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Alitalia, 400mila disoccupati e Berlusconi

Autore: . Data: lunedì, 24 novembre 2008Commenti (0)

La settimana che si apre è tra le più difficili degli ultimi mesi. Le notizie dal Paese reale si scontrano con la politica. L’Alitalia che non  decollerà, le previsioni della Cgil sull’occupazione, Villari e la sua sedia, Berlusconi in piena attività.

Qualcuno finalmente si è accorto che, almeno dal punto di vista operativo, la ‘cordata patriottica’ ha dei problemi. Sembra infatti che il ‘decollo’ per il primo dicembre debba essere rimandato.

Così quasi diciottomila lavoratori dovranno affrontare altri giorni di incertezza, perchè con un sussurro “fonti vicine a Cai” cominciano a preannunciare ritardi. D’altra parte con i colloqui ancora in corso tra sindacati e ministero del lavoro per fissare le modalità della cassa integrazione e neppure una persona ancora assunta risulta improbabile organizzare una compagnia aerea in una settimana.

Intanto l’intransigenza del governo e della Cai hanno indotto il ministro Matteoli a ‘differire’ lo sciopero proclamato per il 25 novembre. Oltre la violazione dei dritti civili, l’errore appare chiaro. Supporre di poter esasperare un braccio di ferro coi lavoratori a tempo indeterminato pur di affermare un modo di intendere le relazioni sindacali da ‘padroni del vapore’, per paradosso, finisce per indebolire proprio Cai, che dovrà cominciare ad operare con un personale ostile, non motivato, indisponibile a concedere fiducia alla nuova propretà. Ma la cosa non deve sorprendere. Pochi hanno rilevato che sempre il 25 novembre a Pontedera (Pisa) ci sarà uno sciopero di quattro ore per ciascun turno dei dipendenti della Piaggio.

Chi è il proprietario dell’azienda motociclistica? Roberto Colaninno, il presidente della ‘cordata patriottica’. E perchè una astensione dal lavoro? Sono i sindacati confederali, in questo caso, a chiamare all’agitazione gli operai. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil denunciano la rottura del tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo.

Alla protesta parteciperanno i lavoratori anche delle aziende dell’indotto, oltre a rappresentanze degli operai metalmeccanici della provincia di Pisa e di Aprilia e Moto Guzzi, le altre due aziende di due ruote che compongono il gruppo che fa capo a Roberto Colaninno. Insomma, pare che l’imprenditore ‘vicino al Pd’ non abbia una particolare vocazione alla pace sociale ed i media poco attenti alle connessioni logiche.

Intanto la Cgil prevede da subito giorni orribili per i precari. Potrebbero essere 400mila i lavoratori ‘a termine’ espulsi dal sistema produttivo. Nel ‘privato’  lavorano con contratti vari (non di assunzione a tempo indeterminato) quasi 3 milioni e mezzo di persone. Secondo chi ha condotto la ricerca per il sindacato “di tutti questi lavoratori quattrocentomila circa rischiano di perdere il posto alla scadenza dei contratti il prossimo 31 dicembre”.

Arriva la “valanga” annunciata dal segretario generale, Gugliemo Epifani.

I settori colpiti dovrebbero essere la Fiat e l’alimentare. Per il Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, nell’azienda torinese ci saranno 5mila operai in meno. Per l’alimentare la scure colpirà 10mila contratti a termine. “C’è poi una fortissima riduzione dell’interinale – ha aggiunto Fammoni – già nel terzo trimestre dell’anno e peggiorerà nel quarto”.

Il segretario confederale della Cgil aggiunge: “Serve una tutela subito”. Se si sommano anche i precari di Alitalia e i lavoratori già in cassa integrazione “i provvedimenti annunciati dal governo a tutela di questi lavoratori non vanno bene – conclude Fammoni – gli stanziamenti previsti per gli ammortizzatori non bastano e comunque sono previsti dal 2009, mentre ai precari serve una tutela subito, adesso, prima del 31 dicembre”.

Con una situazione del genere cosa fa il Palazzo? Probabilmente dopo qualche altra scena da avanspettacolo sul caso Villari, il presidente della commissione di Vigilanza Rai che non molla la poltrona, continuerà ad inseguire le giravolte presidente del Consiglio, che ieri ha dato il meglio di sè.

Durante una serie di comizi a sostegno di Gianni Chiodi (candidato “perchè è bello”) per le elezioni regionali in Abruzzo, il Cavaliere ha detto che nel ’92 la magistratura con Mani Pulite “iniziò un’azione verso i cinque partiti democratici che, pur con molti errori, erano riusciti a garantire per 50 anni progresso e benessere”. Insomma, i giudici hanno ucciso il ‘progresso’, la corruzione era ed è una creatura delle ‘toghe rosse’.

Poi parlando del piano dell’Unione europea sull’ambiente ha aggiunto: ”E’ un’opera donchisciottesca portare avanti un’obbiettivo sul quale non ci troviamo d’accordo con altri paesi nel mondo”.

Berlusconi si è poi occupato di televisione: “Mi sembra che ci sia un passaparola tra tutti i conduttori che stanno a sinistra di far convergere sul presidente del Consiglio prese in giro e a volte insulti, oltraggi e spesso menzogne”. Interessante notare che anche Porta a Porta è nel pensiero ‘dell’Uomo della provvidenza’ un luogo da imboscate: “Quanto a trasmissioni come Ballarò, Porta a Porta, Anno Zero e Primo Piano, ho pregato ministri e sottosegretari di non prestarsi a risse, cosa contraria agli interessi dei conduttori, che dalla rissa aumentano gli ascolti, ma non è certo una cosa dignitosa per chi ha responsabilità di governo”.

Inconsapevole sullo stato dei portafogli delle famiglie italiane, il Premier ha affrontato il tema della situazione economica: “Le imprese si reggono sui consumi e perciò sui consumatori dobbiamo farte leva, perchè le dimensioni della crisi dell’economia reale non siano estreme. Solo questo può fermare un circolo vizioso che va interrotto con forti iniezioni di speranza e fiducia, guardando in faccia la realtà, come noi stiamo facendo”. Anche in questo caso risulta ignoto come chi non possiede risorse (soldi, euro, moneta, spiccioli, finanze, ecc) possa accrescere i propri consumi ed i redditi delle imprese.

Non poteva mancare il riferimento al nuovo presidente degli Stati Uniti, insistendo “sull’abbronzatura” ha sostenuto: “Volevo fargli un complimento. Vorremmo tutti essere abbronzati come Naomi Campbell e Obama”. Errare è umano, perseverare è diabolico.

Infine, in un’analisi strategica sull’attività del governo, Berlusconi ha affermato: “La mia intenzione è quella di governare con efficacia. Noi possiamo farlo, siamo in grado di farlo perchè abbiamo una vasta maggioranza parlamentare. Credo che abbiamo utilizzato questi sei mesi di tempo che ci hanno visto a palazzo Chigi e penso che saremo in grado di utilizzare bene anche gli altri anni. Io sono ottimista. Non bisogna dare spazio invece al pessimismo che purtroppo troppi media diffondono e che è la canzone quotidiana della nostra opposizione. Questa opposizione, infatti è ben lungi dall’opposizione americana che in un momento di crisi si è unita alla maggioranza. Noi abbiamo una opposizione che si scontra duramente con noi tutti i giorni. Tutti i giorni, aprendo i giornali o guardando i pastoni televisivi, sembra sempre di essere in campagna elettorale. E questo porta a un clima che aumenta la sfiducia dei cittadini, ma io vi do un motivo di consolazione: il presidente del Consiglio non si lascia minimamente influenzare da questa opposizione e dal suo comportamento”.

La fantasia del presidente del Consiglio ha fascino. Mai campagna elettorale americana è stata così dura come quella appena terminata. In Italia il disagio dei cittadini italiani è molto diffuso e, certo, l’ottimismo non serve per pagare le rate dei mutui, gli affitti o la spesa. Infine, sulle polemiche i lettori più attenti sanno bene come i media nazionali siano il larga misura schierati col governo, quindi anche questa valutazione appare per lo meno forzata.

Un ultimo dato deve esser valutato con attenzione. Il Cavaliere, sulle elezioni abruzzesi, ha informato che il Pdl è “avanti di 11 punti. Lo dicono i sondaggi fatti in quest’ultimo week end”.

Il pronostico appare credibile, considerata la crisi dell’opposizione non solo in quella regione, ma segnala come la campagna di immagine del governo, oltre la propaganda, riesce a convogliare consenso. E questo, per chi dovrebbe rappresentare l’alternativa al Pdl potrebbe diventare motivo di ripensamento.

La crisi si aggrava e le parole abbondano. I prossimi sette giorni potrebbero essere molto importanti per gli equilibri tra le parti.

Ringraziamo Filippo Ricca per la divertente vignetta utilizzata in apertura

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