Domenica, 14 Marzo 2010 - 04:04
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Categorie | cronaca

Sciopero della fame anti Gelmini

Un appello per “Tu inviato”

Per Marco Spitella, padre di una bambina, oggi primo novembre è il quinto giorno di digiuno, per protesta contro la ‘riforma’  della Gelmini.

Quinto giorno di digiuno. Sto meno peggio di quanto temessi all’inizio. Il mio corpo si è abituato alla nuova situazione e, per ora, “reggo”, ma non so per quanto potrò continuare. Riesco ancora a svolgere tutti i miei compiti “istituzionali” di impiegato ministeriale e padre di famiglia, per cui continuo ad andare a lavorare, a fare la spesa, a cucinare come ho sempre fatto.

Però, a dire la verità, mi sento un po’ solo. Ho ricevuto attestazioni di solidarietà da diverse persone, che ringrazio, ma nessuno si è fatto avanti per unirsi alla mia protesta, come in cuor mio speravo accadesse. Scorrendo i resoconti della varie manifestazioni di ieri, però, sono stato molto contento nel leggere che molti si stanno rendendo conto di cosa significa veramente l’azione intrapresa dal governo e hanno scritto e gridato “un popolo ignorante fa comodo al Potere”.

Ora PD e IdV parlano di referendum per abrogare tutto quello che si può del decreto Gelmini, ma da quanto leggo in giro il cuore di questa pseudoriforma è inattaccabile, essendo espresso da leggi di bilancio non sottoponibili a referendum, per cui ci si ridurrebbe a smantellare (in caso di successo…) il grembiulino e il voto in condotta, lasciando intatti i tagli di bilancio che sono il vero depauperamento della scuola pubblica.

Non si tratta, infatti, di combattere contro grembiulini, maestro unico o voto in condotta (specchietti per le allodole) ma in favore dello sviluppo delle menti, nel senso più ampio del termine, dei nostri bambini, che in una scuola ridotta a 24 ore settimanali saranno imbottiti di nozioni, per rispettare i programmi, senza che si consenta loro di sviluppare (per mancanza di tempo…) alcuna riflessione critica su quello che ascoltano. E se è vero, come è stato dimostrato da approfonditi studi in materia, che è nei primi anni di vita che i bambini assorbono come spugne tutto quel che occorre loro per capire il mondo che li circonda, è facile dedurre che se si “azzoppano” in questo modo gli alunni delle elementari si azzoppa la capacità critica di un popolo. Continuo a digiunare, perché continuo a volere una scuola pubblica coi fiocchi.

Marco Spitella



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