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Competitività, Italia dopo Thailandia

Autore: . Data: martedì, 25 novembre 2008Commenti (0)

Il rapporto dell’Economist

Cattive notizie ancora per L’italia dall’Economist, autorevole settimanale britannico di economia, che ha messo più volte in luce i limiti del nostro sistema politico, finanziario e imprenditoriale. Il nostro Paese, infatti, si posiziona al 40esimo posto nel mondo per competitività, dopo la Thailandia e la Lettonia. Il dato emerge da una ricerca dell’ Economist Intelligence Unit, il centro di ricerca del giornale, eseguita per conto di Business International.

Nel rapporto si legge che “L’Italia appare sostanzialmente un Paese statico” e s’intuisce che, sebbene i dati dell’Economist prevedano un timido miglioramento, esso non appare sufficiente a far risalire la nostra penisola nella classifica mondiale e regionale. L’Italia si posiziona agli ultimi posti anche in Europa occidentale: su 18 Paesi il nostro resta fermo al 16esimo posto, davanti solo a Grecia e a Turchia.

Tali stime coprono i due quadrienni 2004-2008 e 2009-2013, periodo che cerca di catturare l’aspetto previsionale, e sono state elaborate prima della crisi che sta colpendo il sistema finanziario mondiale.

Secondo l’Economist “le peggiori previsioni sono attese nell’ambito macro-economico e nel mercato del lavoro. Nel primo caso è prevista una perdita di 4 posizioni all’interno della classifica regionale e di ben 21 in quella mondiale, in seguito a un peggioramento della valutazione relativa al saldo corrente e al tasso di cambio; nel secondo caso, invece, la perdita è più contenuta: 2 posizioni nella classifica mondiale e una sola in quella regionale”.

Anche sulle infrastrutture “pesa una previsione poco felice” (perdita di una posizione a livello regionale, 27 posto confermato sempre a livello regionale) sebbene alcuni sub-indicatori (quelli legati alle telecomunicazioni e alle infrastutture portuali) registrino un incremento positivo. Qualche miglioramento è previsto nel caso delle politiche per l’impresa e la concorrenza, e nell’indice relativo alle politiche per gli investimenti esteri.

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