cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

Scuola, chi programma lo sfascio

Autore: . Data: martedì, 28 ottobre 2008Commenti (0)

Il decreto Gelmini ridurrà l’istruzione pubblica ad un contenitore, dequalificato, di nozioni approssimate destinate ai più diseredati. Un articolo per “Tu Inviato”

Se passasse il decreto Gelmini, tra i tanti aspetti gravi emergenti, a causa della riduzione oraria a 24 ore, la scuola chiuderebbe la sua esperienza progettuale.

Buona o cattiva che sia, la progettualità mette in campo forze diverse, dagli enti locali alle associazioni territoriali, sviluppa reti di formazione e di partecipazione che, nei singoli contesti territoriali, vedono le scuole impegnate in un lavoro collettivo, sui reali bisogni degli alunni.

Significa che in questi anni, grazie a finanziamenti dei Municipi o dei Comuni, utilizzando prevalentemente i fondi messi a disposizione dalla Stato della ex legge Turco, in cui si prevede un sviluppo di interventi nel sociale, si sono potuti realizzare progetti di intercultura, fondamentali per estendere non solo un nuovo metodo di insegnamento, ma altresì per attivare laboratori di Lingua italiana per gli stranieri e laboratori di culture varie, accuratamente integrative delle programmazioni curricolari.

Ciò è avvenuto costantemente nel Tempo Pieno, ma anche nei Moduli. Se, da una parte si è sviluppata una sorta di progettificio, dall’altra le scuole hanno saputo discernere e valutare le proposte valide da accogliere.

Progettare ha significato ampliare l’offerta formativa in orario curricolare, con esperti esterni qualificati, con mediatori culturali, con l’intervento di realtà che, in ogni caso, hanno avviato con le scuole e con i quartieri un percorso costante di interlocuzione, anche per attività extra curricolari.

A Roma, nei Municipi più sensibili, si stanno attuando da tempo laboratori di partecipazione, che affrontano problematiche di zona, ma anche questioni di formazione, su cui le scuole intervengono con autorevolezza.

Fondamentale la progettualità nelle scuole, riconosciute a rischio di insuccesso scolastico, che operano nelle periferie e che affrontano quotidianamente dure problematiche, nonché situazioni border line. Un’occasione per combattere la dispersione scolastica.

Lavorare progettando ha trasformato il modo di fare scuola; ha avviato il metodo del fare, partendo da obiettivi concreti e condivisi, con i ragazzi stessi; ha arricchito la scuola delle risorse di altre agenzie formative, che altrimenti si sarebbero poste come luoghi privati educativi. In questo senso la scuola fa da collante tra sé e il territorio, vaglia la qualità, si avvale di risorse finanziate (anche se molte scuole attivano progetti a pagamento), estende opportunità per tutti di una formazione qualificata.

Finirà tutto:
– perchè non ci saranno più le compresenze tra docenti, che permettevano la realizzazione di progetti a piccoli gruppi;
– perchè il tempo scuola sarà ridotto a 24 ore (di cui 2 ore di religione, 2 ore di inglese e, è stato detto dalla Gelmini, 1 ora di educazione fisica). Deduciamo che le rimanenti 19 ore saranno così distribuite: 5 italiano, 5 matematica (compresa geometria), 2 storia, 2 geografia, 2 scienze, 1 educazione musicale, 1 educazione immagine, 1 informatica. Uno spezzatino di nozioni!!!!!
– perchè le maestre uniche non potranno permettersi di fare altro che il programmino, primo per il tempo ridotto, secondo perché sono sole, terzo perché devono insegnare tutto;
– perchè l’aumento di alunni per classe farà chiudere scuole e classi, pertanto con 25 alunni, che non si possono condividere con nessuno, non fai nessun progetto;
– perchè le risorse erogate dal ministero sono sempre di meno e gli enti locali diminuiscono sempre di più i loro interventi, pertanto se proprio ci fosse la possibilità di lavorare per progetti, occorrerebbe rivolgersi a progetti a pagamento, che sarebbero puntualmente fatti di pomeriggio.

Ovvero ritornerà il doposcuola. Quindi nessuna integrazione con la programmazione curricolare. Quindi non per tutti, ma per pochi.

Il decreto Gelmini ridurrà la scuola pubblica ad un contenitore, dequalificato, di nozioni approssimate, destinate ai più diseredati. La fine della scuola pubblica, la fine della democrazia, un attacco alla Costituzione.

Poi arriveranno altre chicche:
– Nuovo stato giuridico per i docenti, con relativa differenza di stipendio, con conseguente spaccatura dei lavoratori, con naturale interferenza delle famiglie per accaparrarsi le migliori maestre sul mercato!
– Prevedibile assunzione diretta dei dirigenti (notoria la loro discrezionalità di scelta).
– Nuovo reclutamento docenti e fine dei concorsi.
– Nascita delle fondazioni per le scuole (sarà una privatizzazione, ma sfido a trovare i finanziatori privati di scuole elementari e di scuole di periferia, a meno che non si avvii da subito la ricerca di manodopera a basso costo da parte di imprenditori, avvezzi al guadagno facile).
– Doppio canale per l’obbligo scolastico
– Revisione dei libri di testo (riscriveranno la storia e forse anche la geografia)

Questo è il più grave attacco mai sferrato alla scuola negli ultimi trenta-quaranta anni (almeno da quando è stato abolito l’avviamento professionale a favore della scuola media unica). Per questo occorre che tutti i lavoratori si facciano carico di questa lotta, perché la scuola è di tutti.

Carla Corciulo
Maestra elementare e delegata RSU Cobas Scuola presso l’istituto ‘Gandhi’ di Roma

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008