Thyssenkrupp, l’accusa di Guariniello
Nel corso dell’ultima udienza preliminare le richieste del magistrato: sei rinvii a giudizio. “Reato commesso nell’interesse della società”.
Gli infortuni sul lavoro iniziano a fare notizia, per forza di cose: nella giornata di ieri non si sono soltanto registrate altre due vittime, ma sono entrate nel vivo le udienze preliminari del caso-Thyssenkrupp. Vale la pena ricordare che nella sede torinese di quell’azienda siderurgica, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre scorsi, morirono sette operai in seguito ad una violentissima esplosione.
Il pubblico ministero, Raffaele Guariniello, ha chiesto il rinvio a giudizio di un imputato per omicidio doloso, di altri cinque per incendio e omicidio colposo, di tutti gli imputati per omissione della cautele antinfortunistiche e, infine dell’azienda nel suo complesso, per il reato di omicidio colposo. “Perché riteniamo – ha spiegato – che il reato sia stato commesso nell’interesse e a vantaggio della società”.
Il metodo di indagine adottato, ha aggiunto il magistrato ai cronisti, “ha permesso di rilevare che questo infortunio mortale non è il risultato di una scelta individuale ma di una politica aziendale e ci auguriamo che prima dell’anniversario della tragedia, il 6 dicembre, si arrivi alla chiusura dell’udienza preliminare e alla fissazione del processo”.
Nel decreto sicurezza varato a luglio dal Governo – ha spiegato ancora Guariniello, “c’è una norma che stabilisce che nella trattazione delle cause bisogna dare priorità assoluta a processi in cui siano contestate violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro: quindi bisogna fare in fretta”. Il pm auspica che il dibattimento pubblico, qualora si arrivi al processo, abbia luogo all’inizio del 2009.
Riguardo ai capi di accusa rivolti alla società Thyssenkrupp, oltre che a singole persone (modalità considerata quantomeno irrituale dagli avvocati), il magistrato torinese ha sostenuto che tale possibilità “è prevista da una legge e serve ad identificare eventuali responsabilità aziendali.
La normativa che prevede il reato di omicidio volontario con dolo eventuale esiste dal 1930 – ha specificato – ma è la prima volta che viene contestata nell’ambito di infortuni mortali sul lavoro”. Fuori dall’aula sostavano alcuni familiari delle vittime: quando Guariniello è uscito dall’aula è stato accolto da applausi e frasi di incoraggiamento.


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