Un mondo senza mine
Nona conferenza a Ginevra
Si è aperta ieri a Ginevra e durerà fino al 28 novembre la nona conferenza dei Paesi membri della Convenzione di Ottawa per il bando delle mine antipersona. Per numerosi Paesi i termini stabiliti dalla Convenzione per la distruzione degli stock nazionali di mine e per la bonifica dei territori minati stanno scadendo, ma troppi Stati – tra cui Regno Unito, Grecia, Mozambico o Venezuela – non sono pronti a onorare gli impegni presi.
“Siamo a un momento cruciale per il rispetto della promessa di un mondo senza mine”, ha dichiarato il ministro degli esteri svizzero, Micheline Calmy-Rey, quest’anno presidente della Conferenza.
Il trattato del 1997 vieta l’uso, la produzione, lo stoccaggio e il commercio di mine antipersona, ordigni che infestano il terreno e continuano a uccidere i civili anche in tempo di pace. Ma quest’anno tre Paesi (Grecia, Turchia e Bielorussia) non hanno rispettato la scadenza prevista per la distruzione dei loro rispettivi arsenali. Inoltre 15 Stati (Bosnia-Erzegovina, Ciad, Croazia, Danimarca, Ecuador, Giordania, Mozambico, Nicaragua, Peru’, Senegal, Thailandia, Regno Unito (isole Falkland), Venezuela, Yemen e Zimbabwe) su un totale di 21 per i quali il 2009 segna il termine della scadenza prevista per la bonifica delle loro zone minate hanno chiesto una proroga del termine.
Secondo il ministro svizzero una simile richiesta deve rappresentare un’eccezione perché altrimenti “la Convenzione perderebbe credibilità ”. Anche la Campagna internazionale contro le mine (Icbl) si è pronunciata per un esame severo delle richieste e ha criticato Paesi come il Venezuela ed il Regno Unito che non hanno neanche cominciato i lavori di sminamento.
Grazie al Trattato, intanto, sono stati distrutti più di 40 milioni di mine e bonificati migliaia di chilometri quadrati di terreno.


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