I diritti civili schizofrenici del Pd
Per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo il Pd ha presentato sette proposte di legge. Iniziativa meritoria, ma la materia richiede integrità e fino ad ora i democratici ne hanno mostrata poca.
Il segretario del Pd, Walter Veltroni, con Piero Fassino e i capigruppo in commissione Esteri di Senato e Camera, Pietro Marcenaro e Alessandro Maran hanno presentato sette disegni di legge sulla tutela dei diritti umani.
Le proposte del Partito democratico vanno dall’introduzione del reato di tortura, alla legge sul diritto di asilo all’istituzione di una commissione nazionale indipendente per la promozione e la tutela dei diritti umani.
Veltroni ha detto: “Le proposte che abbiamo presentato sono improntate sull’idea che la globalizzazione deve portare a una società non più chiusa e identitaria, ma della convivenza e dell’integrazione. La destra -ha pensa alle classi separate, mentre per noi un bambino nato in un altro Paese deve poter frequentare la stessa classe dei suoi coetanei italiani. Ci auguriamo che le nostre proposte che le nostre proposte trovino in Parlamento l’attenzione necessaria”.
Fassino ha aggiunto: “Lanciamo l’allarme per il taglio dei fondi alla cooperazione. Con quei tagli, l’Italia non è in grado di rispettare gli impegni presi. Si dice che in tempi di vacche magre non si possono mettere fondi per la cooperazione. Non e’ vero anche perche’ questo rappresenta un capitolo importante nella politica estera di un Paese. Inoltre, dal punto di vista dei flussi migratori, se vogliamo regolarli occorre sostenere lo sviluppo nei paesi poveri”.
In particolare le proposte riguardano: 1) l’introduzione nel nostro codice penale del reato di tortura, 2) La corte penale internazionale (nel senso di un adeguamento del nostro ordinamento alle prescrizioni della Corte), 3) L’istituzione di una commissione nazionale indipendente per la promozione e la tutela dei diritti umani (organismo previsto da una risoluzione dell’Onu a cui l’Italia non ha dato seguito), 4) Messa al bando delle munizioni a grappolo (più note come le cluster bomb che rilasciano sul terreno sottomunizioni esplosive), 5) Ratifica ed esecuzione del V protocollo relativo ai residuati bellici esplosivi, 6) Ratifica della convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani, 7) Diritto d’asilo (proposta volta a risolvere la mancanza nel nostro ordinamento di una legge organica sul diritto d’asilo).
Per Veltroni una iniziativa del genere, lanciata in un momento grave per l’economia e mentre infuriano le polemiche politiche, può essere giudicata un’anomalia, ma ”è una felice anomalia” che corrisponde ad un ”aspetto costitutivo della nostra identità”.
Sui diritti umani, ha aggiunto, si riscontrano ”troppe furbizie” e una convinzione che trovino un ostacolo nel realismo politico nazionale. ”Ma la realpolitik, che pure è uno strumento essenziale nelle relazioni internazionali deve però accompagnarsi ed essere nutrito dalla coscienza che ci sono tanti luoghi dove i diritti umani e civili non sono garantiti”.
Fin qui le buone intenzioni e le parole. Tuttavia, i dirigenti del Pd hanno alcune cose da spiegare. La foto del manifesto che pubblichiamo in testa all’articolo non ha bisogno di commenti e mostra quanto il Pd abbia le idee confuse.
Le “furbizie” che Veltroni denuncia sono vere. Per esempio, i diritti civili da applicare ai cittadini italiani dove sono finiti. Le coppie di fatto, i gay, i soggetti deboli sono scomparsi dall’agenda politica del suo partito.
Anzi, come alcuni lettori ricorderanno, alcune settimane fa la senatrice Binetti, dello stesso Pd, aveva dichiarato: “Le tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio di pedofilia. Siamo davanti ad un’emergenza educativa”.
Mariapia Garavaglia, ministro ombra dell’Istruzione, sulle misure da prendere nei confronti della deputata omofoba ha dichiarato: “Nessuno nel Pd può essere messo sotto accusa solo per aver espresso delle idee: non può esserci nel Pd un reato di opinione che non c’è nemmeno nel codice penale”.
I diritti civili non prevedono l’assenza di sanzioni verso le testimonianze di culture e tendenze alla discriminazione. Anzi, la tutela delle libertà individuali impone provvedimenti drastici nei confronti di chi espone posizioni, pubbliche e private, lesive della dignità personale dei cittadini. Anche in questo una falsa idea di libertà nasconde “furbizie”, necessarie per non sconvolgere equilibri interni fragili e compromissori. In quella occasione Paola Concia, unica omosessuale dichiarata nel Partito democratico e in Parlamento aveva precisato: “Sia chiaro: finisce tutto su un piano politico perché è intervenuto il segretario. Resta che io mi sono sentita offesa in maniera personale dalle parole della Binetti che mi ha dato della pedofila. Non voglio più avere con lei nessun rapporto”.
Marco Granelli, del gruppo consiliare del Pd al comune di Milano, prima ancora che il centro-destra scatenasse la campagna anti-zingari, nel marzo di quest’anno, aveva scritto: ” [...] esiste il problema di persone (si riferisce a cittadini zingari, ndr) che oggi sono cittadini europei, comunitari e quindi non espellibili. In verità dal 2004 esiste una normativa dell’Unione europea che regola la libera circolazione dei cittadini degli stati europei. Il Decreto del Governo italiano che la recepisce limita esplicitamente il soggiorno a quelle persone che, anche se non hanno commesso reati, abbiano tenuto comportamenti che “costituiscono minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero all’incolumità pubblica, rendendo urgente l’allontanamento perchè la sua ulteriore permanenza sul territorio è incompatibile con la civile e sicura convivenza”. Il decreto prevede che gli allontanamenti siano attuati dal Prefetto e dalle forze dell’ordine e che siano segnalati dal Sindaco del Comune dove avvengono le situazioni di degrado e insicurezza”.
In un singolare assonanza con le posizioni della Lega, il rappresentante del Pd proponeva di “intervenire quanto prima per ridurre il campo abusivo, censendo le persone, ricercando coloro che svolgono attività illegali o attuano comportamenti lesivi della sicurezza e dell’incolumità (salute) o che comunque rendano la loro presenza incompatibile con la convivenza civile e sicura”.
Nell’aprile di quest’anno a Parma sedici primi cittadini di diverse aree politiche (Lega, Pdl, Pd) firmarono un documento bipartisan nel quale chiedevano più poteri in materia di sicurezza. In città amministrate dal centrosinistra come Cremona, La Spezia, Belluno o Modena si stavano all’epoca mettendo in campo dei provvedimenti tesi a nutrire la ‘percezione’ della paura da parte dei cittadini indotta però da una campagna allarmistica e demagogica del centro-destra.
Così si pensava a telecamere per controllare alcune strade, servizi continuativi anche di notte, fino alle 3 e oltre se necessario, della polizia municipale e altre proposte più o meno attuabili. Insomma in principio era il sindaco di Padova, Zanonato, con il muro di via Anelli, poi vennero gli altri. E non mancano esempi anche in centri più grandi come Bologna dove la giunta di Cofferati ha cercato di introdurre la figura dello “studente civico”, che avrebbe dovuto controllare la zona studentesca “meta di schiamazzi e bivacchi”.
Le “furbate” sui diritti civili che hanno introdotto negli ultimi mesi in Italia una serie di provvedimenti inutili quanto demagogici in tema di ordine pubblico, riuscendo a produrre spinte xenofobe, razziste e di esclusione sociale hanno avuto ed hanno spesso l’avvallo del Pd.
C’è da esser lieti che Veltroni abbia deciso di invertire la rotta. A quando la presa di distanza netta dalla logica dell’emergenzialità demagogica del centro-destra?


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