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Opplà, Berlusconi fa anche l’opposizione

Autore: barbera. Data: venerdì, 14 novembre 2008Commenti (0)

Il degrado della democrazia parlamentare italiana ha superato la fantasia. Ieri il centro destra ha scelto e votato il candidato del centro-sinistra. A questo punto si potrebbero chiudere le Camere.

Con una specie di giochetto da prestigiatori il centro-destra si è trasformato anche in opposizione. Ieri, nella votazione per il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, il Pdl e la Lega hanno scelto e votato il candidato del centro-sinistra. Si, nel senso che gli uomini di Berlusconi hanno fatto tutto da soli. Fedeli alla missione del Presidente operaio, medico, scrittore, cantante, musicista, imprenditore è nata la maggioranza-minoranza.

La triste vicenda della commissione di Vigilanza sulla Rai va avanti da mesi. Il problema è semplice: al centro-sinistra spetta il presidente, ma a Berlusconi il candidato Leoluca Orlando, dell’Italia dei valori, non piace. Per cui nulla e i mesi passano.

Mentre l’azienda pubblica va sempre più alla deriva i due schieramenti trattano, discutono, litigano. Fino all’ultimo colpo di scena, quando il Pdl indica Riccardo Villari, medico e parlamentare del Pd e se lo elegge. Per di più con l’aiuto di qualche furbacchione dell’altro schieramento, che hanno preferito stare comunque dalla parte dei vincitori.

A Villari sono andati i 21 voti di Pdl e Lega più due provenienti dal centro-sinistra.

In questi casi il segreto del franco tiratore è sacro, ma secondo alcune voci maliziose Villari si sarebbe votato da solo, mentre l’altro suo sostenitore potrebbe essere stato il radicale Marco Beltrandi.

Il neo eletto presidente coi voti dei suoi avversari cosa avrebbe dovuto fare? Secondo gli accordi presi in mattinata dimettersi subito. Ed anche in mancanza di questi una persona limpida lo avrebbe fatto lo stesso ed immediatamente.

Lui, invece, pensa e chissà perchè di doverne parlare col Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Poi aggiunge: “Farò quello che dice il partito, ma prima mi consulterò con  Schifani e Fini”.

L’onestà politica richiede grandi riflessioni per Villari, vedremo alla fine se mollerà la poltrona per la quale potrebbe anche essersi autoeletto.

Le reazioni dell’opposizione sono durissime. Veltroni, stupito per un comportamento assolutamente prevedibile da parte del Pdl commenta: “No all’arroganza, è un atto inimmaginabile da regime, non da democrazia”.

Il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, ha telefonato a Villari dicendogli che “dovrebbe dimettersi”. Nel caso non fosse capace di capirlo da solo, forse.

Ma Massimo Donadi dell’Idv ancora non ci crede: “Stamane, nella riunione tra il segretario del Pd Walter Veltroni e i commissari della Vigilanza, era stato preso l’impegno solenne, nel caso, a dimettersi subito. Si è dimesso Villari? non mi pare…”.

Di Pietro è arrabbiatissimo e alla Camera denuncia: “Berlusconi è come Videla, l’elezione di Villari è l’atteggiamento tipico di una dittatura argentina, ultimo atto di una deriva antidemocratica”.

Ormai l’opposizione del Pd non solo è incapace di capire e denunciare il degrado delle istituzioni prodotto da una di maggioranza che da mesi gioca con le regole più elementari della democrazia, ma deve anche convincere un suo esponente a ‘mollare l’osso’, perchè da solo lui non vuole farlo.

Gli errori di Veltroni, la sua conduzione solitaria e centralistica del partito, l’inconsistenza politica del Pd e la sua mancanza di identità producono danni drammatici. Il partito di Di Pietro, d’altra parte, pur resistendo con destrezza alle scorribande degli uomini del cavaliere non ha uno spessore tale da poter realmente impensierire il Pdl.

L’opposizione parlamentare italiana appare inerme e questo ultimo episodio è illuminante. L’idea di Italia Spa di Berlusconi è ormai salita su un Caterpillar inarrestabile. In poco tempo il governo si è trasformato in ‘agente’ della ‘sua’ cordata Cai, decidendo di vendere Alitalia ad un gruppo di imprenditori amici per una cifra irrisoria, ha spaccato i sindacati confederali isolando la Cgil, devastato la scuola italiana, aperto la porta a spinte razziste e xenofobe spingendo sull’acceleratore dell’emergenza sicurezza e via così.

I cittadini e le difficoltà economiche di milioni di italiani sono quasi sparite dalle pagine dei giornali e quando i media decidono di affrontare il problema lo fanno con superficialità e distacco, pubblicando subito dopo una ricetta per spaghetti ed aragosta o le ultime indiscrezioni sul fidanzato di una velina.

La televisione è un contenitore inattendibile, con telegiornali nei quali le forzature sono nell’ordine del minuto. Adesso la commissione che dovrebbe vigilare sulla Rai ha un presidente della minoranza, ma eletto dalla sola maggioranza.

Appare davvero incomprensibile quello che accade e si spera che laggù nel Palazzo qualcuno si ricordi cos’è la serietà.

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