Statali Cgil in sciopero
Oggi tocca al centro Italia
Riprende oggi la mobilitazione dei lavoratori del pubblico impiego aderenti alla Cgil contro il governo, per denunciarne la politica in merito al rinnovo di contratto di categoria. Quello odierno è soltanto il primo atto e riguarda i dipendenti del centro Italia (chiamati a Roma per un corteo che si terrà in mattinata). Seguiranno quelli del nord (il 7 novembre) e del sud-isole (il 15).
La scorsa settimana si è aggiunto un fatto nuovo, che ha ulteriormente rafforzato le ragioni della Funzione pubblica Cgil: vale a dire la firma in calce ad un Protocollo per il rinnovo di quel contratto, firmato dal governo e dalle sole categorie di Cisl e Uil.
Il Protocollo, denuncia la Fp-Cgil, prevede “stanziamenti per il rinnovo del contratto 2008 pari a 2.800 milioni di euro che equivalgono a 40 euro netti in busta paga per i lavoratori statali e a 50 euro per la scuola e che costituiscono linea di indirizzo anche per le autonomie locali e la Sanità”. Una cifra respinta al mittente dalla confederazione di Epifani, tanto più che “nei due precedenti bienni, con una inflazione che era la metà di quella attuale, ottenemmo aumenti medi di 101 e 105 euro”.
Il Protocollo, sottolinea ancora la Fp-Cgil, nega qualunque speranza di stabilizzazione per “i 57.000 lavoratori precari che verranno inevitabilmente licenziati nel mese di luglio vista l’assenza di qualsiasi misura di garanzia loro dedicata”.
Nessuna certezza, inoltre, “è stata data alla effettiva possibilità di cancellare le norme del disegno di legge ‘Brunetta’ che riducono il diritto a contrattare nei settori pubblici: dalla facoltà di concedere aumenti unilaterali al ritorno del controllo di merito da parte della Corte dei Conti”.
Mentre la categoria conferma dunque le mobilitazioni, si sofferma sui “ridicoli nonché ripetuti comunicati con i quali quanti hanno sottoscritto questa scandalosa intesa tentano di valorizzarla affermando contenuti e garanzie che nell’intesa e nella presentazione non ci sono”.


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