Natale “gelido” per gli italiani
Parola di Codacons
“Altro che Natale freddo, sarà gelido e ci saranno cali negli acquisti che potranno arrivare (è il caso degli addobbi per la casa) fino al 25 per cento. Insomma, un Natale senza festoni e lucette”. E’ questo che aspetta gli italiani, secondo il Codacons, per le prossime festività natalizie.
Più ottimisti i commercianti che confida no nell’arte di arrangiarsi degli italiani che aiuterà le famiglie a non farsi mancare niente: dalle tavole imbandite ai regali per i bambini sotto l’albero. “Partirà infatti una vera e propria ‘caccia’ allo sconto e alle promozioni natalizie” che, assicurano i commercianti, “abbonderanno nei negozi”.
Non la pensano così le associazioni di consumatori che prevedono un consuntivo post feste decisamente drammatico: “i consumi – prevede il Centro Studi di Confcommercio – cresceranno di appena l’1,1 per cento che, al netto dell’ inflazione, vorrà dire un calo dell’1-1,5 per cento”.
È certo che le tredicesime in arrivo faranno la loro parte: gli italiani avranno a disposizione in busta paga 48,8 miliardi ‘lordi’ in più. Di questi, 12,2 evaporeranno in un soffio per le tasse, lasciandone nelle tasche 36,6. Per i consumi se ne spenderanno 26,9 e 8 miliardi arriveranno nei negozi sotto forma di acquisti natalizi mentre 18,9 saranno dedicati ad alberghi, bar, ristoranti, oppure carburanti, luce e gas.
Cresce la quota (è l’11,5 per cento) di tredicesima ‘risparmiata’: 9,6 miliardi. Quella parte di reddito cioè che si tiene sul conto corrente o sotto il materasso in vista di tempi, se possibile, peggiori. Se il portafoglio non riserverà sorprese qualche novità ci sarà invece sulle abitudini degli italiani che, con il carrello della spesa tra le mani, punteranno su prodotti di buona qualità: quelli con lo sconto, però.
Forse sono salvi i cenoni: poco più di 3 miliardi (meno 1,5 per cento la previsione per il settore alimentare) ma non per prodotti a caso. Si preferirà portare in tavola ceste, prodotti locali, specialità culinarie. Ma sempre attenti al rapporto ‘qualità-prezzo’, che sarà la vera stella polare di ogni consumatore natalizio.
Per rifare il guardaroba, invece, si aspettano i saldi: Confcommercio prevede infatti che per questo settore andrà male (appena più 1 per cento per l’abbigliamento ma al lordo dell’effetto inflazione) tranne che i più vezzosi. “Guanti e cravatte tirano ancora”.
Al telefonino nuovo però non si rinuncia (e questo grazie anche alla continua riduzione dei prezzi nel settore). E forse anche il frullatore si potrà cambiare (vanno bene i piccoli elettrodomestici sotto i 50 euro).
Per i più ricchi, che la crisi la avvertono meno, non mancherà il gioiello, ma non il ‘pataccone’. Meglio, anzi obbligata, una scelta più sobria. Sempre di moda l’immancabile agendina. Regge la cartoleria (agende, penne, bigliettini di auguri) e anche il giocattolo non mancherà sotto l’albero.
Previsto il tracollo per il regalo ‘verde’: su fiori e piante Confcommercio scrive un chiaro “molto male”. Prima il pane e, se avanzano quattrini, ci regaleremo le rose.


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