Educatori penitenziari in sit-in
Dal pugno di ferro ai precari
Il comitato ‘I nuovi educatori penitenziari’ ha organizzato sit-in di protesta a piazza Montecitorio e davanti al Senato per denunciare lo status di precarietà lavorativa di 397 vincitori e 500 idonei che hanno partecipato al concorso indetto dal ministero della Giustizia per educatori penitenziari durato ben 5 anni, dal 2003 al 2008.
In una nota del comitato si legge che gli educatori penitenziari chiedono “a gran voce unicamente di trovarsi dietro le sbarre per poter essere liberi di esercitare il loro prezioso lavoro all’interno delle carceri italiane”.
Allo stato attuale sia i vincitori che gli idonei al concorso sanno che potranno essere inseriti a ruolo a scaglioni non prima del 2010, in quanto i fondi per le assunzioni sono rimasti quelli stanziati dal precedente governo e sono da suddividere con altri profili del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria in un periodo, tra l’altro, di forte carenza di educatori penitenziari.
Il comitato, in una nota del presidente Lina Marra, sostiene: “La presenza nelle casse statali dei fondi per assumerli tutti in blocco gia’ nel 2009. Infatti, secondo il calcolo della Corte dei Conti il saldo contabile della cassa ammende al 30 aprile scorso è di oltre 139 milioni di euro, quanto necessario per regolarizzare la personale vincitore e idoneo”.
Il comitato conclude che la protesta servirà anche a far conoscere la figura dell’educatore penitenziario e il suo ruolo fondamentale negli istituti penitenziari. Il fine è sensibilizzare governo e opinione pubblica su un problema, sottolinea Marra, che “riguarda tutti in quanto l’immissione in servizio dei nuovi educatori permetterà di mettere in atto una politica penitenziaria in maggiore coerenza con il disposto costituzionale”.


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