Lex Luthor Colaninno parla
Inquietanti dichiarazioni del presidente di Cai
Non siamo a Metropolis e neppure nella piccola Smallville. Di Nembo Kid (Superman) non si hanno notizie, ma comincia ad affacciarsi sulla scena di Alitalia un nuovo personaggio, Lex Luthor-Colaninno, il castigamatti del giornalista-alieno Clark Kent. Il nuovo protagonista è in piena esplosione d’ira.
Con una serie di dichiarazioni rilasciate ad Hanoi, Vietnam, dove si è recato per inaugurare un nuovo stabilimento delocalizzato della Piaggio, Lex-Roberto ha espresso alcuni interessanti orientamenti.
Roberto-Lex ha detto: “Manderemo una lettera e diremo ad esempio: ‘cara signorina, vuole fare l’assistente di volo sulla tratta Milano-Boston?’. Se dice di si’, va all’ufficio del personale, accetta e firma”.
Chiamata diretta chiede un giornalista? ”La chiami come vuole – insiste i presidente di Cai – sarà diretta o indiretta. Magari ci sarà qualcuno che non è di Alitalia e fa la sua domanda. Noi per esempio, potremo assumere anche i piloti di Ryanair”.
Sull’assemblea che ieri ha chiesto un incontro alla ‘cordata patriottica’, Lex Luthor-Colaninno ha sostenuto: “No, no, no. Non c’è nessuna convocazione: il problema è finito, chiuso…Quando Cai sarà ufficialmente il proprietario di quei beni che abbiamo comprato da Alitalia e da Air One quelli che saranno assunti potranno manifestare i loro interessi. Quelli che non saranno assunti, non potranno neanche entrare. Voglio dire, se uno non è assunto cosa viene a reclamare? Andranno cioè a reclamare in casa d’altri?”.
Il nodo del partner internazionale rimane aperto ed anche su questo il castigamatti non si risparmia: “Con il mese di novembre, avremo questa scelta. Anche qui c’è un metodo da seguire. C’è da valutare quali sono gli effetti positivi delle varie combinazioni che si possono fare. Devo dire che sia Air France sia Lufthansa hanno delle caratteristiche estremamente interessanti. Faremo le nostre valutazioni, assieme all’assemblea o al consiglio di Amministrazione. Decideremo, penso, entro novembre”.
Non ha compreso Luthor-Colaninno che saranno tedeschi o francesi a scegliere lui e non il contrario. E che con i venti di instabilità interna generati dalla rigidità di Cai le possibilità di entrata di investitori stranieri si riducono e non di poco.
Il governo ha delle preferenze? Per esempio la Lega che preferisce i tedeschi, attenti a Malpensa (per utilità di Compagnia e non certo per salvaguardare interessi italiani) Luthor-Colaninno tiene a precisare: “Voi non ci crederete, ma non abbiamo ricevuto alcuna raccomandazione. Ci sono indicazioni pubbliche sul partner, che conoscete. Ma quelle non sono pressioni”. Entro Natale si volerà ? “Si’, penso di si’”, conclude.
Roberto-Lex ignora che nonostante la disinformazione sul caso non c’è giornale che possa evitare di pubblicare notizie sulle polemiche nella maggioranza e furi sull’argomento. Per cui riesce difficile pensare che Formigoni o Bossi, per fare degli esempi, nulla gli abbiano comunicato personalmente”.
Ora alcune piccole precisazioni. Una assistente di volo non ha un impiego per rotta, nel senso che non fa sempre la stessa tratta. Sarebbe impossibile, per meri motivi organizzativi. Come avviene per qualunque persona lavori in qualsiasi compagnia aerea del mondo. La ‘signorina’ un giorno va in un luogo, un giorno in un altro. Così l’esempio, pur presentato come battuta, nasconde una quasi assoluta non conoscenza del meccanismo. Inoltre la stessa ‘signorina’ ha abilitazioni per tipo di areomobile, non può salire dove vuole, ma dove ha ricevuto licenza per lavorare.
Stessa cosa per l’assunzione di piloti esterni. Qui, però la cosa si fa inquietante. I comandanti, anche loro hanno una abilitazione specifica per tipo di aereo. Per spiegar meglio, non funziona come le automobili: con una patente si guida tutto.
I piloti hanno nelle mani, anzi nella cloche, non solo l’aereo, ma la vita di centinaia di persone. Una compagnia di qualità ha degli standard di preparazione, addestramento, organizzazione omogenei. Non è possibile assumere i piloti come si potrebbe fare (ed anche qui è necessaria molta attenzione) con degli autisti di tram.
Risulta assolutamente improponibile pensare ad un collocamento di tipo fast-food per i piloti. Per Ryanair, poi, c’è un ostacolo insormontabile, perchè le due compagnie utilizzano macchine diverse, per cui i piloti della compania irlandese non posseggono i requisiti necessari per utilizzare gli aerei di Alitalia.
Che è successo a Luthor-Colaninno, sarà l’umidità asiatica, la kriptonite maneggiata troppo a lungo, un momento di nervosismo?
Le risposte date nella capitale vietnamita aprono un problema colossale, al quale il presidente di Cai, forse non ha pensato mentre si sfogava coi giornalisti.
Una compagnia aerea oltre le ‘normali’ incombenze che qualunque aziende deve affrontare ne ha una da moltiplicare in modo esponenziale se confrontata con quelle di alte imprese: la sicurezza.
Certo l’Italia ha il triste primato per gli incidenti sul lavoro, vista la disattenzione del mondo imprenditoriale per l’argomento, ma chi trasporta passeggeri sugli aerei deve pensare all’argomento con la maggior serietà possibile.
La superficialità con la quale Luthor-Colaninno affronta gli argomenti legati all’organizzazione dell’azienda, lascia pensare con pochisima fiducia al futuro.
A tutti può sfuggire una dichiarazione e nessuno è autorizzato a giudicare Tuttavia l’intera strategia di comportamento di Cai nei confronti di maestranze ad altissimo livello di specializzazione e la priorità che la ‘cordata patriottica’ dà al principio del ‘risparmio’ sui costi del personale e la determinazione sull’uso massimizzato delle risorse umane non apre per nulla scenari tranquillizanti. Per i passeggeri.
I media hanno riportato con enfasi le parole di Lex-Roberto, ma in una rinnovata enfasi antisindacale non hanno pensato a questo risvolto della vicenda.
Intanto Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e leader di “Rete 28 aprile”, la componente di sinistra della Cgil, ha detto: “Colaninno è in un delirio anti-sindacale, evidentemente pensa a salvare una compagnia low cost e non Alitalia…le minacce di queste ore di utilizzare piloti di Ryan Air, di trasformare il contratto collettivo in individuale con evidenti intenti anti-sciopero sono fuori dal sistema sindacale italiano e fuori, forse, dalla Costituzione. Il sindacato confederale si svegni perchè non può subire abulicamente questo disastro che tra l’altro rischia di rendere più grave la crisi Alitalia”.


Come già disse un francese…”qui ci vuole l’esorcista!!!” Venti oscuri agitano le ali degli aerei caitaliani, e non oso pensare ai passeggeri in mano ad estere mani che delle particolarità di certi aeroporti nulla sanno, mai pratica hanno fatto… A Reggio Calabria per esempio ci atterrano solo alcuni piloti e comandanti Alitalia, o Airone, e solo con una speciale abilitazione perché sono aeroporti “da naso” come si dice in gergo…Ripeto, nubi dense sulle ali caitaliane….
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