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La pasta come l’oro

Autore: . Data: lunedì, 3 novembre 2008Commenti (0)

Aumenti del 32% in un anno, tra lo sconcerto dei consumatori e le proteste della Coldiretti che denuncia: “Mentre scende il prezzo del grano aumenta quello degli spaghetti”

Era già stato battezzato “Mister Prezzi” quando, due mesi fa sottolineò “l’ingiustificato aumento del prezzo di pane e pasta”. In questi giorni il Garante Antonio Lirosi è tornato a tuonare, visto che il costo di un pacco di spaghetti è schizzato ulteriormente verso l’alto.

I dati registrati ad ottobre segnalano infatti un aumento del 32% dei prezzi in un anno: insomma, un chilo di pasta è aumentato di un terzo in dodici mesi. Dunque Lirosi ha convocato i grandi produttori, tra cui Barilla e De Cecco, e le imprese della grande distribuzione per capire il motivo degli ingiustificati aumenti alla luce della diminuzione del prezzo del grano.

Che ci si trovi di fronte a manovre gravemente speculative è fuor di dubbio. Il punto è che i consumatori – molti dei quali notoriamente non arrivano da tempo alla fine del mese – non possono aspettare i tempi biblici della politica.

Di certo non intende aspettare oltre la Coldiretti, assediata dagli iscritti che, messi in ginocchio dalla catena di passaggi distributivi e dai ricatti degli anelli commerciali successivi, lavorano spesso in condizioni difficilissime.

Basti pensare – rende noto l’associazione – che all’inizio del 2008 un chilo di pasta costava mediamente 1,4 euro al chilo mentre il grano era quotato a a 0,48 euro al chilo. E dopo una manciata di mesi il costo di un chilo di pasta è salito a 1,5 euro mentre il grano è sceso a 0,22 euro al chilo.

Sul versante dei consumatori, ‘Altroconsumo’ ha inviato all’Antitrust i dati di una recente indagine che confermano la discesa del prezzo del grano e “l’inspiegabile” salita del prezzo della pasta: “Quello che più colpisce – secondo l’associazione – è l’omogeneità dei prezzi di vendita in diverse catene di diverse città”. Il timore è quello di un “cartello” tra le grandi società di produzione e distribuzione.

Da segnalare infine che, nei prossimi giorni, lo stesso Lirosi incontrerà al ministero dello Sviluppo economico i cinque principali gruppi di produzione della pasta, che coprono circa i due terzi del mercato, mentre la settimana prossima si vedrà con i colossi della grande distribuzione. “E’ necessario – ha già fatto sapere – che tutti gli operatori del settore adottino comportamenti virtuosi per consentire una rapida riduzione dei listini, in modo da trasferire ai consumatori i benefici dei ribassi intervenuti nel prezzo del grano duro e della semola”.

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