Alitalia, dubbi e piloti coraggiosi
Cosa avvenga nelle segrete stanze del Commissario straordinario, Augusto Fantozzi, non è dato sapere. I retroscena dei giornali contano poco, ma la cronaca dei fatti di ieri apre alcuni interrogativi.
14.20 “Le cose vanno per le lunghe”. E’ quanto ha affermato l’amministratore straordinario dell’Alitalia, Augusto Fantozzi, per una breve interruzione del confronto con la Cai sull’offerta avanzata dalla società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Comunque il confronto procede: stamane alle 9,30, entrando nello studio di Fantozzi, l’amministratore delegato della Cai è sembrato ottimista. Ai giornalisti che gli chiedevano se la giornata di oggi si sarebbe conclusa con un accordo, il top manager ha risposto: “Spero di si’, lavoriamo lavoriamo”.
18.03 Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e l’amministratore delegato di Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli, sono a palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Questa mattina alle 9,30, Fantozzi e Sabelli si erano incontrati per esaminare l’offerta di Cai da un miliardo di euro alla luce della valutazione degli assett di Alitalia da parte dell’advisor del commissario, Rotschild. Valutazione che Fantozzi aveva detto non discostarsi troppo dalla proposta di Cai. Il trasferimento a palazzo Chigi potrebbe essere dovuto alla necessità di trovare un punto di incontro finale per la firma del contratto di compravendita.
17.55 Soltanto l’a.d. di Cai, Rocco Sabelli, è a palazzo Chigi. Contrariamente a quanto si era appreso in precedenza il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, non si è invece recato a palazzo Chigi.
18.35 L’amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli ha appena lasciato Palazzo Chigi dove ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. L’incontro è durato circa mezz’ora.
20.54 L’ad della Cai Rocco Sabelli, dopo una giornata di riunione con l’ad straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha avuto un colloquio a palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta. L’ad di Cai è poi ritornato nello studio di Fantozzi in via Sicilia dove è in corso di valutazione l’offerta della società da cui si attende il via libera anche dall’advisor del ministero dello Sviluppo economico. Il commissario Fantozzi, uscendo dallo studio, alla domanda dei cronisti che gli chiedevano come stesse andando l’incontro con Sabelli ha risposto: “Bene, bene”. Fantozzi ha anche spiegato di essersi allontanato solo momentaneamente e che tornerà di nuovo allo studio per continuare l’incontro.
Insomma, come si può facilmente notare la trattativa è perlomeno ‘agitata’.
La decisione della Commissione europea di vigilare sul valore di Alitalia ha probabilmente prodotto qualche effetto. Tra la stima di Banca Laonardo (advisor del ministero per lo Svilppo economico, ma con la presenza nel capitale di azionisti aderenti a Cai) e quella di Rotshild (advisor di Fantozzi) potrebbero esserci delle discrepanze. Perchè Leonardo aveva valutato Alitalia 300 milioni di euro. Adesso sembra che Rotshild sostenga una cifra maggiore, un miliardo di euro, almeno secondo fonti giornalistiche. Però, se l’intero capitale investito dalla ‘cordata patriottica’ è appunto di un miliardo non si vede come possa giungere a compimento l’affare.
Senza dubbio alla fine verrà trovata una soluzione, ma la navigazione a vista semmbra la costante di tutta l’acquisizione.
A dimostrare l’incredibile commistione tra ‘iniziativa privata’ e ‘politica’ è entrato a gamba tesa il presidente del Consiglio.
16.50 “Con la cancelliera Angela Merkel abbiamo parlato del dossier Alitalia e ci siamo trovati d’accordo: entrambi auspichiamo una collaborazione tra Alitalia e Lufthansa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi nel corso della conferenza stampa che ha concluso il vertice bilaterale Italia-Germania a Trieste. Quindi, uscendo dalla Camera di commercio prima di entrare in auto alla domanda dei cronisti se le opzioni Lufthansa e Air France possono essere entrambe valide, il presidente del Consiglio ha risposto: “Dovete chiederlo alla Cai. Ma non c’è dubbio che Lufthansa ha maggiori punti di convergenza soprattutto per quanto riguarda Malpensa”.
Insomma, non si capisce più se Cai abbia una personalità propria o no. Certo non lo pensa Berlusconi, che ha ritenuto di dover intervenire sulle scelte della sua ‘creatura’. Ma non era questo il governo che rifiutava di intromettersi nel ‘mercato’? Naturalmente il presidente del Consiglio, più tardi ha rettificato: “A me va bene Lufthansa, ma non voglio intervenire: la scelta spetta a Cai”.
Le dichiarazioni del Cavaliere hanno risvegliato i sostenitori di Malpensa e Fiumicino, che senza distinzione di schieramento parlamentare hanno immediatamente cominciato ad esternare in tutti i modi.
Intanto le reazioni francesi sono caute. In articolo sulla trattativa, ‘La Tribune’ scrive tra l’altro: “Lufthansa e Air France, sono discrete. A margine del vertice UE sul trasporto aereo e per l’ambiente, Jean-Cyril Spinetta, amministratore delegato del gruppo franco-olandese, ha detto che non vi era “nulla di nuovo” sulla questione. Ha poi aggiunto che ” Alitalia deve valutare quale decisione prendere”. Questa operazione, nel caso si faccia, potrebbe verificarsi in un clima di tensione sociale. Alitalia – si legge ancora – ha soppresso cento voli al giorno fino alla fine del mese di novembre a causa di uno sciopero bianco attuato da piloti e hostess. Secondo quanto ha dichiarato al quotidiano ‘La Repubblica’ il commissario straordinario della società Augusto Fantozzi. Alcuni dipendenti protestano contro le condizioni sociali fissate dagli acquirenti per i nuovi contratti di lavoro”.
Sempre nella giornata di ieri il presidente di Anpac, Fabio Berti, ha inviato una lettera aperta ai piloti. Berti sostiene che “la posizione di Anpac sarà sempre più dura poichè non ci arrenderemo mai al tentativo di mortificare la nostra storia e la nostra professionalità . I pochi cittadini che plaudono ad una possibile disfatta dei lavoratori Alitalia, dovrebbero sapere che presto arriverà il loro turno poichè questa vertenza è un banco di prova utile a stravolgere il sistema di relazioni industriali e ad annullare le tutele del singolo ed ogni principio di rappresentatività . Quando toccherà ad altri noi saremo lì, al contrario di chi oggi finge di non vedere quanto sta accadendo ai dipendenti Alitalia. Il sistema è ormai molto chiaro ed anche funzionale; si prende una categoria di lavoratori, nella fattispecie Pubblici, Scuola ed Alitalia, la si mette in croce mediaticamente, si verifica il risultato dei sondaggi che grazie alla diffusa demagogia è quasi sempre positivo, quindi si affonda il colpo. Un ‘divide et impera’ utilizzato direttamente sulla popolazione italiana che ovviamente, ignara del quadro reale, si avventa sugli sventurati del momento inconsapevole che presto arriverà anche il proprio turno. E’ ovvio che senza una buona fetta del sindacato confederale disposto a rinunciare al proprio ruolo questo non sarebbe possibile. Si spiega così l’attacco pesantissimo alla Cgil che non vuole scendere a definitivi compromessi, anche se su Alitalia sembra invece essersi arresa. Siamo quindi consapevoli di affrontare un scenario assai più complesso della semplice questione della Compagnia di Bandiera. Ma non cederemo mai, proprio perchè si è andati oltre i nostri principi e se ad un qualsiasi uomo è possibile chiedere sacrifici non è certo possibile chiedere di rinunciare alla propria dignità . Lotteremo ancora duramente e per lungo tempo, dimostrando che in una partita così complessa sapremo reagire con grande freddezza e determinazione. Andiamo avanti con forza ed unità ”.
La posizione dei piloti dovrebbe far riflettere a fondo l’opposizione. Considerati un tempo vicini al centro-destra questi lavoratori-professionisti ad altissima specializzazione si mostrano oggi, non solo per le parole di Berti, tra chi senza cedimenti difende non solo se stesso, ma i principi democratici sui quali si fonda la Repubblica. Cosa che il Pd di Veltroni non ha capito durante la trattativa. E continua a non capire.
Aggiornamento h. 9.00 Borsa Italiana
Cai dovrà modificare l’offerta e aumentare verso i 400 milioni di euro la quantità di cassa rispetto ai debiti che dovrà accollarsi. Lo scrive il Sole 24 Ore, spiegando che a fronte di un valore di un miliardo stabilito per Alitalia, Cai voleva pagare 275 mln di cash e il resto accollandosi debito.
A scombinare i piani, spiega il quotidiano, non è solo il desiderio del commissario straordinario Augusto Fantozzi di monetizzare di più. A fine ottobre è intervenuto un esposto della sgr Anima, obbligazionista di Alitalia, che contestava l’illegittimità del black-out informativo sulla società disposto per legge nel maggio scorso e ha costretto Fantozzi a pubblicare il 5 novembre i dettagli dell’offerta.
A quel punto i legali di Anima hanno verificato che se Cai non avesse modificato l’offerta avrebbe leso la par condicio creditorum. La società si accollava 625 milioni di debiti garantiti da ipoteca su aerei, ma anche di crediti non garantiti, derivanti dal subentro in contratti di fornitura. I crediti non garantiti, secondo Anima, sono chirografari e quindi equivalenti ai diritti degli obbligazionisti. La richiesta e’ stata quindi quella di aumentare la quota cash, per equiparare le posizioni dei creditori.
Anche il Messaggero sottolinea che il nodo del prezzo divide ancora Fantozzi e Sabelli. Secondo la ricostruzione del quotidiano, tuttavia, il commissario avrebbe chiesto a Cai di incrementare l’offerta da 1 mld a 1,05 miliardi, aumentando la componente cash. Sabelli avrebbe replicato di non essere intenzionato a rivedere l’offerta, ma al limite solo di scaglionare diversamente l’offerta. Portando l’offerta cash a 300 milioni, Cai sarebbe disposta a versare 100 mln al closing e i restanti 200 mln metà a giugno 2009 e metà a novembre 2009.



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