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Berlusconi spacca i sindacati

Autore: . Data: giovedì, 13 novembre 2008Commenti (0)

La Cisl di Bonanni, sempre più vicina al centro-destra, si dissocia dallo sciopero di venerdi prossimo sull’università. La Uil è ancora nel guado, mentre la Cgil appare sempre più isolata.

L’attività del centro-destra per costruire l’Italia Spa procede a tappe forzate. Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio aveva ricevuto nella sua residenza romana, palazzo Grazioli, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, i segretari della Cisl, Bonanni, e della Uil, Angeletti.

Sembra fossero presenti anche alcuni ministri, ma la riunione era la ‘segreta’.

La reazione di Guglielmo Epifani, leader della Cgil è stata durissima: “Quello che è accaduto martedì sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti. Il presidente Berlusconi dimostra così di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue. Sul tema della crisi il governo non prevede momenti formali di confronto con tutte le parti sociali, mentre quelli “riservati” li tiene solo con alcuni soggetti, escludendo la Cgil, l’Ugl e tutte le altre rappresentanze di impresa”.

La Cisl sembra orientata ad accellerare il processo di isolamento della Cgil e dopo la rottura sul contratto dei dipendenti pubblici, Bonanni ha deciso di non aderire allo sciopero dell’università già programmato per venerdì 14. La Uil sembra in bilico e prende tempo.

Il ministro Sacconi, che in occasione della vertenza Alitalia non si era risparmiato nel mostrare il volto ‘intransigente’ dell’Italia Spa, parlando a Radio 24, ha detto: “Il problema è che la Cgil si è isolata dalla altre organizzazioni, non ha sottoscritto il primo documento sulla modifica del modello contrattuale, che invece è stato condiviso da Cisl, Uil e Confindustria. Si è sottratta alla responsabilità di firmare l’accordo quadro per l’impiego pubblico come si è sottratta all’accordo sul commercio, come purtroppo sta facendo in molte circostanze. Spero che intervenga una riflessione all’interno di quella organizzazione, perché il fatto di isolarsi da tutti gli altri attori sociali non può non generare riflessioni sulla linea seguita fin qui. Rifletta la Cgil sul fatto di mettere veti su tutto. Gli incontri informali avvengono continuamente, sono nella prassi delle relazioni industriali”.

Nel ragionamento di Sacconi si legge l’idea che il centro-destra ha della politica. Il consenso alle linee prestabilite tracciate dal governo è una condizione preliminare per esistere. Chi non lo fa va cancellato. “Rifletta la Cgil sul fatto di mettere veti su tutto”, ha suggerito con toni ambigui il ministro.

Mentre Bonanni ormai sembra aver superato il guado ed ormai raggiunto definitivamente i lidi del Pdl, Angeletti, almeno sull’università, non ha ancora compiuto il grande passo. Il segretario Uil Università, Alberto Civica, ha detto: “Non si sciopera per simpatia, ma perché non si hanno risposte concrete su problemi concreti. Dal ministro Gelmini eravamo insieme (alla Cisl, ndr), non so come abbiano sentito delle rassicurazioni sui problemi sul tavolo”.

Civica sembra voler mantenere le distanze dal governo e aggiunge che la Cisl non è indispensabile. Per l’uomo Uil lo sciopero di venerdì “sarà un momento importante di grande partecipazione, perché è uno sciopero sentito: per poterlo revocare bisogna dire alla gente che si sono risolti problemi reali e al momento non è così”.

Il problema posto dal collega di Angeletti sembra essere di grande importanza. Il Paese, anche sulla base delle rilevazioni statistiche, è stanco e preoccupato per la situazione e il consenso verso Berlusconi sta diminuendo. La strategia governativa dell’annucio, dei proclami ed il controllo quasi totale sull’informazione non possono nascondere la realtà dei fatti. Riuscirà allora Bonanni a convincere i suoi a rompere l’unità sindacale per aderire ad uno schieramento non troppo gradito ai suoi seguaci?

I sindacati da tempo hanno smesso di essere organizzazioni concentrate esclusivamente sulla difesa dei diritti dei lavoratori e si sono trasformati in ‘società di servizi’. L’adesione non avviene per esclusive scelte ideali, ma anche e soprattutto per i ‘vantaggi’ che la singola sigla è in grado di offrire. Vantaggi vari, anche di carriera.

La fiducia dei cittadini rimane alta verso per il sindacalismo, ma scende sensibilmente quando si entra nel merito del comportamento delle singole organizzazioni.

In questa fase, inoltre, la Cgil pare aver imboccato una strada di parziale smarcamento dal Partito democratico, disunito e confuso al suo interno, tentando di assumere un ruolo anche più marcatamente politico.

Le prossime settimane sapranno svelare la tenuta della Cisl ed anche la determinazione di Epifani a presentarsi all’opinione pubblica come argine alle decisoni dell’esecutivo.

Nelle università, intanto, l’Onda sta organizzando la sua presenza alla manifestazione nazionale contro le misure del ministro Gelmini di venerdì prossimo. Gli studenti preparano pullman e treni.

Lo stessa fase di osservazione che vale per le organzzazioni sindacali è necessaria per l’Onda. Saprà il movimento strutturarsi e resitere alle controffensive del centro-destra?

Intanto la protesta arriva a Parigi. Alcuni tudenti italiani hanno convocato un sit-in venerdì 14 novembre davanti al consolato italiano per dire “No Gelmini”.

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