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Lotte studenti: cronaca 30 ottobre

Autore: . Data: giovedì, 30 ottobre 2008Commenti (0)

Manifestazioni e scioperi

InviatoSpeciale, come fa da qualche giorno, ha raccolto le notizie di agenzia di oggi (Ansa, Agi, Adnkronos).


Roma
Centinaia di studenti si sono radunati all’Universita’ La Sapienza per il corteo che poi confluira’ in quello dei sindacati Confederali che partira’ da Piazza della Repubblica. Complice la violenta pioggia caduta nelle prime ore di stamani e le chiusure alla circolazione, scattate in previsione dei cortei, il traffico a Roma e’ particolarmente intenso con veri e propri ingorghi a ridosso del centro storico. Disagi sono previsti anche per il trasporto pubblico con la deviazione di 27 linee bus e la chiusura della fermata della di Piazza di Spagna.

Roma
La pioggia che da alcuni giorni colpisce la Capitale non risparmia neanche i manifestanti che si sono dati appuntamento a Roma per protestare contro la riforma della scuola. Si registra cosi’ un vero e proprio ‘assalto’ ai camion degli organizzatori, come quello della Cisl Scuola, che distribuiscono impermeabili di plastica e ombrelli. Non sono gli unici ‘gadget’ a disposizione dei militanti. Vanno infatti ‘a ruba’ delle nacchere a forma di manina che promettono di essere, nelle prossime ore, la cifra ritmica e rumorosa di tutta la manifestazione. Sono centinaia, infatti, i manifestanti che si dirigono verso la testa del corteo agitando queste strane, piccole ma rumorose nacchere.

Milano
E’ iniziato intorno alle 9 il concentramento degli studenti delle scuole superiori e dei genitori e insegnanti delle primarie in largo Cairoli, a Milano, per il corteo organizzato nell’ambito dello sciopero nazionale del mondo della scuola contro la riforma Gelmini. Mentre gli studenti universitari si stanno incontrando nelle diverse facolta’ degli atenei milanesi per poi ritrovarsi in piazza Cordusio, sono numerosi i piccoli cortei degli studenti medi delle scuole di Milano e provincia che si stanno dirigendo in largo Cairoli. Tra questi gli alunni del liceo Artistico di Brera che, truccati da clown, sfilano dietro uno striscione con la rappresentazione dell’ ‘Ultima cena’ di Leonardo da Vinci che recita ”Che questa sia l’ultima”. Tre studenti, inoltre, sostengono un altro striscione che riproduce il volto del ministro dell’Istruzione truccata da pagliaccio e con la scritta: ”Il regime dei buffoni”.

Roma
Piazza Esedra è piena, colorata dalle bandiere della Cgil, della Cisl, del Salt e della Uil. La manifestazione nazionale della scuola si è avviata lungo via Vittorio Emanuele Orlando già alle 9.15 con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario previsto, le 9.30. Insieme agli insegnanti e agli studenti universitari, anche famiglie con bambini delle elementari, tutti uniti nella protesta contro il decreto Gelmini, convertito definitivamente in legge ieri dal Senato. Il corteo si concluderà in Piazza del Popolo, sfilando lungo il percorso in Via V.E. Orlando, Largo di Santa Susanna, Via Barberini, Piazza Barberini, Via Sistina, Piazza della Trinità dei Monti, Viale della Trinità dei Monti e Viale Gabriele D`Annunzio.

Torino
Al grido ‘Universita’ pubblica’ e con in testa lo striscione rosso ‘Tutta l’universita’ contro la Gelmini’ e’ partito da Palazzo Nuovo il corteo delle facolta’ umanistiche che andra’ unirsi agli altri spezzoni della manifestazione proclamata a Torino, come nel resto d’Italia, per lo sciopero generale contro la riforma del sistema scolastico e universitario. Alcune centinaia di studenti stanno sfilando mostrando striscioni e cartelli, come quello di Scienze politiche e Sociologia che recita ‘L’istruzione costa l’ignoranza costa di piu”. Non mancano spunti di ironia, come quelli degli studenti del collettivo del Dams che hanno indossato a mo’ di cappello zucche di gommapiuma trasformandosi, come dicono loro, in ‘teste di zucca’. E ancora i cartelli con la scritta ‘La Gelmini sta all’istruzione come Star Trek sta alla fisica nucleare’, uno striscione coni il disegno di una faccia che starnutisce e la scritta ‘L’universita’ s’ammala maledetti Gelmi(ni)’. C’e’ poi chi ha costruito un pacchetto di sigarette di cartone che ammonisce ‘Riforma Gelmini nuoce gramente alla cultura’ e chi porta in corteo un fantoccio con le fattezze del ministro.

Roma
Ha preso le mosse da piazza della Repubblica il corteo indetto dai sindacati confederali della scuola per protestare contro la riforma Gelmini. Dietro lo striscione di testa ‘Uniti per la scuola di tutti’ sfilano diverse migliaia di manifestanti che hanno riempito tutta l’area di piazza Esedra con striscioni, bandiere e palloncini. Proprio per permettere il notevole afflusso di manifestanti, gli organizzatori hanno deciso di far defluire il corteo verso piazza Barberini.

Torino

Sono tantissimi, studenti e insegnanti, genitori e alunni delle che si sono dati appuntamento questa mattina a Torino per partecipare alla manifestazione promossa per lo sciopero generale della scuola indetto da Cgil, Cisl e Uil, Snals e Gilda contro la riforma Gelmini. Secondo le prime stime, in piazza Arbarello, dove c’e’ il principale concentramento di manifestanti, ci sarebbero almeno 20.000 persone, ma il loro numero e’ destinato ad aumentare quando si uniranno anche i vari cortei partiti da altri istituti e delle facolta’ universitarie. Musica e slogan stanno caratterizzando la manifestazione. Molti gli striscioni che rivendicano il diritto allo studio e puntano il dito contro la riforma approvata ieri. Ad aprire il corteo lo striscione ‘Oggi studenti domani lavoratori’, ma anche un cartello che recita ‘Maria Stellina la tua riforma e’ una rovina’ e ancora ‘Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini’. Il corteo che sta avviandosi lentamente in questi minuti, secondo il programma, dovrebbe raggiungere piazza Castello dove e’ previsto anche un concerto dell’orchestra del Teatro Regio.

Roma
Ci sono anche tanti scolari, delle scuole elementari e medie, accompagnati da insegnanti e genitori, in testa al corteo che si muove lentamente per consentire l’afflusso a piazza della Repubblica dei manifestanti. ”Mamme e papa’ non state a guardare, c’e’ la scuola da salvare”, recita lo striscione della scuola media Mazzini; ”Belli e brutti, la scuola e’ di tutti”, ricordano sventolando un lenzuolone colorato i piccoli alunni di una scuola elementare di Bologna mentre il settimo circolo Montessori affida a un colorato cartello lo slogan ”Con un popolo ignorante e’ piu’ facile governare”.

Roma/Epifani

La protesta del sindacato contro il decreto Gelmini “non si ferma” con la manifestazione di oggi. Lo ha affermato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, entrando nel corteo partito intorno alle 9.30 da piazza della Repubblica. “Il Governo – ha sottolineato Epifani – ha tagliato le risorse per la scuola per ragioni di bilancio. Sarebbe più onesto dirlo”. In riferimento al referendum per cancellare il pacchetto-scuola voluto dal ministro Maria Stella Gelmini, annunciato dall’opposizione, Epifani ha aggiunto: “Il referendum è uno degli strumenti, ma non il solo. Ci saranno iniziative di carattere sindacale. Per un sindacato – ha concluso – il referendum non è la via maestra, che è invece rappresentata dalle lotte sindacali”.

Roma
E’ partito alle 9 da via Balbi, diretto in via Roma, il primo dei  tre cortei contro la riforma della scuola previsti per questa mattina a Genova. Stanno sfilando un centinaio di studenti. In via Balbi si sono gia’ concentrati un altro centinaio di manifestanti organizzati dalla Cgil. Un corteo si muovera’ in mattinata da piazza De Ferrari verso via Balbi.

Roma
”Siamo l’onda che vi travolge”, questo lo striscione che apre il corteo degli studenti universitari della Sapienza partito poco fa dall’ateneo. I manifestanti sono alcune centinaia e si stanno dirigendo verso piazza della Repubblica per unirsi al corteo organizzato dai sindacati confederali. Gli universitari scandiscono lo slogan ”siamo tutti antifascisti”.

Università di Calabria
Blocco della didattica praticamente in tutte le facolta’ e occupazioni di aule e uffici di presidenza:non si ferma all’Universita’ della Calabria la protesta contro il decreto Gelmini. Lo stop per il programma delle lezioni previste, fatta salva la possibilita’ per i docenti che lo ritenessero di poterle comunque svolgere e degli allievi di prendervi parte, e’ stata deliberata in alcuni casi fino al 3 di novembre, in altri fino al 14, in concomitanza con lo sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil. A Economia prosegue l’occupazione dell’ufficio di presidenza. Aule occupate anche a Farmacia. Per la facolta’ di Ingegneria sono in programma oggi lezioni all’aperto, in mattinata, nello spazio antistante la cappella universitaria con un seminario sulle energie alternative mentre nel pomeriggio si terra’ un incontro su ”La Citta’ della bellezza”.

Milano
E’ iniziata la manifestazione di Milano nell’ambito dello sciopero nazionale contro la riforma Gelmini e i tagli finanziari al settore dell’istruzione e dell’universita’. Da piazza Cairoli, dove si trovano studenti delle scuole superiori, genitori e insegnanti, il corteo, al quale secondo una prima stima partecipano oltre 10.000 persone, si e’ mosso verso la parte piu’ centrale della citta’. La manifestazione, alla cui testa sfilano in un clima del tutto privo di tensione genitori e sindacati, si dovrebbe concludere in piazza Santo Stefano, a due passi dalla sede centrale dell’Universita’ Statale. In piazza Cairoli, dove continuano a giungere studenti delle scuole superiori, confluiranno anche gli universitari milanesi che si sono trovati nella vicina piazza Cordusio e che dovrebbero prendere la coda del corteo.

Genova
Sono migliaia gli studenti partiti in corteo, stamani, a Genova per protestare contro la riforma Gelmini. Nel corteo anche il presidente della Regione Liguria CLaudio Burlando. La protesta degli studenti universitari e delle scuole superiori, partiti da piazza Caricamento, si unira’, a piazza De Ferrari, con quella delle scuole elementari e dei Cobas. In testa lo striscione ‘noi la crisi non la paghiamo’, ripetuto anche piu’ volte negli slogan e ‘studenti antifascisti genovesi’. Tra la folla striscioni e cartelli delle scuole superiori:i licei scientifici Cassini e il Lanfranconi e l’artistico Paul Klee e l’istituto Bergese. Tra gli slogan: ‘la riforma Gelmini danneggia gravemente la scuola e lo studio’; ‘W la fisica’; ‘Matematica e informatica per il diritto allo studio’ e ‘No all’estinzione dell’istruzione’. Altri hanno ripreso il tema del funerale celebrato la scorsa settimana: su una lapide di carta e’ scritto ‘Gli studenti piangono con dolore la scomparsa della cultura’.

Roma
Un terzo corteo, di oltre mille studenti, si e’ formato in viale Giulio Cesare, nel quartiere romano di Prati ed e’ diretto verso il centro storico per congiungersi alla manifestazione principale indetta dai sindacati. Al corteo spontaneo prendono parte studenti di alcuni licei della zona.

Torino
Anche a Torino studenti, professori, genitori e alunni sono scesi in piazza per manifestare insieme ai sindacati confederali contro il decreto Gelmini. Tanti i cortei partiti dai diversi licei della città, ma anche dalle facoltà universitarie come prova generale della manifestazione del 14 novembre, e confluiti al momento in piazza Albarello. I vari cortei, poi, si unificheranno lungo il percorso per raggiungere piazza Castello, dove la manifestazione si concluderà.

Palermo
Sono già in marcia verso Piazza Castelnuovo i due cortei in programma oggi a Palermo per protestare contro la riforma Gelmini. Quello organizzato dai sindacati della scuola attraversa via Libertà, mentre quello degli studenti universitari ha lasciato da poco la cittadella universitaria in viale delle Scienze. I due cortei confluiranno più tardi in piazza Castelnuovo

Roma
Un lungo striscione che va da finestra a finestra con la scritta ”vita da precario” in uno dei palazzi di via Barberini saluta il passaggio dei corteo dei manifestanti. Tanti i cittadini alle finestre che salutano e partecipano alla manifestazione di oggi.

Milano
Sono migliaia i manifestanti scesi in piazza a Milano per protestare contro la riforma della scuola voluta del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. A sfilare da piazza Cairoli c’e’ tutto il mondo della scuola: insegnanti, ma anche bambini delle materne e delle elementari fino agli studenti universitari. Ad aprire la manifestazione e’ Rete Scuole, poi seguono i bambini accompagnati da genitori e insegnanti, i sindacati e il mondo delle scuole superiori e dell’universita’. ‘Scuola pubblica a rischio estinzione. Proteggiamola’ e’ lo striscione che apre il corteo che si sta muovendo per raggiungere il centro di Milano. Sfilera’ fino a sfiorare piazza Duomo poi in piazza fontana i sindacati si staccheranno per seguire in tv gli interventi dei colleghi romani. Il resto dei manifestanti, invece, proseguira’ verso piazza Duomo. Sono decine gli striscioni e le bandiere che sventolano per dire no ai tagli contenuti nella riforma. Tra i partecipanti spunta anche il ‘santino’ con l’effige del ministro Gelmini ribattezzata ‘Beata Ignoranza’. Tra gli striscioni tutti rivolti contro il ministro dell’Istruzione, ne spicca uno: ‘Rimedio enterogelmini. Attenzione: non somministrare in eta’ scolastica’. Sono migliaia i manifestanti che sfidano la pioggia e a ritmo di musica e slogan percorrono il centro di Milano.

Torino
Sono almeno 50mila, secondo le prime stime fornite dagli organizzatori, i partecipanti al corteo degli studenti delle scuole medie superiori di Torino e provincia a cui si sono uniti, docenti, personale Ata, genitori e alunni delle scuole elementari. La stima, tuttavia, e’ ancora provvisoria perche’ si attendono i cortei degli studenti universitari partiti da Palazzo Nuovo, dal Politecnico e da altre facolta’. Intanto, si moltiplicano gli slogan contro la riforma. ‘Cultura, istruzione e democrazia: questo governo li spazza via’ recita uno striscione, mentre su un altro si legge ‘Brunetta, Tremonti, Gelmini fate i tagli ai vostri borsellini non ai diritti dei bambini’.

Rete degli studenti/Roma
La Rete degli studenti medi è ancora ferma, insieme alle associazioni studentesche, in piazza Esedra, in coda al corteo, perchè “ci sono troppe persone” e non si riesce a fare defluire la gente lungo le strade. Secondo gli organizzatori, infatti, i manifestanti sono ormai arrivati a quota un milione, tanti che il corteo principale si è dovuto dividere, nonostante sia unitario, in tre cortei per facilitare il deflusso lungo le vie della Capitale. “In piazza Esedra ci siamo noi – dice Luca De Zolt, portavoce della Rete degli studenti medi – insieme alle associazioni studentesche e agli studenti delle scuole romane”. Gli studenti, spiega, chiedono che il Governo modifichi la legge 133, la parte della Finanziaria che taglia risorse all’istruzione e alla ricerche e fermi il decreto Gelmini.

Sicilia
Secondo la Cgil siciliana, nell’Isola sarebbero oltre centomila le persone scese in piazza per protestare contro la riforma della scuola. Il sindacato stima che a Palermo siano 50 mila, 20 mila a Catania, 10 mila a Messina, 6 mila a Siracusa, 10 mila a Trapani, 5 mila a Caltanissetta. Manifestazioni sono in corso anche nei piccoli centri e a Lipari. Nell’isola delle Eolie sono scesi in piazza alcune centinaia di studenti.

Venezia

I macchinisti dei treni che giungono a Venezia lungo la ferrovia sul ponte della Liberta’ salutano con le loro trombe il corteo di studenti che sta manifestando contro i tagli alla scuola . I giovani, che secondo la Questura nel frattempo sono saliti a 5.000, lanciano slogan urlando ”non facciamoci tagliare la testa” e ”il futuro siamo noi”. A sfilare sono ragazzi dei centri sociali, ricercatori, studenti universitari e delle scuole medie superiori. Il corteo, colorato da numerosi striscioni anti ministro Gelmini e anti governativi, non fa sventolare alcuna bandiera di partito o movimento sindacale, che risultano assenti. Il ponte della Liberta’ e’ rimasto interrotto al traffico, al momento, solo per una mezz’ora, ovvero il tempo necessario perche’ la massa dei giovani lasciasse il terminal automobilistico di piazzale Roma per entrare nella carreggiata del ponte messa a disposizione per la manifestazione. L’altro lato dell’arteria, quello da Venezia a Mestre, invece e’ libero. Le molte persone rimaste temporaneamente imbottigliate sul ponte che erano in autobus hanno deciso di scendere dai mezzi pubblici per proseguire a piedi, tra questi anche un noto docente della facolta’ di Lettere dell’Universita’ di Ca’ Foscari. Apparentemente nessuna delle persone costrette a proseguire a piedi ha manifestato dissenso, anzi piu’ di qualcuno ha applaudito i manifestanti mostrando loro solidarieta’.

Roma

Nel corteo pro-scuola e contro il decreto legge appena varato dal governo irrompe anche la recente gaffe fatta dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini che e’ scivolata sulla parola egida pronunciandola con la ‘I’ accentata. ”Si dice e’gida -si legge in uno striscione posto sotto il palco di Piazza del Popolo- attenta! Potresti finire nella classe con gli immigrati”. Altri manifesti scimmiottano il decreto legge del ministro Gelmini: ”Gel -apostrofa la Gelmini un altro striscione- non capisci -la apostrofa un altro manifesto- Certo… Non hai letto cio’ che hai firmato”. In risposta una scuola ha portato in piazza un manifesto addirittura scritto in greco antico e sotto la traduzione ”Ognuno faccia il mestiere che sa”’. In Piazza del Popolo, in attesa dei vari cortei di manifestanti alcuni dei quali sono ancora fermi alla stazione Termini, va in scena la protesta delle maestre con una maglietta bianca sulla quale sta stampato il messaggio ‘Non voglio essere unica’.

Macerata
Un’altra giornata di occupazione e la prima ‘Notte bianca’ anti-Gelmini: questa la reazione dell’assemblea No133 dell’Universita’ di Macerata all’approvazione del dl Gelmini al Senato. Piu’ di 300 persone si sono avvicendate ieri notte nell’aula 8 di Scienze della Comunicazione occupata, dove campeggiava uno striscione con la scritta: ”L’onda non si arresta”. ”Una risposta determinata degli studenti e dei precari maceratesi – si legge in una nota – alla grave posizione assunta dal rettore Roberto Sani con le minacce di sgombero. Un caso unico in tutto il panorama nazionale della mobilitazione no 133 che vede l’intero mondo della scuola e dell’universita’ unito nel fronte della protesta” (anche il Senato Accademico ha deliberato una mozione di netta contrarieta’ alla legge 133). Oggi sono previste lezioni in piazza e assemblee di facolta’. Prossima assemblea generale, il 4 novembre, in vista della manifestazione del 7.

Genova
Gli studenti in corteo di protesta contro il decreto Gelmini hanno occupato i binari della stazione ferroviaria di Piazza Principe. I treni sono bloccati dalle 11.40. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato circa trentamila persone. Ci sono stati momenti di tensione quando la testa del corteo e’ arrivato nella piazza della stazione. I manifestanti hanno gridato ”Via via la polizia” davanti ad alcune decine di agenti schierati in tenuta antisommossa.

Pericia, Terni
Università deserte, lezioni sospese non ufficialmente ed istituti superiori di Perugia e Terni aperti ma senza la stragrande maggioranza degli insegnanti e degli alunni in classe. E’ questo il quadro della scuola umbra nella giornata nazionale dello sciopero generale indetto dai sindacati contro la Riforma Gelmini. A Foligno il coordinamento in lotta di docenti e studenti (medi e universitari) ha dato vita ad un corteo di protesta che questa mattina è partito da Plateatico alle 8.30 per raggiungere Piazza della Repubblica dove si sta svolgendo un’assemblea permanente. Corteo spontaneo di studenti universitari e medi anche a Perugia intorno alle 11. Il gruppo – un centinaio di persone – si sono poi radunati sulle scalette del duomo della città per continuare l’assemblea permanente.

Roma
Secondo gli organizzatori della manifestazione nazionale della scuola contro la legge Gelmini “il 90% delle scuole italiane oggi è rimasto chiuso”. Dal palco di piazza del Popolo i sindacati promotori dello sciopero generale e del corteo rivendicano il successo della protesta. “Oltre un milione di manifestanti – dice dal palco un rappresentante di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, organizzatori della giornata – sono in piazza fra Roma e il resto delle città italiane, dove si svolgono manifestazioni a livello locale”.

Roma
E’ partito da pochi minuti il corteo dei precari dell’Istituto superiore di Sanita’ diretto verso la Direzione provinciale del lavoro di Roma, a poche centinaia di metri di distanza, in via Cesare De Lollis. Circa un centinaio di manifestanti con cartelli e striscioni contro la legge 133 e gli emendamenti ‘ammazza-precari’ chiedono la novazione del contratto, dalla forma attuale a quella di lavoratore dipendente. Il tentativo di conciliazione all’Ispettorato del lavoro riguarda circa 300 precari che chiedono il riconoscimento anche pregresso della loro posizione, ai fini dell’anzianita’, ma sono disposti a rinunciare al corrispettivo economico. “La spesa per l’Iss – calcola Cristiano Fiorentini, sindacalista della Usi-Rdb ricerca – dovrebbe essere di circa 10 milioni di euro, in parte pero’ gia’ assorbita dagli stipendi corrisposti ai lavoratori. La nostra e’ una battaglia contro la precarieta’. I ricercatori, non solo all’Iss, hanno spesso forme contrattuali atipiche che noi definiamo esternalizzate, quando non sono Co.co.co o assegni di ricerca. Il problema qui all’Iss riguarda 600 lavoratori, molti dei quali pur avendo contratti a progetto sono assegnati a servizi che hanno carattere continuativo”. Fiorentini fa l’esempio del Centro di controllo vaccini “la cui equipe conta sei o sette ricercatori Co.co.co o esternalizzati, eppure – conclude – si tratta di un progetto che rientra nelle finalita’ istituzionali dell’ente”.

Roma
Secondo gli organizzatori della manifestazione sul Raccordo anulare sono fermi almeno 23 pullman provenienti da Siena. E anche nei parcheggi allestiti all’Anagnina, alla Tuscolana e all’Eur, si e’ deciso di manifestare sul posto vista la difficolta’ a raggiungere piazza del Popolo.

Agropoli
Decine di lumini per celebrare ”la veglia funebre della scuola pubblica”. E’ quanto e’ accaduto nella serata di ieri davanti ai cancelli del Liceo Scientifico ‘A. Gatto’ di Agropoli. Dopo essersi dati appuntamento davanti all’istituto intorno alle 21, piu’ di una cinquantina di studenti del locale liceo hanno collocato decine lumini davanti al portone d’ingresso, sostando sui gradini della scuola per ore e tornando a casa a notte inoltrata. ”Il decreto e’ passato e noi manifestiamo il nostro lutto simbolico – ha spiegato Maria Grazia Cantalupo, esponente del collettivo scolastico – La scuola pubblica muore sotto i tagli del governo e con essa tante speranze di noi studenti”. ”Non smetteremo mai di far sentire la nostra voce”, ha aggiunto Rosamaria Veropalumbo, altra studentessa del collettivo scolastico.

Roma
L’Inno di Mameli suonato dalla banda musicale della citta’ di Falerna e’ il preludio ai comizi conclusivi della manifestazione di oggi. Un milione le persone in piazza, secondo gli organizzatori che aggiornano continuamente sia le cifre dei manifestanti sia quelle delle adesioni allo sciopero. Sarebbero il 90% le scuole chiuse.

Roma
La manifestazione nazionale per dire no al dl Gelmini si e’ divisa in piu’ cortei spontanei che stanno interessando tutta la citta’. Secondo quanto riferiscono gli organizzatori, una parte dei manifestanti che ancora si trovavano in Piazza della Repubblica ha modificato il suo percorso e, ”sta attraversando via Nazionale, in parecchie migliaia” per raggiungere attraverso altre strade del centro storico Piazza del Popolo e unirsi agli altri partecipanti. Intanto, alla periferia di Roma, tra punti di arrivo dei pullman alle stazioni di Anagnina, Tuscolana e Eur sono stati organizzati cortei spontanei a causa dell’eccessivo afflusso di manifestanti nelle strade. Anche sul Grande Raccordo Anulare decine di pullman sono rimasti bloccati: i manifestanti hanno abbandonato i mezzi di trasporto e hanno dato il via ad una manifestazione.

Roma
Non solo scuola. Piazza del Popolo a Roma, dove sta arrivando il corteo per protestare contro il decreto scuola Gelmini diventato legge, diventa il contenitore adatto per raccogliere proteste alternative. Ecco allora la battaglia per impedire la chiusura dell’ospedale San Giacomo. Un camper, posizionato accanto ad una delle chiese gemelle della piazza, sul quale sta scritto ‘Mi manda il San Giacomo’ e accanto Marina Ripa di Meana che invita i cittadini “a fermare un crimine che si sta abbattendo sul piu’ antico ospedale della citta’”. Dalla parte opposta della piazza il gazebo dell’Italia dei Valori raccoglie le proteste di chi e’ contrario al Lodo Alfano. E con tanto di megafono il leader dell’Idv Antonio Di Pietro rampogna la folla a mettere una firma contro il lodo Alfano. “Abbiamo gia’ raccolto un migliaio di firme”, assicurano i collaboratori di Tonino.

Genova
Beppe Grillo rifiutato, con slogan non gentili, come i toni da lui usati proprio a Bologna dove lancio’ il VaffaDay, dal corteo di protesta contro la riforma Gelmini che dalle 9,30 ha sfilato per le vie del centro del capoluogo emiliano e al quale il comico genovese aveva portato la propria solidarieta’. Appena la testa del corteo lo ha scorto, si e’ levato il grido ”Beppe Grillo non lo vogliamo, non vogliamo le primedonne”, slogan conditi anche da insulti irripetibili. Lo showman, attorniato da fotografi e telecamere, si e’ fatto da parte ed e’ ritornato verso piazza Verdi, il cuore della zona universitaria: ”Non mi sorprende, erano solo cinque o sei, hanno perfettamente ragione. E’ la loro manifestazione e la gestiscono loro. La mia voleva essere solo una testimonianza. D’altra parte questa e’ la piazza, quando vanno tutti d’accordo c’e’ qualcosa che non va”. Pero’ Grillo ha ribadito di essere comunque contento e soddisfatto per una protesta che parte dal basso e che ha definito ”molto interessante”.

Roma

Un lungo corteo di protesta a Roma, dove secondo i sindacati sono in strada un milione di persone per lo sciopero generale contro la ”riforma” Gelmini. Iniziative, manifestazioni, proteste e lezioni in strada in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. Il giorno dopo l’approvazione in legge del decreto 133 sul maestro unico non si ferma il dissenso del mondo della scuola che si e’ dato appuntamento a piazza del Popolo a Roma per il comizio finale – con tanto di Inno di Mameli – dello sciopero generale indetto da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Ma in tutta la Capitale sono stati segnalati cortei, dalla Sapienza fino al Grande Raccordo Anulare, dove dai pullman bloccati nel traffico sono scesi i manifestanti che hanno iniziato a dirigersi verso le stazioni della metropolitana o organizzato sit in nei parcheggi. Dopo gli incidenti di ieri in piazza Navona nessuna segnalazione e’ arrivata questa mattina. Il corteo romano e’ partito in un clima sereno e sotto un cielo carico di pioggia poco dopo le 9, aperto dai bambini delle elementari con mamme e maestre, da leader sindacali di settore e nazionali come Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, e da quelli del centrosinistra, tra i quali Walter Veltroni, gli ex ministri Giuseppe Fioroni, Fabio Mussi, Rosy Bindi, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero. Numerosi accanto ai docenti e al personale della scuola anche gli studenti, che si sono contati in oltre 100 mila. ”Il governo dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la protesta”, ha detto Veltroni, mentre Rosy Bindi ha sottolineato che ”questa gente non rappresenta un bacino elettorale: ci sono anche molte persone del centrodestra”. Di diverso parere la maggioranza: Maurizio Gasparri (Pdl) ha accusato le opposizioni di avere imbastito ”una campagna di menzogne” invitandole ”a smettere di rinfocolare la piazza”. ”La nostra protesta non si ferma – ha promesso il segretario generale della Cgil, Epifani, sottolineando la ”giornata memorabile” e l’importanza del ”momento di unita”’. Per il leader della Uil Angeletti ”lo sciopero della scuola e’ stato convocato per risolvere i problemi contrattuali e dei precari, bisogna quindi evitare ogni strumentalizzazione politica”. Secondo i sindacali, lo sciopero generale ha bloccato tra il 70 e il 90% delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per ”motivi di famiglia”, si e’ aperto solo per garantire ”il servizio di custodia e sorveglianza”. Non si contano le proteste nel resto del Paese. A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca; presidi e cortei anche a Trento; a Venezia gli studenti hanno sfilato sul Ponte della Liberta’; lezioni in stazione a Trieste; a Torino l’orchestra del Teatro Regio ha suonato per gli studenti; a Genova e’ stata occupata la stazione Principe; a Milano concentramento e corteo organizzato per lo sciopero generale della scuola; a Bologna alla protesta ha partecipato anche Beppe Grillo; cortei di universitari a Napoli; genitori e bambini hanno sfilato a Bari; in Calabria sono segnalati cortei in tutte le citta’, con il blocco dell’accesso a Catanzaro; in Sicilia, da Palermo a Caltanissetta sono scese in strada 100 mila persone; in migliaia anche a Cagliari.

Roma
Sono circa 200.000 gli studenti delle scuole medie superiori e gli universitari che partecipano allo spezzone studentesco all’interno del corteo contro il Dl Gelmini in corso a Roma. Lo fa sapere l’Unione degli universitari. ”Si attendono ancora alcune decine di autobus – spiega l’organizzazione – rimasti bloccati nel traffico. La manifestazione si caratterizza come tutte quelle precedenti per il carattere pacifico e non violento”

Venezia
Per questioni di opportunita’ legate all’ordine pubblico, il corteo di protesta contro la riforma della scuola in corso a Venezia sul ponte della Liberta’ proseguira’ fino al parco pubblico di San Giuliano a Mestre. La manifestazione era stata autorizzata per il transito su una parte del ponte fino al suo congiungimento con la terraferma e quindi avrebbe dovuto sciogliersi. Visto l’alto numero di partecipanti e le loro pressanti richieste alle forze di polizia, la manifestazione ha ottenuto il permesso di proseguire ben oltre il luogo dove era previsto lo stop. Carabinieri, polizia e vigili urbani stanno predisponendo in tutta fretta un percorso che permetta di garantire la sicurezza ai manifestanti e di ridurre al minimo i disagi per il traffico. Di fatto oltre i cinque chilometri di ponte gia’ percorsi i manifestanti dovrebbero coprirne altri tre per raggiungere l’area verde di San Giuliano, dove e’ probabile che si tenga una mega assemblea per poi concludere la protesta.

Roma
I manifestanti che si sono dati appuntamento a Roma per il corteo indetto dai sindacati della scuola sono talmente tanti ”che il questore ha dovuto autorizzare altri due cortei”. E’ quanto hanno annunciato gli organizzatori dal palco di Piazza del Popolo, precisando che Piazza della Repubblica, da dove era partito il primo corteo, ”e’ ancora piena di gente”.

Firenze
Con lo slogan ”Firenze lotta” oltre un migliaio di persone secondo le forze dell’ordine (4.000 secondo gli organizzatori) stanno manifestando da stamani a Firenze contro il decreto Gelmini. A sfilare studenti, soprattutto medi ma anche universitari, docenti, dottorandi e anche famiglie con bambini, oltre ad esponenti dei centri sociali. Il corteo e’ partito da piazza San Marco, nel centro storico della citta’, per dirigersi verso la zona di Campo di Marte, dove si trova la sede del Provveditorato agli Studi. Il passaggio del corteo sui viali cittadini ha creato disagi al traffico ma, nel complesso, la manifestazione non sta registrando tensioni.

Roma
Due grandi facce in cartapesta che rappresentano il volto del ministro Gelmini e del presidente del Consiglio Berlusconi, lui con le orecchie da asino. Sono i volti di due installazioni di cartapesta portate in piazza del Popolo da un gruppo di studenti che stanno assistendo al comizio finale della manifestazione contro la riforma Gelmini e per i contratti della scuola. Accanto ai due volti di cartapesta spicca anche un cartello-santino che raffigura il ministro Gelmini con una cornice di fiorellini e sotto la scritta ”Beata ignoranza”’. Al momento dal palco e’ stato annunciato che sono stati dovuti autorizzare dalle forze dell’ordine altri due cortei e che alle 12.30 c’erano quindi ancora centinaia di persone che arrivavano a piazza della Repubblica, punto di partenza della manifestazione di Roma.

Roma
La manifestazione per protestare contro il decreto scuola Gelmini diventato legge riceve la ‘benedizione’ del parroco di Santa Maria dei Miracoli, una delle due chiese gemelle di piazza del Popolo a Roma dove e’ in corso la manifestazione organizzata dai sindacati. “Mi sembra una bella manifestazione -afferma don Giovanni, l’anziano parroco di Santa Maria dei Miracoli- Soprattutto per i modi con i quali si sta svolgendo il corteo. Gli studenti protestano per un ideale giusto, che e’ quello di difendere l’istruzione”. Un solo rammarico da parte del sacerdote che ha dovuto celebrare una messa lampo visto che i pochi fedeli presenti alla Santa Messa hanno poi voluto prendere parte alla manifestazione. “Speriamo che abbiano nel cuore anche il messaggio di Dio”, si augura il sacerdote.

Genova
Tre i cortei organizzati oggi a Genova in occasione dello sciopero generale della scuola, il più numeroso dei quali in partenza dal rettorato di via Balbi. Tutti e tre si sono diretti verso il centro cittadino seguendo itinerari diversi, per poi congiungersi in via XX Settembre e sfociare quindi in piazza De Ferrari, dove la manifestazione si è conclusa. I partecipanti erano oltre cinquemila, dicono gli organizzatori: in testa gli studenti delle superiori e delle Università, in coda i precari della scuola e degli Atenei. Slogan duri e molto rumore con tamburi, fischietti e bandiere. Presenti in massa tutti i sindacati, sia quelli confederali sia quelli autonomi. Lungo il percorso manifestazioni di solidarietà da parte dei passanti. Dopo circa due ore il corteo è arrivato in piazza De Ferrari dove si sta lentamente sciogliendo. La polizia era presente in forze, ma in maniera discreta, all’inizio e alla fine del corteo.

Firenze
Un’assemblea nazionale degli studenti universitari da tenere a Firenze il prossimo 8 novembre. E’ la proposta degli Studenti di Sinistra dell’Ateneo fiorentino, finalizzata a realizzare un momento di incontro ”capace di raccogliere le forze e le esperienze sviluppatesi nei vari territori in un’ottica di rilancio della protesta che attraversi la data del 14 novembre e dia continuita’ al movimento – viene spiegato in una nota -. Dopo una prima fase esplosiva in cui il movimento ha saputo manifestarsi a tutti i livelli, e’ necessario costruire un’occasione che provi a delineare una soggettivita’ politica autonoma e in divenire”. La ”irrapresentabilita”’ della mbilitazione in atto ”sconvolge il panorama politico preesistente dando vita a un protagonismo studentesco e generazionale capace di agire in autonomia e di ricostruire un tessuto sociale aperto” e ”la sua indipendenza rispetto a soggetti precostituiti, la sua distanza dalle logiche conservatrici baronali e dalla mala gestione che ha minato la credibilita’ dell’universita’ italiana”, spiegano gli Studenti di Sinistra di Firenze, che per il 7 novembre prossimo annunciano una mobilitazione a carattere regionale.

Esu/Europa
Il sindacato europeo degli studenti universitari (Esu), cui aderisce l’Unione degli Universitari, ed il sindacato europeo degli studenti delle scuole secondarie superiori, l’Obessu, organizzano oggi un presidio sotto l’Ambasciata Italiana a Bruxelles ed uno davanti alla sede della Commissione Europea per mostrare la loro solidarieta’ agli studenti italiani. In una nota congiunta, fa sapere l’Udu, le due organizzazioni ”condannano fermamente l’uso della violenza” e dicono ”di credere nella forza di questa pacifica e di organizzare le due manifestazioni per sostenere la battaglia degli studenti italiani in difesa di un sistema formativo pubblico di qualita”’.

Torino
Alcune centinaia di studenti delle scuole superiori torinesi che stanno partecipando alla manifestazione contro la riforma del sistema scolastico e universitario sono arrivati in corteo fino alla stazione di Porta Nuova. Un fitto cordone di Forze dell’ordine sta al momento bloccando gli ingressi della stazione. Quello che i manifestanti vorrebbero sarebbe di riuscire a parlare dai microfoni di Porta Nuova per spiegare le ragioni della protesta.

Firenze
Un centinaio di manifestanti, tra studenti e aderenti ai centri sociali, sta occupando alcuni binari della stazione ferroviaria di Campo di Marte a Firenze. L’azione e’ nata improvvisamente mentre stava concludendosi la manifestazione indetta a Firenze: ad un certo punto il corteo ha cambiato percorso dirigendosi verso la stazione ferroviaria, entrando da un ingresso non presidiato. Attualmente i manifestanti stanno occupando i binari intonando slogan contro il decreto Gelmini e i tagli all’universita’ mentre le forze dell’ordine controllano che la situazione non degeneri e i manifestanti non corrano pericoli.

Milano
Sono migliaia gli studenti universitari a Milano che stanno proseguendo la loro protesta contro la riforma della scuola voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Gli studenti non si sono fermati in piazza Duomo, dove era prevista la fine della manifestazione, ma hanno proseguito e ora stanno attraversando via Santa Margherita a pochi passi dal Teatro alla Scala. ”Loro votano noi blocchiamo” e’ lo striscione firmato dai collettivi studenteschi che campeggia su un furgone bianco che a ritmo di musica detta il passo del corteo. Al momento non si registrano scontri con le forze dell’ordine.

Basicata
Arriva direttamente dal rettore dell’Universita’ degli studi della Basilicata, Antonio Mario Tamburro, ”uno che il 1968 l’ha vissuto”, l’invito agli studenti – riuniti stamani a Potenza – ”di non perdere questa battaglia come invece hanno fatto quelli di allora”, perche’ ”il prezzo da pagare sara’ quello di raccontare una sconfitta, fra 40 anni, ai vostri figli”. A Matera, in mattinata, e’ stato organizzato un presidio in piazza Mulino, mentre le manifestazioni, a Potenza, sono cominciate poco prima delle ore 9, quando circa cinquemila studenti delle scuole superiori e dell’Ateneo lucano, si sono diretti verso il centro storico della citta’: in piazza Mario Pagano, tra cori, striscioni ed esibizioni di balli ”hip-hop”, hanno preso la parola anche docenti universitari e insegnanti delle scuole elementari, lasciando spazio a Tamburro intorno alle ore 11.30 per ”una lezione alternativa e aperta”. L’argomento e’ il 1968: il rettore lucano ha prima letto la prefazione a un testo ”inedito, di cui non svelo l’autore”, spiegando poi che ”oggi la situazione e’ totalmente diversa – ha concluso – e spero che sia diverso l’esito”.

Sicilia
Oltre a Palermo, dove al corteo stanno partecipando piu’ di 50mila persone, manifestazioni contro la legge sulla scuola si stanno svolgendo nelle altre citta’ della Sicilia. Secondo la Cgil, 20mila persone sono in piazza a Catania, 10mila a Messina, 6mila a Siracusa, 10mila a Trapani, 5mila a Caltanissetta. Manifestazioni, inoltre, sono in corso anche nei piccoli centri. A Cefalu’, ad esempio, nella provincia di Palermo, tutte le scuole superiori sono rimaste chiuse ed e’ in corso un corteo di 1.500 persone.

Roma
A Roma traffico in tilt, 28 le linee deviate per i cortei Oltre a quelle annunciate ieri deviato anche il tram 8 Roma, 30 ott. (Apcom) – Roma in tilt a causa dei tre cortei che stanno sfilando nel centro in occasione della manifestazione nazionale indetta dai sindacati contro il decreto Gelmini e i tagli alla ricerca e all’istruzione. Oltre alla deviazione delle 27 linee già annunciata ieri dall’Atac, dalle 12.30 il tram 8 è limitato a largo Bernardino da Feltre, per la chiusura al transito veicolare di viale Trastevere, dovuto all’afflusso del corteo per la scuola. Le linee di bus sono deviate su percosi alternativi. Sono chiuse al transito anche corso Vittorio, corso Rinascimento e via Arenula e le linee di bus sono deviate su Lungotevere.

Roma
Mentre dal palco allestito si tengono i discorsi di politici e rappresentanti sindacali, in piazza del Popolo gremita continuano ad arrivare manifestanti. Attraversando le vie del Tridente del centro storico di Roma, provenienti da altri tronconi di cortei spontanei organizzati in citta’, i manifestanti si mischiano pacificamente ai turisti intonando slogan contro il ministro Gelmini e mostrando i loro striscioni. Un gruppo di studenti delle scuole superiori romane espone uno striscione con su scritto ”Stand up for your right”. Dalle balconate sopra piazza del Popolo e’ stato esposto lo striscione: ”La scuola? Presente, Gelmini incompetente”. Dal palco, gli organizzatori, aggiornano i partecipanti dicendo che una parte del corteo si trova ancora in via Barberini, a inizio percorso.

Venezia
Sono 4 mila secondo gli organizzatori, mille per le forze dell’ordine, gli studenti che da stamattina hanno dato vita a un corteo di protesta per le strade di Firenze, contro la legge Gelmini di riforma della scuola. Il corteo, aperto dallo slogan ”Firenze lotta”, e’ partito da piazza San Marco, per dirigersi verso la zona di Campo di Marte, dove poco fa sono stati occupati i binari della stazione ferroviaria. I manifestanti sono riusciti a entrare alla stazione utilizzando un accesso secondario, mentre le forze dell’ordine presidiavano l’entrata principale. Comunque non si sono registrati, al momento, incidenti. Al corteo partecipano studenti medi, universitari, docenti, dottorandi e anche famiglie con bambini. La manifestazione ha creato alcuni disagi al traffico lungo i viali.

Bologna
La Polizia ha usato anche i manganelli per fermare la testa del corteo anti-riforma Gelmini a Bologna. L’incidente e’ scoppiato davanti all’Aula Magna di Santa Lucia dell’ateneo Bolognese, in via Castiglione, a 200 metri dalle Due Torri, dove le forze dell’ordine hanno bloccato il corteo che voleva proseguire per fare un presidio sotto la sede di Unindustria, in via San Domenico. Mentre era in corso una discussione, qualcosa ha innescato la reazione degli agenti che hanno manganellato gli studenti della prima fila. Dal corteo sono volate bottiglie di vetro e sono stati lanciati sassi, poi sono partiti slogan come ”vergogna vergogna”.

Bergamo
Migliaia di studenti hanno manifestato questa mattina a Bergamo contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Cinquemila persone secondo le forze dell’ordine, almeno il doppio per gli organizzatori, hanno sfilato per le vie del centro. Tra striscioni, cori di protesta contro il governo e le bandiere del movimento studentesco e di Rifondazione Comunista, il corteo e’ partito dal piazzale della stazione ed e’ terminato nella zona della Citta’ Alta, alla sede dell’Universita’ in Sant’Agostino, dove sono giunti in un migliaio. Gli studenti, arrivati anche da alcuni istituti delle valli e della bassa bergamasca, sono tornati a chiedere il ritiro totale di quella che hanno definito la controriforma Gelmini, annunciando che assemblee, scioperi e manifestazioni proseguiranno anche nelle prossime settimane almeno fino all’ approvazione della Legge Finanziaria.

Roma
”Invocare il dialogo oggi, dopo l’approvazione del decreto Gelmini, e’ come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”. Cosi’ Massimo Manca, segretario generale del Collettivo autonomo professori, presente alla manifestazione di Roma con circa 800 iscritti. ”Ma dove vivono Polverini e gli altri sindacalisti di regime? – rileva Manca – Come fanno a chiedere a questo governo di aprire al dialogo sulla scuola, dopo quello che e’ successo?”. ”Hanno compreso o no – argomenta il rappresentante del collettivo autonomo professori – che il governo Berlusconi ha un solo, preciso obiettivo, che e’ quello di smantellare pezzo a pezzo la scuola pubblica, per regalare la scuola stessa ai privati? Il dialogo, lo spieghiamo alla signora Polverini, andava invocato subito, non dopo l’approvazione del vergognoso decreto Gelmini. L’unica strada da seguire ora – conclude – ora, e’ quella di una civile, ma fermissima contestazione di un provvedimento illiberale”.

Milano
Un piccolo spezzone del corteo che ha sostenuto lo sciopero del mondo della scuola di Milano e’ arrivato in piazza Affari, sede di Borsa Italiana. Il gruppo di giovani, circa duecento, al grido di ‘Noi la crisi non la paghiamo’, si e’ piazzato di fronte a Palazzo Mezzanotte protetto da una ventina di agenti di polizia. La manifestazione improvvisata non sta generando particolari tensioni, cosi’ come la lezione in piazza tenuta da una ventina di studenti vicini a Forza Italia di fronte alla sede dell’Universita’ Statale si e’ sciolta autonomamente senza alcun incidente o contatto con il corteo.

Firenze
E’ terminata l’occupazione di alcuni binari della stazione di Campo di Marte a Firenze da parte di un centinaio di manifestanti, tra studenti e aderenti ai centri sociali. La manifestazione ha creato un po’ di disagio al traffico ferroviario: alcuni treni in arrivo hanno dovuto cambiare binario di fermata allo scalo. Dopo circa mezz’ora, i manifestanti hanno lasciato la stazione, riunendosi in corteo nelle strade vicine alla stazione.

Torino
‘Affermare che con l’approvazione del decreto la scuola diventa una cosa seria e’ offensivo per quanti fino ad oggi nella scuola hanno studiato e lavorato”. Cosi’ il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, intervenuto in piazza Castello dove si e’ conclusa la manifestazione promossa contro la riforma Gelmini. ”Bisogna raccogliere l’invito di un referendum per cambiare una legge che non aiuta la scuola pubblica perche’ se questo Paese e’ cresciuto il merito va anche ad una buona scuola pubblica”, ha aggiunto concludendo: ”E’ vero che la scuola va modificata e razionalizzata, ma non si puo’ imporre nulla”.

Roma
Come aveva preceduto l’intervento dei leader sindacali sul palco di piazza del Popolo, l’Inno d’Italia ha concluso la manifestazione che ha visto decine di migliaia di manifestanti darsi appuntamento a Roma per prestare contro le politiche del governo sulla scuola. Gli organizzatori hanno ringraziato tutti i presenti in piazza ed anche le migliaia di persone che, giunte nella Capitale, non hanno potuto prendere parte alla manifestazione conclusiva perche’ piazza del Popolo era interamente occupata dai manifestanti. Dopo la diffusione dalle casse acustiche di ‘Fratelli d’Italia’, cantata a gran voce dai presenti, e’ cominciato il lento deflusso dei manifestanti da Piazza del Popolo verso tutte le zone circostanti del centro cittadino.

Genova
Dopo un’ora circa di occupazione, alle 12.40 gli studenti hanno liberato i binari della stazione ferroviaria di Piazza Principe. La circolazione dei treni e’ cosi’ ripresa, anche se con notevoli ritardi. Tra il binario 15 e 16 i manifestanti hanno steso uno striscione con la scritta ”noi la crisi non la paghiamo”. Molti studenti, alcuni dei quali provenienti anche da Savona e Imperia, hanno scattato delle foto ricordo con i telefonini. Ad occupare i binari anche il capogruppo di Rifondazione in consiglio regionale, Marco Nesci: ”L’auspicio – ha detto – e’ che il sindacato colga al volo il potenziale di questa manifestazione e convochi un sciopero generale”.

Milano
Continua la protesta degli studenti milanesi che da stamattina stanno protestando contro la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Sono oltre un migliaio i manifestanti che a ritmo di slogan contro il taglio alla scuola, sta mandando il tilt il traffico cittadino. Il corteo iniziale si e’ diviso in due tronconi e l’ultimo sta raggiungendo ora Piazza Affari, dove ad attenderli ci sono altri manifestanti. Una piazza luogo simbolo della finanza. Al momento non si registrano scontri con le forze dell’ordine.

Roma
Una parte del corteo organizzata dai sindacati contro la legge Gelmini partita stamattina da Piazza della Repubblica a Roma ha appena raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. I manifestanti arrivati a suon di musica hanno trovato ad aspettarli polizia e carabinieri che bloccano ogni via di accesso al ministero. Gli striscioni in prima fila recitano: ”Siamo l’onda che vi travolge” e ”Sciopero generale subito” e sono firmati da studenti e precari. Mentre i cori sono ”Vergognatevi” e ”Sapere libero”.

Bologna
Il corteo di migliaia di studenti che stanno manifestando a Bologna contro la riforma Gelomini si sta allontanando dalla sede di Unindustria dove era quasi arrivato, giungendo ad un faccia a faccia con la Polizia in via Castiglione. Il serpentone, infatti, sta defluendo in via Santo Stefano verso i viali. Continuano gli slogan che accompagnano la sfilata che al momento e’ piu’ tranquilla, dopo alcuni momenti di tensione che si sono verificati ad un tentativo di sfondamento del cordone antisommossa della Polizia schierata davanti a Santa Lucia. In quel frangente, sono volate alcune manganellate, dal corteo sono state lancite bottiglie e una cronista del ‘Corriere di Bologna’ e’ rimasta ferita alla testa. La giornalista e’ stata trasferita in ospedale con un’ambulanza per il primo soccorso.

Roma
‘Dimettiti, dimettiiti’. E’ lo slogan urlato dalle migliaia di studenti che hanno appena preso ‘d’assedio’ il Ministero della Pubblica Istruzione invitando Maria Stella Gelmini a dimettersi dall’incarico. Un fiume in piena di ragazzi che hanno lasciato il corteo madre per confluire su viale Trastevere. Tantissimi e colorati gli striscioni e le bandiere. In testa alla manifestazione anche un camioncino munito di altoparlante che trasmette musica rap.

Verona
Mille studenti in corteo secondo le forze dell’ordine, almeno il triplo per gli organizzatori dello sciopero della scuola a Verona. Il corteo – blindato da un imponente spiegamento di forze dell’ordine – e’ partito dall’Universita’ e ha attraversato il centro storico, creando pesanti disagi alla circolazione. La manifestazione e’ approdata in piazza dei Signori dove alcuni insegnanti hanno anche tenuto lezione, leggendo brani di Dante e di altri classici. Molti studenti oltre a gridare gli slogan, portavano al collo l’epigrafe per la morte della scuola pubblica e hanno esposto bare in miniatura. In corteo anche un giovane che, con la corona in testa per impersonare lo Stato, trascinava due studenti legati ad una corda come simbolo della scuola pubblica che mendica aiuti. Sul camion che ha aperto il corteo anche un cartello con la scritta ”Aiutate Cossiga” in risposta alle dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica sugli studenti ”meritevoli di essere bastonati”. All’Istituto Tecnico Agrario ”Bentegodi” di Buttapietra un gruppo di ”studenti pro Gelmini” ha protestato: volevano andare a lezione ma hanno trovato la scuola chiusa.

Roma
Per raccontare lo stato di salute della scuola i manifestanti di Piazza del Popolo non si sono affidati soltanto alle parole dei sindacati ma lo hanno fatto dire anche ai versi dei poeti. Tra i tanti vessilli dei sindacati presenti in Piazza del Popolo, a Roma campeggiavano anche manifesti tratti da versi di famosi poeti. Uno su tutti ‘Scuola: si sta come d’autunno sugli alberi le foglie’, di Giuseppe Ungaretti. Particolarmente drammatico il manifesto che e’ andato in prestito da un passo dell’inferno dantesco: ”Per me si va nella citta’ dolente, con voi -riferito al governo- non si va da nessuna parte”. Altra citazione e questa volta non letteraria ma comunque diretta quella che suonava con queste parole: ”I comunisti mangiano i bambini, Berlusconi anche le maestre”.

Milano
I diversi spezzoni del corteo milanese che non si sono fermati in piazza Duomo stanno confluendo in piazza Affari, dove viene organizzato un grande sit-in di fronte al palazzo della Borsa. In un clima che rimane rumoroso ma festoso, diverse centinaia di studenti delle superiori e dell’universita’, fra la musica emessa a tutto volume dai camioncini che fanno da riferimento ad alcuni centri sociali della citta’, stanno tenendo brevissimi comizi e scandendo slogan contro la riforma.

Roma
”Gelmini arrenditi, sei circondata”. E’ lo slogan che gli studenti, arrivati a migliaia in Viale Trastevere, stanno scandendo rivolti al ministro della pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. Slogan anche contro Silvio Berlusconi e il governo dal corteo, che ha lasciato quello ‘madre’, partito questa mattina da Piazza della Repubblica.

Sicilia
Ha superato le aspettative degli stessi organizzatori la partecipazione in Sicilia alle manifestazioni contro la legge del governo Berlusconi sulla scuola. Grandissima anche l’adesione allo sciopero da parte di docenti e personale Ata. La Cgil stima che a Palermo siano scese in piazza 100 mila persone. Contando le decine di manifestazioni che si sono svolte in citta’ grandi e piccole il numero totale dei manifestanti, secondo il sindacato, e’ stato oggi nell’isola di 200 mila persone. ”E non abbiamo timore di essere smentiti”, dicono le organizzazioni sindacali. Dopo la manifestazione a Palermo, rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil Snals e Gilda, si sono recati in prefettura. ”Siamo qui per rappresentare al prefetto le ragioni della manifestazione – ha detto il segretario generale della Cgil di Palermo Maurizio Cala’ – Al prefetto consegneremo la nostra pervicace volonta’ nel continuare la lotta fino a quando il governo non capira’ che e’ necessario rivedere la politica generale sulla scuola a partire dagli sconsiderati tagli annunciati”.

Roma
E’ un corteo allegro e colorato quello degli studenti che continuano ad arrivare senza interruzione a viale Trastevere, dove e’ stato ‘assediato’ il ministero della Pubblica istruzione, e che hanno intonano la canzone di Rino Gaetano ‘Gianna’. Numerosissimi gli striscioni che si susseguono un corteo, come quello che recita ‘La Gelmini nuoce gravemente all’istruzione’ oppure ‘Iniziate a tagliare i vostri fondi!’. Molti anche i camioncini che diffondono musica rap.

Roma
A quanto apprende l’ADNKRONOS da fonti della Questura di Roma, secondo gli investigatori alcuni anarchici si sarebbero infiltrati tra gli studenti che accerchiano il ministero della Pubblica Istruzione. Sarebbero stati proprio gli anarchici infiltrati a lanciare uova e altro contro le forze dell’ordine schierate davanti al palazzo di viale Trastevere. Le forze dell’ordine non hanno reagito e, subito dopo, gli studenti hanno creato un responsabile cordolo: il cordone di sicurezza dei manifestanti si e’ quindi frapposto tra studenti e polizia per evitare ulteriori tensioni.

Sicilia
Dopo la manifestazione della scuola, Cgil, Cisl, Uil Snals e Gilda, le categoria della scuola che hanno indetto lo sciopero e le tre organizzazioni sindacali, si sono recate in Prefettura, a Palermo. “Siamo qui per rappresentare al prefetto le ragioni della manifestazione – dichiara il segretario generale della Cgil di Palermo, Maurizio Cala’ – Gli consegneremo la nostra pervicace volonta’ nel continuare la lotta fino a quando il Governo non capira’ che e’ necessario rivedere la politica generale sulla scuola a partire dagli sconsiderati tagli annunciati”.  La stima finale della partecipazione ai due cortei di Palermo, ai quali hanno partecipato studenti di scuole elementare, medie e dei licei, universitari, docenti e genitori, secondo i sindacati e’ stata di oltre100mila persone. “Entrambi i cortei, quello della scuola, che ha riempito pacificamente tutta via Liberta’  e il corteo degli universitari, che altrettanto pacificamente ha sfilato da Viale delle Scienze al Politeama, erano partecipatissimi – aggiunge Cala’ – La quasi totalita’ delle scuole palermitane e’ rimasta chiusa in diversi paesi della provincia”.

Torino
Un gruppo di manifestanti del corteo torinese contro la riforma della scuola sta occupando il alcuni binari della stazione torinese di Porta Nuova. In questa momento si registrano alcune tensioni mentre forze dell’ordine sgomberano il binario occupato

Roma
Portano in alto sulle loro spalle una cassa fatta di legno, con dei fiori e il simbolo della croce disegnato sullo striscione che la avvolge dove c’e’ scritto ‘Pubblica istruzione’. Sono alcuni delle migliaia di studenti universitari in corteo a viale Trastevere. Sulle note di Rino Gaetano, dei 99 Posse e di tanti altri gli studenti continuano ad arrivare occupando buonaparte del viale che circonda il ministero della Pubblica Istruzione. In molti dell’universita’ di Tor Vergata si prendono per mano ma sono tanti anche quelli che indossano dei camici bianchi. “Questo camice rappresenta quello che vorremmo fare e cioe’ la ricerca -dice all’ADNKRONOS Francesco Sottile, uno studente universitario di biotecnologia a Bologna- anche noi siamo colpiti da questa riforma che ci toglie i soldi a tutti i livelli e danneggia professori, studenti, ricercatori e precari. Il governo continua a dire che questo provvedimento non ci tocca ma evidentemente ci prende per scemi. Siamo venuti da Bologna apposta per partecipare a questa protesta e non abbiamo intenzione di fermarci”. Molti i cori rivolti contro il ministro Gelmini e il governo Berlusconi e numerosissimi gli striscioni, come ‘Gelmini ministro della privata istruzione e della pubblica distruzione’. “Ci siamo svegliati alle 4 per venire da Pescara -ha urlato un ragazzo al megafono da uno dei tanti camioncini- perche’ noi questa legge non la vogliamo. Non rispondiamo con la violenza, risponderemo come gli assedi in tutte le piazze e in tutti i territori”. Tra gli striscioni sventolati fuori dal ministero di viale Trastevere anche alcuni che recitano ‘L’arma dei pacifici e’ il sapere, meno soldati piu’ laureati’ oppure ‘La Gelmini nuoce gravemente all’istruzione’.

Torino
Sono stati sgomberati i due binari, il 17 e il 18, della stazione torinese di Porta Nuova occupati da un gruppetto di manifestanti, a quanto pare appartenenti all’area anarchica. Al momento la situazione all’interno della stazione ferroviaria di Porta Nuova e’ tornata tranquilla e molti studenti che partecipavano alla manifestazione di oggi e che erano presenti in stazione hanno espresso contrarieta’ all’occupazione dei binari e hanno invocato di tornare a portare la protesta pacifica nelle strade della citta’.

Cagliari
Si e’ conclusa senza incidenti e con la partecipazione di oltre 20 mila persone, arrivate da tutta l’isola, la manifestazione organizzata a Cagliari contro la legge Gelmini. Il corteo si e’ snodato per le principali via cittadine e i comizi finali si sono svolti nella piazza del Carmine dove la folla e’ rimasta nonostante un acquazzone che si e’ scatenato mentre intervenivano gli ultimi oratori. Sotto il palco, insieme con altri esponenti politici regionali anche gli assessori regionali della Cultura e del Lavoro, Maria Antonietta Mongiu e Romina Congera. Lo stesso presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Renato Soru, ha raggiunto piazza del Carmine dove ha parlato con alcuni studenti. Nel corteo, aperto dai genitori e dai bambini della scuola elementare ‘Corte Piscedda’ di Capoterra che ha subito la disastrosa alluvione del 22 ottobre, hanno sfilato assieme genitori, docenti, studenti delle medie superiori e universitari. Secondo i sindacati la legge 133 significhera’ la chiusura del 50% dei 1600 istituti scolastici sardi, creando pendolarismo anche nelle classi di grado inferiore.

Italia
Giungono i primi dati dalle manifestazioni territoriali organizzate in concomitanza con lo sciopero generale di Roma. ”A Pavia circa 10.000 studenti hanno invaso le strade della citta’ per la manifestazione organizzata dai Sindacati contro i tagli all’Universita’ pubblica. Il corteo studentesco, inizialmente composto dagli studenti medi, giunto davanti all’Ateneo ha visto confluire il corteo degli universitari organizzato dagli ‘Studenti pavesi contro la Legge 133′, cui partecipa il Coordinamento per il Diritto allo Studio – Udu Pavia”. Lo riferisce una nota dell’Unione degli Universitari. A l’Aquila nonostante la pioggia a dirotto, aggiunge l’Udu, ”5.000 persone hanno preso parte al corteo organizzato da UDU e studenti medi, che e’ riuscito a fare accogliere al Senato accademico la richiesta di sciogliere la seduta e prendere parte alla manifestazione. Infine il corteo e’ giunto alla Prefettura, dove una delegazione di studenti universitari e studenti medi ha presentato dei documenti al Vice-Prefetto che si fara’ garante di trasmette al Governo le richieste in essi contenuti, ovvero la richiesta di abrogazione della Legge di trasformazione del DL 137 e degli articoli 16 e 66 della L. 133”. Anche a Roma la partecipazione degli studenti e’ altissima. ”Si calcola per ora che circa 200.000 studenti medi ed universitari stiano prendendo parte allo spezzone studentesco all’interno del corteo – aggiungono- e si attendono ancora alcune decine di autobus rimasti bloccati nel traffico. La manifestazione si caratterizza come tutte quelle precedenti per il carattere pacifico e non violento”.

Jesi
”Non tagliate il nostro futuro” . Questo lo slogan con cui si e’ aperto il corteo di piu’ di 600 persone che ha sfilato per le vie della citta’ per tutta la mattina a Jesi (Ancona). Il corteo, indetto dal Collettivo studentesco ”Corto Circuito”, ha visto la partecipazione, oltre che degli studenti medi, anche di insegnanti, personale della scuola e genitori. A Jesi anche la partecipazione di collettivi di altre citta’ della provincia di Ancona come Senigallia, Ancona e Fabriano. ”Gli studenti – spiega il Collettivo Corto Circuito in una nota – hanno oggi deciso di manifestare autonomamente, restando sul territorio, riprendendosi la citta’ e trasformando le strade in spazi assembleari dove tutti hanno preso parola: per piu’ di un’ora il traffico e’ stato bloccato in una delle maggiori arterie cittadine. Mentre gli studenti e tutti i manifestanti erano seduti per terra in mezzo alla strada si sono succeduti numerosi interventi tra cui anche quelli di insegnanti e presidi. Striscioni contro la riforma sono stati appesi durante il percorso sui muri delle scuole. La manifestazione prosegue nel pomeriggio con un’Assemblea provinciale studentesca al Centro Sociale ”TNT” per organizzare le prossime mobilitazioni e la partecipazione alla manifestazione nazionale a Roma del 14 novembre.

Milano
Dopo la sosta in piazza Affari dove gli studenti hanno discusso sulle nuove forme di protesta contro il decreto voluto dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, parte dei manifestanti e’ ripartita in corteo. Gli studenti del Politecnico e dell’universirta’ Bicocca raggiungeranno la zona del Parco Sempione per organizzare le lezioni all’aperto previste per domani, mentre i ragazzi dell’Accademia di Brera tornano in ateneo per preparare la notte bianca della cultura che si terra’ stasera. Altri studenti, invece, insieme a ragazzi dei centri sociali, hanno iniziato un nuovo corteo non autorizzato che ha sfiorato il commissariato centro e sta attraversando via Nerino. Imponente il dispiegamento di forze dell’ordine, ma oltre a pochi petardi non si registrano scontri.

Snals-Confsal
”La questione scuola e’ la piu’ importante nel Paese. Lo dimostra l’enorme partecipazione, oltre ogni nostra aspettativa, alla manifestazione di protesta contro la riforma del governo, a cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone in rappresentanza degli aderenti allo sciopero la cui adesione e’ di oltre il 70%”. Lo ha detto Marco Paolo Nigi, segretario dello Snals-Confsal, sindacato che ha organizzato la manifestazione insieme con Cgil scuola, Cisl scuola, Uil scuola e Gilda. ”Tutti coloro che sono sensibili ai destini dell’istruzione, studenti, scolari, maestri, professori, genitori, ricercatori, rappresentanti delle autonomie locali, non solo hanno detto no alla riforma Gelmini, ma hanno chiesto a gran voce una vera riforma della scuola e dell’universita’ fatta nel dialogo e nel rispetto per gli interlocutori e nell’impegno a investire sulle su strutture, operatori, qualita’. Noi ambiamo al rilancio della scuola pubblica non al suo de profundis”, ha dichiarato Nigi. ”Il governo – ha concluso – non pensi che passata la tempesta tutto si risolva e il tempo torni sereno. Si dice che noi italiani ci abituiamo a tutto, ma non credo che ci abitueremo a una scuola piu’ lontana, disagevole, povera di tempo e di risorse. E tra un po’ risultera’ evidente a tutti che l’eccellenza scolastica e formativa sara’ privilegio di pochi. Non e’ cosi’ che un paese civile forma la propria classe dirigente”.

Bologna
Il corteo degli studenti bolognesi contro la riorma Gelmini e’ arrivato davanti alla stazione ferroviaria in forma molto ridotta rispetto alla partenza. Si tratta di un ‘fuori programma’ perche’ la sfilata era autorizzata fino a via Castiglione, ma i ragazzi hanno deciso di proseguire lungo i viali e stazionano in questo momento in piazza Medaglie d’Oro. Per evitare che entrino in stazione, gli agenti della Polizia sono schierati davati a tutti gli ingressi. “Se ci bloccano il furuto noi blocchiamo la citta’” gridano gli studenti, tra i quali c’e’ qualcuni che vorrebbe arrivare fino ai binari per bloccare il traffico ferroviario. In questo momento, pero’, il clima e’ tranquillo e la protesta non sta avanzando

Capri
nche gli studenti capresi protestano contro il Decreto Gelmini approvato ieri a Palazzo Madama. I circa 400 studenti che frequentano le scuole isolane del Comprensivo Axel Munthe sono sfilati in un corteo partito da Piazzale Europa: organizzata dagli studenti delle scuole superiori, la manifestazione ha visto anche la presenza di insegnanti, genitori, alunni della scuola media Ippolito Nievo e delle elementari accompagnati da genitori e maestre. Gli studenti, al ritmo dei tamburi e di slogan, hanno attraversato la via Provinciale, evitando che ci fossero disagi sull’unica strada carrozzabile dell’isola. La manifestazione degli studenti dall’Istituto Comprensivo Axel Munthe, dove sono state sospese le lezioni per l’adesione dello sciopero del personale docente indetto dalle organizzazioni sindacali, ha riscosso consensi anche tra la popolazione. Con il corteo di oggi viene anche messa fine all’autogestione, ma gli studenti isolani vogliono mantenere il contatto con le associazioni di terraferma per altre eventuali manifestazioni di protesta.

Unione degli Studenti
”L’approvazione del Decreto Gelmini, ieri al Senato, non fermera’ la nostra protesta”. E’ quanto afferma in una nota l’Unione degli Studenti, annunciando che dopo lo sciopero generale di oggi , domani si terra’ Roma un’assemblea nazionale degli studenti delle scuole superiori e dell’universita’ per pianificare la continuazione della lotta. I prossimi appuntamenti previsti per la protesta del mondo dell’Istruzione sono lo sciopero dell’Universita’ e Ricerca del 14 novembre, mentre il 17 novembre, e’ prevista la giornata mondiale di mobilitazione studentesca.

Bologna
Il corteo anti-Gelmini di Bologna (in movimento dalle 10), dopo aver bloccato i viali di circonvallazione ha tentato di occupare la stazione centrale. I manifestanti pero’ dopo circa 40 minuti di trattative con la polizia che formava un cordone davanti all’entrata hanno desistito. Qualche studente si e’ seduto davanti ai poliziotti mettendosi a studiare. Poi il corteo e’ ripartito per le vie di Bologna e ed e’ tornato a bloccare i viali di circonvallazione.

Rete degli Studenti Medi
”La grande manifestazione del mondo della scuola svoltasi oggi dimostra che il movimento per la difesa della scuola pubblica e’ sempre piu’ unito e forte contro i provvedimenti del Governo in materia di istruzione”. E’ quanto afferma la Rete degli Studenti Medi sottolineando ”che la mobilitazione di oggi costituisce un segnale rispetto a quanto i provvedimenti siano avversati da studenti, genitori, lavoratori della scuola. E’ necessario cancellare gli articoli 16 e 66 della legge 133. Il Governo non puo’ pensare di ‘fare cassa’ tagliando su scuola e universita”’. ”Un milione di persone – prosegue la Rete degli Studenti- e’ sceso oggi in piazza a Roma e centinaia di migliaia in tutta Italia, chiedendo piu’ fondi, piu’ qualita’, piu’ futuro. E continuera’ a mobilitarsi per difendere queste richieste, costruendo un percorso di mobilitazioni verso lo sciopero dell’Universita’ e Ricerca del 14 novembre e il 17 novembre, giornata mondiale di mobilitazione studentesca. Gli Studenti Medi – conclude la Retre- saranno presenti e continueranno ad essere protagonisti”.

Bologna
Hanno deciso di rinunciare al blocco delle ferrovie e optato per il traffico stradale i ragazzi del corteo ‘No Gelmini’ scesi in piazza oggi a Bologna. Un migliaio di giovani, infatti, hanno lasciato il piazzale antistante la stazione e stanno proseguendo la protesta con l’intento di mandare in tilt la circolazione del capoluogo. Al momento sono seduti in terra in viale Pietramellara, poco lontano da porta Galliera. Si tratta solo di un rimasuglio del corteo partito stamattina, ma sta comunque mettendo in seria difficolta’ la circolazione che e’ completamente bloccata.

Roma
Il corteo degli studenti che si sta svolgendo a Roma diretto all’universita’ di ritorno da viale Trastevere, sta attraversando viale Manzoni e dalle 16,20 circa i tram delle linee 5 e 14 stanno limitando le corse a Porta Maggiore, senza raggiungere quindi il capolinea di via Amendola (stazione Termini). Lo comunica l’Atac. E’ stato intanto riaperto al traffico viale Trastevere e le linee di bus che erano deviate sono tornate sul normale percorso; restano ancora limitate, tuttavia, le corse del tram 8 tra Casaletto e largo Bernardino da Feltre, perche’ un gruppo di manifestanti e’ rimasto davanti al ministero della Pubblica Istruzione, radunandosi in sit-in all’altezza dei binari. Dalle 14,45 e’ stata riaperta al pubblico la stazione ‘Repubblica’ della linea A della metropolitana. Era chiusa dalle 10,10 di questa mattina per il corteo della scuola.

Roma
Striscioni con su scritto “Gelmini, il merito parte dal confronto”, “Mai privati del pubblico interesse”, “Gelmini? Assente”, sono stati appesi da una sessantina di studenti della Luiss in attesa della tavola rotonda che a breve si svolgera’ con il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Gli studenti sottolineano che si trattera’ di una protesta “pacifica”. Gia’ ieri gli studenti si erano riuniti in assemblea, contestando i tagli all’Universita’ al centro della protesta. Anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini era stata invitata alla tavola rotonda, ma per altri impegni ha dovuto rifiutare.

Rete degli Studenti Medi
La Rete degli Studenti Medi ritiene che le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulla manifestazione di oggi ”siano esemplificative della concezione che questo Governo e questa maggioranza hanno degli studenti e della gente comune che in questi giorni e’ scesa in piazza per dimostrare la propria contrarieta’ alle loro politiche”. ”Il movimento contro la ‘Riforma Gelmini’ – e’ detto in una nota – a differenza di quanto affermato dal Presidente Berlusconi, si e’ invece affermato come plurale e trasversale. Il movimento non ha permesso a nessuno di farsi strumentalizzare. Gli unici a rovesciare la verita’ sono il Governo ed il ministro Gelmini, che da giorni continuano a dire che queste riforme miglioreranno la qualita’ della scuola italiana.

Roma
Oggi, in contemporanea al grande corteo nazionale di Roma, 5mila studenti di scuole superiori e dell’universita’ hanno manifestato per le vie di L’Aquila sotto una pioggia battente contro gli articoli 16 e 66 della legge 133/08 e contro il decreto 137/08 approvato ieri dal Senato in materia d’istruzione”. Lo afferma il rappresentante dell’Unione degli universitari (Udu) dell’Aquila, Michele Di Biase. “Ad essere contestati – prosegue Di Biase – gli enormi tagli a scuola pubblica e ricerca e la trasformazione in fondazioni private degli atenei statali. I ragazzi portati in piazza dall’Unione degli studenti e dall’Unione degli universitari hanno sfilato per tre ore dalla fontana luminosa fino a piazza della Prefettura dove una delegazione ha incontrato il rappresentante del governo. Inoltre – continua Di Biase – il corteo e’ passato davanti alla sede del Senato accademico, dove una delegazione di studenti universitari ha incontrato il Magnifico rettore, Ferdinando di Orio, chiedendogli di sciogliere la seduta e unirsi alla protesta degli studenti. Il Senato Accademico ha accolto la richiesta e si e’ subito unito alla manifestazione in corso”. “La mobilitazione continua – conclude Di Biase – scenderemo tutti in piazza il 14 novembre a Roma in occasione dello sciopero dell’universita’ e l’Udu si mettera’ a disposizione degli studenti per l’organizzazione degli autobus”.

Roma
Fine dell’occupazione al liceo Tasso di Roma. Ma le lezioni riprenderanno lunedi’. La giornata di domani sara’ dedicata infatti alle pulizie obbligatorie per legge del dopo sgombero. Sabato e’ festivo. Ma la protesta degli studenti non si conclude cosi’. ”Vedremo in che modo studenti vorranno proseguire la protesta. Insieme ai ragazzi decideremo le prossime azioni, sempre nel segno del dialogo e della legalita’. Esploreremo magari nuovi modi ‘creativi’ per continuare a far sentire la nostra voce”, ha detto all’ADNKRONOS Franz Ciminieri, docente di lettere, che oggi insieme ad altri trenta prof dello storico liceo e agli studenti dell’istituto ha partecipato alla grande manifestazione di Roma. ”Martedi’ alle 15 si terra’ il collegio dei docenti, e sara’ un’occasione per fare il punto della situazione. Di certo non interromperemo il dialogo con gli studenti”, ha aggiunto. ”Nel nostro liceo, va sottolineato anche -ha riferito il prof- non c’e’ stato nessun tipo di problema. Non ci sono stati incidenti. E sia ragazzi che preside nei nostri confronti si sono mostrati molto aperti”

Milano
Le scritte tracciate con bombolette spray da partecipanti alla manifestazione, che oggi ha portato nelle strade di Milano il mondo della scuola contro i tagli all’istruzione pubblica, non hanno risparmiato neanche un’istituzione della cultura cittadina come il Teatro della Scala. Scritte contro il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini – che e’ stata anche ritratta con un baloon in cui afferma ”Taglio tutto” sormontato dalla scritta ‘Storia di un’emo frustrata’ – oltre a tag, simboli e un ‘Abbasso Gelmini’ sono apparsi sui muri della Scala che danno su via Verdi. Assoedilizia, inoltre, segnala che le scritte fatte con vernice spray hanno coinvolti altri edifici lungo il tragitto percorso dal corteo. ”Siamo indignati per quanto sta continuamente accadendo”, ha affermato in una nota il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, che ha invitato il governo, nel Consiglio dei Ministri di domani, a varare ”le norme piu’ severe e piu’ idonee, non solo a reprimere, ma anche a prevenire tali atti vandalici”, in quanto al momento ”con l’attuale normativa – ha concluso – siamo impotenti di fronte ad ogni aggressione, di tal genere, alla citta”’

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