Lampedusa, immigrati senza cure
Chiude ‘Medici senza frontiere’
Nonostante migliaia di immigrati continuino a sbarcare ogni mese sull’isola di Lampedusa in pessime condizioni di salute, il presidio di ‘Medici senza frontiere’ chiuderà i battenti. Così sparirebbe dall’isola l’unica speranza per gli immigrati di sopravvivere ad estenuanti viaggi della ‘speranza’, che in molti casi risultano fatali.
Seondo Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato, l’idea di privare chi arriva a Lampedusa della sola assistenza medica possibile, sarebbe del prefetto di Lampedusa Marcone, che vorrebbe “cancellare il protocollo esistente tra il dipartimento immigrazione del ministero dell’Interno e l’ospedale mobile di ‘Medici senza frontiere’ sull’isola”. E per questo Della Seta si chiede se Maroni, ministro dell’Interno, sia a conoscenza della scelta di Marconi.
“Nei primi sei mesi di quest’anno – afferma Della Seta che ha annunciato la presentazione di una interrogazione parlamentare – sono sbarcati sull’isola di Lampedusa oltre 25 mila persone, molte delle quali, in particolar modo donne e bambini, in condizioni fisiche disperate. Per portare assistenza e sollievo a questi migranti operano da tempo un gruppo di sanitari di ‘Medici senza frontiere’, l’organizzazione non governativa internazionale premio Nobel per la pace fondata nel 1971, tra gli altri, dal ministro degli Esteri francese Bernard Koucher”.
“Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’ – afferma ancora Della Seta – il prefetto Morcone ha cancellato il protocollo esistente dai sei anni con il piccolo ospedale che ha accolto e curato migliaia di persone, ritenendo il protocollo superfluo per il dipartimento dell’emigrazione e che Medici senza frontiere dovrebbe fornire la propria opera in altre parti d’Italia dove ci sarebbe più bisogno”.
“Il prefetto Morcone – spiega – avrebbe pronunciato parole che denotano una preoccupante insensibilità per gli aspetti umanitari collegati ai fenomeni migratori, alla luce della situazione drammatica dell’isola di Lampedusa e dell’appello rivolto pochi giorni fa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché si guardi all’immigrazione non come ad una minaccia ma come ad un grande fenomeno epocale da gestire con umanità ed apertura”.
“Chiedo dunque – conclude Della Seta – se il ministro dell’Interno abbia disposto la cancellazione del protocollo o se comunque approvi la scelta del Prefetto Morcone e se non ritenga necessario riconfermare il protocollo con ‘Medici senza frontiere’, vista l’opera meritoria svolta da questa associazione a Lampedusa come in tante altre situazioni nel mondo”.
L’iniziativa non stupisce soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni di Umberto Bossi che, all’appello di Napolitano a considerare gli immigrati una risorsa, preferisce schernire il Capo dello Stato, dicendo che “gli immigrati sono sì una risorsa, ma una risorsa negativa”.


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