Luzzi, leucemia a 28 anni
Tragedia nel tennis: tante domande
Se n’è andato nel giro di pochi giorni, Federico Luzzi, aretino di 28 anni, e noi ancora ci chiediamo il perché. Perché certe disgrazie colpiscano con inaudita ferocia e senza preavviso, perché l’uomo non ne sia mai totalmente preparato, ma le risposte rimangono come sempre racchiuse nel campo dell’impotenza e della fatalità.
Federico Luzzi è morto il 25 ottobre a causa di una leucemia fulminante, i cui primi sintomi si erano presentati appena sei giorni prima, domenica 19 ottobre, sotto forma di un banale mal di testa, mentre era in campo a Olbia per disputare una partita di tennis valida per la serie A italiana.
Il mal di testa nel corso del match si era fatto più pronunciato e Federico aveva deciso di ritirarsi, imputando la sua “spossatezza” ad un preavviso di “influenza”. Ricoverato in ospedale per accertamenti la prima diagnosi era stata polmonite, ma solo un secondo esame più approfondito aveva rivelato la vera causa dei problemi: leucemia fulminante. Da lì il decorso della malattia è stato devastante e distruttivo; il coma improvviso e la morte hanno tolto a Federico la possibilità di lottare e opporsi.
Aveva appena scontato la squalifica dei duecento giorni inflitta dall’Atp per il caso scommesse (273 puntate tra il 2004 e il 2007) e il suo desiderio era quello di riprendere da dove aveva lasciato, cioè dal 96esimo posto nel ranking Atp raggiunto nel 2001, debutto nel tempio del Roland Garros.
La tragica notizia ha chiaramente fatto il giro del paese e giustamente non si è denunciata la morte di un tennista o di uno sportivo, ma quella di un povero ragazzo di soli 28 anni, sfortunato e impotente di fronte ad un destino così crudele.
Davide Bottero


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