Valentina mon amour
Una mostra sulla creatura di Crepax
Molti uomini hanno cercato in carne e ossa quello che disegnava la matita di Crepax. Tante donne hanno tagliato i capelli e indossato calze sexy alla maniera di Valentina. Oggi, per ricordare i 30 anni del personaggio femminile più famoso nella storia del fumetto, la Triennale Bovisa di Milano apre le porte all’erotismo in ‘chiaro scuro’.
Sono passati molti anni dal quando, nel 1965, il caschetto nero e le indimenticabili labbra diventavano simboli inconfondibili della fotografa di professione Valentina, nata dalla fantasia di Guido Crepax.
Annoverato tra i fumettisti più innovativi di tutti i tempi, Crepax moriva a Milano nel 2003, lasciando tra le righe una pagina importante dell’erotismo al femminile, il disegno di Valentina, la donna creata a immagine somiglianza dell’attrice Louise Brooks, la diva del cinema muto protagonista del film ‘Lulù’ di Georg Wilhelm Pabst (1928).
E’ la rivista mensile “Linus” ad ospitare per la prima volta la sensualità di Valentina. Non ancora protagonista delle sue storie, è la fidanzata di Philip Rembrandt, alias Neutron, critico d’arte dotato di poteri paranormali: con lo sguardo paralizza qualsiasi cosa. Titolo della storia, “La curva di Lesmo”. Molto presto, però, grazie alle caratteristiche psicologiche che le regala Crepax, Valentina conquisterà il ruolo di protagonista.
Carisma, rappresentazione onirica e introspezione con forti richiami erotici, renderanno Valentina irresistibile.
Movimenti e inquadrature mai adattati prima di allora a un personaggio dei fumetti, il gusto dei dettagli e la disposizione delle vignette, si completano con uno stile grafico unico. Valentina avrebbero potuto disegnarla anche i pittori dell’art nouveau come Gustav Klimt, oppure volerla miti del cinema espressionista come Ejzenštejn o Ingmar Bergman. A questi, non a caso, Crepax faceva continui rifermenti nel suo lavoro su Valentina.
Ma a rendere umana la creatura di Crepax, è il fatto che Valentina invecchi insieme con il suo autore: nell’ultima storia realizzata nel 1995, la bella fotografa compie 53 anni e abbandona il palcoscenico del fumetto con l’episodio ‘Al diavolo Valentina!’
Tutto questo sarà a disposizione degli appassionati (innamorati) di Valentina nella mostra ‘Guido Crepax. Valentina, la forma del tempo’. Un viaggio nella mente dell’autore, rappresentata da una casa suddivisa in stanze ognuna delle quali identifica una maniera diversa di intendere e vivere il tempo.
Nella stessa mostra ci sarà anche un allestimento multimediale con video, punti interattivi e ambienti sonori. Ad accogliere i visitatori, le gigantografie di disegni sulle pareti, proiezione di immagini che si alternano alle tavole originali dei fumetti.
Nella stanza ‘Nel corso del tempo’, ad esempio, si svelano le origini di Valentina: gigantografie della sua biografia disegnata, una selezione di tavole originali tratti ‘Valentina intrepida’ e ‘Funny Valentine’, e il carteggio tra Crepax e la diva Louise Brooks. Nella stanza ‘Il tempo reale: a Milano, lo studio di Valentina’, la protagonista viene ambientata nella sua città, Milano, che abitualmente percorre in metropolitana, automobile e bicicletta. Alle pareti, la Milano che Crepax ha rielaborato spesso in chiave fantastica: c’è anche una ricostruzione dello studio di Valentina e del set fotografico in cui lavora.
Anche lo studio di Guido Crepax è fedelmente ricostruito con pezzi originali. La stanza ‘Il tempo ritrovato’ contiene le molte trasposizioni a fumetti di opere letterarie e classici dell’erotismo realizzati da Crepax nella fase finale della sua carriera. Per sempio Dracula di Bram Stoker, Frankenstein di Mary Shelly, Dottor Jekyll e mister Hyde di Stevenson.
La mostra sarà aperta al pubblico fino all’1 febbraio 2009, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 23.


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