Però mi fa male vedere uomini e donne lasciati a loro stessi, senza informazioni, che si dibattono per sapere qualcosa sul proprio destino”.

Ed un’altra hostess: “Scrivo a lei gentile direttore, come ho già fatto con molti altri direttori di testate. Da questi non ho ricevuto nessuna risposta, diretta o indiretta. Ho chiesto loro di essere coraggiosi e scrivere tutta intera la verità sulla  vicenda Alitalia, di non contorcersi sulla “montagna di privilegi” che immaginano ci ricoprano e di scavare, scavare e trovare la verità quella vera. Solo che ci vuole troppo coraggio credo…nessuno scava più di tanto…Ah…già, dimenticavo di presentarmi, sono una dipendente Alitalia, da 22 anni (ad oggi mi considero ancora in forza, visto che non ho ricevuto alcuna lettera e/o comunicazione dalla MIA azienda su eventuali cambiamenti della mia posizione) [...] Mi sento impotente, le mie e quelle dei miei colleghi sono urla nel silenzio! Ci stanno massacrando in tutti i modi e nessuno intorno volge una parola, uno sguardo”.

Sindacati che concludono un incontro parlando di esseri umani allo sbando e scrivendo “processo di assunzione delle risorse” svelano nel linguaggio stesso l’assoluto disprezzo per famiglie, madri, padri, figli che prima di tutto debbono veder riconosciuta la propria dignità di cittadini.

Nella distanza tra realtà e propaganda interviene Fausto Marchionni, amministratore delegato di Fondiaria-Sai, azionista di Cai, parlando a Torino con i giornalisti durante lo scambio di auguri natalizi. Il socio della ‘cordata patriottica’ non offre alcuna indicazione sulla sede della futura compagnia di volo e nemmeno su altri dettagli, ma fa una considerazione chiara: “Bisogna partire bene. Dopo tanto battagliare, a torto o a ragione, ciò che conta è l’efficienza. Non importano le bandiere, basta che la società sia efficiente. Tutto il resto passa in seconda linea. Tutto sarà chiaro quando ci sarà un socio industriale, chiunque sia. Naturalmente con Cai si volerà di più e meglio”.

La crisi del Paese è gravissima, i livelli di consapevolezza diffusa tra i cittadini sul reale stato dell’economia nazionale molto bassi, l’informazione è un tritatutto nel quale scompare qualunque cenno realmente critico sul presente ed un rappresentante del mondo imprenditoriale, senza alcun tipo di reticenza, afferma che “ciò che conta è l’efficienza…tutto sarà chiaro quando ci sarà un socio industriale”.

Come tutto sarà chiaro quando entrerà Air France-Klm? Ma allora perchè non lo si è permesso nella scorsa primavera, liberando oltre un milardo di euro (forse tre) da destinare alla società civile ed offrendo ai lavoratori la certezza di una occupazione in una compagnia seria e competitiva? Come, “quando entrerà un socio industriale”? Allora Cai è davvero una scatola finanziaria (per altro dal braccino corto corto) senza alcun know how nell’aviazione civile e senza piano operativo.

Poi è stata la volta di Franco Pecci, presidente Blue Panorama. Il manager, festeggiando i dieci anni della sua compagnia low cost pensa ad una azienda aeronautica diffusa, costruita attraverso l’alleanza commerciale tra Cai e vettori come Bpa, WindJet, Livingston, Neos, Eurofly, Air Italy, Meridiana.

Pecci dice:”Il network potrebbe volare su destinazioni studiate secondo una pianificazione collegiale e da attuare con la stipula di accordi commerciali. Una pratica che già altri grandi vettori europei hanno attivato”.

Alitalia ridotta a low cost. Ma il disegno non era quello di ricostruire una forte Compagnia aerea nazionale?

La confusione sotto il cielo è grande e forse l’ultima speranza è che Astolfo trovi un sistema per raggiungere la luna. A patto che poi abbia voglia di tornare indietro. L’Italia sta diventando un paziente in condizioni molto critiche.

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    MA delle due hostess che si sono suicidate? Non parla nessuno? Cos’è omertà assoluta… in un mese due persone hanno deciso di togliersi la vita. Ma non conta vero? Guai a vederci un nesso. Oggi un “gruppo di sbandati dipendenti” ha tentato di farsi ricevere dal Fantozzi, ma c’erano solo poltrone in pelle di pilota e hostess a riceverli. Dopo ore sono riusciti a parlare con qualche “subalterno” ed hanno saputo che le lettere cigs saranno in tutto poco più di 1400. A chi e come e perché resta un mistero. Per gli psciconani da giardino come quelli di Villa Madama la vita è “nulla”.

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