Camorra e bambini
Blitz contro cinque ragazzini
Dove cinque ragazzi minorenni, tra i 12 e i 16 anni, sono stati feriti con colpi di pistola nel corso di un raid all’interno di una sala giochi, in molti dicono di non sapere nulla, qualcuno spiega che preferisce farsi i fatti suoi in un quartiere dove esporsi è difficile: tra silenzi e paure a Secondigliano la camorra ha assestato un altro duro colpo.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso “ferma condanna degli episodi di efferata violenza”, parlando di “pesante intimidazione della criminalità organizzata” e apprezzando “l’impegno concreto delle forze dello Stato e delle istituzioni per individuare i responsabili e riaffermare il principio della legalità”. E’ evidente però che non basta inviare soldati e forze dell’ordine per fermare chi ha ora deciso di sparare anche ai bambini.
Resta da capire come mai adolescenti stessero trascorrendo la mezzanotte all’interno di un locale frequentato da pregiudicati, magari legata a quei clan che hanno insanguinato il quartiere in una guerra di camorra senza fine. La saracinesca del circolo ricreativo del rione Berlingieri è ancora abbassata dopo i sigilli apposti dall’autorità giudiziaria. Nella traversa di via Abate Desiderio quasi nessuno ha accettato di parlare dell’accaduto e i commenti sono stati molto cauti.
A scuola un ragazzo di 11 anni ha confessato che uscire di casa fa paura “perché ti può succedere qualcosa di brutto da un momento all’altro”. Per il resto, ha detto la preside dell’Istituto Savio “qui si respira un clima di sostanziale rassegnazione e anche un episodio così grave è di routine in questo quartiere”.
E tra i ragazzi c’è chi si è inventato uno strano gioco: proviamo a indovinare chi, tra gli assenti di oggi, è stato coinvolto nell’agguato.
Una dirigente scolastica ha sottolineato che nelle classi “nessuno ha manifestato la voglia di affrontare il discorso. Evidentemente hanno avuto delle raccomandazioni anche dalle famiglie; si cerca di commentare il meno possibile per non essere coinvolti in alcun modo”. I genitori li difendono, sono dei bravi ragazzi. C’entrano in qualche modo con la mala? “Quelli – ha risposto la signora Carmela, nonna di uno dei giovanissimi coinvolti – sono solo bambini: mio nipote è solo un bambino”. Ma il circolo è un posto pericoloso, soprattutto se frequentato a quell’ora? “No – ha replicato la donna – appartiene a una brava persona, uno che lavora. Mio nipote si era trattenuto un pò più a lungo del solito sabato scorso, in genere torna alle 23. Lo avrebbero riaccompagnato a casa comunque”.
Mentre il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha chiesto la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza, annunciando l’apertura di campi sportivi in zone a rischio come una delle possibili risposte sociali, l’assessore regionale all’Istruzione, Corrado Gabriele, ha dato la colpa ai genitori di quei ragazzini. “Il primo colpo nelle gambe di quei giovani – ha accusato – l’hanno esploso metaforicamente i rispettivi genitori, consentendogli di frequentare a tarda ora un luogo da cui notoriamente la camorra controlla il territorio e non mandandoli a scuola, visto che due dei feriti non la frequentano”.


Lascia un commento