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Lotte studenti: cronaca 7 novembre

Autore: barbera. Data: venerdì, 7 novembre 2008Commenti (0)

Manifestazioni e scioperi

L’ormai consueto bollettino dal ‘fronte studentesco’ di InviatoSpeciale. Si tratta di notizie di agenzia o diffuse nei modi più diversi e che noi ci limitiamo a rilanciare.

Palermo
Anche l’universita’ di Palermo aderisce alla manifestazione nazionale contro la legge 133. Migliaia di studenti si sono radunate questa mattina in viale delle Scienze, nei pressi della facolta’ di Ingegneria. Dalla cittadella universitaria partira’ un corteo in direzione di Palazzo Steri, sede del rettorato. Alle 16, nei locali di Fisica, in via Archirafi, e’ in programma una riunione del Comitato d’ateneo per la definizione del documento politico. E domani, alle 16.30, in via Ruggero Settimo, si terra’ una lettura di testi classici aperta alla cittadinanza.

Milano
Circa 200 persone si stanno muovendo da largo Cairoli a Milano per manifestare contro i tagli alla scuola decisi dal governo. Si tratta di giovani appartenenti a diverse scuole della citta’, tra cui anche l’ex magistrale Agnesi. Agli studenti di questa scuola e’ dedicato lo striscione che apre la manifestazione: “Io non ho paura le denunce non fermano l’onda”. Lo scritto fa riferimento alle 4 denunce ricevute da altrettanti ragazzi lunedi’ scorso. Un genitore dopo una lite con uno studente sulla necessita’ di proseguire l’occupazione, ha avvertito il 112 e i carabinieri hanno fatto partire le denunce. Il corteo si sta muovendo in direzione di via Broletto verso piazza Fontana.

Napoli

Cortei di studenti in Campania oggi contro la riforma Gelmini. A Napoli, la manifestazione regionale di alunni delle medie superiori e degli universitari sta muovendo da piazza Mancini verso piazza del Plebiscito e probabilmente sara’ infoltita durante il percorso da tre cortei organizzati dai disoccupati. I senza lavoro, infatti, partiranno sia da piazza del Gesu’ verso l’ente Provincia in piazza Matteotti; sia da piazza Cavour verso piazza del Plebiscito. A Salerno e’ gia’ in cammino da piazza Ferrovia verso piazza Portanuova il corteo formato dagli studenti medi, in prima fila, seguiti da ragazzi dei centri sociali e studenti universitari cui si mischiano alcuni docenti, preceduti da striscioni con scritte “la crisi non la paghiamo noi” e “avete toccato i fondi”.

Milano
Sono alcune centinaia gli studenti che a Milano sono scesi in piazza per dire no alla riforma voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. I ragazzi dei licei stanno percorrendo, a partire da Largo Cairoli, l’intera citta’ per dimostrare che “l’Onda e’ inarrestabile e le denunce non la fermeranno”. E “Io non ho paura” e’ la frase che campeggia sullo striscione che apre il corteo. Intanto, gli universitari e gli altri manifestanti promettono blocchi didattici e lezioni all’aperto in stazione Garibaldi e in piazza Duomo. Gli studenti sono pronti a bloccare per ore la citta’ e sono pronti ad andare in massa a Roma per il corteo nazionale No Gelmini previsto per il 14 novembre prossimo. A ritmo di musica i ragazzi sfilano ora verso il centro e non si registrano momenti di tensione con le forze dell’ordine.

Rete degli studenti medi
“Il ministro Gelmini tenta il recupero, ma e’ troppo poco”. E’ quanto afferma il portavoce della ‘Rete degli studenti medi’ in una nota. “Le soluzioni prese ieri dal consiglio dei ministri – prosegue la nota – non sono delle risposte esaustive rispetto alle richieste del movimento delle scuole e delle universita’. Il ministro ha dovuto accettare alcune richieste, sperando probabilmente in un’operazione di recupero di consenso, ma i tagli su scuola e universita’ rimangono e non viene ritirata l’indicazione di trasformare le universita’ in fondazioni private”. Gli studenti delle scuole superiori continuano a mobilitarsi in questi giorni, “costruendo momenti di didattica alternativa con forme di protesta nuove”. La ‘Rete degli studenti medi’, sottolinea inoltre che “l’appuntamento di oggi per gli studenti romani e’ stato ampiamente rispettato, a dimostrazione che c’e’ ancora una grande voglia di manifestare in tutte le scuole. Gia’ qualche migliaio di studenti e’ arrivato in piazza Barberini, mentre altri gruppi di studenti sono in arrivo anche da piazza Fiume e dal X e IX municipio”.

Palermo
La protesta degli studenti delle scuole di Palermo procede insieme a quella degli universitari. Se questi ultimi stanno manifestando stamattina contro la legge 133, con un corteo da viale delle Scienze al rettorato, in serata, a partire dalle 21, e’ in programma una fiaccolata organizzata dalle scuole superiori, con partenza da piazza Croci e destinazione piazza Verdi.

Roma
Sono gia’ alcune migliaia gli studenti che partecipano alla manifestazione a Roma contro la riforma dell’Universita’. Uno dei tre cortei previsti – tutti confluiranno a Piazza Venezia – ha lasciato da pochi minuti la citta’ universitaria. Gli slogan sono quelli di sempre: no alla legge 133, alla privatizzazione dell’Universita’, ai tagli della finanziaria, alla riforma promossa dal Governo. Uno striscione apre il corteo: “noi la crisi non la paghiamo”.

Pisa
Alcuni binari della stazione di Pisa sono stati occupati da partecipanti alla manifestazione in corso stamani nella citta’ contro la legge 133, a cui stanno prendendo parte sia studenti universitari che medi. Sono stati accesi anche fumogeni. Alla stazione sono presenti le forze dell’ordine. Al momento non si registrano problemi se non disagi per il traffico ferroviario. La manifestazione era partita intorno alle 9 da piazza XX Settembre, sotto il Comune. Tra i 200 e i 300 i partecipanti.

Milano

E’ partito poco dopo le 9,30 da largo Cairoli a Milano il corteo di centinaia di studenti delle scuole superiori milanesi, che protestano contro la riforma scolastica del ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini. I ragazzi stanno sfilando dietro lo striscione che recita: ”Io non ho paura. Le denunce non fermano l’onda”, messaggio rivolto al ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, e alle forze dell’ordine che nei giorni passati a Milano e in altre citta’ hanno denunciato gli studenti, che procedevano con le occupazioni delle scuole. Il corteo sfilera’ per le vie del centro per terminare in piazza Fontana.

Napoli

E’ partito da piazza Mancini a Napoli il corteo degli studenti medi e universitari campani che protestano contro i decreti Gelmini. Sono migliaia i manifestanti che stanno attraversando corso Umberto, chiuso momentaneamente al traffico con forti disagi per gli automobilisti. Alla testa del corteo uno striscione con la scritta: ”Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la citta”’.

Calabria
Manifestazioni di protesta degli studenti universitari e delle scuole medie superiori sono in corso da stamani a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. A Cosenza il corteo degli studenti e’ aperto da uno striscione con la scritta ”Noi la crisi non la paghiamo”. Universitari, studenti delle scuole della citta’, ricercatori e docenti dell’Unical si sono ritrovati a piazza Zumbini e stanno intonando cori contro il governo: ”Una, dieci, cento, mille occupazioni” e poi ancora ”Gelmini non ti vogliamo”. A Cosenza sono giunte anche delegazioni di studenti universitari di Messina, Potenza e Reggio Calabria. ”Stiamo partecipando molti docenti dell’ateneo – ha detto il preside della facolta’ di Lettere dell’Unical, Raffaele Perrelli – Lo scopo principale e’ quello di arginare la politica del governo sia in tema di tagli che di trasformazioni delle fondazioni. E’ importante la nostra presenza accanto agli studenti”. A Catanzaro gli studenti dell’Universita’ Magna Grecia e delegazioni delle scuole medie superiori stanno partecipando ad un corteo che sfilera’ per le vie principali del capoluogo calabrese. A Reggio Calabria, a causa della pioggia delle scorse ore, gli studenti hanno deciso di trasformare il corteo in un Sit-In in corso nei pressi del lungomare.

Milano

I circa 300 studenti delle scuole superiori di Milano, partiti in corteo stamattina da largo Cairoli, sono giunti nella centrale piazza Fontana dove stanno tenendo un’assemblea aperta, in attesa di unirsi agli universitari che arriveranno in Duomo verso le 12:30 per una giornata di lezioni all’aperto. La mobilitazione studentesca di oggi e’ stata organizzata nell’ambito dello sciopero dei dipendenti della pubblica amministrazione.

Roma

Un migliaio di studenti e’ partito dalla sede dell’Universita’ La Sapienza di Roma, in Piazzale Aldo Moro, in marcia per protestare contro i tagli all’universita’. Il corteo attraversera’ Piazza dei Cinquecento, Via Cavour e i Fori Imperiali, per raggiungere Piazza Venezia. Gli studenti hanno annunciato che, durante la manifestazione, ci saranno ‘iniziative pacifiche’ contro le sedi delle banche. Un altro corteo di studenti delle scuole superiori di Roma e’ partito da Piazza Barberini per raggiungere gli universitari a Piazza della Repubblica. Da Porta S.Paolo muovera’ invece la manifestazione degli studenti dell’Universita’ di Roma Tre. I tre cortei raggiungeranno Piazza Venezia.

Roma
Gli studenti delle scuole superiori romane riunitesi stamattina in Piazza Barberini hanno iniziato il loro corteo. Sono partiti in oltre 5000 per congiungersi con gli altri cortei degli studenti medi ed universitari che percorreranno le strade della Capitale. “Gli studenti delle scuole superiori – dicono dalla ‘Rete degli studenti’ – continuano dunque a mobilitarsi, a dimostrazione che c’e’ ancora una grande voglia di manifestare in tutte le scuole e che dunque il movimento ‘No Gelmini’ non si arresta”.

Cagliari
Un corteo di 5000 studenti universitari e delle Medie superiori sta attraversando le vie di Cagliari per protestare contro gli interventi di riforma della scuola e dell’universita’. La manifestazione, che si concludera’ in piazza San Cosimo, e’ aperta da studenti che, ispirandosi alla canzone dei Pink Floyd The wall, indossano maschere bianche e recano uno striscione con la scritta ironica (in inglese) ”Non ci serve l’istruzione”.

Marche

Prosegue nelle Marche la mobilitazione contro la legge 133. Questa mattina a Macerata studenti delle scuole superiori e dell’Assemblea permanente No133, hanno dato vita a un corteo che da Piazza Pizzarello si e’ snodato per le vie del centro per concludersi in Piazza Mazzini. Duemila, secondo fonti studentesche, i partecipanti; un’assemblea in strada ha creato disagi alla viabilita’ rallentando il traffico per circa un’ora. Domani manifestazioni – in vista di quella nazionale del 14 novembre a Roma – sono previste a Pesaro e a Senigallia. Ad Ancona, lezione all’aperto questo pomeriggio, a Piazza Roma, con un seminario sulla ”Riforma bonsai”.

Roma

Sono in migliaia gli studenti, sia liceali che universitari, che stanno prendendo parte stamane a diverse manifestazioni, alcune anche ”a sorpresa”, nella Capitale. Sono tre i cortei che sono partiti da diverse zone della citta’ (uno dalla Sapienza, un altro da Piramide e il terzo dalla centrale Piazza Barberini) che confluiranno, in tarda mattinata, in piazza Venezia. Particolarmente partecipato il corteo degli universitari, in migliaia, che hanno aperto la loro manifestazione con lo striscione, divenuto ormai lo slogan degli studenti in rivolta, ”Noi la crisi non la paghiamo”. Naturalmente la piu’ presa di mira e’ la legge 133 mentre gli studenti continuano a denunciare il rischio che si vada verso la privatizzazione di scuole e universita’ e il taglio della didattica.

Milano

Dopo il corteo partito questa mattina, che ha raggiunto piazza Fontana, anche gli studenti universitari si stanno muovendo per le strade del centro di Milano. In questo momento circa 50 persone di diverse facolta’ dell’universita’ statale stanno marciando da via Santa Sofia in direzione di piazza Duomo, per poi fermarsi li’ dove hanno organizzato delle lezioni in piazza. La manifestazione sta provocando alcuni disagi per la circolazione del centro. Questo corteo, in particolare, non e’ stato autorizzato: i ragazzi proseguono con l’obiettivo di creare quanti piu’ disagi possibili al traffico. Su uno dei volantini distribuiti c’e’ scritto: “Diffondiamo i blocchi stradali, aumentiamo l’imprevedibilita’”.

Roma

Il corteo degli universitari, partito da La Sapienza e giunto in Piazza Esedra, e’ confluito in quello degli studenti medi che aspettavano proprio nei pressi della Stazione Termini. Tutti insieme, percorrendo via Cavour, stanno andando verso piazza Venezia. Proprio in piazza Esedra sono arrivati – piu’ o meno consapevoli che la manifestazione era di sinistra – quattro giovanissimi ragazzi – tre maschi e una femmina – con svastiche e croci celtiche. Immediata la reazione dei manifestanti che, un po’ con le buone, inveendo contro di loro, li hanno fatti uscire dalla manifestazione.

Roma
Gli studenti delle scuole superiori romane riunitesi stamani in Piazza Barberini hanno iniziato il loro corteo. Sono partiti in oltre 5000 per congiungersi con gli altri cortei degli studenti medi ed universitari che percorreranno oggi le strade della Capitale. Lo rende noto la Rete degli Studenti Medi annunciando che ”gli studenti delle scuole superiori continuano a mobilitarsi, a dimostrazione che c’e’ ancora una grande voglia di manifestare in tutte le scuole e che dunque il movimento No Gelmini non si arresta”. Le prossime date di mobilitazione per gli studenti medi rimangono il 14 novembre, manifestazione nazionale indetta dai sindacati dell’universita’, e il 17 novembre, data di mobilitazioni mondiale degli studenti.

Torino
Una bara di cartone nera con la fascia tricolore e la scritta ‘Studenti e dipendenti affranti’ con davanti due lumini con i santini del premier Silvio Berlusconi e del ministro Giulio Tremonti e l’annuncio mortuario che recita ‘Si e’ spenta in data 6 agosto 2008 l’universita’ causa legge 133. Ne danno il triste annuncio gli studenti tutti e i dipendenti’. E’ l’immagine che caratterizza la contro inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino che si sta svolgendo nel piazzale davanti all’ateneo dove e’ in corso la cerimonia ufficiale che apre il nuovo anno della facolta’. L’iniziativa, promossa dall”Assemblea No Tremonti’ nell’ambito della mobilitazione contro la riforma del sistema scolastico e universitario, si e’ aperta con una lectio magistralis del matematico Piergiorgio Odifreddi sul tema ‘Un approccio laico alla legge 133′. Sul palco installato davanti al Politecnico e accanto agli striscioni ‘Uniti per un’altra universita” e ‘Politecnico in lotta’, Odifreddi ha ricordato che “questa non e’ una legge che ha a che fare con l’insegnamento e la scuola, temi contenuti solo in tre articoli, ma una legge che mira soltanto a fare dei tagli delle spese”. A questo proposito il matematico ha osservato che “solo le scuole private e religiose non dovranno preoccuparsi e mi chiedo perche’ -ha aggiunto- sia lo Stato e non la Chiesa a dover pagare l’ora di religione che costa ogni anno 1 miliardo di euro”. Secondo Odifreddi “l’universita’ e’ veramente in una situazione disastrata e va riformata ma non certamente utilizzando gli strumenti previsti da questa legge. Il vero problema -ha proseguito- e’ voler fare una trasformazione verso il privato in modo indiscriminato. Ci sara’ una spaccatura fra cultura scientifica e cultura umanistica, perche’ quale azienda privata -si e’ chiesto- vorra’ investire su ricerche magari nel campo della glottologia? Il rischio -ha concluso- e’ che quello che non ha uno sbocco pratico vada a morire e la 133 e’ un qualcosa di deleteria e va benissimo che sia contestata”. Alla contro inaugurazione, dove stanno per arrivare anche gli studenti delle facolta’ umanistiche partiti in corteo da Palazzo Nuovo, e’ presente anche una delegazione di lavoratori, in particolare della Thyssen Krupp che distribuiscono un volantino che contiene un appello “Al movimento studentesco e alla Torino democratica a partecipare numerosi al presidio davanti al Palagiustizia che si terra’ il 17 novembre in occasione dell’ottava udienza preliminare del processo contro i sei dirigenti dell’azienda”. Fra loro anche il sindacalista Ciro Argentino che spiega che “Vorremo che nascesse a Torino, citta’-laboratorio un movimento che saldi i problemi dei lavoratori, degli studenti e dei precari”.

Milano
Anche gli studenti universitari scendono in piazza e dopo il corteo dei liceali di stamane i ragazzi della Statale e dell’universita’ Politecnico hanno percorso, con due cortei separati, le strade del centro e hanno raggiunto piazza del Duomo. Sono una cinquantina gli studenti che dalla zona di Porta Romana hanno attraversato il centro di Milano mandando rallentando il traffico. In piazza Duomo ad attenderli hanno trovato un’altra cinquantina di colleghi del Politecnico che da Cordusio hanno raggiunto il salotto della citta’. Qui il corteo di universitari che manifestano contro la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini hanno incrociato i manifestanti della pubblica amministrazione che stanno scioperando contro la legge Tremonti-Brunetta. Un corteo che dalla Stazione Centrale aveva attraversato le strade del centro e che ora si sta concludendo proprio in piazza del Duomo. Il corteo, organizzato dalla Cgil, conta almeno un migliaio di partecipanti. Sostano ai lati della piazza gli universitari pronti, a breve a dare vita a lezioni all’aperto per continuare la protesta in vista della manifestazione del 14 novembre prossimo prevista a Roma.

Torino
Decine di studenti stanno partecipando, nel piazzale antistante al poltecnico di Torino, alla controinaugurazione dell’anno accademico 2008-2009, organizzata dall’assemblea ‘No Tremonti’. Mentre all’interno del politecnico si sta svolgendo l’inaugurazione ufficiale, all’esterno si susseguono sul palco gli interventi. Il primo a prendere la parola e’ stato il professor Piergiorgio Odiffreddi, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Un approccio laico alla legge 133″. “Non e’ una legge che ha a che fare con l’insegnamento – ha detto – ma che mira solo ai tagli. Il vero problema e’ voler fare una trasformazione verso il privato in modo indiscriminato. Ci sara’ una spaccatura tra cultura scientifica e cultura umanistica. Il rischio e’ che quello che non ha sbocco pratico vada a morire”. Accanto al palco gli studenti hanno collocato una bara con un manifesto listato a lutto con la scritta “Si e’ spenta in data 6 agosto 2008 l’universita’, causa legge 133″. Presente alla manifestazione anche una delegazione dei lavoratori della ThyssenKrupp. “Vorremmo che nascesse a Torino – hanno affermato – un movimento che salvi i problemi dei lavoratori, degli studenti e dei precari”. Al momento stanno sopraggiungendo davanti al politecnico anche numerosi studenti delle facolta’ umanistiche dell’universita’ di Torino, partiti in corteo questa mattina da Palazzo Nuovo.

Roma
Striscioni e mutande di carta attaccati sulle pareti delle banche. E’ l’iniziativa di protesta degli studenti dell’universita’ de La Sapienza, in corteo a Roma assieme a quelli di Roma Tre e alle scuole superiori della capitale. ”Il governo ci taglia i fondi per darli alle banche, mettendoci in mutande, e noi le appiccichiamo sui muri”, ha detto Daniela dopo aver attaccato degli slip adesivi sulla Banca di Roma a Via Solferino. A Piazza della Repubblica, nel corteo degli universitari, e’ confluito anche quello degli studenti delle scuole superiori di Roma. Tra gli striscioni, la scritta ”contro Gelmini e privatizzazione”.

Cagliari

Quaranta studenti dell’Ateneo di Cagliari del gruppo artistico Unica-mente, con i volti coperti da maschere di carta bianche e crocette nere disegnate su occhi e bocca, marciando sulle note di “Another brick in the wall” dei Pink Floyd, hanno aperto, stamane a Cagliari, da piazza del Carmine, il corteo di protesta contro la Legge 133 e la riforma Gelmini. Secondo i dati della questura, alla manifestazione partecipano circa 4.000 persone, mentre per gli organizzatori di Unicamente, gli studenti sono oltre 5.000. Da piazza del Carmine i manifestanti, sia universitari che delle scuole superiori di Cagliari e hinterland, si sono diretti in via Roma, provocando inevitabili rallentamenti al traffico e disagi agli automobilisti, e hanno proseguito nei viali Diaz e Cimitero, via Dante, piazza Repubblica, nelle vie Paoli e Sonnino. Il corteo arrivera’ in piazza San Cosimo dove si concludera’ la manifestazione. Gli studenti universitari in testa al corteo hanno spiegato che hanno voluto indossare le maschere, perche’ si sentono “spersonalizzati e senza alcun diritto di parola”. Emblematico il cartellone con la scritta “Gelmini: arribbada sa accabbadora”, in riferimento alla donna che, nella tradizione popolare sarda, era incaricata di porre fine con la morte alle sofferenze dei malati terminali. In coda al corteo sfilano gli studenti antagonisti e antifascisti assieme a una rappresentanza della Cgil. La manifestazione e’ scandita da cori contro il ministro della Pubblica istruzione e Berlusconi e da frasi come “siamo noi il futuro dell’Italia”.

Milano
I dipendenti della pubblica amministrazione e gli studenti di Milano si sono ritrovati fianco a fianco in Piazza Duomo per protestare contro le riforme del governo. Tagli che coinvolgono le universita’ ma anche i dipendenti pubblici e i precari. In due cortei diversi i manifestanti hanno sfilato per le strade di Milano, poi si sono ritrovati nella piazza principale della citta’. Sono alcune migliaia i dipendenti pubblici che dalla stazione centrale hanno raggiunto Piazza del Duomo per protestare contro una riforma che secondo la Cgil, organizzatrice dell’evento, ”taglia la retribuzione dei dipendenti pubblici e determina lo svilimento del lavoro pubblico”. Gli studenti universitari della Statale del Politecnico, hanno raggiunto piazza del Duomo per svolgere delle lezioni all’aperto per continuare a dire no ai tagli voluti dalla riforma firmata dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il palco allestito in piazza e’ servito per dare anche la parola agli studenti. Leon, rappresentante di Scienze politiche della statale ha ricordato il movimento studentesco che ormai da settimane non si ferma mai per ”dire no alla distruzione totale dell’amministrazione e dell’universita’ pubblica”.  L’appuntamento per tutti e’ fissato per il 14 novembre quando a Roma e’ prevista una manifestazione nazionale. L’invito dello studente e’ stato quello di partire insieme dalla stazione centrale per ”condividere la responsabilita’ di impedire che l’onda venga fermata”. Un movimento contro una legge ”iniqua e decisa sulle nostre teste” a cui gli studenti non si rassegnano. Gli universitari sono pronti a invadere la capitale per far valere il loro diritto a manifestare e non si fermano ma sono decisi ”a bloccare l’Italia intera”. In Piazza Duomo, intanto, stanno proseguendo alcuni interventi dei rappresentanti della funzione pubblica della Cgil. Si e’ conclusa, inoltre, l’assemblea dei liceali che in Piazza Fontana hanno tenuto un’assemblea pubblica per decidere le prossime mosse della protesta. Circa 200 i ragazzi dei diversi licei milanesi che da Largo Cairoli avevano raggiunto in un lungo serpentone Piazza Fontana, alle spalle del Duomo.

Milano

Secondo gli organizzatori sono 60 mila le persone in corteo a Milano durante lo sciopero dei lavoratori del settore pubblico, con una adesione del 50%, con punte del 60-70%. Lo ha affermato dal palco di piazza Duomo, dove si sta concludendo la manifestazione milanese, il segretario regionale lombardo della Cgil funzione pubblica Vincenzo Moriello. In piazza Duomo e’ giunto anche un piccolo spezzone del corteo degli studenti universitari, che protestavano in citta’ contro la riforma dell’istruzione e contro i tagli del governo al settore. Un loro rappresentante, studente di Scienze politiche, ha brevemente parlato dal palco tra gli applausi dei partecipanti al corteo dei lavoratori pubblici.

Bologna
Da Bologna saranno circa quattromila alla manifestazione nazionale degli universitari contro la riforma Gelmini il prossimo 14 novembre. Quindi chiedono a Trenitalia di garantire un convoglio con almeno tremila posti assicurati e a prezzi scontati. Non gratis. Per pagare il biglietto si chiede un contributo “a tutta la società civile” che fino alla prossima settimana potrà versare un “obolo” direttamente alle Poste. Dopo un incontro con un dirigente del commerciale delle Fs dell’Emilia-Romagna, gli studenti universitari di Bologna preparano la scaletta dei lavori che li coinvolgerà nei prossimi giorni. “Abbiamo fatto il punto con Trenitalia – spiega Stefano di Giurisprudenza – abbiamo portato le nostre richieste: alla manifestazione del 14 novembre noi andremo, e vorremmo consentire al maggior numero di giovani di partecipare. Per questo chiediamo almeno tremila posti”. Dall’azienda al momento nessuna risposta: “Prendono tempo – continua il rappresentante degli studenti – per verificare la nostra richiesta. Nei prossimi giorni ci contatteranno per presentarci le loro soluzioni tecniche. Siamo in tanti, ci devono garantire quei posti”. Sotto le Due Torri non vogliono pesare sulle casse delle Fs, per questo si rivolgono a “un pezzo di società civile, ai professori e ai cittadini” per un piccolo contributo. “Apriremo un conto corrente postale – continua Stefano – sul quale si possono versare contributi. Questa volta chiediamo che un pezzo di società si schieri con noi e con la protesta dell’università”

Roma
Il corteo degli studenti universitari di Roma Tre e’ giunto a Piazza Venezia per confluire in quelli della Sapienza e delle scuole superiori di Roma. Gli studenti sono decisi a bloccare i ponti sul Teveree a bloccare il traffico gia’ pressoche’ paralizzato dai tre cortei ormai diventati un’unica manifestazione. Tra gli striscioni, le scritte ‘Noi la crisi non la paghiamo’ e ‘Questa e’ l’onda che non si cavalca’. Diversi cori sono stati indirizzati dai manifestanti al premier Silvio Berlusconi, al ministro Gelmini, a Tremonti e contro le banche.

Roma

Il corteo degli studenti universitari e liceali che questa mattina sta manifestando a Roma contro il governo ha deciso di lasciare piazza Venezia, dove in un primo momento si era fermato, per dirigersi a viale Trastevere sotto la sede del Ministero dell’Istruzione. In strada ci sono almeno 5 mila persone. Gli slogan gridati nel megafono sono sempre quelli, contro i tagli all’università e alla ricerca e contro il ministro Mariastella Gelmini: “Saremo sempre di più e combatteremo insieme, non andremo mai in ritirata, noi la crisi non la paghiamo”, urla un organizzatore dell’iniziativa da un camioncino usato come palco. Il corteo raggiungerà il ministero passando, come ormai è tradizione, da via delle Botteghe oscure, via Arenula e ponte Garibaldi. Tanti i fumogeni colorati e gli striscioni, come ‘Con Gelmini e Tremonti andiamo tutti sotto i ponti’ o ‘L’università è a terra, assaltiamo il cielo’. La manifestazione, che si sta svolgendo in maniera tranquilla, è seguita a distanza dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa: chiusi agli studenti gli accessi per via del Corso e via del Plebiscito, verso palazzo Chigi.

Italia

ROMA:nella capitale il corteo degli universitari e’ confluito in quello degli studenti medi nei pressi della Stazione Termini. A Termini un piccolo gruppo di studenti di destra aderenti a Blocco studentesco ha tentato di infiltrarsi nel corteo di studenti delle scuole superiori. Tre giovanissimi si erano uniti al corteo sfoggiando svastiche sulle magliette e caschi, ma sono stati cacciati via dagli stessi studenti che hanno gridato in coro ”fuori”. MILANO:”Siamo 60 mila”, lo ha affermato dal palco di piazza Duomo, dove si sta concludendo la manifestazione milanese, il segretario regionale lombardo della Cgil funzione pubblica Vincenzo Moriello. In piazza Duomo e’ giunto anche un piccolo spezzone del corteo degli studenti universitari, che protestavano in citta’. PISA: occupati alcuni binari della stazione di Pisa dai partecipanti alla manifestazione in corso da stamani cui stanno prendendo parte sia studenti universitari che medi. Accesi anche fumogeni. MACERATA: studenti delle scuole superiori e dell’Assemblea permanente No133,hanno dato vita a un corteo che si e’ snodato per le vie del centro. Duemila, secondo gli studenti, i partecipanti; un’assemblea in strada ha creato disagi al traffico. CAGLIARI. Un corteo di 5000 studenti universitari e delle Medie superiori sta attraversando le vie di Cagliari per protestare contro la legge 133 sulla riforma della scuola dell’universita’. TORINO: tensione a Chivasso, al termine di un corteo studentesco di protesta: una cinquantina di ragazzi ha cercato di entrare in un liceo dove si stava facendo lezione, dopo l’intervento dei carabinieri la situazione e’ tornata calma. NAPOLI E’ partito da piazza Mancini a Napoli il corteo degli studenti medi e universitari campani che protestano contro i decreti Gelmini. Sono migliaia i manifestanti che stanno attraversando corso Umberto, chiuso momentaneamente al traffico con forti disagi per gli automobilisti. Diversi gruppi hanno affisso all’ingresso della sede dell’agenzia di lavoro interinale Adecco e della sede regionale della Corte dei conti in via Marina dei manifesti con sopra scritto: ”Attenzione, generatore di crisi”. PALERMO: Una ventina di studenti,hanno dato vita ad un corteo partito dalla cittadella universitaria, sono riusciti a entrare all’interno dell’atrio del rettorato di Palazzo Steri a Palermo. Una occupazione simbolica, seguita da un centinaio di manifestanti rimasti all’esterno del cancello.

Roma

Ingorghi, problemi al traffico e bus deviati a Roma per il passaggio dei tre cortei degli studenti. Alcuni gruppi gia’ arrivati a Piazza Venezia, si stanno dirigendo verso il ministero della Pubblica Istruzione su viale Trastevere. Le prossime date di mobilitazione per gli studenti medi rimangono il 14 novembre, manifestazione nazionale indetta dai sindacati dell’universita’, e il 17 novembre, data di mobilitazioni mondiale degli studenti.

Genova
Lavavetri, travestiti e un drago stile capodanno cinese hanno attraversato questa mattina Genova manifestando in diverse zone: e’ la protesta creativa organizzata dagli studenti universitari contro i tagli alle Universita’ e il blocco dei turnover. Un gruppo di studenti di Lingue e Letteratura Straniera e di Lettere hanno portato in giro un drago colorato verde, giallo e rosso con lo slogan ”Non abbiamo paura, noi abbiamo un drago”. Un gruppo di Scienze della Formazione intanto ha percorso la metropolitana informando i passeggeri sulla riforma universitaria. Altri gruppi hanno raggiunto il Mercato Orientale, in pieno centro, dove hanno distribuito ai passanti una sorta di ‘bugiardino’, il ”Gelmindol”, ”Supposte efervescenti” tra i cui principi attivi e’ presente il ”potere autoritario” e tra gli eccipienti ”ministri consenzienti e mass media accondiscendenti”. Gli studenti di Giurisprudenza hanno manifestato indossando toghe con lo slogan ”No Gelmini, no tagli”, mentre quelli del Polo Scientifico, di Scienze Naturali, Fisica e Matematica hanno indetto un”asta del precario’ nelle piazze del centro storico. Gli studenti di Architettura, con addosso magliette con scritto ”Io rifiuto”, si sono vestiti con sacchi neri della spazzatura ed hanno percorso la zona del porto e dei vicoli pulendo i marciapiedi. Infine parte dei gruppi degli universitari si sono improvvisati lavavetri indossando parrucche azzurre.

Torino
Alcune centinaia di persone hanno partecipato oggi, davanti al Politecnico, alla contro manifestazione organizzata in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo torinese. L’iniziativa e’ stata promossa dall’Assemblea No Tremonti. Si e’ aperta con una lectio magistralis del matematico Piergiorgio Odifreddi sul tema ”Un approccio laico alle legge 133” ma gli studenti hanno manifestato anche con striscioni (”Uniti per un’altra Universita”’ e ”Politecnico in lotta”) e altre iniziative. In particolare, davanti al palco e’ stata sistemata una bara di cartone nera con la fascia tricolore e la scritta ”studenti e dipendenti affranti” con davanti due lumini con i santini del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro Giulio Tremonti. C’e’ anche l’annuncio mortuario: ”Si e’ spenta in data 6 agosto 2008 l’Universita’ causa legge 133. Ne danno il triste annuncio gli studenti tutti e i dipendenti”. Alla protesta si sono uniti i lavoratori della ThyssenKrupp che hanno distribuito un volantino in cui si invita gli studenti a partecipare all’udienza preliminare in programma il 17 novembre al palagiustizia di Torino.

Macerata

”L’onda anomala marchigiana non si arresta. Dopo le iniziative regionali promosse dalle assemblee permanenti no133 degli atenei, grande giornata di mobilitazione oggi a Macerata, come in tante altre citta’ in tutta Italia, verso la manifestazione nazionale di venerdi’ 14 novembre”. E’ quanto si legge in una nota del movimento studentesco di Macerata, che spiega: ”questa mattina in Piazza Pizzarello si sono ritrovati gli studenti di tutti gli istituti medi della citta’, delegazioni dalle scuole superiori di Civitanova, Recanati, Sarnano e Loreto e gli universitari che proseguono con l’occupazione della facolta’ di Scienze della Comunicazione. Oltre 2000 persone hanno letteralmente invaso la citta’, una manifestazione straordinaria in termini di partecipazione come mai visto da anni; un serpentone rumoroso e colorato aperto dallo striscione ‘Non taglierete il nostro futuro. L’onda anomala vi travolgera””. ”All’altezza della rotonda di fronte all’arena Sferisterio, snodo nevralgico per la viabilita’ cittadina, il corteo – proseguono gli studenti – si e’ riversato in strada invadendo l’intera sede stradale: ‘Se ci tolgono il futuro, noi blocchiamo la citta”. Per oltre un’ora la grande manifestazione spontanea e determinata di oggi ha bloccato totalmente il traffico da e per Macerata. Il corteo si e’ trasformato in un momento assembleare che ha visto avvicendarsi gli interventi delle scuole in agitazione, degli universitari in occupazione, dei ricercatori e dei lavoratori precari presenti. Tutti uniti nel respingere le false aperture del governo e rivendicare l’immediato ritiro delle leggi 133 e 137”. ”La manifestazione – concludono gli studenti – si e’ poi conclusa in Piazza Mazzini da dove sono partiti cortei spontanei verso il liceo Scientifico, l’Istituto d’Arte e la facolta’ occupata di Scienze della Comunicazione. L’onda anomala marchigiana si ingrossa e prepara la grande mareggiata: e’ stato rilanciato il percorso per estendere e garantire la partecipazione di tutti a Roma il 14 novembre, per essere in tanti dalle Marche nella grande manifestazione
nazionale promossa dal basso dalle universita’ e dalle scuole in rivolta in tutta Italia”.

Perugia

Oltre mille tra studenti, universitari e precari hanno dato vita ad un lungo corteo di protesta che ha bloccato per un paio di ore una parte della circolazione cittadina. Il corteo – targato ‘movimento autoconvocati’ – ha messo in guardia la popolazione sul riconfermato rischio di una privatizzazione tempo due anni di gran parte degli atenei. “Il Governo – spiegano esponenti del movimento perugino – non ha voluto togliere l’articolo 16 che consente ai vari Senati Accademici del Paese di trasformare da pubblico a privato l’ateneo attraverso una fondazione. La privatizzazione dividerà in due il popolo dei giovani che vogliono studiare: ovvero tra quelli che se lo potranno permettere pagando super-rette e quelli che non potranno avere le risorse per farlo”. Alle 16 scatteranno le lezioni all’aperto a Perugia. In prima linea stavolta i maestri e i professori delle scuole medie e superiori. Intanto, il movimento ha previsto il blocco della didattica per il 14 novembre in occasione dello sciopero nazionale dell’Università.

Roma
I cortei degli universitari e delle scuole medie, che stanno protestando contro la riforma Gelmini, sono arrivati in viale Trastevere nelle vicinanze del ministero della Pubblica istruzione ma non si sono fermati a protestare bensi’ hanno proseguito diretti verso Piramide. “Non ci interessa il ministero, abbiamo intenzione di bloccare la citta’”, hanno detto alcuni studenti. Un giovane manifestante spiega che la decisione di ‘snobbare’ il ministero dell’Istruzione e’ dovuta al fatto che “tanto qui non ci ascoltano, meglio parlare con il resto della citta’”. Da viale Trastevere gli studenti hanno quindi girato in via Induno per arrivare a Porta Portese, diretti verso piazzale Ostiense.

Napoli

Un centinaio di palloncini pieni d’acqua sono stati lanciati contro la sede dell’Unione industriali di Napoli da alcuni studenti che stanno partecipando al corteo contro la Riforma Gelmini. Il corteo ha lasciato piazza dei Martiri e ora sta defluendo senza problemi verso via Caracciolo.

Roma
Tra musica e striscioni il corteo degli studenti universitari e delle scuole medie sta protestando a Roma contro la riforma Gelmini, sfila lungo via Marmorata diretto verso Piazzale Ostiense. I manifestanti mostrano striscioni e agitano bandiere, tra le scritte ‘la protesta continua’, ‘libera ricerca, libero futuro’, ‘i conti non tornano… i baroni restano’ e ancora ‘Silvio ricorda: sei sempre nostro dipendente’. Intanto un camioncino ‘scalda’ la folla a suon di musica, qualcuno suona i tamburi, altri i fischietti.

Roma
E’ quasi arrivato in piazzale Ostiense il corteo degli studenti universitari e delle scuole medie che sta protestando contro la riforma Gelmini a Roma. Ad accompagnare gli studenti che sfilano musica reggae e tanti cori, tra questi ‘Siamo tutti antifascisti’ e ‘Nessuno al mondo deve essere sfruttato’. Gli studenti dell’universita’ Roma 3 sfilano con un lungo striscione rosso con su scritto ‘L’Onda sale a Roma’. Alcuni manifestanti delle facolta’ di Medicina indossano camici bianchi mentre altri portano parrucche e agitano palloncini colorati.

Roma
Disordini sono scoppiati a piazzale Ostiense, quando un gruppo di studenti universitari e delle scuole medie che stanno protestando contro la riforma Gelmini a Roma ha cercato di entrare all’interno della stazione. La polizia ha impedito ai manifestanti di entrare e a quel punto, nello scontro con gli agenti che ne e’ conseguito, un ragazzo e’ stato ferito. Gli agenti di Polizia sono schierati davanti all’entrata della stazione ferroviaria di Ostiense e i manifestanti sono ora in attesa. Qualcuno, tra gli studenti dice che e’ meglio andarsene via, altri gridano contro gli agenti.

Roma
Incidenti a Roma alla stazione Ostiense tra le forze dell’ordine e i manifestanti del corteo degli universitari e delle scuole superiori della capitale. Gli studenti avevano tentato di occupare i binari correndo verso un’entrata laterale ma sono stati caricati dalla polizia ai cancelli. Subito dopo i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro e oggetti contro le forze dell’ordine. Al momento piazzale Ostiense e’ presidiato dalla polizia.

Roma

Dopo i tafferugli con gli agenti davanti all’entrata della stazione Ostiense a Roma il corteo degli studenti universitari e delle scuole medie si sta allontanando dal piazzale. Gli studenti riprendono la loro manifestazione urlando ‘vergogna’ e ‘fascisti’.

Roma
Dopo i tafferugli con la polizia alla stazione Ostiense il corteo degli studenti universitari e delle scuole medie si e’ allontanato dal piazzale antistante la Piramide ed ora, come spiegano alcuni studenti, e’ diretto all’universita’ ‘La Sapienza’.

Messina
Diversi studenti dell’ateneo di Messina stanno occupando i locali del rettorato dopo aver preso parte al corteo partito stamani da piazza Antonello per protestare contro i tagli all’universita’ prevista dalla riforma Gelmini. Secondo una prima ricostruzione dei sindacati, i manifestanti hanno deciso di occupare i locali dopo che gli era stato vietato di entrare nell’universita’ in quanto questa mattina le porte dell’ateneo erano state bloccate: gli studenti sono riusciti a forzare il blocco e ad entrare. Una delegazione e’ stata poi ricevuta da uno dei pro rettori. Al corteo di protesta di questa mattina ha preso parte anche la Cgil di Messina. ”Non si puo’ parlare di riforma perche’ non esiste una riforma senza investimenti. Il governo ha operato solo tagli e poi sulla base della riduzione delle risorse ha disegnato una scuola e una universita’ piu’ povera e meno formativa”, ha detto Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc Cgil Messina. ”Se si blocca il turn over si ferma l’avvicendamento tra i vecchi baroni e i nuovi docenti. Avremo un’universita’ sempre piu’ vecchia”, ha spiegato Daniele David, della Nidil Cgil di Messina.

Cagliari

Oltre seimila studenti sardi (cinquemila per la Questura) hanno animato stamane a Cagliari la contestazione contro la legge 133 e il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il corteo, composto da universitari e ragazzi delle scuole superiori, ha percorso pacificamente le vie del centro, marciando al ritmo di The Wall, storico doppio album dei Pink Floyd diventato il simbolo di una scuola disumanizzante. Ma in Sardegna l’ingegno dei giovani ha attinto anche dalla tradizione: cosi’ accanto al ”severo maestro” e agli ”studenti spersonalizzati” del disco di David Gilmur e compagni, e’ spuntata S’accabbadora, la signora della morte, socialmente riconosciuta nella comunita’ sarda, che poneva fine alle sofferenze del malato terminale, in questo caso la scuola. La scomparsa dell’istruzione pubblica e’ stata messa in scena anche con lapidi disegnate su cartelloni, mentre su una grande carta d’identita’ del signor Cervello campeggiava la scritta ”espatrio concesso”. Non e’ mancata la citazione della teoria dell’evoluzione di Darwin con gli studenti della Facolta’ di Scienze che hanno realizzato con palloncini colorati un grande atomo. Mescolasti tra i manifestanti anche diversi docenti universitari e i precari della scuola. Mentre proseguono le occupazioni delle aule centrali di alcune facolta’, come Scienze Politiche, e le lezioni all’aperto, ci si prepara gia’ al prossimo appuntamento del 14 novembre quando anche Cagliari si unira’ alla manifestazione di protesta in programma a Roma.


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