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‘Street parade’ di studenti a Bologna

Autore: . Data: sabato, 8 novembre 2008Commenti (0)

La cronaca per “tu inviato”

Bloccare l’economia in maniera simbolica e anche il traffico riappropriandosi degli spazi urbani in modo pacifico e festoso. E’ stato questo lo scopo della ’Street parade’ di ieri (giovedì 7 novembre) a Bologna, il corteo con cui gli studenti hanno mostrato di saper andare al di là della protesta, contro i tagli all’istruzione e alla ricerca, contro l’idea di scuola del governo e le privatizzazioni: studenti, verso una contestazione generazionale.


Erano tantissimi gli studenti che ieri sera hanno invaso le strade di Bologna per la Street Parade, manifestando il loro dissenso e il desiderio di riappropriarsi della città. Il corteo è partito da piazzetta Verdi alle 19, con un po’ di ritardo a causa dell’ostruzione delle forze di polizia, che hanno voluto perquisire il furgoncino in testa. Proseguendo nella zona universitaria, lungo via Petroni, il corteo si è fermato davanti a uno dei negozi di merchandising dell’Alma Mater, simbolo della mercificazione dell’università e dell’ideologia aziendalista, che toglie fondi allo studio e alla ricerca.

Continuando per via San Vitale, la manifestazione ha fatto tappa presso una filiale dell’Unicredit Banca, sponsor e “cassa” dell’Università di Bologna (è su conto Unicredit che vengono versate le rate universitarie): qui gli studenti hanno lasciato impronte e testimonianze del loro passaggio, in particolare un ironico stampo raffigurante il ministro Tremonti con delle forbici all’altezza del collo e la scritta “Tagliategli la testa”.

Durante il percorso altri manifesti, tracce e striscioni sono stati appesi tra i pilastri dei portici, sui muri e sui portoni. Giunto presso la Feltrinelli di piazza Ravegnana, il corteo è rientrato in via Zamboni, per raggiungere la sede dell’Unicredit Banca, che è stata oggetto di lanci di vernice colorata. Quindi, sono stati appesi cartelli con la scritta “Vendesi” sulle porte delle varie sedi dell’Università e del rettorato.

Il corteo ha oltrepassato Porta Zamboni, riversandosi sull’incrocio tra via San Donato e via Filopanti, zona non autorizzata, dove è cominciato un gioioso e creativo blocco del traffico, con striscioni, cori, girotondi, musica e balli, culminato all’incrocio successivo con uno spettacolo di artisti di strada. La Street Parade si è conclusa con una festa aperta a tutti in zona universitaria.

Studenti, ricercatori e insegnanti, dunque, proseguono la lotta anche dopo l’approvazione del decreto Gelmini-Tremonti. Sottolineano, inoltre, che l’apertura del governo è del tutto fittizia, che i tagli sono reali, e che se i rettori dovessero cadere nella trappola del dialogo, l’Onda proseguirà le sue manifestazioni.

Prossimo appuntamento a Roma, il 14 novembre per lo sciopero generale dell’università, e il 15 e il 16 per l’assemblea nazionale degli studenti, senza dimenticare le iniziative di autogestione e autoformazione che in tutte le sedi proseguono e continueranno anche nelle prossime settimane.

Giorgio Coratelli


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