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Gli studenti in piazza, la politica tra gli insulti

Autore: . Data: venerdì, 7 novembre 2008Commenti (0)

Oggi decine di migliaia di studenti hanno manifestato in tutto il Paese contro la politica del governo Berlusconi per la scuola e l’università pubblica. L’esecutivo non sembra in nessun caso disponibile ad ascoltare l’intero mondo della scuola in subbuglio, mentre la politica è all’insulto quotidiano.
La sordità del centro-destra non si limita alla pubblica istruzione. Egual sorte è riservata al pubblico impiego, ai lavoratori di Alitalia, alle numeose categorie colpite dalla manovra finanziaria di luglio.

All’arroganza ‘interna’ si collega l’inadeguatezza in politica estera. Per quanto le gaffes dell’Uomo della Provvidenza siano ormai abituali , l’ultima sul nuovo presidente afro-americano degli Stati Uniti, Barack Obama, definito “abbronzato” impone ulteriori riflessioni.

Errare è umano, perseverare è diabolico, ma inveire contro chi suggerisce comportamenti più consoni è pericoloso. A chi gli faceva notare che la ‘leggerezza’ nei confronti del futuro capo statunitense aveva aperto una discussione serrata, Berlusconi ha prima risposto: “Veramente c’è qualcuno che pensa che non sia stata una carineria?… Se scendono in campo gli imbecilli siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli. Come si fa a prendere un grande complimento come una cosa negativa? Ma che vadano a…” e poi aggiunto: “Perché? C’è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona. Mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso”.

Le conseguenze non si sono fatte attendere, perchè secondo alcune fonti di stampa Obama nel suo primo giro di saluti avrebbe già chiamato il presidente francese Nicolas Sarkozy (anche presidente di turno del Consiglio europeo), il premier britannico Gordon Brown, il cancelliere tedesco Angela Merkel, i leader di Giappone e Canada e i capi di governo di Israele, Messico, SudCorea, Australia. Non Berlsuconi.

Per la politica interna, o meglio per il sentire comune dei cittadini, i comportamenti del presidente del Consiglio e di molti dei suoi collaboratori sono motivo costante esempio negativo, perchè inducono atteggiamenti simili, ovvero aggressivi e sprezzanti.

Si pensi al caso Gasparri. Il presidente dei senatori del Pdl è un esternatore permanente e, in una delle sue quotidiane dichiarazioni, ha detto: “Gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento, portatrice di valori minacciati dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi, con lui alla Casa Bianca forse Al Qaida è più contenta”.

Non sfugge a nessuno la gravità dell’affermazione di Gasparri, non parlamentare defilato del centro-destra, ma uno dei suoi dirigenti politici. Tuttavia il senatore non è mai apparso come un uomo di particolare spessore poltico, per cui non è una novità che a volte anche lui, come il suo leader, scivoli su qualche buccia di banana.

E’ il seguito della vcenda a lasciare stupiti. Il Partito democratico, convinto da suo segretario Valter Weltroni che la vittoria di Obama sia una formidabile opportunità di riscossa (nessuno sa perchè) ha affisso subito sui muri di Roma un manifesto con il viso di Gasparri in primo piano, un fumetto con la frase incriminata su Al Qaida e al centro una scritta “Vergogna”. Al di sotto il commento: “Il mondo esulta, la destra diffama”.

Sulla utilità della cosa si potrebbe discutere a lungo. In realtà i cittadini italiani sono occupati da ben altri e più seri problemi. La reazione del Pdl, però, lascia a bocca aperta.

Un altro esternatore 24 ore su 24, Cicchitto, ha subito tuonato: “Un manifesto incredibile con tanto di fotografia per indicare un bersaglio da colpire. Un manifesto di autentica barbarie che può provocare pericolosissime conseguenze. Il Pd deve solo vergognarsi e dovrebbe chiedere scusa”.

Gli fa eco lo stesso Gasparri: “A Roma in queste ore campeggiano manifesti firmati dal Pd con la mia foto e su scritto ‘vergogna’. E’ uno stile più da Brigate Rosse che da partito democratico. Indicare un obiettivo con una foto in un momento in cui nelle piazze ci sono tensioni è irresponsabile. Sono più stupito che preoccupato da questi allievi di Goebbels e Stalin”.

L’assoluta indisponibilità ad accettare le azioni altrui, anche se inutili come il manifesto del Pd, è la cifra comune del centro-destra. Dall’evocare collegamenti tra una propaganda (per altro banale) e Goebbels e Stalin, fino alla parola “coglione” indirizzata da Berlusconi a chi la pensa diversamente da lui.

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