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Albania, il Paese vicino

Autore: . Data: lunedì, 17 novembre 2008Commenti (0)

La realtà in un documentario

Il vero volto dell’Albania raccontato in un film-documentario. Il regista è un albanese che ha vissuto l’esodo dal ‘Paese delle Aquile’.

“Il racconto finisce proprio nel 1991, con l’inizio del grande esodo degli albanesi verso l’Italia. Su una dei quelle navi c’ero anch’io e ora ho il privilegio di raccontare la nostra storia”. Così Roland Seiko, autore del testo e co-regista con Mauro Brescia del dvd ‘Albania. Il paese di fronte’, parla del suo film, prodotto da Istituto Luce e Fox Channel Italia, uscito in questi giorni.

Il documentario racconta di un Paese che si trova a sole 60 miglia marine dall’Italia, ma che è rimasto pressochè sconosciuto fino alla caduta della dittatura comunista di Henver Hoxha e ai primi sbarchi di massa di albanesi sulle coste italiane. Eppure sono tanti i legami che avevano unito Italia e Albania nella prima metà del Novecento, dal ruolo decisivo che la diplomazia italiana svolse per l’indipendenza del Paese, tra 1912 e il 1913, agli investimenti economici tra le due guerre fino all’occupazione da parte di Mussolini nel 1939.

E anche in quello che lo storico Roberto Morozzo della Rocca, consulente per il dvd, ha definito il «buco nero» del dopoguerra, è all’Italia che gli albanesi hanno continuato a guardare. “E’ stata per me una grande responsabilità, come albanese e come italiano – ha detto ancora Seiko, all’anteprima del dvd alla Casa del cinema – portare a termine questo lavoro con la necessaria obiettività, visto anche che gli archivi con cui abbiamo lavorato avevano una vocazione propagandistica”.

Gli archivi in questione sono quelli dell’Istituto Luce (per il quale Seiko lavora, oltre a dirigere il periodico degli albanesi in Italia ‘Bota shqiptare’) e l’Archivio del Film di Tirana. “L’Albania è stato un Paese a lungo dimenticato – ha ricordato Leonardo Tiberi dell’Istituto Luce – anche a causa dell’isolazionismo autarchico del regime, che ruppe ben presto anche con l’Urss per scegliere la Cina di Mao. Ma l’Archivio di Tirana, fondato proprio dall’Istituto Luce, è sopravvissuto a tutto, ricco anche di interessante materiale cinese”.

Sono le parole di Indro Montanelli, che visitò il Paese delle Aquile tra gli anni Venti e Trenta, ad aprire con le prime immagini di quegli anni, su splendide spiagge e città disseminate di campanili e minareti, e su volti di uomini fieri e orgogliosi della propria identità. “Perchè prima della religione, cattolico o ortodossa o musulmana – ha detto Morozzo della Rocca – nell’animo degli albanesi viene prima la nazione”.

“Siamo un popolo che ha sempre voglia di primeggiare”, ha detto Kledi Kadiu, ballerino di Tirana noto al pubblico italiano per spettacoli tv come ‘Buona domenica’ e ‘Amici’, presente tra gli invitati all’anteprima. “L’equazione immigrato albanese-criminalità è un pregiudizio che appartiene ormai al passato”, ha aggiunto, “che vede nell’Albania di oggi un bel cantiere in pieno sviluppo e nell’Italia un Paese che offre opportunità a chi ha le capacita”.

Per l’Italia sarà vero?


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