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Lotte studenti: cronaca 29 ottobre

Autore: . Data: mercoledì, 29 ottobre 2008Commenti (0)

Manifestazioni e scioperi

InviatoSpeciale, come fa da qualche giorno, ha raccolto le notizie di agenzia di oggi (Ansa, Agi, Adnkronos).


Roma
Cominciano ad arrivare i cortei studenteschi partiti da diversi punti della citta’ per partecipare al sit-in di protesta che da ieri si svolge davanti a Palazzo Madama. Numerosa l’affluenza mentre i ragazzi che da questa mattina stazionano davanti al Senato cominciano a lanciare slogan contro il ministro e a ribadire la loro voglia di una scuola e di un’universita’ pubblica. Intanto le forze dell’ordine come accaduto ieri, con alcuni blindati hanno chiuso il traffico in corso Rinascimento. I ragazzi che mano mano stanno arrivando in piazza Navona vengono accolti dai presenti da applausi e grida di gioia. Con gli studenti in piazza anche docenti, genitori e rappresentanti dei Cobas. Come ieri nessuna bandiera di partito o segni di riconoscimento se non le scuole di appartenenza, dal Virgilio, al De Sanctis, al Convitto.

Roma
Blindati di polizia e carabinieri presidiano le zone di accesso a Palazzo Madama. Vicino al Senato, a Piazza Navona, sono arrivati parte dei cortei partiti stamani da molti punti della citta’. ”Noi la crisi non la paghiamo”, questo lo slogan scandito dagli studenti in attesa del voto finale al Senato sulla riforma Gelmini.

Roma

Prosegue l’afflusso degli studenti a piazza Navona per la protesta contro la riforma della scuola. La piazza si fa via via piu’ gremita e colorata con gli striscioni delle varie scuole. Intanto i ragazzi di fronte al vicino Senato ribadiscono il fronte compatto del mondo della scuola, al grido di ‘Siamo tutti studenti’ e ‘Ne’ rossi ne’ neri ma liberi pensieri’. Come ieri la pioggia ha ricominciato a cadere, ma i ragazzi non hanno alcuna intenzione di desistere dalla loro protesta e annunciano che continueranno a rimanere anche dopo l’approvazione del decreto.

Catanzaro

Hanno sacrificato i risparmi della ”paghetta” per stampare un giornalino e ribadire il loro no al decreto Gelmini. Sono alcuni studenti del Liceo scientifico ”Siciliani” di Catanzaro, istituto in autogestione da qualche settimana. In quattro pagine tra articoli e vignette, il gruppo di studenti redattori de ”La Voce dello studente”, ha raccontato l’esperienza dell’autogestione e motivato la scelta di dare vita all’iniziativa nell’istituto ”non per interrompere le lezioni per non fare nulla” ma ”per dire basta all’indifferenza e fronteggiare una situazione di passivita”’. ”’Quando la Gelmini impazza, il Siciliani scende in piazza”’ e’ il titolo-slogan del giornalino che ha proposto anche un parallelo tra la protesta anti-decreto di oggi e le agitazioni che portarono al ’68 ”Da Luigi Gui a Maria Stella Gelmini. Sulle pagine de ”La Voce” sono stati riportati anche i punti di vista raccolti in classe da parte di chi ha manifestato rilevando ”l’importanza di lottare e di far sentire la propria opinione”, ma anche di quelli che hanno espresso scetticismo sui risultati concreti dell’autogestione ”che non portera’ a nulla, le nostre opinioni non verranno ascoltate” come confida uno studente. Il giornalino del Siciliani ha proposto, inoltre, un piccolo manuale su diritti e doveri dell’autogestione e messo in evidenza anche il programma di attivita’ svolte nell’istituto tra assemblee, momenti di divulgazione ma anche di approfondimento culturale e di sport

Trento

La facolta’ di Sociologia dell’Universita’ di Trento e’ stata occupata dagli studenti a partire dalla nottata. La decisione e’ stata presa al termine di un’assemblea, a cui ieri sera hanno partecipato anche rappresentanti di altre facolta’. A dormire nella struttura sono stati una trentina di giovani di Sociologia, piu’ qualche singolo studente di altre facolta’, quali Giurisprudenza, Lettere, Scienze cognitive, Matematica ed Economia. La didattica non e’ stata bloccata, ma vengono proposte lezioni alternative e lavori di gruppo. Sull’edificio campeggia lo striscione: ”Facolta’ occupata” e alcuni studenti distribuiscono volantini all’ingresso. Riferendosi al documento contro i tagli di fondi e contro la trasformazione in fondazioni delle universita’, portato ieri al Cda dell’ateneo, lamentano il ”rifiuto d’inserire le loro istanze nell’ordine del giorno”, cioe’ di votare il documento, e ”una posizione non chiara e ufficiale” sulla ”promessa di convocare un’ assemblea di ateneo”. Da qui, come spiegano in un comunicato a firma laboratorio permanente sociologia per il Comitato No Gelmini, la decisione, ”alla vigilia dell’approvazione del decreto Gelmini in Senato, di dare un ulteriore segnale”.

Milano

Un gruppetto di 12 studenti dell’Universita’ degli Studi di Milano si sono presentati oggi alle 10 sotto la sede di Radio Deejay, sventolando uno striscione che recita ‘Universita’ chiama Italia’ per chiedere di poter esporre le ragioni della protesta contro i tagli all’universita’ durante la trasmissione ‘Deejay chiama Italia’ condotta in diretta radio e tv da Linus e Nicola Savino. Dopo una breve trattativa sono saliti negli studi quattro ragazzi di cui uno prendera’ la parola durante il programma.

Roma
E’ entrato in questo momento a piazza Navona lo spezzone di studenti universitari fermo prima all’altezza di piazza Sant’Andrea della Valle. Inizialmente bloccato in via della Cuccagna dalle forze dell’ordine, e’ entrato nella piazza gridando “Camerata basco nero, il tuo posto e’ al cimitero”. Lo spezzone si sta dirigendo ora verso il centro della piazza mentre le forze dell’ordine presidiano le stradine laterali.

Catanzaro
”Sconforto e scoramento”. Sono i sentimenti che prevalgono, secondo i rappresentanti degli studenti, nell’assemblea in corso all’Universita’ Magna Grecia di Catanzaro dopo l’approvazione in via definitiva del decreto Gelmini. ”Era prevedibile – affermano i rappresentanti della Consulta degli studenti – l’approvazione del decreto. Certo e’ la riprova che le richieste degli studenti non riescono a trovare ascolto”. Alla riunione, che si svolge nella facolta’ di Medicina, stanno partecipando studenti di tutte le facolta’ dell’ateneo, docenti e personale Ata. Domani un’altra assemblea e’ in programma nella facolta’ di Giurisprudenza. Anche all’Universita’ Mediterranea di Reggio Calabria la mobilitazione degli universitari non si ferma. Nel pomeriggio in una delle piazze centrali della citta’ lezione all’aperto promossa dalla facolta’ di Giurisprudenza e dall’Universita’ per stranieri Dante Alighieri. Dal 3 novembre le lezioni all’aperto anche per gli studenti della facolta’ di Architettura.

Torino
Dopo la grande manifestazione di ieri sera di studenti universitari, ricercatori e docenti, a cui avevano aderito anche alcune centinaia di studenti medi, questa mattina Torino ha visto tornare in piazza i manifestanti che da settimane protestano contro la riforma del sistema scolastico e universitario. In particolare si sono svolti due diversi cortei di studenti delle scuole superiori che in via Verdi si sono uniti iper raggiungere poi piazza Castello dove si e’ svolto un presidio. Il primo corteo si e’ mosso da piazza Robilant, dove sono scesi in piazza i ragazzi dell’istituto Plana, che si sono mossi verso corso Peschiera, dove alla manifestazione si sono uniti gli studenti del Santorre di Santa Rosa. Lungo il percorso verso piazza Statuto si sono uniti al corteo anche i ragazzi del liceo scientifico Volta e del’istituto Passoni che si sono poi uniti al corteo partito da via Bologna e che aveva raccolto gli studenti degli istituti Beccaria e Lagrange.

Roma

Stanno portando in ospedale in questo momento uno dei ragazzi feriti durante tafferugli, questa mattina, a piazza Navona. Lo riferisce un gruppo di professori del liceo classico di Roma Tasso che si trova sul posto insieme agli alunni. “La situazione appare di grande tensione -riferisce uno dei docenti- e noi ci apprestiamo a ritornare con i ragazzi a scuola”. Secondo la ricostruzione del prof “sarebbero stati alcuni gruppi di Forza Nuova a Blocco Studentesco, con le bandiere tricolore, a cercare di mettersi alla testa del corteo”. “Poi qualcuno -ha raccontato uno studente- per farsi varco avrebbe travolto due ragazzi provocandone il ferimento”. Ora si aspetta l’arrivo sulla storica piazza romana degli studenti universitari e non solo. Da San Lorenzo si accingono a confluire in centro gli estremisti di sinistra. “E a questo punto la situazione -aggiunge uno dei professori- potrebbe farsi seria. Speriamo che non sia cosi’”.

Firenze

Alcune centinaia di studenti universitari, come protesta all’approvazione del decreto Gelmini, sono scese spontaneamente in strada fuori dal plesso delle scienze sociali di Novoli a Firenze e hanno effettuato dei blocchi stradali che hanno provocato disagi anche agli automobilisti in entrata e in uscita dall’autostrada. Gli studenti, secondo quanto spiegato dalla polizia municipale, si stanno riunendo in corteo diretto al centro. In centro a Firenze, una protesta analoga e’ stata attuata da un centinaio di studenti delle scuole medie e superiori in via della Colonna e piazza D’Azeglio subito dopo aver appreso la notizia dell’ approvazione del decreto Gelmini da parte dell’Aula del Senato, provocando rallentamenti alla circolazione.

Roma

Prosegue incessante l’afflusso degli studenti nella zona di Palazzo Madama e il Senato e’ praticamente ‘assediato’. I manifestanti contro la riforma della scuola hanno infatti occupato la parte finale di corso Rinascimento bloccata da blindati della polizia mentre altri, sempre bloccati da blindati delle forze dell’ordine, si trovano a piazza delle Cinque Lune. I ragazzi, sia quelli di fronte a Palazzo Madama che le due ‘ali’, minacciano proteste ad oltranza e annunciano “se ci bloccano il futuro bloccheremo la citta’”. Intanto compaiono sempre piu’ numerosi i cartelloni contro la riforma. Alle accuse di essere una minoranza i ragazzi rispondono “non siamo una minoranza. Siamo un popolo che avanza”.

Potenza
Alcune migliaia di studenti delle scuole superiori di Potenza stanno percorrendo in corteo alcune delle principali vie della citta’: la manifestazione di protesta contro la riforma della scuola si concludera’ nella sede di rione Francioso dell’Universita’ degli Studi della Basilicata. Il corteo sta provocando disagi al traffico cittadino. Gli studenti hanno mostrato striscioni e cartelloni contro il provvedimento.

Roma
‘Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa”. Cosi’ gli studenti assembrati sotto Palazzo Madama hanno reagito alla notizia che e’ diventata legge la riforma Gelmini. ”Continueremo al nostra lotta nelle Universita’ e nelle scuole”, proseguono gli studenti che intanto a migliaia hanno invaso la zona attorno al Senato fino a Corso Vittorio e Piazza delle Cinque Lune.

Palermo
Per dire no alla riforma Gelmini gli studenti hanno coperto l’esterno della facolta’ di Architettura di Palermo con un maxi telo nero, realizzato con sacchetti di plastica. Sull’edificio, in viale delle Scienze, c’e’ una scritta: ‘Non ci cancellerete’. Maxi schermi, invece, nelle facolta’ di Lettere e Ingegneria sempre a Palermo, allestiti per assistere alla seduta del Senato.

Roma
Appena approvato il decreto Gelmini una delegazione di tre senatori dell’Italia dei valori e’ scesa in piazza di fronte agli studenti alzando un cartello con su scritto “Passa la Gelmini: referendum”, annunciando che avvieranno una raccolta di firme per un referendum contro il decreto. Intanto gli studenti alla notizia del via libera definitivo al decreto gridano “continuiamo nelle scuole e nelle universita’”.

Italia
‘Tutti gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema formativo pubblico italiano”. E’ quanto afferma l’Unione degli Universitari ricordando che le proteste continueranno in tutta Italia, oltre al sit-in sotto Palazzo Madama. Ecco l’elenco delle iniziative odierne. Ancona, dove l”’Assemblea No 133” continua la pacifica occupazione dela Facolta’ di Ingegneria; Brescia, dove e’ previsto un sit-in con volantinaggio in piazza S. Faustino da parte del ”Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti”; Cagliari, in cui nella Facolta’ di Lettere a Piazza del Carmine ci sara’ un Laboratorio di approfondimento, sul futuro dell’universita’ italiana; Lecce, nelle cui Facolta’ di Lettere e di Economia sono previste Assemblee studentesche; Pavia, dove hanno luogo le proteste alternative di lezioni di Geometri e Fisica in piazza; Padova, dove una fiaccolata di protesta contro la Legge 133, sfilera’ per le vie della citta’; A Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il Rettorato improvvisando un corteo nella citta’, oggi si sono nuovamente organizzati per ulteriori forme di protesta; Urbino, Ateneo in cui gli studenti, dopo la partecipazione di circa 1000 persone all’Assemblea d’Ateneo di ieri, si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio per una nuova mobilitazione. Infine, nell’Ateneo di Chieti-Pescara il Movimento studentesco Chieti-Pescara ha organizzato un’Assemblea d’Ateneo a Pescara e delle lezioni all’aperto a Chieti.

Roma
‘Non siamo stupidi, siamo informati. Rivogliamo la nostra scuola”: gridando questo slogan un mini corteo di studenti delle superiori, capitanati dai liceali dell”Amaldi’ si sta recando dal Pantheon a corso Rinascimento per unirsi ai manifestanti che sono gia’ li’ da stamani. ”Non facciamo parte di nessuna associazione studentesca – spiega uno degli studenti – siamo alunni di un liceo scientifico e questa riforma non ci piace proprio ”.

Milano

Non si arresta la protesta degli studenti milanesi contro la riforma della scuola voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Un decreto che oggi dovra’ ottenere il voto del Senato. Intanto, pero’, i manifestanti non sfollano e continuano la rivolta contro i tagli dell’Universita’ pubblica. Alla Statale di Milano sono oltre mille gli studenti che riempiono l’aula magna dove il premio Nobel Dario Fo sta tenendo una lezione su ‘La scienza della rappresentazione’. Fo e’ stato accolto con un lungo applauso, poi ha iniziato il suo “spettacolo”. Nelle altre universita’ continua intanto la protesta pacifica con assemblee e lezioni all’aperto. Gli studenti sono pronti a seguire in diretta tv il voto sulla riforma al Senato poi sono pronti nuovamente a far sentire la loro voce.

Catania
Lezioni in piazza Universita’, davanti la sede del rettorato, per protestare contro il decreto Gelmini, per gli studenti di quattro facolta’ dell’ateneo di Catania: Fisica, Ingegneria, Lingue e Lettere. Alcune centinaia di studenti seguono le ‘lezioni pubbliche’, come le hanno definite gli organizzatori, seduti per terra sulle ‘basole’, la pavimentazione di pietra nera realizzata con la lava dell’Etna. Sono otto i docenti che si alternano davanti a agli studenti che seguono con attenzione, che appaiono non essere distratti dal via vai di curiosi e passanti, visto che la zona scelta per la protesta e’ centralissima e molto frequentata.

Unione degli studenti (Uds)
‘L’approvazione del decreto 137 e’ un grave atto di irresponsabilita’ politica”. Lo afferma l’Unione degli studenti (Uds). ”Il governo e la maggioranza – aggiunge l’Uds – non hanno minimamente tenuto conto delle centinaia di migliaia di studenti, insegnanti, famiglie scese in piazza in questi giorni. Resteremo ora ad assediare il Senato e saremo domani in piazza per lo sciopero generale della scuola: continueremo a batterci per una scuola pubblica di qualita”’.

Roma
Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini non sara’ presente questa mattina all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ Lateranense perche’ dopo la votazione in Senato del decreto sulla riforma della scuola la questura le avrebbe consigliato di non partecipare all’evento per ragioni di sicurezza. E’ quanto ha reso noto ai giornalisti presenti l’ufficio stampa della Pontificia universita’.

Milano
Tafferugli a Milano durante il corteo organizzato dai licei per dire no alla riforma della scuola. La manifestazione, non autorizzata e con un migliaio di partecipanti, ha preso le mosse questa mattina da largo Cairoli, ha attraversato via Pontaccio e quindi ha raggiunto la zona di Brera, dove ai liceali si sono uniti gli studenti dell’Accademia. I giovani si sono poi diretti, in maniera un piuttosto confusa, verso piazza San Babila, che dovrebbe essere il punto d’arrivo del corteo. In piazza Meda si sono avuti momenti di tensione quando le forze dell’ordine hanno impedito ai manifestanti di attraversare via San Paolo per giungere su corso Vittorio Emanuele II: qui si è verificato un piccolo scontro con le forze dell’ordine che ha indotto i manifestanti a protestare rumorosamente al grido “No alla violenza” sbattendo i pugni contro le barriere di protezione di un cantiere. Sono anche volate delle uova all’indirizzo della polizia. A quanto risulta ci sarebbe uno studente contuso a un gomito. La situazione si è quindi tranquillizzata e gli studenti hanno quindi proseguito la loro marcia lungo corso Matteotti. La manifestazione, unita anche alla giornata di pioggia, ha mandato in tilt il traffico nelle vie del centro.

Unione degli Universitari
“Riteniamo gravissima l’approvazione a tappe forzate da parte del Senato della conversione in legge del decreto 137″. Lo afferma, in una nota, l’Unione degli Universitari (Udu), aggiungendo che “le proteste degli studenti non si fermeranno anche per fare capire al Ministro Gelmini che la sua intenzione di presentare entro una settimana un piano sull’Universita’ e’ del tutto fuori luogo perche’ prerogativa indispensabile per poter discutere di una riforma dell’universita’ e’ l’abrogazione di tutti quei provvedimenti che distruggono il sistema formativo pubblico”. “Il Governo e la maggioranza Parlamentare scelgono di dare ancora una volta alle tante centinaia di migliaia di giovani che in questi giorni stanno protestando per chiedere una scuola e un’universita’ migliori il segnale che -sottolinea poi l’Udu- nessun dialogo e’ possibile, che la loro opinione non conta e che cio’ che importa e’ procedere secondo i piani senza tenere conto se le manovre siano o meno condivise dai diretti interessati”.

Milano
Due studenti, che partecipavano al corteo non autorizzato che da Largo Cairoli si e’ mosso verso il centro di Milano, hanno denunciato di essere stati ”caricati a colpi di manganelli dagli agenti della polizia” all’angolo di piazza Filippo Meda e Via San Paolo. I due hanno detto di chiamarsi rispettivamente Ivan, 19 anni dell’istituto Vespucci, che sarebbe stato colpito alla spalla sinistra; l’altro si chiamerebbe Paolo, 20 anni, dell’istituto Fusi e sarebbe stato colpito al braccio destro. A detta degli studenti lo scontro sarebbe avvenuto perche’ un piccolo gruppetto di studenti si era staccato per tagliare per via San Paolo mentre le forze dell’ordine, che avevano formato un cordone, facevano andare il corteo da piazza Meda verso San Babila. Proprio questo gruppetto sarebbe stato bloccato dagli agenti e i due studenti sarebbero stati colpiti. L’episodio avrebbe esacerbato gli animi di alcuni studenti che all’indirizzo delle forze dell’ordine hanno gridato: ‘Dovrebbero morire tutti’. I due studenti si sono fermati in piazza aspettando, hanno detto, l’arrivo dell’ambulanza. Oltre agli agenti che gia’ erano stati predisposti per seguire la manifestazione si sono aggiunte quattro camionette della polizia giunte ora in San Babila.

Catanzaro

Una manifestazione con alcune centinaia di studenti delle scuole superiori di Catanzaro che protestano contro il decreto Gelmini, approvato in via definitiva dal Senato, sta creando problemi al traffico veicolare in ingresso e in uscita dal capoluogo calabrese. A provocare i disagi e’ l’improvviso cambio di percorso deciso dai manifestanti che, al momento, stanno marciando lentamente e sarebbero intenzionati a bloccare la circolazione stradale su viale De Filippis, principale arteria d’ingresso in citta’. Sul posto oltre agli agenti della Digos della Questura di Catanzaro anche personale della Polizia municipale che sta attuando delle deviazioni al traffico veicolare.

Roma

A pochi metri dal Senato, dove si sta discutendo il decreto legge Gelmini, gli studenti ‘occupano’ piazza Navona. Una grande manifestazione, scandita da canzoni e slogan come “Non pagheremo per la vostra crisi”, sta movimentando le vie del centro, con la polizia in tenuta antisommossa che circonda le vie di accesso al Senato. Anche se movimentata, la manifestazione si e’ svolta fino in questo momento senza incidenti.

Unicobas
Si estende all’universita’ lo sciopero del mondo della scuola, in programma domani, contro il decreto Gelmini. Lo annuncia Unicobas, che chiama ”in un’unica piazza, assieme alla scuola, precari e ricercatori attaccati dal decreto Brunetta”. ”E’ in gioco – dice il segretario di Unicobas-L’Altrascuola Stefano D’Errico – l’indipendenza e autonomia delle scuole e delle universita’. E’ in gioco la liberta’ d’insegnamento”.

Roma
Tre ragazzi sarebbero rimasti feriti durante il corteo degli studenti a piazza Navona contro la riforma Gelmini. A riferirlo e’ l’Unione degli Studenti (Uds). Secondo Uds “un gruppo di estrema destra” avrebbe cercato di mettersi in testa al corteo ”provocando il ferimento di due studenti che hanno riportato traumi alla testa e di un ragazzo ferito all’orecchio”. Secondo l’Unione degli Studenti a Piazza Navona ci sarebbero al momento oltre 50 mila studenti.

Palermo

Anche a Palermo cresce il dissenso di molti studenti che si oppongono alle forme di protesta contro la riforma Gelmini, come la sospensione delle lezioni o le occupazioni, e rivendicano il ”diritto allo studio”. Dopo la creazione di un gruppo su Facebook con quasi duemila iscritti, alcuni studenti dell’ateneo hanno deciso di organizzarsi per fare sentire la loro voce. ”Un’esigenza – affermano i promotori dell’iniziativa – avvertita soprattutto dagli studenti di quelle facolta’ maggiormente colpite dalla sospensione delle lezioni decisa dai consigli di facolta’, come Lettere e Scienze della Formazione, o dall’occupazione, come a Scienze Politiche, ad opera di poche decine di studenti”. Il movimento, che si dichiara rigorosamente apartitico, ha scelto come nome lo slogan ‘Figli di nessuno’. ”Respingiamo con forza l’accusa di chi ci etichetta come ‘qualunquisti’ – spiega Valeria Mannino, studentessa della facolta’ di Lettere e portavoce del movimento – perche’ vogliamo continuare ad andare a lezione. Anche noi siamo preoccupati per l’imminente approvazione della Legge 133. Ma soprattutto temiamo che il taglio dei fondi si riversi sulle spalle degli studenti. Questo pero’ non puo’ legittimare la sospensione della didattica a tempo indeterminato- Riteniamo che la maggioranza degli studenti e’ contraria a queste forme di protesta. Sono contrari persino tanti studenti che hanno preso parte ai cortei”. Il movimento denuncia inoltre ”la palese strumentalizzazione non soltanto di alcuni gruppi politicizzati, ma soprattutto della classe docente”. ”Noi riteniamo – aggiunge Valeria Mannino – che l’attuale sfascio dell’universita’ italiana sia attribuibile a scelte scellerate della politica quanto alla gestione degli atenei ad opera di una classe docente autoreferenziale”. Gli studenti che aderiscono al movimento mercoledi’ prossimo 5 novembre organizzeranno una manifestazione cittadina che avra’ come parole d’ordine ”Giu’ le mani dal diritto allo studio” e ”Tagliamo gli sprechi, aumentiamo i diritti”.

Milano
”Bisogna rompere con questa tradizione nefasta, non basta prendere cio’ che si puo’, bisogna capovolgere l’ordine”: lo ha detto Dario Fo alle migliaia di studenti universitari che sono intervenuti ad ascoltarlo questa mattina alle 10 nell’aula magna della Statale di Milano. Il Nobel – emozionato per il ritorno sullo stesso palco dove decine d’anni fa debutto’ sempre per gli studenti in lotta con ‘Mistero Buffo’ – invita gli studenti a proseguire nella contestazione, soprattutto tenendo lezioni all’aperto. ”Tenere lezioni all’aperto non e’ una trovata, ma un’idea straordinaria – afferma travolto dagli applausi – per coinvolgere la gente e dimostrare che voi per studiare fate dei sacrifici: questa e’ la vostra vittoria”. Secondo il premio Nobel ”bisogna sputare in faccia al problema del loro denaro, non lo molleranno mai se non gli farete sentire quanto sono inutili”. Fo ci tiene a precisare che ”il mio discorso e’ per questo governo, ma non perdono quello di prima, e’ facile ora mettersi in coda, ma bisognava muoversi per tempo, non aspettare di arrivare a questo punto”. Mettendosi completamente a disposizione degli studenti, Fo spiega che ”tutto dipende da quanto si resiste e si inventa, non basta occupare ma bisogna inventare un nuovo modo di studiare e fare cultura”. Poi e’ il momento dell’arte, con un piccolo estratto da Mistero Buffo dedicato a Bonifacio VIII, ma anche al pontefice di oggi: ”l’ho visto in televisione che parlava di banche che franano e di economia a rotoli, dicendo che non vale la pena di seguire il potere del denaro, ma e’ meglio ascoltare la parola della Chiesa. ”Insomma – scherza – se avete fame…”. E continua, ”sul giornale ho letto che con un anno di anticipo rispetto alla catastrofe il papa ha dato l’ordine di dismettere gli impegni bancari e comprare oro, cosi’ ora sta seduto su una tonnellata di oro… che sia quella la Parola?”.

Milano
Sono diversi i cortei studenteschi che stanno invadendo le strade di Milano per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. L’ultimo corteo con oltre mille studenti dell’universita’ statale e’ appena partito dalla sede di Festa del Perdono per raggiungere gli altri manifestanti che hanno sfilato da largo Cairoli fino a San Babila e ancora lungo le arterie principali del traffico milanese. Incuranti della pioggia gli studenti continuano a urlare slogan contro il ministro Gelmini. Ad aprire il corteo e’ un grande striscione rosso con la scritta “Contro la legge 133. Occupiamoci dell’universita’”. Per ora non si registrano momenti di tensione con le forze dell’ordine.

Napoli

Quattro cortei di studenti nel centro di Napoli nell’ambito delle proteste contro la riforma della scuola approvata oggi al Senato. In migliaia, provenienti da diverse scuole medie e superiori della citta’ e della provincia, stanno sfilando in piazza Municipio. Altri cortei sono stati organizzati in via Mezzocannone da ricercatori e dottorandi, dagli studenti dei licei del Convitto Vittorio Emanuele II diretti da piazza Dante a piazza Plebiscito, e dagli alunni del Villari che dalla zona di via Foria si sono recati nella sede dell’Universita’ di Napoli Federico II. A momenti e’ in programma l’inizio dell’assemblea all’Universita’ Orientale di Napoli. Molto pesanti i riflessi sul traffico bloccato in piu’ punti della citta’. A complicare la situazione anche altre manifestazioni, organizzate dai disoccupati delle siglo Mdo e Sll, che hanno sfilato da Piazza del Gesu’ verso Piazza Matteotti e degli operatori socio sanitari, diretti da piazza Mancini a Piazza Plebiscito.

Cub Bologna
Il sindacato Cub Scuola di Bologna ha invitato i lavoratori della scuola, gli studenti e i genitori a tornare in piazza Nettuno questa sera, a partire dalle 18.30, dopo la manifestazione di ieri, per ”far vedere immediatamente al Governo che non basta il voto di qualche centinaio di senatori per sottomettere la scuola di milioni di cittadini”. Domani mattina, manifestazione-corteo cittadina promossa dagli universitari dell’assemblea ‘No Gelmini’ insieme ai Cobas: partenza da piazza Nettuno alle 9.30, obiettivo la sede di Unindustria. Hanno aderito i sindacati di base, gli studenti medi, la consulta dei migranti e i centri sociali. I giovani delle Acli bolognesi promuovono invece un incontro alle 17.30, nella propria sede provinciale, su ‘Scuola e universita’, quale futuro?’. ”Non possiamo accettare nessun tipo di riforma della scuola – dicono – che non metta al centro gli studenti e le famiglie. Non siamo d’accordo sul ritorno al maestro unico, sull’introduzione di classi separate per extracomunitari, sulla riduzione degli investimenti nell’ universita’ e nella ricerca”. E alle 17 assemblea della Facolta’ di Scienze, nell’aula magna ‘Ciamician’, convocata dal preside su richiesta degli studenti. Numerose anche oggi le lezioni universitarie fuori dalle aule.

Milano
Corteo liceali blocca Cerchia Navigli Un migliaio gli studenti diretti verso via Mascagni Milano, 29 ott. (Apcom) – Sono circa un migliaio, secondo la Questura, gli studenti degli istituti superiori di Milano che hanno dato vita a un corteo non autorizzato per protestare contro l’approvazione del decreto Gelmini e che sta bloccando la Cerchia dei Navigli di Milano. Il gruppo, partito da piazza Cairoli, ha proseguito lungo le vie del centro unendo una rappresentanza dall’Accamdemia di Brera. Dopo una sosta in piazza San Babila e in largo Augusto, il corteo si è diretto lungo la circonvallazione interna verso via Mascagni dove ha sede la facoltà di Scienze politiche dell’università Statale. Dalla sede di via Festa del Perdono si starebbe unendo un corteo di universitari. Lo slogan più gettonato della manifestazione recita, riferito alla riforma Gelmini, “Se non cambierà bloccheremo la città”. Su uno striscione si può invece leggere: “Passa decreto, blocco la città”.

Firenze
Un centinaio di studenti universitari ha partecipato questa mattina una ciclopedalata nel centro storico di Firenze per protestare contro i tagli all’universita’. All’iniziativa hanno preso parte anche una ventina di dottorandi, italiani e stranieri, dell’Istituto universitario europeo di Fiesole (Firenze). ”Anche se il nostro istituto non e’ interessato ai tagli – ha detto Stefania, portavoce dei dottorandi – stiamo dando la nostra adesione alle manifestazioni di protesta a Firenze per solidarieta’ e perche’ siamo preoccupati per il futuro dell’universita’ italiana”. Il corteo di biciclette, promosso dagli studenti della facolta’ di lettere dell’Ateneo fiorentino, e’ partito da piazza Santissima Annunziata intorno alle 10 e ha poi raggiunto piazza della Repubblica dove gli studenti hanno incontrato altri colleghi universitari riuniti per una lezione di storia. Domani, in concomitanza con la manifestazione nazionale della scuola a Roma, per chi non andra’ nella capitale e’ stato organizzato a Firenze un corteo, promosso da studenti, genitori e lavoratori che partira’ alle 9,30 da piazza San Marco.

Roma
”Siamo stati aggrediti e non abbiamo visto neanche l’ombra di un poliziotto. Gli agenti sono schierati per difendere Palazzo Madama, ma qui, al presidio di Piazza Navona neanche un agente”. Piu’ di uno studente lamenta l’assenza di poliziotti al momento dell’aggressione da parte di aderenti a Blocco Studentesco. Nel corso dell’aggressione e’ rimasto ferito anche un terzo studente, un ragazzo di un liceo romano: ha riportato lievi escoriazioni alla testa.

Scuola/ Piotta
La mia musica in piazza a fianco degli studenti “Occupai liceo, oggi lo rifarei. Tempo passa ma problemi restano” Roma, 29 ott. (Apcom) – La protesta studentesca? “Tutta la mia solidarietà e la mia musica in supporto degli studenti”. a parlare è Tommaso Zanello al secolo Piotta, ex studente del liceo classico Giulio Cesare di Roma ed ex studente della facoltà di giurisprudenza della Sapienza. “Ho appreso dai giornali che gli studenti in piazza stanno utilizzando la mia canzone ‘La grande onda’, durante le manifestazioni contro la riforma Gelmini. Ne sono onorato e mi dichiaro solidale con i ragazzi che sono scesi in piazza per difendere la cultura, perché cultura è sinonimo di libertà. Noto a malincuore – continua Piotta – che il tempo passa ma i problemi restano, anzi aumentano”. “Nel 1990, erano gli anni della Pantera – racconta – occupai il mio liceo ed oggi lo rifarei. Resto in prima linea a contribuire a dare un segnale – conclude – al ministro e al Governo contro questa pseudo riforma”.

Italia dei Valori
Tutti i senatori dell’Idv hanno deciso di scendere in piazza Madama e “trasferire simbolicamente l’aula del Senato qui per scrivere insieme agli studenti la riforma della scuola”. Lo annuncia il senatore dell’Idv, Stefano Pedica, che già si trova in mezzo ai manifestanti.

Macerata
Attività didattica sospesa oggi, per l’intera giornata, all’Università di Macerata. Lo aveva deciso ieri il Senato accademico, su proposta del rettore Roberto Sani, per consentire la più ampia partecipazione di tutte le componenti universitarie alle iniziative di discussione e di confronto sulla legge 133 e sul complesso dei provvedimenti varati dal governo in materia di scuola e università.
Il Senato ha anche autorizzato un’assemblea pubblica di Ateneo che si sta tenendo nell’Auditorium San Paolo. Assemblee sono previste nell’arco della giornata, o sono in corso, negli altri atenei marchigiani. A Urbino è prevista un’assemblea alle 15, a Camerino alle 18.

Vicenza
Maratona anti Gelmini a Vicenza oggi dalle 17,30 sotto il colonnato palladiano di piazza dei Signori dove migliaia di manifestanti si sono dati appuntamento per ribadire l’ennesimo no ai decreti “133″ e “137″. Lo faranno “armati” di candele, torce e fiaccole che illumineranno una veglia di protesta che proseguirà fino a notte fonda per poi sfociare, domani mattina, giovedì 30 ottobre, nello sciopero generale indetto da Cgil Cils Uil Gilda e Snals. Intanto proseguono le raccolte firme, i sit-in davanti a tutti gli istituti scolastici, i volantinaggi, le pagine di quotidiano acquistate a pagamento dagli insegnanti che si sono autotassati per poter esprimere sulla carta stampata le loro opinioni.

Italia dei Valori
Dalle finestre del gruppo dell’Idv è stato appeso uno striscione con la scritta: “Siamo con voi”, rivolto agli studenti che manifestano davanti a palazzo Madama contro la riforma della scuola. A stendere lo striscione, accompagnato dalla bandiera dell’Italia dei valori, è il senatore Stefano Pedica.

Roma
Stanno portando in ospedale in questo momento uno dei ragazzi feriti durante tafferugli, questa mattina, a piazza Navona. Lo riferisce un gruppo di professori del liceo classico di Roma Tasso che si trova sul posto insieme agli alunni. “La situazione appare di grande tensione -riferisce uno dei docenti- e noi ci apprestiamo a ritornare con i ragazzi a scuola”. Secondo la ricostruzione del prof “sarebbero stati alcuni gruppi di Forza Nuova a Blocco Studentesco, con le bandiere tricolore, a cercare di mettersi alla testa del corteo”. “Poi qualcuno -ha raccontato uno studente- per farsi varco avrebbe travolto due ragazzi provocandone il ferimento”. Ora si aspetta l’arrivo sulla storica piazza romana degli studenti universitari e non solo. Da San Lorenzo si accingono a confluire in centro gli estremisti di sinistra. “E a questo punto la situazione -aggiunge uno dei professori- potrebbe farsi seria. Speriamo che non sia cosi’”.

Firenze
Alcune centinaia di studenti universitari, come protesta all’approvazione del decreto Gelmini, sono scese spontaneamente in strada fuori dal plesso delle scienze sociali di Novoli a Firenze e hanno effettuato dei blocchi stradali che hanno provocato disagi anche agli automobilisti in entrata e in uscita dall’autostrada. Gli studenti, secondo quanto spiegato dalla polizia municipale, si stanno riunendo in corteo diretto al centro. In centro a Firenze, una protesta analoga e’ stata attuata da un centinaio di studenti delle scuole medie e superiori in via della Colonna e piazza D’Azeglio subito dopo aver appreso la notizia dell’ approvazione del decreto Gelmini da parte dell’Aula del Senato, provocando rallentamenti alla circolazione.

Roma
‘A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra due studenti a piazza Navona hanno riportato gravi traumi alla testa e un ragazzo ha un orecchio lacerato. E’ scandaloso il comportamento delle forze dell’ordine che non sono intervenute per ripristinare una situazione pacifica”. Lo si legge in una nota dell’Unione degli Studenti. ”A piazza Navona ci sono oltre 50mila studenti – si legge ancora – Gruppi di estrema destra stanno ‘caricando’ con violenza gli studenti presenti per impossessarsi della testa della manifestazione. Ribadiamo che anche oggi gli studenti sono qui per manifestare pacificamente, e non ci faremo intimidire da gruppi esigui di estremisti. Chiediamo l’intervento delle forze dell’ordine per riportare alla normalita’ la situazione in piazza”.

Napoli

A Napoli studenti in piazza sfilano in più cortei Universitari e ragazzi di medie e superiori, caos in centro Napoli, 29 ott. (Apcom) – Studenti di università, scuole medie e superiori in corteo a Napoli. Così è stata accolta la notizia dell’approvazione della riforma della scuola varata questa mattina dal Senato. Attualmente sono diversi i cortei in corso e migliaia i ragazzi che sfilano in segno di protesta, giunti in città anche dalla provincia. Un gruppo di dottorandi e di ricercatori universitari sta bloccando via Mezzocannone, sede delle storiche università della città e gli studenti del convitto Vittorio Emanuele II si stanno dirigendo verso piazza Dante. Gli alunni dell’istituto Villari protestano, invece, dirigendosi da via Foria al corso Umberto I. Pesanti le ripercussioni sul traffico soprattutto per le vie del centro. Ancora in corso l’assemblea di ateneo indetta presso la sede centrale della Federico II mentre è stata sospesa, per il momento, l’assemblea regionale degli studenti medi e universitari che avrebbe dovuto svolgersi, alle 11.30, presso Palazzo Giusso, sede de L’Orientale occupata da giorni. Gli studenti hanno, infatti, deciso di scendere in piazza attraversando le vie del centro dirigendosi verso piazza Plebiscito. I ragazzi stanno valutando le iniziative da assumere nelle prossime ore per continuare a protestare contro i tagli previsti dalla Finanziaria e contro le modifiche apportate dal ministro Gelmini.

Italia
Il decreto Gelmini ha avuto l’ok del Senato, ma gli studenti non allentano la presa. Anzi, in vista dello sciopero di domani, rinfocolano la protesta. Gia’ alle 9, stamani, un nutrito drappello di manifestanti era assiepato davanti all’ingresso principale di Palazzo Madama e altri mini-cortei sono arrivati a dar man forte nel corso della mattinata mentre in aula il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, annunciava con un intervento pungente, il suo voto a favore della conversione in legge del decreto sulla scuola. ”Noi da qui non ce ne andiamo, Gelmini, Gelmini vaffa”: cosi’ i ragazzi hanno reagito alla notizia che e’ diventata legge la riforma Gelmini chiedendo un referendum e promettendo che la lotta continuera’. Subito dopo il voto, i parlamentari dell’opposizione sono scesi in strada a parlare con i ragazzi. ”Non ci lasciate soli, venite in piazza con noi” hanno chiesto gli studenti al presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. Stessa richiesta e’ stata fatta al presidente Napolitano, accolto dai ragazzi con gli applausi in piazza Montecitorio. La Gelmini e’, invece, sgusciata via da Palazzo Madama dribblando i giornalisti e rinunciando al suo intervento all’universita Lateranense su consiglio della Questura (”per motivi di sicurezza”). Ha affidato il suo commento a un comunicato: ”La scuola cambia. Si torna alla scuola della serieta’, del merito e dell’educazione”. E ha ringraziato governo e maggioranza per il sostegno avuto. ”E’ stato un voto che e’ andato come e’ logico che andasse: spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra”, ha dichiarato il Premier Berlusconi. Momenti di tensione si sono registrati nella Capitale a piazza Navona: due feriti e’ il bilancio dell’ aggressione da parte di un gruppo di ragazzi di Blocco studentesco. Il dissenso al provvedimento varato oggi si e’ fatto sentire in tutta Italia. Alcune migliaia di studenti delle superiori di Potenza hanno percorso stamani in corteo le principali vie della citta’ sventolando cartelli e striscioni contro il decreto Gelmini e anche a Catanzaro centinaia di studenti sono scesi in piazza creando problemi al traffico cittadino. A Milano, dove diversi cortei nati spontaneamente hanno attraversato la citta’, due ragazzi hanno denunciato di essere stati caricati a colpi di manganelli dagli agenti di polizia; e dopo l’ok del Senato al decreto Gelmini e’ stata interrotto l’intervento di Dario Fo alla Statale e migliaia di studenti che lo ascoltavano hanno raggiunto i manifestanti gia’ in strada. Cortei anche a Napoli dove e’ in programma l’inizio di un’assemblea all’Orientale mentre all’universita’ di Macerata e’ stata sospesa l’attivita’ didattica. Blocchi stradali a Firenze da parte di studenti medi e universitari.

Roma
Dopo che la polizia e’ intervenuta a sedare gli scontri tra gli studenti la tensione si e’ allentata a Piazza Navona. Un gruppo di ragazzi ha cominciato a intonare cori per invitare a manifestare in modo pacifico.

Venezia
La mobilitazione studentesca contro il decreto Gelmini prosegue a Venezia e in provincia nelle scuole superiori, sette delle quali sono state occupate pacificamente dagli studenti. La mobilitazione contro la riforma Gelmini e i tagli del governo ai finanziamenti per l’Universita’ e’ particolarmente sentita nelle scuole del veneziano, mentre nel resto del Veneto si segnalano assemblee anche a carattere permanente o iniziative estemporanee, come le fiaccolate promosse per stasera a Padova e Vicenza per stigmatizzare ”il funerale dell’istruzione”. Le occupazioni interessano nel veneziano l’Istituto statale d’arte, lo Stefanini, il Luzzatti, il Marin, il Massari a Mestre, il Gramsci alla Gazzera e l’istituto tecnico femminile Vendramin Corner a Venezia. Le lezioni sono state quindi sospese. In alcuni casi i presidi si sono rivolti alle forze dell’ordine, non escludendo intenzionato a presentare denuncia per l’accaduto. Particolare la situazione dell’istituto superiore Luzzatti, dove gli studenti hanno ammassato banchi e cattedre all’entrata per impedirne l’accesso.

Trieste
Manifestazione spontanea degli studenti universitari di Trieste: un corteo sta scendendo dall’ateneo verso il centro citta’, creando qualche disagio al traffico. Il corteo si e’ formato al termine dell’assemblea generale dell’Universita’. Sono state sospese tutte le attivita’ didattiche e amministrative. Secondo quanto riferito dagli studenti, per le vie del centro stanno manifestando oltre un migliaio di persone. Scandendo slogan contro i tagli all’universita’ previsti dal decreto 133, gli studenti hanno manifestato la loro volonta’ di raggiungere piazza Unita’ d’Italia.

Roma
Mentre continuano i disordini a Piazza Navona a Roma, situazione sotto controllo invece al liceo classico “Giulio Cesare” di Corso Trieste. “Siamo in assemblea straordinaria. Da noi nessuna protesta o episodio di violenza” fa sapere un portavoce degli studenti, M.F., che aggiunge: “Stamattina siamo stati invitati a pulire le aule dopo i giorni di occupazione. E’ stato un atto volontario, nessuno ci ha obbligati. Un centinaio di noi sono entrati a pulire, molti se ne sono andati a casa”. “Nessuna assenza sara’ segnata ai ragazzi che oggi non sono entrati a scuola -assicura M. F.- e da domani prevediamo ci sara’ autogesione, ma l’assemblea e’ ancora in corso”. Intanto anche la preside Carla Sbrana ha convocato una riunione per decidere il da farsi. Sbrana ieri aveva segnalato l’occupazione della scuola, un’occupazione sulla quale la Procura di Roma avrebbe aperto un’inchiesta.

Milano
Liceali e universitari bloccano cerchia Bastioni In 2mila lungo la seconda circonvallazione Milano, 29 ott. (Apcom) – Sono circa 2mila gli studenti di Milano che stanno dando vita a un corteo non autorizzato lungo la cerchia dei Bastioni per protestare contro l’approvazione del decreto Gelmini. Al primo gruppo, circa un migliaio di liceali, si è aggiunto un gruppo altrettanto numeroso di universitari dalle facoltà della Statale. Dopo aver tentato un presidio in corso Monforte, dove ha sede la Prefettura, gli studenti, bloccati dalle Forze dell’ordine, hanno paralizzato il traffico lungo viale Bianca Maria, nella seconda circonvallazione.

Federconsumatori
Federconsumatori sostiene la mobilitazione sindacale che domani, 30 ottobre, portera’ in piazza studenti, insegnanti, operatori scolastici e tutti coloro che sono intenzionati a difendere il sistema scolastico per il futuro del nostro Paese. I provvedimenti contenuti nella manovra economica triennale su scuola, Universita’ e ricerca, rileva la Federazione in una nota, ”avranno conseguenze disastrose: si verifichera’ un’impressionante riduzione delle risorse, che favorira’ la privatizzazione dell’offerta formativa, riservando al pubblico una funzione marginale ed inadeguata”. Quello che preoccupa Federconsumatori ”e’ la sottovalutazione e la sordita’, da parte del Governo, su questa importante questione. C’e’ bisogno di modernizzare il sistema scolastico, perche’ e’ attraverso la cultura che si costruisce il futuro del Paese. Il Decreto Gelmini, invece, attacca la scuola pubblica nel suo complesso e ci riporta indietro nel tempo, facendo pagare le conseguenze soprattutto alle famiglie piu’ disagiate”. Il ruolo della Federconsumatori ”e’ quello di difendere ed ampliare i diritti fondamentali. Per questo, in difesa dell’istruzione, denunceremo, in ogni sede, le conseguenze negative che le famiglie italiane, gli studenti, gli insegnanti ed il Paese subiranno alla luce di questa manovra”.

Roma
Dopo gli scontri tra giovani di destra e di sinistra in piazza Navona a Roma, gli studenti rimasti a manifestare, alcune centinaia, hanno deciso di lasciare la piazza per dirigersi in corteo verso l’università La Sapienza. Qui, in serata, ma l’orario è ancora da definire, i collettivi terranno una sorta di conferenza stampa per spiegare la loro versione dell’accaduto. Piazza Navona quindi si sta lentamente svuotando: le forze dell’ordine presidiano in ogni caso le vie adiacenti.

Roma
Una ventina di studenti di destra fermati dalla polizia e portati in camionetta al commissariato di Roma Centro. Sono una ventina, a quanto riferiscono i testimoni, i giovani di destra fermati dalla polizia e portati con una camionetta al commissariato di Roma Centro. I giovani avevano appena partecipato alla maxi rissa con i centri sociali di sinistra in piazza Navona.

Rete degli studenti
”L’intervento delle forze dell’ordine sta riportando la calma a Piazza Navona dopo momenti di forte tensione. Condanniamo il tentativo da parte di pochi manifestanti di estrema destra di trasformare la piazza in una bagarre e di mettere in scena uno scontro ideologico: i 10000 studenti che manifestano in tono pacifico nella piazza dimostrano che c’e’ un movimento diverso da quello che chi ha fomentato gli scontri vorrebbe.Rete degli studenti medi sta monitorando la situazione in piazza per cercare di spostare gli studenti lontano dalle zone piu’ calde”. E’ questo il testo di un comunicato diffuso dalla rete degli studenti medi, che prosegue: ”Le dichiarazioni della Gelmini e di Berlusconi sono irresponsabili e pericolose: di fronte a una situazione di tensione come questa il presidente del consiglio e il ministro dimostrano di voler gettare benzina sul fuoco, ma la risposta del movimento sara’ ancora una volta pacifica e non violenta”.

Milano
Dopo una mattinata caratterizzata da cortei spontanei di studenti delle superiori e universitari che hanno bloccato il traffico nel centro di Milano i manifestanti si stanno riunendo in assemblee per fare il punto sulla manifestazione di domani, in coincidenza con lo sciopero generale del settore scuola. Il corteo più grande, all’altezza della Cerchia dei Bastioni, si è diviso tra universitari e studenti delle superiori. Questi ultimi, qualche centinaio, hanno proseguito la marcia fino a piazza San Babila, piazza del Duomo, via Torino, piazza Vetra e infine via Orazio per l’assemblea al liceo classico Manzoni. Il gruppo degli universitari, partito da piazza Lima, sta raggiungendo il Politecnico a Città studi.

Milano

Universitari occupano stazione Lambrate Un migliaio di studenti di varie facoltà sui binari Milano, 29 ott. (Apcom) – Un migliaio di studenti universitari milanesi, provenienti da varie facoltà, hanno occupato i binari della stazione ferroviaria di Lambrate, in zona Città Studi. Il gruppo, proveniente da piazza Lima, era diretto al Politecnico per un’assemblea, ma si è fermato a Lambrate per bloccare il traffico ferroviario.

Operai Cisl
Sfileranno anche le tute blu della Cisl, con studenti e professori, domani contro il decreto di riforma della scuola del ministro Maria Stella Gelmini. Domani in piazza infatti la segreteria nazionale della Fim e una delegazione di metalmeccanici che hanno aderito alla protesta per il “desiderio di fare nostra una battaglia che riguarda il futuro non solo dei nostri figli, ma del Paese”, si legge in una nota del sindacato. “La Fim – prosegue la nota – condivide la richiesta della Cisl e della Cisl Scuola di aprire un confronto sul decreto; di uscire da una logica di tagli indiscriminati alla spesa scolastica e di riaffermare la necessita’ di migliorare qualita’ ed efficienza della scuola pubblica. Il buon funzionamento della scuola pubblica riguarda tutti, nessuno nega la necessita’ di intervenire anche in un processo di razionalizzazione della spesa da concordare con il sindacato, ma i fondi reperiti vanno reinvestiti nella scuola e nella ricerca”.

Milano
Il corteo degli studenti delle facolta’ dell’Universita’ Statale e del Politecnico, che avevano occupato i binari della stazione Lambrate, dopo aver percorso via Porpora e via Rombon in direzione tangenziale est (che avevano minacciato di bloccare) stanno facendo ritorno verso le proprie facolta’, dopo che il cordone di sicurezza delle forze dell’ordine li ha convinti a fare dietrofront. Sono continui gli slogan contro la riforma scolastica del governo e contro il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. I manifestanti, lungo la strada, hanno raccolto la solidarieta’ di cittadini che li applaudivano e salutavano dalle finestre degli edifici e dai marciapiedi.

Bologna
Un centinaio tra studenti e curiosi hanno assistito oggi in piazza Maggiore, sotto le Due Torri, alla lezione di Scienze Politiche del docente dell’Ateneo di Bologna Gianfranco Pasquino. Il professore, armato di microfono e amplificatore, ha tenuto la sua lezione davanti ai ragazzi seduti a terra che prendevano appunti come fossero in aula e sotto gli occhi incuriositi dei passanti che si sono fermati ad ascoltarlo. Dopo la fiaccolata di ieri sera e in attesa del grande corteo di domani, che partira’ da piazza Nettuno alla volta della sede cittadina di Confindustria, proseguono dunque quotidianamente le manifestazioni di protesta contro la riforma Gelmini organizzate a Bologna. Pasquino, che non ha mai fatto mancare le sue osservazioni agli avvenimenti della politica locale e che solo ieri si e’ detto interessato a candidarsi alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco al voto amministrativo del 2009, oggi in piazza ha parlato tra l’altro anche di welfare e riforme. Altre lezioni all’aperto sono in programma durante la settimana nelle piazze del centro storico, tra cui Santo Stefano, Verdi, San Francesco e Scaravilli. In calendario nelle prossime ore restano inoltre i presidi di docenti, genitori e studenti che andranno in scena nel capoluogo cosi’ come nei piccoli centri. A Minerbio, Malalbergo, Baricella e Altedo dove e’ nato, ad esempio, un coordinamento spontaneo per la difesa della scuola pubblica che riunisce i genitori delle scuole dei 4 comuni emiliani.

Roma
Anche Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, parteciperà alla manifestazione nazionale indetta per domani a Roma dalle confederazioni unitarie dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 9.30 e si concluderà in Piazza del Popolo, lungo il percorso Via V.E.Orlando, Largo di Santa Susanna, Via Barberini, Piazza Barberini, Via Sistina, Piazza della Trinità dei Monti, Viale della Trinità dei Monti, Viale Gabriele D`Annunzio, Piazza del Popolo. E, di fronte all’approvazione oggi del disegno di legge di riforma della scuola, secondo Vendola non si può non rispondere con un referendum anti-Gelmini: “All`arroganza di chi ha voluto sbattere la porta in faccia allo straordinario e pacifico movimento di lotta in difesa del carattere pubblico dell`istruzione, a un voto parlamentare che trasforma in legge ciò che la coscienza democratica del Paese ha rifiutato, a una contro-riforma che umilia le giovani generazioni e ferisce i diritti di studenti, insegnati e ricercatori, è indispensabile – dice Vendola – e sacrosanto replicare con la raccolta delle firme per la convocazione di un referendum anti-Gelmini”

Avellino-Salerno Napoli
Centinaia di studenti stanno bloccando, in forma di protesta contro le legge Gelmini, lo svincolo di Fisciano del raccordo autostradale Avellino-Salerno. I ragazzi, facenti parte soprattutto del polo universitario di Fisciano, in provincia di Salerno, hanno deciso di effettuare un sit-in e un dibattito pubblico dopo l’assemblea che si è svolta questa mattina in ateneo. Attività didattica sospesa e partecipazione di studenti e rettore alla protesta. La manifestazione, pacifica, sta creando però non pochi disagi alla circolazione stradale. Per motivi di ordine pubblico lo svincolo di Fisciano è stato chiuso.

Milano
Nella giornata di approvazione del decreto Gelmini gli studenti milanesi avevano promesso di bloccare la città e sono stati di parola, nonostante la pioggia che cade sul capoluogo lombardo. Da oltre cinque ore divisi in diversi cortei, in parte finiti, con studenti delle superiori e delle Università, i manifestanti stanno bloccando il traffico automobilistico sia nel centro della città sia a Città studi. Il corteo degli universitari per una ventina di minuti è riuscito a bloccare i binari della stazione di Lambrate, ma non la carreggiata della tangenziale. Costretti a fare marcia indietro dalle forze dell’ordine schierate, gli studenti hanno continuato lungo via Porpora e sono arrivati in piazzale Loreto e si dirigono verso corso Buenos Aires.

Accademia della Crusca
”Anch’io terro’ una lezione in piazza. E’ l’ultima del mio corso ed e’ dedicata all’importanza di avere una consapevolezza linguistica italiana. Era previsto che la facessi oggi, ma devo partecipare ad una trasmissione televisiva a Roma, percio’ con gli studenti abbiamo deciso di rinviarla alla prossima settimana”. Cosi’ Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della Crusca e docente di storia della lingua italiana all’universita’ di Firenze, aderisce alla protesta nel mondo della scuola e dell’universita’. ”Non si puo’ chiudere l’ingresso alla ricerca dei giovani, se no l’universita’ muore – ha spiegato la sua posizione -. E anche per quanto riguarda i dottorati la situazione e’ grave, sono stati bloccati. E’ da tanto – ha continuato – che l’universita’ non affronta di petto il reclutamento dei giovani, e questo e’ gia’ grave perche’ un’istituzione che non sa rinnovarsi e’ destinata a morire. I tagli rendono piu’ preoccupante la situazione”. Sempre a Firenze, oggi, ad una lezione in strada tenutasi nella zona del Campo di Marte ha partecipato la fotografa-scrittrice Carla Cerati.

Torino
‘Non pagheremo la loro crisi ne’ noi ne’ voi, riprendiamoci il nostro futuro e quello dei nostri figli, mobilitiamoci insieme!’. Queste le parole d’ordine del volantino distribuito oggi al cambio turno dagli studenti universitari torinesi dell’Assemblea No Gelmini agli operai davanti alla porta 2 della Fiat Mirafiori. “La nostra iniziativa -raccontano gli studenti- e’ stata molto ben accolta, gli operai ci hanno detto che erano 30 anni che non vedevano studenti davanti alla Fiat. Uno di loro ci ha abbracciati e altri ci hanno detto di avere figli che manifestano e che sono con noi”. Oggi davanti a Mirafiori erano circa una ventina i giovani che volantinavano per portare la protesta contro la riforma del sistema scolastico e universitario in mezzo alla gente. Fra le prossime iniziative quella di ripetere il volantinaggio la prossima settimana davanti alla porta 20 di Mirafiori e di andare anche a Porta Palazzo dove distribuire il volantino tradotto in diverse lingue. “Abbiamo proposto alle Rsu -raccontano ancora gli studenti- di costruire un percorso per fare in modo che studenti e operai si incontrino per verificare le cose da fare perche’ e’ essenziale che le nostre voci si uniscono in una protesta unica”.

Roma

”A questo governo daremo mesi e mesi da torcere perche’ il decreto Gelmini deve essere ritirato”. Lo ha detto Alioscia, uno studente dell’universita’ La Sapienza, nel corso di una conferenza stampa organizzata sui gradoni del rettorato. Lo studente ha proseguito affermando che il movimento ”non ha paura degli estremisti e dei neofascisti. Domani saremo presenti alla manifestazione per combattere un governo che anche oggi ha tentato di inserire corpi estranei all’universita”’.

Roma

”In sei minuti e’ stata votata una legge che distruggera’ l’universita”’. Lo ha detto uno studente di Lettere durante la conferenza stampa davanti al palazzo del rettorato dell’universita’ La Sapienza di Roma. Gli oratori hanno invitato tutti gli studenti a riunirsi nelle proprie facolta’ e nelle scuole per continuare a dare vita ad assemblee in vista della manifestazione nazionale di domani contro la riforma Gelmini.

Milano
Sono cinque ore che gli studenti delle facolta’ dell’Universita’ Statale, poi raggiunti da quelli del Politecnico, sono in marcia per le vie di Milano al grido ”blocchiamo la citta”’ dopo la notizia dell’approvazione da parte del Parlamento della riforma scolastica del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Partiti da piazza San Babila intorno alle 11.00, dove si sono uniti al corteo organizzato dagli alunni delle scuole superiori, alle 16.00 gli universitari sono ancora in marcia in corso Buenos Aires dove stanno bloccando il traffico. Dopo i giri lungo la cerchia dei Bastioni, gli universitari hanno puntato in zona Citta’ Studi dove hanno occupato i binari della stazione dei treni di Lambrate e tentato di dirigersi verso la tangenziale Est. Ora i manifestanti stanno facendo ritorno verso il centro per poi rientrare nelle rispettive facolta’.

Milano
Dopo aver bloccato per circa mezz’ora il traffico ferroviario alla stazione di Lambrate, il corteo di universitari milanesi – circa 1.500 persone – ha ripreso il cammino verso il centro della citta’. L’idea iniziale era quella di bloccare il traffico della tangenziale Est: ma di fronte al blocco delle forze dell’ordine che chiudeva loro la strada, gli studenti hanno preferito evitare lo scontro. Il blocco alla stazione ferroviaria ha causato non pochi disagi nella tratta dove transitano i treni per Roma e Venezia. La protesta ha interessato tutti i 12 binari della stazione milanese, con forti ritardi per circa 10-15 convogli.

Veneto
La protesta studentesca anti Gelmini cresce anche in Veneto. Oggi sei province su sette sono state avvolte dal vento di fronda degli studenti scesi in strada un po’ dovunque, una sorta di prova generale dello sciopero di domani. Nel veneziano sul ponte della Liberta’, che collega la citta’ lagunare con la terraferma, sette istituti superiori sono stati occupati dai ragazzi che nel primo pomeriggio hanno sfilato a Mestre. Particolarmente dura la protesta all’istituto superiore ”Luzzatti”: gli studenti hanno ammassato banchi e cattedre all’entrata per impedire l’accesso. E mentre al linguistico ”Renier” di Belluno l’autogestione e’ servita per tenere corsi di recupero, a Verona oggi e’ stato occupato lo scientifico ”Fracastoro”. Nel capoluogo scaligero gli universitari hanno organizzato un’assemblea alla facolta’ di Lingue, mentre quella di Scienze e’ l’unica delle sette dell’ateneo a confermare il blocco delle lezioni. A Padova e a Vicenza il cuore della protesta tornera’ a battere forte questa sera: in entrambe le citta’ sono state organizzate veglie per celebrare ”il funerale dell’Istruzione”. All’Itc ‘Riccati’ di Treviso il preside e insegnanti hanno convinto gli studenti a trasformare l’annunciata occupazione in ”autogestione” con assemblee permanenti.

Cub

Di ”gravissimo attacco agli studenti” parla, riferendosi agli incidenti di Roma durante la manifestazione di oggi, il Cub Scuola: in una nota firmata dal coordinatore nazionale, Cosimo Scarinzi, il sindacato si chiede anche se non stiano tornando ”le squadracce fasciste”. ”Un gruppo di persone a viso coperto e munito di bastoni scaricati da un camion – cosi’ viene descritto l’accaduto – e’ entrato nel corteo e, in evidente stile squadrista, ha caricato tutti gli studenti che gli sono capitati a tiro. Ma colpisce in particolare una questione: come ha fatto un gruppo armato, con tanto di camion, a entrare in una zona sotto stretta sorveglianza della polizia, zona nella quale addirittura i lavoratori e le lavoratrici hanno avuto difficolta’ a introdurre innocenti bandiere?”

Roma

Si e’ conclusa con un’assemblea davanti al palazzo del rettorato della Sapienza il corteo degli studenti che ha preso il via stamattina dopo la manifestazione e gli scontri di piazza Navona. Nel corso del corteo, che ha sfilato per le vie del centro, numerosi sono stati gli slogan contro il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il premier Silvio Berlusconi, presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Tema centrale dell’assemblea, oltre ai programmi per le mobilitazioni dei prossimi giorni, e’ stato lo scontro avvenuto questa mattina in piazza. Secondo alcuni degli studenti riuniti in assemblea si e’ trattato di “un’infiltrazione di gruppi neofascisti, inviati dal governo per provocare lo scontro. Non si e’ trattato di uno scontro tra opposti estremisti – sostengono – ma di legittima difesa”. Intanto anche per domani e’ prevista una forte mobilitazione e la partecipazione allo sciopero generale.

Cortellesi

“Io sono stata ragazzina negli anni Novanta. Non era un periodo molto attivo. Protestavamo per cose concrete, la carta igienica, i laboratori, il riscaldamento. Eravamo dei tontoloni e forse se ci fossimo svegliati prima la scuola non sarebbe in questo stato”. Lo racconta al settimanale ‘Gioia’ Paola Cortellesi, che sta per tornare in tv (il 6 novembre su Raitre con “Non perdiamoci di vista) con nuovi personaggi: tra questi, la candidata alla vicepresidenza americana Sarah Palin e il ministro Mariastella Gelmini, la cui imitazione e’ gia’ cliccatissima su Youtube. L’attrice, che travestita da Letizia Moratti partecipo’ ai girotondi milanesi, esclude pero’ di partecipare alla protesta studentesca indossando i panni del Ministro dell’Istruzione: “Non ci penso nemmeno, non so mica matta: se non si accorgono che e’ un’imitazione, questa volta rischio troppo”.

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InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008