cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Alitalia e i piloti libertari

Autore: . Data: giovedì, 6 novembre 2008Commenti (1)

La vertenza Alitalia sta mostrando la confusione del Paese. I piloti, per tradizione legati ad una cultura di centro-destra diventano i difensori dei diritti del lavoro e le organizzazioni di centro-sinistra complici di intollerabili compromessi.

Finalmente l’operazione Cai comincia a mostrare i primi numeri certi e non sono confortanti. Secondo il presidente dell’Enac, Vito Riggio, lo sforzo di Cai è encomiabile perchè “stanno cacciando i soldi e, in un momento difficile per le compagnie aeree ci deve essere grande rispetto”.

Ma quanti soldi stanno “cacciando”? Qui vengono le sorprese. Secondo il Commissario straordinario Fantozzi, la ‘cordata patriottica’ “pagherà gli assett di Alitalia in più tranches (cioè a rate, ndr). Parte in denaro (100 milioni al closing dell’operazione previsto il 30 novembre 2008), parte accollandosi debiti e con il pagamento del saldo algebrico tra specifiche partite debitorie e creditorie”.

Per beni e contratti di Alitalia Cai mette sul tavolo 900 milioni, per Alitalia Servizi 57 milioni, 7 milioni per Alitalia Airport, 19 per Alitalia Express e 17 per Volare. Fra i beni ci sono, tra l’altro, 64 aeromobili di proprietà anche gravati di ipoteca, con relativi motori (anche di scorta) di proprietà dei venditori e i contratti di leasing di 29 aerei, tutti i diritti di atterraggio, decollo, sorvolo e traffico, utilizzati o meno, esclusi quelli del trasporto merci ”All Cargo”.

Uscendo dal linguaggio tecnico e solo riportando stime abbastanza credibili, anche se non verificate, Alitalia ha 109 aerei in proprietà. Nel bilancio 2007, approvato anche dal ministero dell’Economia, la sola flotta era valutata per un valore di 1,98 miliardi di euro. Gli slot della Compagnia, inoltre, sono valutati tra i 700 e i 900 milioni di euro. Il progetto Fenice prevedeva di “acquistare dalla vecchia Alitalia 43 aerei per 772 milioni, accollandosi debiti per 522 milioni”.

Però nel piano Fenice era scritto che “Nuova Alitalia non deterrà aerei in proprietà, tutta la flotta sarà gestita in leasing”. Una domanda: gli aerei acquistati quanto valgono sul mercato in caso di vendita? E perchè gli aerei diventano 64 se nel bilancio dello scorso anno erano 109? Solo domande, nessuna insinuazione, ma la trasparenza suggerrirebbe maggiore chiarezza, visto che comunque alla fine i contribuenti dovranno sborsare più di un miliardo per i debiti. In pratica quanto Cai investe per comprare.

Poi c’è l’incognita europea. Il 12 novembre la Commissione renderà pubblico il suo parere. Per ottenere un risultato positivo bisogna dimostrare discontinuità tra Alitalia e Cai. Questo vuol dire che Cai dovrebbe acquisire sia attivi che passivi. Però Riggio sostiene “è evidente che se subentra anche nel passivo Cai non può reggere”.

Inutile sottolineare che la valutazione del presidente di Enac pone dubbi. Come “non può reggere”? Riggio forse vuol dire che il principio della discontinuità non può essere applicato? Ed allora potrebbe essere aggirato o ‘superato’?

Intanto i piloti si sono riuniti ieri. Al termine dell’incontro organizzato da Anpac e Up i partecipanti, sia di Alitalia che di Airone, hanno riconfermato la propria fiducia negli organi direttivi delle due associazioni.

Nel comunicato redatto al termine dell’assemblea si legge che “nè la dignità dei singoli Piloti né quella dell’intera Categoria possono essere messe in discussione da nessuno, tantomeno da CAI”.

Poi, con una precisione che non dissimula la formazione militare di gran parte di loro, i piloti aggiungono di dare “pieno mandato ai vertici di Anpac ed Unione Piloti per predisporre ogni azione sindacale, di lotta e legale ritenuta necessaria al raggiungimento degli obiettivi”.

I piloti non escludono, anzi auspicano “la chiamata in giudizio di chiunque ha posto o sta tutt’ora ponendo in atto azioni omissive o lesive dei giusti interessi dei Piloti Alitalia e Aione”.

Gli aderenti a Anpac e Airone ribadiscono “il rifiuto dell’accordo sottoscritto lo scorso 31 ottobre presso Palazzo Chigi dai sindacati confederali e dall’Ugl trasporti, con CAI e Governo in tema di stesura dei contratti di lavoro e di criteri di assunzione  (Lodo Letta)”.

Fin qui le decisioni dei piloti possono apparire orientate verso l’affermazione di principi generali, certo condivisibili, ma del tutto ininfluenti sulla strategia molto aggressiva di Cai.

Sono i tre punti successivi che indicano quanto la situazione sia seria per Colaninno e soci. I piloti affidano alle associazioni “il mandato all’ottenimento del pieno rispetto degli accordi sottoscritti anche da Anpac ed Unione Piloti a Palazzo Chigi nel mese di settembre 2008″. Richiedono l’ottenimento “di un’ intesa su criteri di assunzione che rispettino adeguatamente l’anzianità e privi di iniquità sociali” e perchè nulla rimanga sottotraccia decidono “la costituzione di un adeguato Fondo di Solidarietà, anche con il fattivo intervento dei colleghi pensionati, per fronteggiare il prossimo periodo di lotta”.

L’Assemblea “ha registrato inoltre il pieno appoggio e supporto dei Colleghi Meridiana ed Eurofly”, concludono i piloti.

La posizione dei piloti non lascia spazio a dubbi. Lo strappo di Cai ha aperto un conflitto nel quale la ‘cordata patriottica’ rischia di soccombere. L’arroganza degli imprenditori, all’oscuro delle regole del trasporto aereo, non ha tenuto conto di un particolare, gli aerei senza piloti non volano. E per questi professionisti ad altissimo livello di specializzazione non è necessario neppure scioperare, basta applicare alla lettera i regolamenti per bloccare qualunque attività.

Sarebbe un errore pensare che i piloti stiano difendendo solo dei privilegi di categoria. Per uno scherzo del destino una categoria atipica, non certo simpatizzante per i valori e gli ideali di ‘sinistra’, oggi sta difendendo più di molti altri la dignità del lavoro e dei lavoratori. Perchè non accettando il ‘mercatino’ degli interessi e delle convenienze ha deciso di opporsi ad un progetto che, oltre la vicenda Alitalia, tende a colpire l’intero mondo del lavoro italiano.

Non è affatto detto ne siano consapevoli e neanche è certo sappiano quanto le loro scelte ricocordino le antiche e durissime vertenze sindacali di minatori, braccianti o operai metalmeccanici. Forse se lo sapessero ne sarebbero più spaventati che stupiti. Eppure questo è il mistero della Libertà.

La posizione dei piloti, inoltre, mostra la debolezza ideologica del centro-destra. Gran parte di loro, ai tempi della trattativa Air France-Klm forse aveva creduto alle lusinghe di Berlusconi. Salvo poi essere ‘scaricati’ dalla cordata.

Ed in tutto questo ancor più grave è la miopia del centro-sinistra. Perchè sarebbe stupido nascondere che questi uomini e donne di Alitalia ( e da pochi giorni di Air One) sono diventati il laboratorio folle degli Stranamore delle relazioni sindacali. Il progetto dell’Italia Spa non prevede diritti, ma solo efficienza.

Non comprendere che la difesa dei diritti, indipendentemente dalle appartenenze politiche, è sempre una battaglia per i progressisti è il segnale dell’inadeguatezza del Partito democratico e del suo segretario, Walter Veltroni, corresponsabile non solo dell’accordo scellerato di Palazzo Chgi, ma anche della situazione nella quale ha cacciato la Cgil, diventata complice di un gioco senza regole.

Davvero il file Alitalia sta diventando la cartina al tornasole della decadenza del Paese.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    LA CAI non volerà mai senza piloti, senza le mamme, senza le PERSONE di valore quali nopi naviganti ALITALIA SPA siamo!

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008