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Una mamma contro la Gelmini

Autore: . Data: giovedì, 16 ottobre 2008Commenti (0)

Una mamma preoccupata per le demolizione della scuola pubblica scrive. Vuole un futuro per i suoi figli, ma anche per quello degli altri. Un articolo per “Tu inviato”

Ho 37 anni, sono una madre di due bambini di 3 e 5 anni e sono preoccupata per il loro futuro.
Mi ha fatto arrabbiare il modo in cui sono state gestite le riforme della scuola: il tutto si è saputo a cose fatte. Hanno fatto la proposta ad agosto ed a settembre i giornali non hanno dato alcuna rilevanza a quello che stava succedendo.

Come al solito siamo bombardati da inutilità e le cose importanti passano in sordina. Neanche sul sito del ministero dell’Istruzione a settembre era pubblicata la proposta della Gelmini, tanto che gli insegnanti (parlo di quelli del mio comprensorio di Sesto San Giovanni in provincia di Milano) per capire il tutto hanno dovuto ricercarsi la proposta di legge sui siti dei sindacati. Nulla era accessibile neanche agli addetti al mestiere.

Vogliono tagliare, inoltre, i soldi alla scuola pubblica, ma continuano a sovvenzionare quella privata. Chi governa può dire “l’Italia va male”, c’è crisi generale, siamo costretti a fare tagli anche alla scuola”, ma allora perché continua a sovvenzionare la scuola privata?.

Perché non cominciano a fare tagli sugli stipendi dei governanti? Non hanno fatto cosi anche in Spagna? Invece da noi no, gli stipendi dei parlamentari aumentano.

La scuola pubblica deve essere garantita e deve rimanere statale. Non possono trasformarla in “fondazioni”. In questo modo bisogna scegliere la scuola in base ai principi del privato che ce l’ha in mano. La scuola cattolica, la scuola di destra, la scuola di sinistra. Io posso decidere di iscrivere i miei figli dalle suore, o altro, ma la scuola statale deve essere garantita.

Credo che con le riforme annunciate la qualità dell’insegnamento diminuirà. L’istruzione non è più saper fare di conto o imparare una serie di nozioni.

Una maestra, però, in un giorno di lezione può solo cercare di stare al passo col programma classico. Tutte le cose “aggiuntive” (informatica, inglese, teatro, laboratori d’arte) verranno inevitabilmente soppresse. Al pomeriggio i nostri figli saranno parcheggiati a scuola a fare i compiti in attesa che i genitori lavoratori arrivino a prenderli.

Ma oramai siamo nel 2008, l’istruzione è una cosa complessa che va oltre al nozionismo. I bambini di 6 anni di oggi non sono più i bambini di 6 anni di 40 anni fa. Viviamo in una società individualista e competitiva, dove bisogna essere i più bravi per essere qualcuno. La maestra da sola non avrà più tempo di seguire il singolo bambino. Andrà avanti col programma e se uno è un pò più lento dovrà arrangiarsi.

Personalmente credo che la scuola ideale sia quella steineriana (che è privata), dove si segue il processo di maturazione di ogni bambino, dove gli si insegnano molte cose anche manuali, dove si guarda all’individuo nel suo insieme e non al bambino come foglio bianco da riempire di nozioni.

La scuola pubblica stava facendo passi avanti avvicinandosi “a grandi linee” a questa filosofia. Con questa legge rimarranno solo le nozioni per i nostri figli. E poi chi mi spiega perché ad esempio Berlusconi i suoi figli li manda proprioalla scuola steineriana? Perché vuole una formazione completa per loro.

Ilaria Taldo

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