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Alitalia-Air One ultime fasi. Oltre 10mila a casa

Autore: barbera. Data: sabato, 15 novembre 2008Commenti (0)

Mentre ieri una piccola delegazione di lavoratori dell’Alitalia marciava con gli studenti in lotta per le strade di Roma, Cai firmava con Cgil, Cisl, Uil e Ugl l’intesa sui nuovi contratti per la futura Compagnia.

I ‘delegati’ presenti al corteo dell’Onda sono stati accolti con entusiamo dai giovani, che ad un certo punto hanno cominciato a gridare slogan contro Cai e di solidarietà per i “nuovi precari di Alitalia”. La domanda di come sarebbe andata a finire l’intera trattativa se l’incontro tra società civile e ‘bamboccioni del cielo’ fosse avvenuto prima rimarrà senza risposta, ma la reazione dei manifestanti ha messo in luce un fatto: la ‘propaganda’ di televisioni e giornali non tocca gran parte dei giovani, probabilmente perchè il Web è meno controllabile ed il consumo di informazione in Internet per loro è diventata pratica abituale.

Ieri è stato firmato l’ultimo accordo prima delle assunzioni in Cai. In una nota congiunta diffusa dai sindacati “Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti esprimono soddisfazione per l’accordo definito, che risponde alle richieste nonché alle tutele avanzate dal sindacato durante tutta la complessa fase negoziale. L’intesa raggiunta conferma il trattamento mensile complessivo del personale navigante che Cai assumerà da Alitalia in una misura non inferiore al 93% a parità di attività di quello precedente spettante applicabile al personale del gruppo Alitalia”.

Per il prosieguo dell’operazione di cessione si aspetta adesso che il commissario straordinario Augusto Fantozzi accetti l’offerta di Cai, suddivisa in debito e cash. Tuttavia, la non definizione del valore della Compagnia lascia aperti interrogativi enormi. Anche se la ‘ferrea volontà del governo’ a voler chiudere la pratica a tutti i costi lascia spazio a qualunque possibilità, anche le più stravaganti, su come si risolverà il rebus. Le regole, in questa vicenda, sono ormai in soffitta.

Adesso Cai dovrebbe inviare le lettere di assunzione a 12.500 ex dipendenti di Alitalia e AirOne. Per oltre 10.000 lavoratori c’è la cassa integrazione e non sono quantifcabili le ricadute sull’indotto. Indubbiamente i firmatari di ieri hanno raggiunto un risultato vergognoso e, se per Cisl e Uil (l’Ugl per numero di iscritti è quasi inesistente e partecipa perchè sindacato governativo) la strada verso l’area Pdl è già imboccata, per la Cgil questo accordo rimarrà tra le pagine nere della sua storia.

A questo proposito lascia stupiti una dichiarazione del segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi: ”L’accordo di oggi con Cai rappresenta il cambiamento di fase e l’inizio di un percorso di confronto più tradizionale dove le parti possono abbandonare l’approccio anomalo segnato da una vertenza che tutti hanno giudicato drammatica ed irripetibile. ‘Va in questo senso la decisione di avviare con l’azienda, a partire da oggi un’attività di monitoraggio congiunto per garantire la massima trasparenza nell’applicazione delle intese e verificare gli effetti diretti sulle condizioni di lavoro, prevenendo ogni occasione di possibile conflitto”.

Secondo il dirigente sindacale della Filt ”l’accordo rappresenta un’occasione e un’opportunità di riflessione anche per le associazioni professionali che non hanno condiviso il percorso; infatti se le posizioni fin qui assunte guardavano al merito, oggi hanno la prova dell’efficacia degli accordi sottoscritti da tutti a Palazzo Chigi, se invece le ragioni del dissenso sono da ricercarsi altrove in un improprio ruolo di cogestione, figlio della tradizione Alitalia, si deve comprendere che ciò non è più tollerabile”.

”Sono convinto però – sottolinea infine Rossi – che strumentazioni e demagogia cesseranno, riportando al centro del dibattito il lavoro e le sue condizioni”.

In contrasto anche col suo segretario generale, Guglielmo Epifani, che più volte aveva sostenuto la tesi secondo la quale la rappresentanza sindacale non poteva escludere le organizzazioni che ricevono la fiducia dei lavoratori (la Cgil è quasi inesistente tra piloti ed assistenti di volo), Rossi fa finta di non sapere che metà del personale di Alitalia e Air One perderà il lavoro, per non ritrovarlo forse mai più. Questo per un dirigente sindacale dovrebbe essere motivo di riflessione (se non di più) e non certo di polemica nei confronti di chi ha solo cercato di denunciare un pasticcio che non lascia neppure sereni per il futuro. Perchè il Piano Fenice di Cai è talmente fragile da consentire più di un timore sulla sopravvivenza della nuova Compagnia (non sulla redditività dell’affare per i soci della ‘cordata patriottica’).

Dura la risposta di Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl. In una lettera all’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri il ‘fronte del No’ scrive: “Ai sensi della legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori), in quanto firmatarie dell’accordo quadro e dei contratti collettivi di lavoro dipendenti (terra, assistenti di volo, piloti) e dirigenti/comandanti, si diffida formalmente la Vostra Società dal procedere ad incontri sindacali esclusivi e lesivi per le scriventi dei diritti risultanti dalle norme vigenti. Rileviamo altresì un’evidente difformità tra quanto da Voi comunicato in data 9 novembre ultimo scorso e le azioni da Voi messe in atto in merito ai temi in oggetto”.

Sempre le stesse organizzazioni hanno diffuso un comunicato a commento dell’accordo.

“Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDL Intercategoriale esprimono un giudizio estremamente negativo sull’Accordo sottoscritto in data odierna tra i sindacati confederali e la CAI. Nel merito si conferma che:
“le risorse da assumere saranno salezionate in applicazione dei criteri di scelta concordati il 31 ottobre 2008″; invece di procedere ad un’estensione delle assunzioni part-time per limitare gli effetti degli esuberi si decide che “i lavoratori delle società del Gruppo Alitalia attualmente impiegati con regime orario part-time sono inseriti nel processo di selezione finalizzato all’offerta di assunzioni a tempo pieno”; imbarazzante poi il riferimento alle istanze sociali che vedono la possibilità di retribuire un riposo aggiuntivo al personale di volo che dovesse superare nel trimestre le 195 ore di volo; emergono i numeri reali degli esuberi tra i tempi indeterminati, quantificabili in oltre 700 unità per la società Airone ed in oltre 8.000 unità per il Gruppo Alitalia, ai quali vanno sommate le migliaia di lavoratori precari che si troveranno senza lavoro, senza prospettive future e privi di ammortizzatori sociali; coerente con la logica che ha ispirato tutta l’operazione CAI, per i trasporti “l’azienda si impegna… ad attivare congiuntamente forme di mobilità collettiva di sito… in presenza di strumenti di finanziamento pubblico”.

Intollerabile poi che solo la voce retributiva definita “superminimo ristrutturazione” che attiene al solo personale di terra sia utile alla determinazione del tfr escludendo così l’analoga voce prevista per i naviganti.

Il 31 ottobre credevamo fosse stato scritto il punto più basso della storia sindacale del trasporto aereo, purtroppo prendiamo atto che al peggio non c’è mai fine”.

Oltre le prese di distanza ed i dissensi, il rebus, per altro, non si risolve. Che faranno adesso i piloti? Accetteranno di entrare in Cai? E se lo facessero come potrebbe funzionare la Compagnia con un gran numero di comandanti contrari agli accordi?

Si vedrà nei prossimi giorni come Colaninno e soci potranno gestire una Compagnia aerea con gran parte dei lavoratori in agitazione.

Il governo, con la sua strategia autoritara è riuscito in poche settimane a produrre un ammunitnamento di gran parte della società civile, senza capire che la democrazia è confronto e non imposizione.++

A questo proposito è interessante una dichiarazione del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Forse ritenendo di essere un azionista Cai, il membro del governo ha detto: “Il progetto Cai va avanti inesorabilmente e irreversibilmente”.

Non è impossibile invece supporre che Cai avrà vita difficile fin dal primo giorno di operatività, ma come stanno le cose si capirà nelle prossime settimane.

Il Contratto firmato. Leggi alitalia

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