cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Veltroni il ritardatario

Autore: . Data: mercoledì, 1 ottobre 2008Commenti (0)

Con una lettera al Corriere della Sera il leader dell’opposizione ombra si confessa e scrive: “Perché ho timori per la democrazia”. Per fortuna se ne è accorto.

Qualcuno ricorda l’immagine bucolica con la quale aprì l’ultima campagna elettorale? Ed i toni educati e comprensivi con i quali parlava agli elettori senza mai nominare l’avversario Berlusconi? E il desiderio di aprire un confronto pacifico e ragionevole sulle ‘riforme istituzionali? E l’dea geniale del ‘se pò fa’? E i capilista ‘rappresentativi’ pescati al discount e spariti nel nulla il giorno dopo l’esito della consultazione?

E’ impossibile dimenticare l’affondamento del pur ‘antipatico’ governo Prodi, la decisione di ‘correre da solo’ in un sistema maggioritario, dimenticando persino l’aritmetica e riuscendo nell’irragiungibile risultato di regalare al centro-destra decine di collegi e nello stesso tempo far scomparire la sinistra ‘radicale’ dal Parlamento. Col suo peso di eletti, ovviamente.

Insomma, il protagonista di questo capolavoro strategico è Walter Veltroni, come tutti avranno già capito. L’idea della politica come labirinto e luogo di manovre occulte ormai ‘possiede’ il sistema politico italiano, a tutte le latitudini. Calcoli e calcoletti impegnano i leader e i peones, basta sentirli parlare tra loro, con un linguaggio incomprensibile, lontano molte vite dall’esistenza frustrata dai prezzi alle stelle dei cittadini ‘semplici’.

Poi, si accende la Tv, si apre un giornale, si ascolta la radio e l’Uomo della Provvidenza, padrone di un partito che non ha mai fatto un congresso, uno, degno di questo nome, è pronto a raccontare barzellette, a cantare con Apicella, ad ordinare a Vespa cosa dire, ad elencare i suoi successi ed i miracoli. Mentre in Parlamento i discepoli smantellano pezzo dopo pezzo la scuola, il sistema giudiziario, la sanità pubblica.

Quello stesso Uomo della Provvidenza è ‘l’imprenditore’ che scippò il Giornale a Montanelli, le telecamere ad Enzo Biagi, trasmise programmi spazzatura grazie al decreto ad personam fatto per le sue emittenti da Craxi in persona, si mangiò la Mondadori con un metodo ancora oggi molto dubbio. E tante altre cose ancora.

Un vecchietto incontra chi gli ha rifilato un orologio pataccato chiedendogli in cambio la pensione. La seconda volta, quando lo stesso buontempone cerca di mollare all’anziano incavolato uno stereo per lo stesso corrispettivo, forte dell’eperienza precedente, il nostro arzillo signore si guarda bene dal rifar lo stesso errore. Per un bambino delle elementari è lo stesso, al posto dell’orologio ci sono le figurine dei calciatori, lo stereo è una merendina al cioccolato. Non tenteranno di prendergli la pensione, ma la paghetta. Età diverse, ma la memoria conta. La seconda volta anche lo scolaretto dirà “no!”.

Per il leader dell’opposizione ombra, Veltroni, non è così, come d’altra parte per un numero immenso di italiani. L’Uomo della Provvidenza è ‘affidabile’, e ci si dovrebbe chiedere come mai fino allo sfinimento, perchè risulta davvero buffo.

Oggi, dopo aver rivendicato il ruolo di co-risolutore della crisi Alitalia, ovvero una delle più oscene vicende del sindacalismo italiano, il capo del Pd ha deciso di scrvere al ‘Corriere della Sera’.

“…a partire dallo scorso giugno: mentre alle Camere arrivava la norma blocca-processi – ci fa sapere Veltroni – i magistrati erano definiti metastasi della democrazia e il leader dell’opposizione diventava un ‘fallito’ che dovrebbe ‘ritirarsi dalla politica’. Ed è di qualche giorno fa, nel pieno della trattativa Alitalia, la battuta insultante di un ‘Veltroni inesistente’, spesa per conquistare titoloni sui giornali e smentita solo giorni più tardi. In mezzo, un mare di insulti di tutti gli uomini del Pdl. Chi, se non Berlusconi, ha definito la giudice Gandus suo ‘nemico politico’? Chi minaccia la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul lodo Alfano? Chi parla del governo come di un ‘consiglio d’amministrazione’? Chi durante una trattativa offende il sindacato con i suoi prendere o lasciare e si esprime nei confronti di una forza dell’opposizione come l’Idv definendola nemica della democrazia e della libertà?”.

Il leader dell’opposizione ombra si è accorto che qualcosa non funziona. Improvvisamente e…pacatamente. All’alba della televisione italiana, per combattere l’analfabetismo diffusissimo di quei primi anni sessanta, il maestro (unico) Alberto Manzi conduceva un programma dal titolo “Non è mai troppo tardi”.

Veltroni insiste: “A preoccuparmi è questo, è una realtà che si sta incaricandodi dimostrare che nel mondo il mercato può esistere anche senza democrazia o in presenza di democrazie deboli. È la realtà di una diffusa crisi democratica, di pericolose pulsioni xenofobe e razziste che ormai trovano aperta espressione e rappresentanza politica, come il voto austriaco ha appena dimostrato. È la realtà di un generalizzato bisogno di decisione che si manifesta con un insieme di semplificazione mediatica dei problemi, di fastidio per ogni complessità, di richiamo alle paure più profonde delle persone, di tendenze all’investitura plebiscitaria della leadership, di scavalcamento o marginalizzazione delle istituzioni, di noncuranza per la patologica concentrazione del potere, di irrisoria facilità nell’oscillare tra il ruolo di profeti della deregulation e quello di paladini dell’intervento dello Stato. Di tutti questi fenomeni il nostro Paese, anche per l’evidente propensione del Presidente del Consiglio ad esserne l’incarnazione, è purtroppo un evidente esempio”.

Il leader del Pd, negli ultimi anni è stato troppo impegnato a scivere libri su un Africa visistata un paio di volte, sull’America vista al cinema, a preparare complilation musicali. Non si è accorto che il ‘mercato’ quasi mai tiene conto della democrazia e dei più deboli, che ‘l’emergenza immigrati e crimine’, sostenuta con fermezza anche dal suo partito, avrebbe portato inevitabilmente a razzismo e xenofobia, anche perchè inventata dagli strateghi della paura, del pericolo inesistente, ma ‘percepito’.

“Noi siamo l’opposizione dell’innovazione e della democrazia che decide – conclude Veltroni – Abbiamo la preoccupazione per la complessità dei problemi presenti e sentiamo la responsabilità di cercare risposte nuove per difendere e rafforzare la nostra democrazia, per rendere il nostro Paese più moderno”.

Un piccolo dubbio coglie le anime semplici. Quali saranno mai le risposte nuove? Considerato quello che il ‘lider maximo’ ha combinato fino ad oggi c’è da aver paura.

Roberto Barbera

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008