“No Dal Molin”
Ancora proteste a Vicenza
“Ecco come fermeremo i lavori”. Passano i governi, ma i cittadini vicentini di ogni estrazione culturale continuano ad opporsi strenuamente alla base Usa “Dal Molin”. Il “presidio permanente” non intende allontanarsi dalla strada che attende il passaggio di materiali, mezzi e operai “incaricati di distruggere il patrimonio della città di Vicenza presente all’interno del Dal Molin – si legge in una nota infuocata del Comitato di lotta – per far posto alla nuova base militare. Perciò centinaia di persone occupano la sede stradale e, giorno dopo giorno, bloccheremo e rallenteremo i progetti statunitensi”.
Il Comitato si prepara ad affrontare l’inverno: “Avremo bandiere e volantini, the caldo e vin brulè. Sotto la pioggia o con il sole, respingeremo ogni provocazione: la nostra città, un giorno, avrà un grande parco pubblico degli alberi e dell’acqua realizzato dalle donne e dagli uomini di Vicenza al posto della devastante base militare statunitense. Per realizzarlo, faremo questo ennesimo sforzo. Alcuni dicono che la questione è chiusa, che la nuova base militare si costruirà. Non hanno fatto i conti con i nostri corpi, la nostra voglia di difendere il nostro territorio e la democrazia. E la nostra determinazione a non pagare la crisi nella quale gli Stati Uniti stanno trascinando il mondo: gran parte delle spese per la realizzazione della nuova struttura, infatti, ricadrebbero sulle spalle dei cittadini. Il Governo e gli statunitensi non possono imporre ai cittadini qualcosa che questi ultimi non vogliono. La democrazia si esprime nella partecipazione diretta dei cittadini: difendendo il Dal Molin, difenderemo la democrazia”.


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