Scuola, si dialoga?
Ma il 14 sindacati in piazza
“C’è bisogno di un atto di umiltà del Governo. C’è bisogno di ascoltare questo grande movimento, di tenere le bocce ferme e di iniziare una discussione nella quale effettivamente affrontare i veri nodi di quelle che vengono definite riforme, che per essere tali, hanno bisogno di cambiamenti, ma cambiamenti che abbiano alla fine un chiaro indirizzo di dove si vuole andare”.
Tende la mano al ministro Gelmini (pur cercando di mantenere il punto) il segretario generale Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) Cgil, Domenico Pantaleo, durante una conferenza stampa a Bari per illustrare i motivi della mobilitazione del 14 novembre prossimo a Roma. Di fronte alla disponibilità al dialogo “abbiamo invece l’impressione – ha aggiunto Pantaleo – che si vuole andare verso una destrutturazione in termini privatistici del nostro sistema di istruzione”.
Perciò il 14 novembre “faremo una manifestazione unitaria”, preceduta oggi pomeriggio da un incontro con il ministro Gelmini, durante il quale “definiremo ancora più compiutamente le nostre opinioni”.
“Per noi il punto vero – ha aggiunto il segretario Flc Cgil – è che bisogna radicalmente cambiare impostazione su dove vogliamo collocare il nostro sistema delle conoscenze di Università e Ricerca”. Senza quel cambiamento di rotta, “la nostra opinione è che pur apprezzando la volontà di discussione da parte del Governo, rischiamo di non fare passi in avanti”.


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