Morti di lavoro: 1200 l’anno
Una strage
Ieri la 58sima giornata per le vittime degli infortuni sul lavoro, organizzata dall’Associazione mutilati e invalidi.
Il Capo dello Stato l’ha definita “emergenza nazionale” ed è difficile dargli torto: stiamo infatti parlando di una piaga supportata da numeri terribili. Ogni giorno, in Italia, i cosiddetti “incidenti” sfiorano quota 2.500, tre di questi sono mortali mentre 27 causano invalidità permanenti.
L’anno scorso le morti bianche, stando ai dati ufficiali forniti dall’Inail, sono state poco più di 1.200 e gli ex lavoratori costretti a convivere con un’invalidità sono arrivati, in Italia, a quota 800 mila.
Questo aspetto drammatico sta particolarmente a cuore all’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, che ieri ha presentato la 58esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti. Una giornata, ha sottolineato Pietro Mercandelli, presidente dell’Associazione, utile e necessaria a richiamare l’attenzione delle istituzioni, delle forze sociali e dei mezzi di informazione su un tema che solo recentemente ha bucato il muro dell’indifferenza.
Se i mass media hanno acceso i riflettori sul fenomeno lo si deve in buona parte al clamore suscitato da alcune stragi sul lavoro accadute recentemente: pensiamo ai sette morti alla Thyssenkrupp di Torino lo scorso dicembre o ai sei operai deceduti pochi mesi prima a Campello sul Clitunno per un’esplosione alla Umbria Olii.
Difficilmente, però, gli organi di informazione si soffermano sul dramma di chi sopravvive ad un infortunio, perciò l’Anmil ha denunciato le drammatiche condizioni di vita degli invalidi e dei superstiti delle vittime “per i quali è necessario arrestare – ha sostenuto Mercandelli – il progressivo deterioramento dei livelli di tutela indennitaria, interrompendo la deriva assistenzialistica verso cui il sistema si sta spingendo negli ultimi anni. Basti pensare – ha aggiunto – che una vedova percepisce in media una rendita di appena 700 euro al mese».
L’iniziativa, come si accennava all’inizio, ha ricevuto il plauso del Presidente Napolitano: “E’ doveroso tenere viva l’attenzione al fenomeno, non demordere nell’allarme sulla sua gravità sociale, applicare e migliorare le norme legislative. E’, questo, un obiettivo di civiltà che dobbiamo al sacrificio dei tanti caduti, mutilati ed invalidi sul lavoro”.
Il Capo dello Stato ha ricordato infine come la cronaca continui ad offrire spunti drammatici, “persino ripetitivi nella loro dinamica, con le storie personali e familiari di dolore e sofferenze”.


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