Lotte studenti: cronaca 28 ottobre
Manifestazioni e scioperi
InviatoSpeciale, come fa da qualche giorno, ha raccolto le notizie di agenzia di oggi (Ansa, Agi, Adnkronos).
Firenze
Almeno 1500 studenti hanno partecipato alla maratona di 24 ore di lezioni no stop organizzata alla facolta’ di matematica di Firenze, al complesso Ulisse Dini, che si e’ conclusa stamattina. L’iniziativa, nata dagli studenti del Polo di Scienze per protestare contro i provvedimenti del Governo in tema di universita’ e ricerca, e’ iniziata ieri mattina alle 8.30 ed e’ proseguita per tutto il giorno e la notte scorsa, concludendosi verso le nove di stamani. In cattedra i professori hanno parlato di vari temi, dalla meccanica alla statistica alla geometria. Mediamente, raccontano gli studenti, erano presenti almeno 350 persone ad ogni lezione, tanto che oltre all’aula prevista originariamente per la maratona e’ stata necessaria un’altra aula, collegata in videoconferenza. Numerosi anche coloro che hanno seguito le lezioni in streaming su internet e tra loro anche alcuni ex studenti di matematica emigrati per lavoro all’estero. Terminate le lezioni, caffe’ gratis per tutti: le 1200 tazzine preparate sono finite in pochi minuti.
Cagliari
E’ iniziata poco prima delle 9 la protesta dei 1.400 studenti del Liceo Classico Siotto di Cagliari, una delle piu’ grandi scuole d’Italia, che hanno occupato viale Trento, la strada antistante l’istituto e dove si trova anche la sede della Regione Sardegna, sedendosi per terra e bloccando il traffico. Con megafoni, striscioni e cori manifestano la propria protesta contro legge 133 per il riordino della Scuola e dell’Universita’. L’intenzione degli studenti della sede centrale e di quella staccata di via Falzarego, che hanno attuato una improvvisa azione di contestazione con un tam tam di richiamo attraverso sms, e’ di restare in piazza sino a fine mattinata bloccando la circolazione stradale ed i pullman dei trasporti. Non e’ presente alcun addetto delle forze dell’ordine che non sapevano della manifestazione.
Unicobas
“Anche l’Universita’ passa dalle parole ai fatti: dall’agitazione e dalle occupazioni allo sciopero”. E’ quanto avverte l’Unicobas, proclamando ufficialmente lo sciopero per tutti gli atenei italiani. “Si configura cosi’ una grande giornata unitaria del mondo dell’istruzione contro il ministro Gelmini -afferma Stefano d’Errico, segretario nazionale di unicobas- L’obiettivo e’ smontare sia il piano di distruzione della scuola pubblica, che quello relativo alla privatizzazione dell’Universita’”. Per Unicobas, “su entrambi i fronti, i primi farne le spese sarebbero i precari, docenti e non. La loro speranza d’assunzione viene meno nella scuola con gli 87.500 tagli relativi all’introduzione del maestro unico e le altre 80.000 cattedre che verranno poi soppresse anche alle medie e alle superiori tramite la riduzione generalizzata delle ore per materia, una parte dei licei portati a 4 anni, il 35% in meno del tempo scuola degli istituti tecnici e professionali; provvedimenti che elimineranno anche 70.000 posti fra il personale di segreteria e quello ausiliario”. Ma “viene meno anche all’Universita’, con il ‘famigerato’ emendamento Brunetta. E’ in gioco la stessa indipendenza ed autonomia delle scuole e dell’Universita’ -denuncia Unicobas- E’ in gioco la liberta’ d’insegnamento. Con la trasformazione in fondazioni delle une e delle altre, oltre ad una gestione aziendalista che non ha nulla a che vedere con la comunita’ educante, si prepara la cessione strutturale di scuole ed Universita’ al capitale privato. Le strutture verrebbero messe letteralmente all’incanto e il privato non entrerebbe solo come committenza, bensi’ come padrone assoluto”.
Unione degli Universitari (Udu)
Prosegue l’opposizione dell’Unione degli Universitari (Udu) alla legge 133 ed invita il ministro Gelmini a ripensare la posizione di chiusura rispetto l’ abrogazione degli articoli 16 e 66 del provvedimento, unico per fermare la protesta. Lo afferma la stessa Udu in un comunicato in cui riferisce delle proteste odierne negli atenei italiani. – Ancona. Assemblea di docenti, personale tecnico-amministrativo con la partecipazione degli studenti. Si prevedono azioni dimostrative in segno di protesta. – Cagliari. Prosegue l’autogestione della facolta’ di Lettere. – Brindisi. Dal polo dell’Ateneo di Lecce partira’ un corteo di auto ed arrivera’ in piazza Santa Teresa a Brindisi dove si terra’ un sit-in di protesta assieme agli studenti delle scuole medie superiori. – Cosenza. Assemblea all’Ateneo del ”Comitato Unical”. – Perugia. Corteo ed assemblea all’Universita’. – Potenza. Assemblea. – Pavia. Il comitato ‘No alla 133′ ha organizzato un’Assemblea Generale ed una serie di iniziative serali per la citta’, ‘Serata contro la 133′. – Torino. Il comitato ‘Assemblea No Tremonti’ attende l’arrivo del ministro Gelmini previsto per oggi.
Perugia
Corteo 2mila studenti contro riforma ZCZC0125/APC 20081028_00125 4 cro gn00 Università/ Ateneo Perugia, corteo 2mila studenti contro riforma Si ipotizza l’occupazione della facoltà di lettere Perugia, 28 ott. (Apcom) – Oltre 2mila tra studenti universitari, professori, precari, ricercatori e anche genitori si sono radunati davanti alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Perugia, per dar vita ad un corteo maestoso che è destinato a raggiungere la sede del rettorato dell’ateneo. Il corteo – organizzato dall’Udu, Sinistra universitaria, Altra sinistra e Movimento autoconvocati – è il frutto della protesta contro i tagli all’università e alla ricerca previsti dalla riforma Gelmini. Il serpentone di studenti è al momento ancora fermo perchè dovrebbero arrivare altri gruppi dalle varie facoltà dell’ateneo. Molti gli slogan: “Facoltà in vendita”, è uno degli striscioni affissi sullo storico balcone dell’ufficio di presidenza della facoltà di lettere; “Facoltà di medicina: siete più bravi di noi a fare i tagli”, altro slogan simpatico e che si riferisce alle richieste di economia elaborate dal ministro Tremonti. Tra il movimento studentesco serpeggia anche una voce insistente, ovvero quella di occupare la facoltà di lettere al termine della manifestazione. Una decisione che sarebbe stata presa ieri notte nell’ennesima assemblea autoconvocata.
Napoli
Banchetti e lavagne in strada contro la riforma Gelmini. Anche questa mattina a Napoli sono in corso cortei spontanei e manifestazioni degli studenti. Al momento sono tre i cortei in atto con conseguenti ripercussioni sul traffico cittadino. Il corteo piu’ numeroso si sta svolgendo nei pressi dell’universita’ Federico II in via Mezzocannone dove stanno sfilando studenti per lo piu’ delle scuole medie superiori mentre gli universitari stanno allestendo banchetti nella parte alta della strada per tenere lezioni all’aperto; bloccata con una lavagna anche la parte inferiore di via Mezzocannone. Intenzioni degli universitari e’ quella di tenere lezioni itineranti. Altri cortei vengono segnalati nei pressi di piazza Carlo III e a Monte Sant’Angelo, altra sede dell’universita’.
Roma
Studenti, di destra e di sinistra, accomunati dal “no” alla riforma Gelmini, stazionano davanti al Senato. Dopo il tentativo di sfondamento da parte di un ragazzo che ha cercato di scavalcare le transenne che bloccano l’accesso ai giovani in corso Rinascimento, immediatamente bloccato dalle forze dell’ordine, i ragazzi hanno lanciato un appello “affinche’ la calma venga mantenuta da entrambe le parti”. Dal megafono i ragazzi hanno quindi chiesto “il rilascio immediato”, del proprio compagno. “Non siamo qui per alimentare la violenza -ha spiegato ancora il giovane studente dal megafono- ma per protestare in maniera pacifica e per rivendicare i nostri diritti”. Intanto Francesco, uno dei portavoce degli studenti del Blocco studentesco, dice all’ADNKRONOS di aver ricevuto rassicurazioni sul rilascio del proprio compagno. I ragazzi ribadiscono la loro comunita’ di intenti al grido di “Ne’ rossi ne’ neri, solo liberi pensieri”.
Cagliari
Dalle nove di questa mattina oltre mille studenti del liceo classico ‘Siotto’ stanno occupando viale Trento a Cagliari, la via dove e’ sita la sede della Regione Sardegna. I manifestanti protestano con cori e striscioni contro la legge 133. I carabinieri, che monitorano il sit-in, fanno sapere che finora non ci sono stati disordini o episodi di violenza.
Torino
Scuola, i rettori delle Università italiane pronti a dimettersi Lo annuncia a La Stampa il rettore del Politecnico Torino Roma, 28 ott. (Apcom) – «Sono pronto a dimettermi». Il rettore Francesco Profumo mette sul tavolo della discussione e delle proteste che agitano le università italiane tutto il peso e il prestigio di uno dei più accreditati atenei d`Europa, il Politecnico di Torino: «Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili a aprendo la via a una seria riforma delle università – annuncia in un’intervista a La Stampa – non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato, siamo tutti d`accordo». Anche Enrico Decleva, «magnifico» della Statale di Milano e presidente della Conferenza dei rettori, conferma: «Non potremo fare altro. La Finanziaria infligge alle università un colpo mortale». Profumo, che ieri ha sospeso le lezioni e convocato una conferenza d`ateneo per discutere la situazione non nasconde la drammaticità della situazione dopo i tagli annunciato dal ministro Gelmini. «Se entro pochi mesi – dichiara al quotidiano torinese – non cambierà nulla i rettori non potranno che dimettersi, perché non saranno più in grado non dico di progettare sviluppo, ma neppure di pagare gli stipendi ai professori». A quanto ammontano i tagli? «A livello nazionale – risponde il rettore del Politecnico – un miliardo e 450 milioni nel 2013. Al Politecnico, partendo da 114 milioni attesi dallo Stato per il 2009, il fondo di finanziamento ordinario calerà a 103 milioni nel 2010, 92 nel 2011 e 90 nel 2012. Peccato che già nel 2008 la spesa per gli stipendi del personale supererà i 99 milioni. Per far fronte agli scatti stipendiali e all`inflazione, i fondi dovrebbero invece crescere del 5% l`anno». Le cifre dell’ateneo torinese parlano da sole. Con il turnover ridotto al 20% «Di qui al 2011 non potremo rimpiazzare 74 professori e ricercatori, 84 nel 2012». E “Potremo garantire 74 mila 844 ore di lezione, contro le 88 mila 641 del 2008. Il calo d`ateneo sarà del 15,6%, più drammatico in alcune facoltà: meno 30,5% di lezioni ad Architettura 2, 21,6% ad Architettura 1, 14,8% a Ingegneria 1, 12,9 a Ingegneria 3. In un sistema già sottofinanziato – denuncia Profumo – si innesca un processo molto pesante: lo stop del turnover, oltre a polverizzare le speranze di giovani e precari, arriva proprio in una fase di uscite di massa». Vanno in pensione tutti ora? «A metà degli anni Settanta – risponde il rettore del Politecnico – ci furono concorsi di massa e queste persone escono ora tutte insieme. Si rischia insomma, di svuotare di botto gli atenei». Spariranno dei corsi di laurea?«E` ovvio che non sarà possibile mantenere l`attuale offerta formativa nei prossimi anni». Gli atenei sono senza colpe? «No – risponde il rettore – l`università deve fare autocritica: i 77 atenei hanno 360 sedi, certo troppe, e si sono eccessivamente spezzettati corsi e saperi. Ma non darci i soldi per pagare gli stipendi dal 2010 non è la soluzione. Serve una grande e importante riforma di cui tutti sentiamo la necessità». E serve «una nuova governance, con catene decisionali più corte. Oggi la stessa decisione è vagliata da troppi organismi. Occorrono nuove regole di reclutamento che premino i migliori, e un sistema serio di valutazione della ricerca che garantisca più fondi a chi lavora di più e meglio. Chiedo che il ministro sieda a discutere con i rettori, e che non ci siano per le università solo tagli finanziari, per di più non sostenibili, ma discussione dei contenuti. Il modello delle università è vecchio di trent`anni. E` tempo di cambiare».
Roma
In piazza studenti superiori: tensioni sotto Senato Studenti sinistra e destra litigano su priorità spazi protesta Roma, 28 ott. (Apcom) – Una manifestazione di studenti delle scuole superiori di Roma, un migliaio di persone, è partita poco dopo le ore 10 da piazza della Repubblica per raggiungere, dopo essere passata dalla Città universitaria, il Senato. Nella capitale infatti, fa sapere l’Atac, si registrano problemi al trasporto pubblico. Il corteo, come nei giorni scorsi, raggiungerà piazza Navona e quindi manifesterà contro il governo sotto le finestre di palazzo Madama: qui sono già presenti gruppi di studenti e si registra qualche tensione tra ragazzi di sinistra e di destra. I primi accusano i secondi di aver ‘occupato’ lo spazio riservato dalle forze dell’ordine alle proteste, che era stato invece già prenotato, e riferiscono di un fermo di un giovane del Blocco studentesco.
Roma
E’ stato semplicemente identificato e rilasciato quasi immediatamente il ragazzo che questa mattina ha tentato di scavalcare le barriere che impediscono agli studenti che stanno manifestando di fronte al Senato di raggiungere corso Rinascimento. Intanto la manifestazione prosegue pacifica, con slogan e cori. Sono comparsi due striscioni, uno all’indirizzo dei parlamentari, ‘Piu’ pagati d’Europa, tagliate i vostri stipendi’ e un invito diretto al ministro, in stile romanesco, ‘Gelmini aripijate’ (ovvero ‘Gelmini riprenditi’). Lentamente la piazza si sta riempiendo e altri spezzoni di cortei spontanei stanno raggiungendo la sede della protesta dove circa un migliaio di studenti annunciano una permanenza costante.
Bari
”La 133 e’ una ferita insopportabile. Non solo nei confronti della scuola pubblica ma della democrazia”: lo ha detto all’ANSA, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che poco fa si e’ messo alla testa di un corteo spontaneo di studenti che protesta contro il decreto Gelmini. Insieme con Vendola c’e’ anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, gli assessori regionali al Lavoro, Marco Barbieri, e al Diritto allo studio, Mimmo Lomelo. Al corteo – secondo fonti della Questura – partecipano circa tremila studenti. In testa al corteo c’e’ una bara, gia’ utilizzata dai giovani in precedenti iniziative, che viene portata a spalla: sopra c’e’ un cartello con scritto ”onoranze funebri Gelmini”. La manifestazione si snoda in modo festoso per le vie della citta’ con maglie che vengono lanciate in aria, slogan, balli e applausi. Tutto e’ cominciato con un’assemblea che era stata organizzata in un’aula della facolta’ di Giurisprudenza: il luogo non riusciva a contenere il numero di studenti che, tra l’altro, cominciavano ad arrivare a centinaia e centinaia dalle altre facolta’.
Roma
Una delegazione del coordinamento ‘Non rubateci il futuro’, che prende il nome dall’Istituto comprensivo Iqbal Masih e che rappresenta circa 70 scuole elementari romane, sta per essere ricevuta al ministero dell’Istruzione. Il coordinamento, costituito da genitori e insegnanti della scuola, ha appena realizzato una rappresentazione davanti al ministero, dove tre ‘re magi’, tra cui un ex studente della scuola, portano al ministro Gelmini quasi 15 mila firme racchiuse in tre pacchi dono: scienza, accoglienza e cultura. Le firme sono state raccolte da genitori, nonni e ragazzi davanti alla scuola, ma anche per strada e nei mercati, con un unico obiettivo: “Il decreto non deve passare, e i tagli non devono essere fatti, perche’ i nostri figli devono avere le stesse opportunita’ di studiare come i bambini delle scuole private”. Lo dichiara all’ADNKRONOS Tiziana, una mamma in prima linea del coordinamento Iqbal Masih. “Si tratta di una scuola costituita prevalentemente da extracomunitari, ma credo che in un paese civile anche a loro debba essere garantito lo stesso livello di istruzione che viene garantito ai ragazzi italiani”, conclude Tiziana.
Agropoli
Stop ai cortei anti-Gelmini da parte degli studenti del Liceo Scientifico ”A. Gatto” di Agropoli, che questa mattina, dopo cinque giorni di manifestazioni e iniziative per le strade della cittadina cilentana, sono regolarmente entrati in aula per fare lezione. Gli allievi del ”Gatto”, pero’, non hanno rinunciato a proseguire la protesta. Gli studenti, infatti, indossano sul braccio una fascia che reca la scritta ”Studio, ma protesto”. ”Abbiamo deciso di proseguire la nostra lotta con attivita’ pomeridiane – spiega Elisa Mozzarella, rappresentante d’Istituto degli studenti – Al mattino ci recheremo regolarmente in classe per fare lezione. Cio’ non vuol dire che abbiamo mollato. La fascia significa proprio questo”.
Roma
Sono al momento sette i cortei spontanei degli studenti medi e universitari che stanno attraversando Roma per convergere a palazzo Madama sede del Senato dove oggi e’ in discussione il contestato decreto Gelmini. Il corte piu’ numeroso, circa 1.000 i partecipanti e’ partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Navona, e si trova all’altezza di corso Rinascimento. Altri cortei, di circa 3-400 studenti, sono segnalati: a viale Marconi con conseguente chiusura al traffico da via Leopoldo Nobili; all’Eur, in viale America, diretti a piazza Francesco Vivona dove la protesta si e’ trasformata in un sit-in. Un corteo sta percorrendo via di Ripetta e via della Scrofa, mentre il corteo lungo viale Trastevere ha ormai raggiunto corso Rinascimento. Ancora un corteo, sempre spontaneo si e’ formato nella zona della Garbatella, in via Silvio D’Amico e via Leonardo da Vinci. Da Ostiense sta partendo un altro corteo per raggiungere quello gia’ in corso in viale Silvio D’Amico che intende raggiungere la Facolta’ di lettera di Roma Tre. Alle 14 e’ previsto un corteo da piazza della Repubblica a piazza Barberini. Numerose le pattuglie della polizia municipale che stanno operando lungo i percorsi delle manifestazioni per limitare i disagi al traffico e provvedere alla chiusura e riapertura delle strade interessate.
Bologna
Fantasmi in piazza Maggiore, il cuore di Bologna, per ”difendere” la scuola pubblica e protestare contro il voto annunciato per domani al Senato che ripristina il maestro unico. I lenzuolini coi fori per gli occhi si aggireranno sul ‘crescentone’ a partire dalle 18.30. Li ha ‘invocati’ l’Assemblea Genitori-Insegnanti delle scuole della citta’ e della provincia che fu capofila della ‘Notte Bianca’ del 15 ottobre. Ora la proposta e’ un messaggio luminoso alla vigilia del voto sul decreto 137. L’assemblea invita gli altri genitori e insegnanti ‘dalle Alpi alla Sicilia’ alla veglia notturna e a comporre nelle piazze d’Italia la scritta ‘Fermatevi’ con candele e lumini. Intanto proseguono nelle strade ‘universitarie’ della Regione le lezioni in piazza di diversi docenti, mentre a Piacenza il Comitato Scuola Pubblica invita la gente in Piazza Cavalli indossando magliette bianche con la scritta ”Continuiamo a difendere la scuola pubblica”.
Bari
”Nichi sei uno di noi”: cosi’, a tratti, gli studenti a Bari si rivolgono al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che sfila con loro per le vie della citta’. Al corteo spontaneo, mano mano che procede, si stanno aggregando numerosi altri gruppi di giovani. ”Con questa riforma – viene gridato dagli altoparlanti – a scuola non si torna”. Gli studenti, mentre procedevano in via De Rossi, si sono seduti tutti per terra alzando le mani e facendo una ola: lo stesso ha fatto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che si e’ detto felice per la festosita’ con cui gli studenti stanno manifestando il loro dissenso.
Roma
I ragazzi che da questa mattina stazionano davanti a Palazzo Madama hanno chiesto di poter incontrare i senatori e di aprire un tavolo di trattative. Al grido di ”senatori fateci parlare, senatori fateci parlare”, il ragazzo dall’altoparlante annuncia che la richiesta e’ stata inoltrata al palazzo. Intanto annunciano l’arrivo di un altro corteo di studenti che si aggiungera’ al presidio. Proseguono gli slogan contro la responsabile del dicastero dell’Universita’ e uno striscione fra gli altri recita: ”Gelmini delecta est”.
Milano
Una cinquantina di studenti dell’ Accademia delle Belle Arti di Brera, seduti a terra e taccuini alla mano, seguono in piazza Duomo a Milano, sotto la statua di Vittorio Emanuele II, una lezione di restauro tenuta dal prof. Duilio Tanchis. Sempre oggi, il ‘format’ delle lezioni all’ aperto sara’ replicato nel pomeriggio dagli studenti della facolta’ di Scienze politiche della Statale di Milano, con due lezioni nella piazzetta di via del Conservatorio.
Roma
‘Ne’ rossi, ne’ neri, solo liberi pensieri”: e’ il grido che si leva dalla folla di studenti che da un paio d’ore staziona davanti all’ingresso nobile del Senato, su Corso Rinascimento, per protestare contro il decreto Gelmini. Il nome del ministro ricorre spesso negli slogan degli studenti, ed e’ associato ad un frequente ”vaffa-day”. Issato su un furgone, un ragazzo incita gli altri studenti e scandisce gli slogan, salvo interrompersi per un breve intervento e ricordare: ”non siamo di nessun partito, questa non e’ una protesta politica e i giornali scrivono un sacco di fregnacce. Non apparteniamo a nessun partito”. Finisce il discorso e parte lo slogan: ”Ne’ rossi, ne’ neri, ma solo liberi pensieri”.
Roma
”Due studenti del liceo Tasso di Roma sono stati aggrediti da due militanti dell’estrema destra. E’ l’ennesima dimostrazione del clima di violenza della destra, mirata ad alzare la tensione”. A denunciarlo Roberto Iovino coordinatore nazionale dell’UdS. ”La violenza – continua Iovino e’ l’arma dell’ignoranza contro la nostra intellingenza. Chiediamo alle forze dell’ordine di verificare infiltrazioni nei movimenti studenteschi di fazioni aderenti all’estrema destra, che nulla hanno a che vedere con le mobilitazione dell’ultimo mese”. ”Teniamo inoltre a ribadire -prosegue- la natura assolutamente antifascista e pacifista dell’onda studentesca che sta travolgendo le citta’ di tutto il paese. Domani continueranno le mobilitazioni contro il decreto 137. E’ necessario che il Senato ritiri questo provvedimento, le scuole di Roma presidieranno lo spazio antistante Palazzo Madama nei giorni 28 e 29, fino alla mobilitazione nazionale del 30, che partira’ da piazza della Repubblica alle ore 9,30 con la partecipazione di studenti e studentesse da tutta Italia”.
Roma
Alcuni studenti di chimica e biotecnologie dell’Universita’ di Roma La Sapienza, vestiti con i camici bianchi e alcune provette di laboratorio in mano, hanno avvicinato in un piccolo ”blitz” il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, alla presentazione dell’iniziativa ”Citta’ solari” promossa dal ministero per sensibilizzare sulle energie rinnovabili. Gli studenti hanno chiesto al ministro: ”Ci dia uno spiccio per la ricerca, non abbiamo soldi”. Un contatto civile che pero’ non ha dato i frutti richiesti dagli universitari. ”Non ci sono tagli sulla ricerca”, ha detto Prestigiacomo ai giornalisti dopo che gli studenti sono andati via. ”Per quanto colorita, l’iniziativa – ha proseguito – rientra in una campagna incomprensibile” in cui si denunciano misure del decreto Gelmini ”che non ci sono”. ”La riforma dell’universita’ non puo’ che farsi attraverso il dialogo – ha aggiunto Prestigiacomo – come detto dal ministro Gelmini. La manifestazione e’ in parte strumentalizzata – ha tenuto a sottolineare il ministro – anche dall’iniziativa di sabato del Partito democratico”. Una manifestazione degli universitari ”incomprensibile quando in questo provvedimento di universita’ non c’e’ nulla”.
Bari
”Siamo 10.000 ma le cifre non contano”: lo dicono gli studenti che, dopo aver dato vita in maniera spontanea ad un corteo che a Bari si e’ snodato per le vie della citta’ per protestare contro il decreto Gelmini, ora sostano davanti alla sede del Municipio del capoluogo pugliese. Fonti della questura di Bari parlano invece di oltre 4.000 persone. Ma altri gruppi di ragazzi, a mano a mano che il tempo trascorre, si stanno aggiungendo agli studenti che sono davanti al Comune.
Sciopero generale
Nove treni speciali e quasi 1.000 pullman si muoveranno per lo sciopero generale della scuola di dopodomani. ”Quella del 30 ottobre – afferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – si preannuncia la piu’ grande manifestazione per la scuola che si ricordi. Ma sara’ anche di piu’: centinaia di migliaia di persone sfileranno per salvare il futuro del Paese, il diritto al sapere, il valore della conoscenza, contro i tagli a scuola, universita’ e ricerca”. Il concentramento e’ previsto alle ore 9,00 in piazza della Repubblica; il corteo giungera’ in piazza del Popolo dove per la Cgil parlera’ il segretario generale, Guglielmo Epifani. Il Comune di Roma – secondo quanto rendono noto i promotori dello sciopero e della manifestazione (Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals) – ha predisposto tre parcheggi periferici dove dovranno sostare i bus (Tiburtina, Eur e Anagnina). I manifestanti potranno poi raggiungere piazza della Repubblica utilizzando la Metro A e B.
Bari
Un corteo spontaneo di studenti universitari e medi e’ partito poco fa a Bari, dopo l’assemblea alla facolta’ di Giurisprudenza e sta raggiungendo piazza Prefettura dove probabilmente chiedera’ un incontro con il prefetto Carlo Schilardi per rappresentare il dissenso nei confronti dei provvedimenti del ministro Gelmini. Il corteo si e’ mosso anche a causa del fatto che non era possibile fare entrare tutti i giovani nella sede della facolta’ e occorreva farli confluire verso altre direzioni per ragioni di ordine pubblico. La manifestazione, secondo quanto si apprende, era autorizzata. Al corteo si sono uniti anche il sindaco Michele Emiliano, il presidente della Provincia Vincenzo Divella e quello della Regione Puglia Nichi Vendola. Il primo cittadino spiega la sua presenza cosi’ all’ADNKRONOS. ”La partecipazione al corteo era tanto enorme quanto imprevedibile – dice – che mi ha spinto a essere qui per evitare che nessuno si faccia del male. Lo stiamo seguendo con Questore e Polizia”. Ma ci sono anche ragioni politiche. ”Il consiglio comunale – aggiunge – ha gia’ votato un ordine del giorno di totale sostegno alla protesta per cui siamo al fianco delle famiglie, degli studenti, degli insegnanti e del personale Ata. Il ministro Gelmini – aggiunge Emiliano – dice che fa come Obama ma, mentre lei taglia 100 mila posti di lavoro e somme consistenti di finanziamenti, Obama ha promesso che invece investira’ massicciamente sulla formazione e la ricerca. Gelmini e’ una cattiva insegnante che non educa a verita’ e dice bugie”. Ci sono stati anche momenti di tensione quando alcuni studenti di Azione Universitaria hanno fischiato il primo cittadino. ”Non potevamo esssere assenti e non essere vicini alle migliaia di studenti provenienti da tutta la provincia – dice Divella che chiede al ministro ”il ritiro del provvedimento e che si metta al lavoro per qualcosa di positivo per i ragazzi”.
Viterbo
“Chi non salta Gelmini è”, “I soldi non toglieteli a noi ma ai parlamentari”: sono alcuni gli slogan scanditi dagli studenti dell’Università della Tuscia e del liceo classico Mariano Buratti di Viterbo che, dalle 9,30 di questa mattina, si sono radunati a piazza del Plebiscito, sotto il palazzo comunale. Circa duemila i manifestanti. Intorno alle 10.30, gli studenti, in corteo, si sono diretti verso la sede del rettorato dell’Ateneo, nel complesso monumentale di Santa Maria in Gradi, dove si terrà un’assemblea generale. Nessun politico locale e nessuna bandiera di partito nel corteo, solo striscioni contro la “riformicchia Gelmini” e i tagli ai fondi per l’università.
Catania
Gli studenti hanno occupato a Catania la facoltà di Fisica dell’università per protestare contro la riforma Gelmini. E’ la seconda facoltà universitaria occupata in Sicilia dopo che ieri a Palermo era stata occupata Scienze Politiche. Nei due atenei anche oggi si sono svolte assemblee studentesche in varie facoltà.
Viareggio
Un gruppo di studenti, partito in corteo dalla centrale Piazza Mazzini, ha occupato per alcuni minuti, questa mattina, i binari della stazione ferroviaria di Viareggio. La manifestazione non ha causato alcun problema al transito dei treni. Il gesto rientra nelle proteste contro il cosiddetto ‘decreto Gelmini’ sulla riforma della scuola. A Viareggio e in Versilia nella maggior parte degli istituti la lotta prosegue con l’ autogestione, mentre sono state sospese molte occupazioni.
Genova
Circa 2000 studenti, precari e docenti dell’Università di Genova sono in piazza Matteotti per un’assemblea plenaria che avrebbe dovuto tenersi all’auditorium di Sant’Agostino ma è stata spostata per eccesso di affluenza. In mattinata molti docenti hanno sospeso la didattica, ma il blocco delle lezioni non è effettivo in tutto l’Ateneo. Intanto una delegazione di studenti universitari si è diretta verso il consiglio regionale. All’assemblea si sono uniti anche gli studenti delle scuole superiori, i licei Paul Klee e Cassini.
Pescara
Un corteo colorato, allegro e pacifico di quasi 4 mila studenti delle scuole superiori ha attraversato le vie della città di Pescara per protestare contro la riforma Gelmini. “Il sapere non si vende”, “non siamo dei cretini fermiamo la Gelmini”, “più si taglia più si raglia”: sono solo alcuni slogan che hanno animato la manifestazione. Ad accompagnare gli studenti tanta musica: le note di “Bella ciao”, di “La storia siamo noi” di De Gregori e di Daniele Silvestri. Non sono mancate le bandiere della pace. Uno degli organizzatori ha sottolineato che si tratta di una manifestazione apartitica.
Potenza
Circa un migliaio di zaini sono stati lasciati stamani appesi alle ringhiere del cortile esterno del liceo scientifico “Galileo Galilei” di Potenza, “simbolo della nostra protesta e del nostro strumento quotidiano di apprendimento, lasciato fuori dalla scuola”: gli studenti, invece, sono entrati “solo per eleggere – hanno spiegato – i rappresentanti alla Consulta provinciale”. La forma di protesta è stata attuata alle ore 8.30, al suono della campanella. Stamani, inoltre, è stato organizzato un altro corteo per le vie di Potenza. Nel centro storico, invece, si svolgeranno lezioni all’aperto. Nell’aula magna del Campus universitario di Macchia Romana è prevista un’assemblea con studenti, docenti e famiglie.
Cosensa
La protesta contro i tagli all’universita’ e alla cultura all’Universita’ della Calabria continuano con le occupazioni. Dopo il corteo che ha attraversato il lungo ponte al grido di ”fuori” rivolto a docenti e studenti impegnati nel prosieguo dell’attivita’ didattica, alcuni rappresentanti delle facolta’ di economia e scienze matematiche hanno invaso le presidenze, mentre i colleghi delle altre facolta’ hanno occupato un’aula ciascuno dove poter costituire dei collettivi ed elaborare proposte sulla continuazione delle iniziative di protesta. Alle 17 si terranno assemblee in ogni aula occupata.
Roma
Procura Roma avvia indagine Fascicolo avviato dopo denuncia presentata da capo istituto Roma, 28 ott. (Apcom) – Occupazione di edificio, in base all’articolo 633 del codice penale ed interruzione di pubblico servizio, secondo l’articolo 331. Sono queste le ipotesi di reato che la Procura di Roma prenderà in esame per quanto riguarda la mobilitazione degli studenti del liceo Giulio Cesare. Secondo quanto si è appreso ad originare il procedimento sarebbe stata una segnalazione dello stesso dirigente dell’istituto. Il fascicolo, per ora, è seguito direttamente dal Procuratore capo, Giovanni Ferrara.
Bologna
Partira’ giovedi’ prossimo alle 9.30 da piazza Nettuno, e non piu’ da piazza San Francesco come era stato annunciato ieri, il corteo contro la riforma Gelmini, promosso dagli studenti universitari di Bologna ma aperto a tutte le scuole della citta’. La manifestazione, che percorrera’ via Indipendenza, Irnerio, Zamboni e Castiglione, si dirigera’ in vicolo San Domenico davanti alla sede cittadina della Confindustria. L’associazione degli industriali, infatti, finisce nel mirino dei giovani studenti che oggi in conferenza stampa in Comune hanno spiegato: “l’obiettivo del corteo e’ Confindustria perche’ rappresenta il modello di sviluppo entrato in crisi e che vogliamo mettere in discussione”. Indice puntato, quindi, non solo contro i tagli all’Universita’, alle classi differenziate e al maestro unico, ma anche contro “l’idea di alleggerire lo Stato e socializzare le perdite che polarizza sempre di piu’ le differenze”. La protesta, dunque, si allarga e sconfina dai temi strettamente legati alla scuola. Non a caso, ricordano gli studenti in lotta da giorni “uno degli slogan della mobilitazione e’ ‘noi la crisi non la paghiamo’”. Il corteo di giovedi’, continuano i promotori “servira’ a unire tutte le mobilitazioni bolognesi e abbiamo gia’ avuto le adesioni dei licei in agitazione come il Copernico, il Minghetti e il Galvani, di alcune scuole elementari e medie e delle associazioni dei migranti”. In piazza per l’occasione scenderanno anche i Cobas, ma senza le bandiere, perche’ sottolineano gli universitari “siamo un movimento apartitico e autorganizzato, che ha una piattaforma propria”. Intanto, e’ gia’ aperta la discussione per promuovere una seconda grande manifestazione nazionale che potrebbe tenersi a Roma a meta’ novembre.
Torino
”E’ un vero peccato che il ’68 non sia continuato, e’ stato un grande sogno che oggi potrebbe riprendere”. A sottolinearlo e’ il filosofo torinese Gianni Vattimo che si appresta a tenere una lectio magistralis in Piazza Vittorio, aderendo cosi’ all’iniziativa delle lezioni universitarie all’aperto che sono diventate un po’ il simbolo della protesta contro la riforma Gelmini. ”Credevo che la mia universita’ fosse una schifezza -ha ironizzato Vattimo prima del suo intervento- finche’ non ho visto quella che si profila”. A chi gli chiedeva quali siano, secondo lui, i problemi principali della riforma il filosofo ha risposto parlando dei ”tagli di fondi, come quelli per la ricerca che non esistono quasi. I giovani ricercatori -ha aggiunto- saranno perennemente in attesa e poi c’e’ questa speranza folle di salvare l’universita’ mettendola al servizio delle forze produttive”. Secondo Vattimo il provvedimento di riforma ”presa nel suo complesso fa spavento solo a pensarci. Ci dicono che diciamo solo no -ha aggiunto- ma cosa si puo’ fare per proporre delle modifiche in meglio di una cosa cosi’ terrificante?”. Secondo Vattimo ”c’e’ un atteggiamento nei confronti della scuola e dell’universita’ spaventoso perche’ puramente economico e io lotto perche’ questo decreto venga ritirato o modificato, ma fondamentalmente vorrei lottare perche’ questo governo se ne andasse”. Vattimo ha poi concluso osservando che ”vale la pena di lottare per la scuola perche’ e’ la base di uno sviluppo sociale e adesso credo che la piazza debba muoversi”.
Roma
Manifestazione di studenti lungo la via Ostiense a Roma. Il corteo, spontaneo, si si sta dirigendo a corso Rinascimento. Deviate o limitate tutte le linee di bus che sono in servizio tra viale Marconi, via Ostiense, la Garbatella, Piramide e il Circo Massimo.
aggiornato alle 16,39


Lascia un commento