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Voto in contraccezione, quattro

Autore: . Data: venerdì, 28 novembre 2008Commenti (0)

Gli uomini non ne sanno quasi nulla

Contraccezione tabù di ferro per i maschi italiani. Due su tre confessano rapporti sessuali non protetti e solo uno su 5 indossa “qualche volta” il profilattico. Meno di 4 su 10 affrontano l’argomento con la partner, ne parlano più spesso con l’allenatore che con la mamma e appena la metà sa come funzionano le pillole ‘per lei’.

Però quasi tutti (il 91per cento e fino al 100 di studenti e 25-39enni) conoscono perfettamente la pillola del giorno dopo. Non solo: il 16 per cento ammette che la compagna l’ha provata, e tra il restante 84 c’è chi non esclude che l’abbia assunta a sua insaputa.

A consegnare agli uomini della Penisola la prima ‘pagella’ in materia di contraccezione e’ un’indagine condotta in luglio da Gfk Eurisko, interrogando via Internet un campione rappresentativo formato da mille maschi del nostro Paese dai 18 ai 54 anni d’età.

La ricerca, presentata a Milano da Alessandra Graziottin, a capo del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati del capoluogo lombardo, fotografa “una verità dolorosa”.

Di contraccezione gli uomini italiani sanno poco o nulla, commenta l’esperta. “Conoscono bene solo il ‘paracadute’ – dice – ossia la pillola del giorno dopo” usata sempre più spesso non come farmaco d’emergenza, ma come contraccettivo tout court.

Scorrendo i numeri dell’indagine, spiccano in particolare due categorie di impreparati: gli uomini del Sud, dove regna “nebbia fitta”, e i 30enni. Che almeno in fatto di contraccezione si confermano ‘bamboccioni’: sulle pillole ormonali femminili i 31-39enni (e ancora più i 25-30enni) sanno molto meno rispetto ai giovani 18-24enni; nella fascia d’età 31-39 anni sale al 71 per cento la percentuale di chi nella coppia discute di contraccezione “raramente” o “mai/quasi mai”; il 100 per cento degli ‘over 30 ma under 40′ sa tutto della pillola del giorno dopo e insieme i 25-30enni e i 31-39enni l’hanno sperimentata più dei 18-24enni (32 per cento e 21 nelle prime due fasce d’età, contro il 25 nella terza categoria).

Tra gli uomini italiani intervistati, il 70 per cento ha un rapporto stabile e il 14 dichiara “relazioni occasionali”. Ma fra questi due gruppi, poco più di un terzo (36 per cento) utilizza metodi anticoncezionali con particolare predilezione per il condom (22 per cento), seguito dalla pillola per lei (14 per cento).

Le percentuali di chi si protegge aumentano fra i giovani (ricorrono alla contraccezione l’83 per cento degli studenti e il 71 dei 18-24enni, fascia d’età in cui il preservativo viene usato dal 63), tuttavia “chi risponde di prendere precauzioni aggiunge sempre di farlo ‘qualche volta’ – evidenzia Graziottin – ed è proprio questa precisazione ad allarmarci”.

Parla di contraccezione con qualcuno l’81 per cento del campione. Tuttavia, “è sconcertante che il 59 per cento ne parli per la prima volta con gli amici. Un misero 5 ne discute con la partner e i genitori latitano: soltanto il 3 si confronta con la madre e appena il 4 con il padre, messo sullo stesso piano dell’allenatore” che raccoglie le stesse confidenze di papa’ (4 per cento).

In generale, la contraccezione è un argomento di coppia nel 39 per cento dei casi (il 28 per cento degli intervistati ne parla a volte e una nicchia dell’11 lo fa spesso).

Il restante 61 per cento affronta il tema con la compagna raramente (35) o mai/quasi mai (26), “ma il dato del Sud Italia schizza al 79″. A parlare più volentieri con la partner di anticoncezionali sono i maschi istruiti, che specie al Nord conoscono meglio anche il meccanismo d’azione delle pillole contraccettive: “Al Sud non sa niente il 73 per cento”, rileva Graziottin.

Quanto alla pillola del giorno dopo, i più informati abitano al Centro: il 99 per cento degli uomini conosce il farmaco e il 24 ne ha avuto un’esperienza diretta attraverso la compagna. Dalla ricerca risulta infine che il 36 per dei maschi italiani (ma solo il 17 tra Sud e Isole) conosce l’esistenza di un cerotto contraccettivo, mentre “il 64 non si domanda che cos’è neppure quando lo vede sulla pelle della partner”, chiosa l’esperta.

Chi ne ha sentito parlare lo ritiene efficace e sicuro e alcuni sanno che funziona anche in caso di vomito o diarrea, che ‘copre’ per 48 ore anche quando la donna si dimentica di sostituirlo e che può essere utilizzato anche dalle pazienti intolleranti al glutine o al lattosio.

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