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Assemblea lavoratori Alitalia

Autore: . Data: martedì, 4 novembre 2008Commenti (6)

Ieri si è tenuta l’assemblea dei sindacati critici cone le scelte di Cai.  Oltre le decisioni prese appare sempre più grave l’atteggiamento di stampa e tv, ormai decisamente alla deriva. Un problema serio.

Gia prima delle 15, l’ora fissata per l’inizio dell’assemblea convocata da Sdl, Anpac, Avia, Anpav e Up, erano moltissimi i lavoratori di Alitalia fuori dal grande locale della vecchia mensa di Fiumicino.

Molte le assistenti di volo in divisa coi loro bambini, i piloti ed anche una discreta presenza del personale di terra. Quando le organizzazioni sindacali hanno aperto le porte per consentire l’accesso alla sala si è saputo che la stampa non era ammessa.

La notizia, quasi del tutto censurata dalle cronache dei media, aveva un motivo preciso e di grande importanza: evitare che i cronisti strumentalizzassero, come è avvenuto fino ad oggi, gli avvenimenti in un momento così delicato della trattativa. Insomma un argomento di riflessione per tutti i professionisti dell’informazione, che dovrebbero sempre chiedersi il perchè degli avvenimenti e riflettere quando vengono esclusi dai protagonisti.

Lo scrupolo e le precauzioni degli organizzatori sono state del tutto inutili, perchè pur rimanendo all’esterno e non assistendo alla discussione, ad un certo punto è stata rilanciata la notizia “fronte del no spaccato”. Cosa assolutamente non corrispondente alla realtà.

Tra le varie agenzie, alle 17,20, Ansa scriveva:

“Si incrina il fronte del ‘no’ dei sindacati autonomi che non hanno aderito al piano di salvataggio di Alitalia. L’associazione degli assistenti di volo Anpav ha lasciato l’assemblea, in corso a Fiumicino, convocata dalle sigle autonome che non hanno sottoscritto l’accordo con Cai sui contratti e i criteri di assunzione, ”per l’impossibilita’ di manifestare le proprie ragioni, a fronte di una contestazione sicuramente precedentemente organizzata, che non ha permesso di esprimere la propria posizione”. Lo ha detto il presidente dell’Anpav, Massimo Muccioli, parlando di ”un vero e proprio agguato predisposto dai compagni e amici della cordata del ‘no”’. A questo punto, ”l’Anpav – ha aggiunto – in piena autonomia decidera’ nelle prossime ore e nei prossimi giorni in base a chiarimenti e novita’ che possano eventualmente convincerci ad aderire o meno all’accordo”.

Andiamo per ordine. All”assemblea ha partecipato numerosissimo personale Alitalia non direttamente organizzato dalle sigle sindacali. Non perchè ‘i militanti’ avessero disertato l’incontro, ma per la contingenza derivante dall’organizzazione dei turni. Va ricordato che per una scelta politica i sindacati aziendali hanno fino ad ora invitato i dipendenti alla massima efficienza, per non rendere ancor più grave una situazione già di per sè complessa.

L’atmosfera era tesa nella sala. L’incertezza, il comportamento intransigente di Cai, il rifiuto di un qualunque processo condiviso di rifondazione di Alitalia da parte della ‘cordata patriottica’ hanno prodotto nei lavoratori incertezza e convinto molti della necessità di forme di dissenso più rigide nei confronti della Compagnia di Colaninno e soci.

Numerosi sono stati gli interventi, alcuni anche durissimi, che invitavano ad avviarsi verso flo sciopero. E’ stato a questo punto che ha preso la parola Massmo Muccioli, presidente di Anpav, contestato dalla totalità dei presenti.

Muccioli non è stato vittima, come ha dichiarato (dando il via ad illazioni non verificate dai giornalisti in attesa fuori) di un “agguato”. Ha solo subito il malumore prodotto dalle posizioni che l’associazione da lui diretta ha assunto nelle ultime settimane. L’Anpav, almeno secondo le impressioni, più volte è sembrata disponibile a concedere fiducia a Cai inducendo di rimando nei lavoratori un’accesa diffidenza.

Era ovvio che l’emotività potesse prendere il sopravvento, perchè quando la posta in gioco sono la vita ed il futuro è difficile essere sempre controllati e i presenti hanno fischiato Muccioli.

Lasciando la sala il rappresentate dell’associazione non è stato seguito da nessuno ed è uscito da solo.

Troppo compresi nel proprio ruolo, i cronisti parcheggiati nel vasto piazzale antistante la mensa, erano alla ricerca di una qualsiasi dichiarazione.  Così è nata l’ennesima bufala della vertenza Alitalia.

Disattenti e superficiali molti dei rappresentanti della stampa, compresi quelli delle testate maggiori, non hanno rilevato un fatto. L’inedita valenza politica dell’assemblea. Per la prima volta, in modo concreto, c’era la presenza contemporanea di realtà fino ad oggi lontane in Alitalia: i piloti ed il personale viaggiante e di terra.

Per quanto Anpac e Up da un lato ed Sdl e Avia dall’altra abbiano seguito in questa vicenda strade parallele, i ruoli dei due diversi comparti sono sempre stati lontani e reciprocamente diffidenti.

Ieri, invece, si notava tra le due componenti una ‘vicinanza’, che sebbene ancora giovane sembra indicare una saldatura che va oltre gli interessi delle specifiche categorie.

La vita interna di Alitalia è molto diversa da quella di una qualsiasi altra azienda italiana e le scelte della dirigenza, da sempre, hanno favorito la separazione tra i diversi rami della Compagnia. La frammentazione sindacale, infine, non è certo servita per costruire una coscienza collettiva tra i lavoratori.

Alitalia è un arcipelago di gruppi e di interessi che non hanno mai saputo trovare una identità comune. L’assemblea della vecchia mensa, ieri, al di la dei risultati effettivi, è stata una occasione per travolgere antiche rivalità.

In tutte le fasi delle democrazia diretta mettere ordine è difficile. Nelle assemblee tutti sentono il bisogno di parlare, comunicare il proprio pensero, proporre idee e suggerimenti. E’ la straordinaria forza delle libertà.

Queste donne e uomini, a differenza di quanto avviene in una fabbrica ‘normale’, a volte non si incontrano per anni, impegnati in un lavoro che porta uno in Argentina ed un altro in Giappone e viceversa, perchè gli equipaggi degli aerei cambiano sempre e le persone non si trovano insieme quasi mai. Neppure si vedono, perchè essere personale ‘navigante’ vuol dire uscire di casa, salire su un aereo, partire, tornare e andare a casa. Non c’è per loro un luogo condiviso, un capannone nel quale avvitare bulloni tutti insieme e neppure le chiacchiere ed i confronti della pausa mensa. Qui si va, si torna, ci si muove ed in fondo si sta sempre nello stesso posto, appesi per aria.

Per paradosso l’arroganza di Cai sta dando ad un popolo diviso una identità comune che prima della vertenza era molto più fragile.

Ed eccolo il grande errore di Cai (visto dal punto di vista della cordata). L’elaborazione di intransigenze e arroganza hanno generato una spinta unitaria prima inesistente, saldando aree lontane tra loro, fno a quasi costringere questi ‘casuali’ colleghi di Compagnia a diventare per la prima vlta davvero dei compagni di lavoro.

Per un ‘padrone’ che vuole ottenere dei risultati utili questo mostra una cultura industriale debole ed approssimativa. Infatti Colaninno e molti degli altri soci, a dispetto delle cronache, non sono industriali, ma finanzieri, non imprenditori che investono su persone, capacità e prodotto, ma individui in cerca di buone occasoni per produrre reddito (il proprio) col minimo investimento ed il massimo utile. E dare una mano ad un presidente del Consiglio tra i responsabili del falimento della trattativa con Air France-Klm, Silvio Berlusconi.

Così i dipendenti della Compagnia adesso non hanno alcuna fiducia nella nuova proprietà, sempre che Cai lo diventi, e sarà difficile recuperare questo stato di cose.

L’assemblea, pur in una specie di laboratorio della politica unitaria (di solito l’unica vincente) ha preso due decisioni importanti, una orientata verso la Cgil e l’altra verso Cai.

Forse il nodo politico più interessante sta nella prima delle due mozioni votate all’unanimità  e con la firma Anpav (a smentire almeno per il momento la rottura del “fonte del no”).

Le sigle sindacali e l’assemblea, firmando “i lavoratori di Alitalia e Air One” (adesso anche i cugini della creatura di Toto, uno dei soci di Cai, pieno di debiti e ben felice di fondersi con nuova Alitalia, cominciano a sentire odore di licenziamenti), chiedono a Cgil “di ritirare la firma apposta il 31 ottobre a palazzo Chigi…anche in conseguenza delle dichiarazioni più volte rilasciate dal Segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, relativamente al concetto di democrazia e di rappresentanza sindacale”.

Parentesi. Cgil ha di certo problemi al suo interno, tra chi non accetta le pratiche di Cai e chi, fortemente pressato dal Pd, è spinto a chiudere a favore di Colaninno. Anche per il partito di Veltroni la politica di lobby conta più della valenza etica nelle trattative.

Il tentativo di spingere il sindacato guidato da Epifani a cambiare rotta,  di pur difficile realizzazione, certo porrà problemi ai lavoratori iscritti, perchè anche per i più fedeli, giorno dopo giorno, l’avventura di Cai appare più come un viaggio nell’assurdo che come una soluzione credibile.

La seconda mozione “affida a tutte le organizzazioni sindacali e associazioni professionali di predisporre immediatemente ogni azione sindacale utile alla cancellazione del suddetto accordo (con Cai, ndr) e al ripristino di corrette relazioni industriali e sindacali con chi rappresenta realmente il volere dei lavoratori di Alitalia appartenenti alle tre categoria, terra, assistenti di volo e piloti”.

L’assemblea affida ai sindacati il compito di “trattare con Cai e governo per l’ottenimento della massima tutela occupazionale, anche mediante il ricorso ad un esteso part time e alla rimodulazione del piano industriale con dati aggiornati”.

L’assemblea rifiuta “ogni forma di stesura dei contratti collettivi di lavoro unilaterale e non condivisa” e da mandato ai sindacati ad “indire seguenti assemblee per aggiornare i lavoratori sulla situazione e prendere le decisioni conseguenti”.

Fin qui i punti importanti ed i ‘retroscena’ della riunone di ieri.

Sul fronte della stampa, invece scandalosa è apparsa la trasmissione Matrix, di Enrico Mentana, andata in onda in tarda serata.

L’ex drettore del Tg5, in passato fedele fan craxiano (scelto da Martelli) in Rai, come succede quasi sempre, per nulla a conoscenza dell’argomento di cui trattava il suo stesso programma, ha condotto la puntata non per capire o lasciar capire ai telespettatori dei fatti, ma con l’intento di ribadire i “pensieri comuni se non prevalenti” sulla vicenda.

Il risultato è stato l’ennesimo episodio di disinformazione al quale non hanno saputo o potuto sottrarsi Stefano de Carlo dell’Anpac e Antonio Divietri, di Avia. Il giornalista del Sole 24 Ore, Gianni Dragoni, qualche volta ha tentato di opporre ragioni al battutaro Mentana, ma con scarso coraggio e senza successo.

Il risultato è stato l’ennesimo episodio di superficialità.

Vedremo nei prossimi gorni gli sviluppi.


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Commenti (6) »

  • f.muratti ha detto:

    Perchè non ci sono più giornalisti come lei in questo paese? Finalmente qualcuno si sforza di andare oltre le apparenze ( per altro lei lo ha fatto più volte), ha descritto in modo efficace lo spirito che ha pervaso l’assemblea di ieri, ponendo l’accento sul fatto più importante: di fronte a questo padrone sordo,cieco e indegno della stessa definizione d’imprenditore,ciò che succede è che siamo ancora più uniti,ancora più decisi,ancora più forti!

  • bettifly ha detto:

    inseguire la verità, approfondire la notizia, verificare i dati, questo è giornalismo.grazie, grazie da parte di tutti noi che lavoriamo in alitalia per avere il coraggio di essere UN GIORNALISTA e non un approssimativo e prezzolato pennivendolo come molti suoi penosi colleghi.GRAZIE

  • MissMcGonegall ha detto:

    Ecco il giornalismo reale, quello coraggioso, etico… grazie di cuore ad una persona che ha la forza di sentirsi libera e di esprimerlo!!

  • PPAOLO ha detto:

    FINALMENTE….. ma è rimasto solo lei e la Gabanelli a fare il giornalista in questo paese??
    D’ora in poi, visto la serietà che dimostrate nel raccontare i fatti che posso confrontare, userò il vostro sito per capire cosa succede anche nelle altre realtà. non deludetemi.
    ancora complimenti

  • settanta ha detto:

    Complimenti !!! Solo voi lasciate alla gente il piacere di leggere informazione obiettiva in questo regime politico – mediatico, peccato l’accessibilità solo via web; ma perche’ non uscire in edicola ?

  • pikkola ha detto:

    Grazie di cuore per aver riportato sinceramente il contenuto di questa importante assemblea..senza strumentalizzazioni e con obiettività.Peccato non aver il gusto di farvi leggere dalla moltitudine di ignoranti che si bevono solo le balle dei giornali el padrone.Evviva la liberta di pensiero!GRANDI

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