Colaninno in Olivetti
In un articolo del 19 settembre 1996, a firma di Daniele Manca, il Corriere della Sera racconta l’uscita di Roberto Colaninno dall’ombra.
Carlo De Benedetti sceglie un fedelissimo. Per tentare l’ ennesimo colpo di reni che possa permettere alla sofferente Olivetti di riprendere perlomeno il cammino in Borsa, ieri l’ Ingegnere ha indicato in Roberto Colaninno il nuovo amministratore delegato del gruppo di Ivrea.
Francesco Caio ha presentato ieri le dimissioni a poco più di due mesi dalla nomina. Esce di scena così il trentanovenne ex assistente di De Benedetti. Arriva il cinquantatreenne manager che ha guidato fino a ieri la Sogefi (ricambi automobilistici) controllata dalla Cir, holding industriale dell’ Ingegnere.
Questa volta quindi De Benedetti è riuscito a imporre l’ uscita dell’ ex amministratore delegato di Omnitel dal gruppo. Il nuovo colpo di scena si è consumato in serata a Ivrea, nella sede principale dell’ azienda. Il primo segnale però che il gruppo dell’ Ingegnere non aveva alcuna intenzione di farsi da parte, giunse quel 3 settembre, quando cioè De Benedetti abbandonò ogni carica in Olivetti mantenendo quella di presidente onorario.
A Caio fu affiancato però un comitato esecutivo formato da Rodolfo De Benedetti (figlio di Carlo), il presidente Antonio Tesone, Franco Girard direttore generale Cir.
E proprio sulle deleghe da affidare a questo comitato che ieri si è consumata la rottura definitiva. Caio non ha accettato il ridimensionamento e ha preferito dimettersi. Non va dimenticato, inoltre, il fatto che settimana prossima il manager sarà ascoltato dai magistrati di Ivrea, sempre sul bilancio Olivetti.
Sui conti semestrali pesa infatti l’ accusa di “falso” dell’ ex direttore generale Renzo Francesconi, contro il quale però , ha detto Tesone, è “gia’ partita la denuncia”.
Domani comunque la Borsa darà il primo giudizio sulle novità da Ivrea. Ieri Piazza Affari ha puntato sulle voci di dimissioni e il titolo è stato rinviato per eccesso di rialzo.
Colaninno è conosciuto in Piazza Affari: la Sogefi è una di quelle società che ha dato più soddisfazioni agli azionisti negli ultimi anni. Ma non mancano i dubbi. Il manager ha gestito la crescita di un’ azienda attiva nel settore dei ricambi auto.
E forse non c’è molto tempo per imparare in una Olivetti che dal ’90 ha perso oltre 4.300 miliardi. Il colpo di coda di De Benedetti, secondo ambienti finanziari, sarebbe accompagnato da “novità”.
Si parla di nuovi ingressi nel consiglio, e nuovi soci. Di sicuro l’ altro azionista di rilievo, Mediobanca, sarebbe stato informato solo ieri pomeriggio della nomina di Colaninno.
Alimentando la convinzione che l’ istituto di via Filodrammatici sarebbe ancora alla finestra. La nomina di Colaninno, di per sè, non dirada tutte le nubi.
Basti pensare ai dubbi espressi dalla Consob sulla semestrale Olivetti. Ieri, di prima mattina l’ azienda aveva reso note le risposte ai 16 quesiti posti dalla Commissione e relativi all’ andamento dell’ azienda nel primo semestre, oltre ai criteri di valutazione di aziende e magazzini. Risposte complete solo in parte.
Anche perchè, come spiegato dall’ azienda, rispetto ad alcune trattative per la cessione di società tipo quella dei Personal Computer, il gruppo si è rifiutato di diffondere informazioni riservate.
Tesone però, al termine del consiglio di ieri, ha assicurato che l’ Olivetti “non farà a meno di niente. Non siamo a questo stadio”.
Dalle risposte alla Consob si scopre comunque che dalla Russia Ivrea aspetta circa 134 miliardi (netti) che ritiene di riuscire a riprendere. Come pure altri 201 miliardi dovranno arrivare per crediti vantati nei confronti dei ministeri di Poste e Lavoro.
Nel primo semestre inoltre i conti di Ivrea hanno beneficiato di una plusvalenza di 64 miliardi relativa alla cessione alla banca d’ affari Lehman di azioni della controllata Acorn.
La stessa Lehman che era stata l’artefice dell’ ultimo capolavoro finanziario di De Benedetti, l’ aumento di capitale da 2.200 miliardi sottoscritto in buona parte da investitori esteri.
Che si erano lamentati però dell’ uscita repentina della banca d’ affari dall’ Olivetti nonostante i buoni affari fatti con la vendita, tra l’ altro, della sua quota in Omnitel.
Sono stati poi resi noti i valori patrimoniali dei magazzini delle societa’ Olivetti. Si va dai 198 miliardi della Personal Computer ai 267 di Lexikon ai 261 di Olivetti System e Service.
Vengono poi spiegate tutte le operazioni di smobilizzo crediti e quelle di factoring, conseguenti, secondo la societa’ , alla creazione delle aziende Personal, Lexikon e Oss. Oltre a chiarire le voci che compongono i 200 miliardi accantonati per oneri di ristrutturazioni.


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