R.D.Congo, è guerra
Violenza esplosa nelle zone orientali
Negli ultimi giorni l’intensificarsi dei combattimenti tra le truppe governative e i gruppi di opposizione armata nella provincia del Nord Kivu ha costretto alla fuga decine di migliaia di persone verso la capitale Goma e nelle aree al confine con l’Uganda. Con il rapido avanzare a sud delle truppe ribelli, la situazione rischia di precipitare. Sono ormai numerose le fonti che indicano il pericolo di un’espansione regionale del conflitto.
Dieci anni di guerre combattute e accordi di pace falliti hanno lasciato una pesante eredità. Dopo il Sudan, la Repubblica Democratica del Congo è il paese africano con il maggior numero di sfollati: le Nazioni Unite indicano che oltre 1,3 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case. Sono ormai più di 900 mila le persone in fuga nel solo Nord Kivu, la regione del Paese che sta attualmente vivendo la più grave spirale di violenza dalla fine “ufficiale” della guerra civile.
Nonostante il perdurare di una crisi umanitaria che il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha ieri definito di “dimensioni catastrofiche”, la Repubblica Democratica del Congo appartiene al lungo elenco di conflitti condannati senza appello ad una pressoché completa invisibilità mediatica.
Cinque organizzazioni di AGIRE sono impegnate nella Repubblica Democratica del Congo. Il VIS e i Salesiani continuano a gestire a Goma il Centro di accoglienza “Don Bosco” che offre sostegno a 3.000 minori tra sfollati, vittime di violenza e bambini soldato. Gli operatori di Terre des Hommes sono presenti nella capitale Kinshasa e si stanno mobilitando nell’accoglienza delle persone in fuga tenendo costantemente sotto controllo la situazione. Nelle ultime ore, ActionAid, Save the Children e WWF sono stati invece costretti a sospendere temporaneamente gli interventi, che riprenderanno non appena saranno ripristinate minime condizioni di sicurezza.
In questo momento le organizzazioni di AGIRE non ritengono che il lancio di un appello congiunto costituisca la risposta più efficace ai bisogni umanitari di centinaia di migliaia di persone colpite dalla violenza nel Nord Kivu.
(estratto dal comunicato di AGIRE)


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