Più ricchi e più poveri
In Italia la differenza si allarga
Si allarga sempre più il divario tra cittadini ricchi e cittadini poveri. Lo si evince dal rapporto Ocse diffuso ieri, che analizza la distribuzione del reddito e la povertà all’interno di 30 Paesi, e mette in luce il poco lusinghiero sesto posto collezionato dal nostro Paese, preceduto solo da Messico, Turchia, Portogallo, Stati Uniti e Polonia.
Dagli anni 80 ad oggi, la disuguaglianza economica è aumentata del 33%, contro una media Ocse del 12%. “Il reddito medio del 10% degli italiani più poveri – si legge – è di circa 5mila dollari (equivalenti a circa 3800 euro, ndr) tenuto conto della parità del potere di acquisto, quindi sotto la media Ocse di 7mila dollari (l’equivalente di circa 5280 euro, ndr)”. Mentre “il reddito medio del 10% più ricco è circa 55mila dollari (l’equivalente di circa 41500 euro, ndr), sopra la media Ocse”.
Le disuguaglianze di reddito mostrano una ripercussione riguardo ai consumi alimentari. Da un’indagine Coldiretti-Swg emerge infatti che la crisi economica sta provocando una polarizzazione nei consumi alimentari e se da un lato cresce in numero di quanti sono costretti a ricercare prodotti a più basso prezzo, dall’altro si assiste ad un consolidamento della domanda di prodotti di alta qualità, tradizionalmente acquistati da fasce di cittadini a più alto reddito.
“La metà di coloro che hanno cambiato le proprie abitudini alimentari per effetto della crisi economica lo hanno fatto – sottolinea la Coldiretti – cambiando i luoghi della spesa a favore di bancarelle ed hard discount e modificando il tipo di alimenti acquistati con conseguenze sulla dieta e sulla qualità dell’alimentazione.
Ma dall’altra parte, aumenta la domanda di prodotti di elevata qualità e cresce dell’8% la percentuale dei cittadini che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine (pari al 28%) e che acquistano cibi biologici (pari al 23%), i quali però interessano una fetta più ridotta della popolazione.


Lascia un commento