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Pesca del tonno

Autore: . Data: giovedì, 9 ottobre 2008Commenti (0)

Per il WWF diffusa illegalità

Continua la mattanza del tonno rosso e la sua pesca selvaggia, letteralmente fuori quota massima da parte dell’Italia.

Questa è solo una delle denunce contenute nel dossier dal titolo ‘Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia. Ecco le prove’, un’indagine a tutto campo condotta, su commissione,  da una società di consulenza indipendente (Advanced Tuna Ranching Technologies), e che ieri il Wwf ha esposto al mondo intero.

Nel 2008, secondo il Wwf, sono state pescate come minimo 700 tonnellate di tonno rosso in più di quelle prestabilite. Nella pesca del tonno esisterebbe una “illegalità diffusa e reiterata negli anni, dovuta a mancati controlli, con pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all’estero, mercati irregolari, criminalità organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario”.

In mercati di città come Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro i tonni non vengono registrati, mentre imprecisate quantità “sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose”.

“Le catture in mare sono svolte con metodi fuorilegge, vale a dire con l’ausilio di aerei d’avvistamento ed è provato un altro numero consistente di tonni siano trasferiti vivi in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. E non tutto il tonno che viene trasferito è registrato”.

Il Wwf Italia assicura che  consegnerà i dati e i risultati della ricerca alla Commissione Ue, alla guardia di finanza, alle Capitanerie di porto, ai carabinieri del ‘Noe’ e al ministro per le Politiche Agricole e Forestali “per chiedere una moratoria di tre anni sulla pesca del Tonno rosso in Mediterraneo”.

I risultati cui si giunge nel dossier, tutti derivanti da fonti pubbliche o da documenti di enti di ricerca internazionali, non troverebbero però conferma con i dati che il ministero italiano ha inviato a Bruxelles.

Sta di fatto che l’Unione europea aveva deciso di chiudere la stagione di pesca del tonno con due settimane di anticipo. Chiusura che, secondo il ministero italiano, avrebbe impedito all’Italia di raggiungere le quote fissate dall’Iccat (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico), e cioè di 4162,71 tonnellate di tonno rosso pescato. Secondo il Wwf, invece, “la quota pescata in eccedenza è minimo di oltre 700 tonnellate nel 2008” .

E così “dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il40 per cento le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest’anno proprio grazie alla decisione dell’Ue di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo”, ha commentato Enzo Venini, presidente del Wwf Italia, che ha precisato: “Dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest’anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell’anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate e non 327 come diconoi dati ufficiali”.

Dall’indagine svolta in mare e nei porti dai consulenti del Wwf, la flotta coinvolta nella stagione 2008 conta 283 unità di cui 27 parangali (che utilizzano grossi ami), 162 tonnare volanti (reti a circuizione), 73 reti a strascico e 21 rimorchiatori.

Di queste imbarcazioni, 47 sarebbero prive di sistemi di monitoraggio, 160 sprovviste di licenze di pesca, 82 mai inserite nei registri dell’Iccat nel 2008.

La scorsa settimana, la Commissione scientifica Iccat ha reso noto il suo verdetto sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo nel 2007: 61.000 tonnellate sono state prelevate, vale a dire il doppio della quota legale, con uno stock riproduttivo in crisi, essendo solo il 36 per cento rispetto a 30 anni fa. Il prossimo incontro dell’Iccat si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 17 al 24 novembre prossimo.

“Lauspicio – ha concluso il Wwf – è che le parti in causa decidano la chiusura finché permarranno illegalità e insostenibilità”.

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