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Un Genio di ragazza

Autore: . Data: martedì, 21 ottobre 2008Commenti (0)

Stanchi delle solite veline? L’alternativa è celata sotto le note electropop de Il Genio.  Il suo pop a presa rapida potrebbe davvero sfondare le porte che spesso non sono alla portata dei suoi precursori.

Il disco d’esordio del duo leccese Il Genio non è perfetto e non è un capolavoro: è fatto di dodici brani pop spesso non troppo a fuoco, adagiati su basi elettroniche raramente entusiasmanti. Se ne può di certo ammirare il “disimpegno” o “la freschezza”, come s’è scritto in giro; ma è palese che la differenza, pur contando la bravura di Gianluca De Rubertis (già apprezzato nei ben più completi Studiodavoli), stia nella voce sottile e maliziosa di Alessandra Contini, che snocciola desideri proibiti (Pop Porno, già in heavy rotation radiofonica, o il duetto morboso di Applique) e pezzetti di cultura pop doverosamente centrifugati (L’Orrore, Gli Eroi Del Kung Fu).

Alessandra ci fa timidamente immaginare che “un’altra donna è possibile”: non più bambolone onnipresenti, patinate, irraggiungibili, ma una ragazza che mostri quanto “sensuale” e “pensante” non siano aggettivi necessariamente posti a un bivio. Il lavoro de Il Genio, oltre a essere piacevole e a riservare qualche bella sorpresa a livello prettamente musicale, ha sottotraccia il pregio di presentare un contraltare allo stereotipo di donnetta che ormai dilaga, indifferente a tutto se non a talk-show e reality.

Bello quando, una decina d’anni fa, nugoli di ragazze e si radunavano sotto gli striscioni che sentenziavano “Noi non siamo Ambra-nate”: oggi, se quelle ragazze ci sono ancora, di certo hanno molto meno spazio nei media sempre più unidirezionali. L’idea geniale di Alessandra e Gianluca è quella di mettere in vetrina una donna maliziosa senza essere stupida, che lascia immaginare piuttosto che mostrare tutto senza ritegno, che unisce virtuosamente corpo e cervello: e quando la voce sospirante della Contini canta “io divento fingo / come fingono le attrici / hai la bocca asciutta / oppure è secco il calamaio” (Applique), viene quasi da stare al gioco, da lasciar perdere la sospensione dell’incredulità tipica di noi ascoltatori smaliziati.

Chi la musica non la ascolta solo su Mtv Hits e Radio Deejay sa che di eroine come Alessandra ce ne sono già in giro (basti pensare alla Kazu Makino dei Blonde Readhead, cui la Contini si ispira), ma il pop a presa rapida de Il Genio potrebbe davvero sfondare le porte che spesso non sono alla portata dei suoi precursori. Quindi, cercate online le molte tracce lasciate da Il Genio nei suoi pochi mesi di vita: potreste decidere che ne avete davvero le tasche piene di tutte “quelle donne un po’ porno”.

Carlo Crudele

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