Jambo, Miriam Makeba
Scomparsa la straordinaria artista africana. InviatoSpeciale la ricorda con una canzone africana, Malaika in lingua swahili, cantata con Harry Belafonte.
Miriam Makeba è andata via. All’improvviso, nella notte, dopo un concerto contro la camorra e il razzismo tenuto a a Baia Verde di Castel Volturno.
Miriam era nata a Johannesburg il 4 marzo 1932. Iniziò a cantare negli anni ’50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una propria band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana.
Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito. Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare.
Nel 1966 ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l’album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L’album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell’apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all’esilio.
Nel 1968 sposò l’attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l’evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati. Makebe e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sékou Touré e di sua moglie. Makeba si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986.
Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), Makeba si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell’album Graceland di Paul Simon. Poco tempo dopo pubblicò la propria autobiografia, Makeba: My Story.
Nel 1990, Nelson Mandela convinse Makeba a rientrare in Sudafrica. Nel 1992 recitò nel film Sarafina! Il profumo della libertà , ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista. Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull’apartheid. Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L’anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei “grandi sudafricani” stilata da SABC3. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.
InviatoSpeciale vuole ricordare questa straordinaria artista e attivista per i diritti civili con una canzone africana, Malaika in lingua swahili, cantata con Harry Belafonte.
Testo di malaika
Angelo
Angelo, ti amo Angelo.
Angelo, ti amo Angelo.
Vorrei sposarti, Angelo.
Non ho denaro, ahime.
Vorrei sposarti, Angelo.
Non ho denaro, ahime.
Vorrei sposarti, Angelo.
Il denaro tormenta la mia anima
Il denaro tormenta la mia anima
E io, tuo giovane amore, cosa devo fare?
Vorrei sposarti, Angelo.
Non ho denaro, ahime.
Vorrei sposarti, Angelo.
Passerotto, ti penso sempre, passerotto,
Passerotto, ti penso sempre, passerotto,
E io, tuo giovane amore, cosa devo fare?
Non ho denaro, ahime.
Vorrei sposarti, Angelo.
Non ho denaro, ahime.
vorrei sposarti, Angelo.
Angelo, ti amo Angelo.
Angelo, ti amo Angelo.
E io, tuo giovane amore, cosa devo fare?
Non ho denaro, ahime.
Vorrei sposarti, Angelo.
Non ho denaro, ahime.
Vorrei sposarti, Angelo.
Vorrei sposarti, Angelo.
Vorrei sposarti, Angelo.


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