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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Villari e l’inutilità del Partito democratico

Autore: barbera. Data: venerdì, 21 novembre 2008Commenti (0)

Com’era prevedibile il signor Villari, presidente della commissione di Vigilanza, del Pd ma eletto dal Pdl, non si è dimesso. L’Italia è un Paese nel quale, una volta afferrata, la poltrona non si molla.

Non era necessario essere dei veggenti per capire che Riccardo Villari sarebbe rimasto al suo posto. Se una persona seria si accorge di essere finito in un pasticcio che ferisce la sua dignità e offende le regole della democrazia immediatamente prende una decisione: si dimette.  Questo non è accaduto al momento della votazione, perchè avrebbe dovuto avvenire in seguito?

Per chi si è interessato alla cronaca i fatti sono noti ed oggi sono possibili alcune brevi riflessioni. Che i politici italiani abbiano perso il senso della realtà è forse l’unica cosa che in questo Paese raccoglierebbe la maggioranza dei consensi tra i cittadini. Nel Palazzo è come se avessero chiuso porte e finestre sul mondo, per vivere in un luna park disastrato, dove i giochi e le giostre girano per se stessi, in solitudine, mentre i bimbi si divertono a guardarle impazzire.

E’ ovvio che dietro la vicenda Villari ci sono inqualificabili guerre segrete tra correnti, gruppi, salotti e corporazioni. I media si affannano a giocare al gossip, affamati di retroscena (spesso inventati) della sceneggiata.

Noi preferiamo farci una domanda. Com’è possibile che questi signori, in quel del Parlamento, neppure riescono più a controllare gli esiti delle proprie manovre?

InviatoSpeciale, forse il solo tra tutti i media, aveva subito scritto che era indecoroso usare un giornalista autorevole e stimato come Sergio Zavoli, di 85 anni, per ficcarlo in uno dei peggiori esempi di manovrismo da sottogoverno degli ultimi anni.

La stima per le persone impone anche il rispetto per le regole e le procedure. Non si può designare qualcuno per sostituire qualcun altro se il motivo dell’investitura nasce per mettere pezza ad una manovra immorale. Che prima chi è stato protagonista di una  vicenda oscura prenda la decisione giusta (dimissioni di Villari), poi si riapra la questione ed infine si scelga in libertà la nuova persona da indicare.

Invece si è preso un uomo rispettabile e rispettato e lo si è opposto al corresponsabile di un pasticcio, ma non in virtù della sua autorevolezza, non per lui stesso, ma dopo l’ennesima trattativa (per altro sottobanco) e lo si è indicato per risolvere un guaio.

Zavoli neppure era nella commissione di Vigilanza, a testimoniare che il Pd non pensava a lui come a qualcuno che dovesse occuparsi della materia. Se questo non è usare le persone non è chiaro cosa sia.

E triste che Zavoli non si sia opposto alla manfrina, non abbia detto: “Io con queste cose non ho nulla a che vedere, cercatevi un altro”.

Tra le tante dichiarazioni dissennate ne riportiamo due, una è quella di Giovanna Melandri, parlamentare del Pd: “Non c’è cittadino italiano che non sa dell’accordo su Zavoli” e poi ha aggiunto “i capigruppo di Udc e Pd glielo hanno comunicato formalmente. Siamo passati dall’ammuina alla sceneggiata”.

L’altra è quella del segretario del Pd, Walter Veltroni: “Ora è riunito il direttivo del gruppo al Senato e si deciderà come comportarsi con Villari, in una vicenda che ha assunto caratteri pazzeschi. Villari è stato eletto con i voti della maggioranza in un posto che spettava all’opposizione. Giovedì aveva detto che non avrebbe fatto nulla contro il partito, poi a me ha detto che si sarebbe dimesso e ancora dopo ha detto che si sarebbe dimesso dopo che si trovava un’intesa sul nome. Una vicenda pazzesca, come talvolta accade nella politica italiana. Noi sulla Commissione di Vigilanza Rai abbiamo fatto un’intesa con Palazzo Chigi sul nome di Zavoli. Il problema ora non è più mio, ma in casa della destra. Se vogliono lo risolveranno loro. Spetta a loro applicare un’intesa se ci troviamo ancora tra persone serie”.

Lavoratori del luna park, la Melandri e Veltroni non sanno che forse sono milioni i cittadini italiani che della faccenda non sanno nulla. Perchè avendone viste troppe invece di subire i pastoni dei telegiornali preparano il pranzo, la cena o guardano qualche sceneggiato. Al massimo tengono il televisore acceso e parlano d’altro. Davvero i due parlamentari pensano che i cittadini perdano tempo ad inseguire il sottobosco della politica?

E’ scandaloso, invece, che si parli di accordi, incontri, manovre, designazioni in questo modo. Ed è “assurdo” che il capo dell’opposizione faccia un’intesa col governo per la nomina di un presidente dei una commissione parlamentare, che per l’appunto dovrebbe essere nominato ad di fuori delle ingerenze di Palazzo Chigi. Perchè la commissione di Vigilanza sulla Rai è un organo di garanzia, il presidente del Consiglio è il proprietario di Mediaset e della Rai, il conflitto di interessi è evidente come una balena spiaggiata a Rimini, come è pensabile chiedergli se accetta il controllore?

E, poi, incomprensibile come si possa continuare a complottare, all’interno dello stesso partito di opposizione, per ‘fregare’ un alleato (l’Italia dei valori), oppure il segretario, oppure chissà chi. Perchè una parte dell’affaire è tutto in casa Pd. Altro che passare “dall’ammuina alla sceneggiata”, come sostiene la Melandri. C’è un governo che dal primo giorno della sua attività continua ad inseguire un programma autoritario, facendo ricorso ad una campagna propagandistica da paura (che coinvolge anche la Rai). Ci sarebbe da dire, con linguaggio semplice e popolare “siamo alla frutta”.

Ora si espelle Villari, dopo che qualcuno lo ha ammaliato e non solo tra le fila degli avversari, se è vero che nel voto per la sua elezione due rappresentanti dell’opposizione lo hanno votato per lui. Vero che il pettegolezzo indica in Villari stesso uno dei votanti, ma almeno un altro sapeva e si è prestato. Ed è facile supporre che anche gli altri fossero al corrente di quello che stava per succedere, essendo il luna park pieno di corridoi.

A testimoniare il degrado ci si è messo, qualche ora dopo, Nicola Latorre, sempre del Pd, attivo suggeritore dell’avversario politico, Italo Bocchino, sempre in funzione anti Italia dei valori. Membro, guarda un po’, della commissione di Vigilanza.

Il Paese è in crisi, i cittadini sono in difficoltà e questo governo ha imboccato una strada pericolosa, forte del controllo della quasi totalità dei media.

Il Partito democratico, a questo punto, è visibilmente lontano dalle idee, dai sentimenti e dalle speranze di moltissimi elettori che si erano lasciati convincere durante la campagna elettorale. I suoi dirigenti, divisi in un numero imprecisato di correnti, dovrebbero pensare di più ai cittadini, imparare da loro com’è la vita quotidiana di un italiano con la pasta a settanta centesimi quando va bene, invece che divertirsi a guardare giostre impazzite.

Non lo faranno, anche questo è facile da prevedere. Perchè non ne sono più capaci.

Roberto Barbera

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