Pio XII beato? Affar nostro
La Sante Sede replica duramente al governo israeliano, che definì “sfruttamento dell’oblio” il percorso verso la beatificazione di papa Pacelli. Rappresentarlo come indifferente alla sorte delle vittime di Hitler, ha affermato il segretario di Stato Bertone, “prima che oltraggioso, è insostenibile da un punto di vista storico”. Ma la polemica non si fermerà qui
Dopo giorni e giorni di vigile attesa, la reazione della Chiesa cattolica alle proteste del governo israeliano riguardo alla beatificazione di Pio XII è stata assai piccata: la questione, ha spiegato il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone (intervenendo ieri ad un convegno per il cinquantesimo anniversario della morte di Pacelli), “è di esclusiva competenza della Santa Sede”.
In precedenza, era stato il ministro israeliano per gli Affari sociali, Isaac Herzog, affiancato da altri esponenti della comunità ebraica, a contestare duramente il percorso verso la beatificazione di Papa Pacelli, accusato quantomeno di aver taciuto dinanzi ai crimini nazisti, a cominciare dall’Olocausto.
La beatificazione, ha controbattuto Bertone, rappresenta “un fatto religioso che esige di essere rispettato da tutti”.
La polemica non finirà qui, con ogni probabilità . Herzog, infatti, ricopre anche il ruolo di responsabile degli Affari della Diaspora, della lotta all’antisemitismo e dei rapporti con le comunità cristiane, e dalle colonne del quotidiano israeliano ‘Hareetz’ aveva tuonato con grande forza: “Durante il periodo dell’olocausto il Vaticano sapeva molto bene quello che stava accadendo in Europa e non vi è alcuna prova, per ora, di alcun provvedimento preso dal Papa”. Eppure, come Santa Sede, “avrebbe potuto esigerlo”.
Dunque, ha proseguito il ministro israeliano, “il tentativo di far diventare santo Pio XII è una forma di ‘sfruttamento dell’oblio’ rispetto a quei fatti e testimonia una assenza di consapevolezza. Invece di essere coerente con il verso biblico nel quale si afferma ‘Tu non permetterai che si versi il sangue del vicino’, il Papa rimase in silenzio e forse fece anche peggio”.
Di ‘polemiche strumentali, sempre meno comprensibili e soprattutto che con la storia hanno ben poco a che fare’, ha fatto cenno il segretario di Stato vaticano, che ha denunciato l’esistenza di “un fondo degli archivi vaticani che arriva al 1947 ed è interamente aperto ma, nonostante questo, quasi inutilizzato. Evidentemente a molti la storia importa soltanto se può essere usata come un’arma”.
La rappresentazione di Pio XII come indifferente alla sorte delle vittime del nazismo e come ‘Papa di Hitler’, ha proseguito il cardinale, “prima ancora che oltraggiosa, da un punto di vista storico è insostenibile, così come senza fondamento storico è l’immagine di un pontefice succube degli americani”. A detta di Bertone “di fronte agli orrori della guerra e a quella che poi sarebbe stata definita la ‘Shoah’, Papa Pacelli non restò neutrale o indifferente e quello che viene bollato come silenzio fu invece una scelta consapevole e sofferta, basata su un giudizio morale e religioso chiarissimo”.
Toccherà all’attuale pontefice, Ratzinger, provare a ricucire il filo di un dialogo interreligioso sempre più accidentato.


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