Una giornata d’intolleranza
Ieri è stata una giornata nera per gli episodi e le notizie emerse sull’intolleranza nel nostro Paese. E’ bastato scorrere le agenzie per trovare casi di discriminazione, razzismo e antisemitismo.
Non è in pericolo di vita, ma porterà per sempre con sè i segni indelebili della violenza subita. E’ il senzatetto al quale poco dopo la mezzanotte hanno dato fuoco dei criminali. L’uomo dormiva su una panchina a Rimini, inerme.
Il clochard si chiama Andrea Rizzo, ha 46 anni ed è originario di Taranto. Ha riportato ustioni di secondo e terzo grado e resta in prognosi riservata al centro Grandi Ustionati dell’ospedale di Padova. Andrea era ben conosciuto dagli assistenti sociali che lo ricordano come un uomo pacifico e riservato. Come potrà salvarsi dal dramma interiore che l’ha portato a vivere in strada dopo questa aggressione?
Paolo Pezzana, presidente della Fiopsd, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, ha dichiarato: “Non è la prima volta (che avvengono episodi di questo tipo, ndr.), e temiamo che non sarà l’ultima, perché la cultura dell’intolleranza che sta dilagando in modo subdolo, negata da tutti però praticata nella realtà, poi ha delle conseguenze, fa delle vittime”. Secondo Pezzana la lotta contro la banalizzazione di questi eventi tragici non deve finire e non si può lasciare che questi episodi si commentino da soli.
Rimangono, intanto, ignoti gli aggressori che hanno versato addosso al senzatetto del liquido infiammabile e poi hanno appiccato il fuoco, anche se la Questura procede nelle indagini.
Identificato, ma non ancora fermato dalla Digos di Roma, invece, l’autore di scritte razziste e antisemite apparse nella capitale fra settembre e novembre. E’ Maurizio Boccacci, 52 anni, fuoriuscito da Fiamma Tricolore, denunciato in base alla legge Mancino del ’93, che prevede sanzioni per chiunque si riferisca a ideologie nazifasciste e a discriminazioni razziali.
L’autore delle scritte avrebbe ammesso di aver ideato “Militia”, la sigla di un nuovo movimento di estrema destra, e di aver affisso 5 striscioni.
Sempre a Roma, all’alba di sabato mattina, è stato aggredito e rapinato un prete africano, don Edmond Velonjara. La notizia, però, è stata data solo ieri dalla web tv abruzzolive.
Don Edmond, viceparroco nella Chiesa di San Pietro a Lanciano, si trovava in una sala d’attesa di Fiumicino, in procinto di tornare nel suo Paese, il Madagascar, quando è stato avvicinato da 5 uomini, dei quali uno l’ha bloccato da dietro e gli altri l’hanno aggredito.
Una volta immobilizzato, è stato derubato di cellulare, soldi, passaporto, oggetti personali, ma fatto altrettanto grave è che nessuno è intervenuto per aiutarlo.
Si sa che le forze dell’ordine erano assenti in aeroporto a quell’ora, ma gli altri passeggeri o gli aeroportuali dov’erano? Nessuno ha visto o sentito alcunché? Non è dato sapere, almeno per ora.
Il sacerdote voleva restare qualche settimana nella sua terra per rivedere la madre e far ricostruire la sua casa, distrutta da un alluvione qualche anno fa. Adesso sta aspettando un visto speciale dell’ambasciata del Madagascar per poter lasciare l’Italia senza passaporto.
Tornando in Emilia Romagna, è stato reso noto che 8 agenti, un ispettore capo e un commissario capo della Polizia Municipale sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Parma per l’aggressione a Emmanuel Bonsu Foster, ragazzo ghanese di 22 anni.
Scambiato per un pusher durante un’operazione antidroga, lo studente è stato picchiato, fermato e chiamato “negro” dai vigili urbani, solo perché non voleva ammettere un reato che non aveva commesso.
I capi di imputazione formalizzati dalla Procura nei confronti dei vigili sono: percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d’ufficio, con l’aggravante dell’abuso di potere.
Materia sulla quale riflettere e motivi per vergognarsi.


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