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Lotte studenti: cronaca 27 ottobre

Autore: . Data: lunedì, 27 ottobre 2008Commenti (0)

Manifestazioni e scioperi

InviatoSpeciale, come fa da qualche giorno, ha raccolto le notizie di agenzia di oggi (Ansa, Agi, Adnkronos).


Roma
Oltre 7000 studenti si sono radunati questa mattina a piazza della Repubblica. Lo annuncia l’Unione degli studenti precisando che ”il corteo si snoderà per le via del centro fino ad arrivare a piazza Venezia dove gli studenti si fermeranno per un sit-in di protesta. Lo striscione di apertura recita ‘Giù le mani dalla cultura’ ed e’ firmato dalle scuole del IV Municipio. Nelle prossime ora della mattinata – prosegue l’Uds- saranno moltissime le scuole a Roma e in tutta Italia in mobilitazione, e il loro numero e’ in costante aumento e crescerà fino a mercoledì, in cui e’ prevista la votazione finale al senato del decreto Gelmini”.

Bari
Lezioni universitarie in piazza questa mattina a Bari per protestare contro la riforma Gelmini. Stamane a dare il via alle attività, nella centrale piazza Umberto, di fronte all’Ateneo, e’ stato il prof. Angelo Massafra della facoltà di lettere con una lezione di storia moderna rivolta ad una cinquantina di studenti seduti per terra. Fitto il programma della giornata: in piazza Umberto le attività proseguiranno con una lezione di letteratura inglese tenuta dal prof. Stefano Bronzini e poi, all’ora di pranzo, con una lezione di storia della filosofia contemporanea del prof. Sistetti. I docenti hanno accolto favorevolmente l’iniziativa degli studenti concordando addirittura con la preside di facoltà, Grazia Di Staso, il calendario delle lezioni di tutta la settimana. ”Il senso della lezione in piazza – ha detto il prof. Massafra agli studenti – e’ trovare un luogo pubblico in cui discutere di questioni molto serie che travalicano la vita universitaria e tutto il contesto formativo. In questa fase bisogna dire ad alta voce, non urlando, le ragioni ed i motivi profondi di questa manifestazione. Un modo perché la cultura universitaria cerchi di stabilire un rapporto stabile con i cittadini”.

Firenze
Circa duecento studenti stanno seguendo le prime lezioni della ’24 ore non stop’ organizzata all’Universita’ di Firenze dagli studenti di sinistra per protestare contro la riforma della scuola. Questa mattina alle 8.30 sono iniziate le lezioni che continueranno per tutto il giorno e la notte, fino alla stessa ora di domani. Primi argomenti trattati, tutti di carattere scientifico, da docenti dell’università di Firenze: ‘Testa, croce o successioni’, ‘Innovazione tecnologica: la risorsa matematica’, ‘La chimica nel piatto’, ‘Come imparare a risolvere il cubo di Rubik’. Per resistere alle 24 ore di corsi e’ garantito il caffé gratuito per tutta la notte e a chi arriverà a domani mattina sarà offerta la colazione. L’iniziativa si svolge al dipartimento di matematica ed e’ organizzata dal Collettivo di scienze e dagli studenti di sinistra, sul cui sito Internet soni trasmesse le lezioni in diretta video.

Italia
Continua la mobilitazione degli studenti contro il decreto Gelmini: annunciati ancora scioperi, proteste e occupazioni che culmineranno nello sciopero nazionale della scuola organizzato a Roma per giovedì prossimo con una manifestazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Oggi a Roma, alcuni studenti delle scuole superiori sfileranno da Piazza della Repubblica fino a piazza Madonna di Loreto. La Rete degli studenti ha annunciato che da oggi in tutta Italia ci saranno scioperi e notti bianche. Non si placa inoltre la protesta degli Atenei, gli studenti dell’Università di Tor Vergata infatti hanno messo in ‘vendita’ su e-bay la propria università e hanno sfilato in piazza dei Cinquecento in camice bianco e libri in mano. E ancora alla Normale di Pisa sono oggi apparsi striscioni con scritto: ”Un Paese vale quanto ciò che ricerca”.

Cobas
Appuntamento da domani alle 17 davanti al Senato per ribadire il no del ‘popolo della scuola pubblica’ al decreto Gelmini. A lanciarlo i Cobas della Scuola che, in concomitanza con le votazioni sul provvedimento, che dovrebbero chiudersi mercoledì, invitano docenti, studenti e genitori a scendere in piazza. ”Anche oggi – sottolinea il portavoce nazionale dei Cobas della Scuola, Piero Bernocchi – in tutta Italia proseguono cortei, sit-in, occupazioni e autogestioni di scuole, a dimostrazione di quanto fosse sentito quel ‘Non ci farete paura’ che il movimento ha risposto alle brutali minacce poliziesche e forcaiole di Berlusconi contro il popolo della scuola pubblica. ”Al centro della protesta – prosegue Bernocchi- continua ad esserci il rifiuto dei catastrofici tagli che Tremonti e Gelmini vogliono imporre alla scuola, nonché la ripulsa verso un modello di scuola ottocentesco, con grembiulini, bocciature in condotta e inverosimili ‘maestre uniche’ tuttologhe. Ma – aggiunge – c’è anche la ferma determinazione, espressa con nettezza nello straordinario corteo dei 500 mila del 17 ottobre, che la terrificante crisi del liberismo economico e del sistema finanziario, che sta mandando in malora i risparmi di milioni di italiani/e e mettendo in ginocchio l’economia, non la debbano pagare i salariati, i pensionati, gli studenti, i precari, i giovani, ma chi l’ha determinata e provocata”.  ”E che dunque – sottolinea ancora il leader dei Cobas – sia folle che lo Stato, disposto oggi ad intervenire pesantemente nell’economia, salvi banchieri pirati e banche fraudolente, industrie decotte e assistite, e continui a tagliare salari, pensioni, scuola, sanita’ e servizi pubblici. Ma Berlusconi continua a disprezzare ogni protesta e il governo porterà in aula al Senato per l’approvazione definitiva il decreto Gelmini domani. Non possiamo permettere che il 28 e il 29, giorni delle votazioni, siano, come qualcuno ha detto, ‘i giorni della Gelmini”’. ”Siamo certi – evidenzia Bernocchi – che nelle due giornate l’intero popolo della scuola pubblica in tutta Italia sapra’ mettere in campo tutta l’ampiezza e l’intensità della sua opposizione, facendo uso, nel migliore dei modi, delle ultime ore che abbiamo a disposizione per impedire l’approvazione del catastrofico decreto 137. Di particolare rilievo sara’ la mobilitazione a Roma davanti al Senato: invitiamo tutti/e i docenti, Ata, studenti e genitori che vogliono sconfiggere la politica scolastica di Gelmini-Tremonti, a partecipare alla manifestazione, promossa da numerose realta’ del movimento di lotta tra cui i Cobas, che inizierà domani alle 17 a Piazza Navona, davanti al Senato, e che – conclude – andrà avanti fino al termine delle votazioni, previsto per la mattina del 29”.

Firenze
Una maratona non stop di 24 ore di lezioni, per protestare contro i tagli all’Università e il decreto Gelmini. A metterla in atto, a partire da stamani alle 8.30, gli studenti universitari del Polo di Scienze. Le lezioni, che continueranno senza sosta fino alle 8.30 di domani mattina, si svolgono al dipartimento di matematica ‘Ulisse Dini’ e sono visibili anche su Internet sui siti www.collettivodiscienze.it e www.studentidisinistra. Caffè gratis di notte, per restare svegli, e colazione gratuita per chi riuscirà ad arrivare a domani mattina.

Napoli
La protesta degli studenti universitari napoletani viaggia in rete: hanno preso il via questa mattina le trasmissioni della web-tv degli studenti dell’ Università Orientale occupata. Sul sito www.mogulus.com/stopgelmini scorrono in streaming le immagini della protesta raccolte dal gruppo media center dell’assemblea Stop Gelmini dell’Ateneo partenopeo. Sul fronte del web da segnalare anche il grande successo del gruppo ”La Federico II contro la legge 133 e la legge Gelmini”, creato sulle pagine del social network Facebook: sono oltre mille gli iscritti. Intanto proseguono le lezioni all’aperto. Stamattina e’ stato il turno della professoressa Valentini con un seminario dal tema ”la politica quando diventa format” nel cortile di Palazzo Giusso. La mobilitazione prosegue anche negli altri Atenei. La prima assemblea di oggi si e’ svolta nella sede di Ingegneria della Federico II a piazzale Tecchio. Alle 12 sarà la volta di Architettura in via Forno Vecchio e alle 14.30 Fisica a Monte Sant’Angelo. Nel pomeriggio, la consueta riunione delle 15 a Palazzo Giusso e alle 16.30 un’altra assemblea nell’aula occupata della Facolta’ di Scienze a via Mezzocannone.

Napoli
A Napoli studenti ancora in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Questa mattina sono due, per il momento, i cortei che stanno sfilando in città. Un primo, autorizzato, è partito poco dopo le 10 in alcune strade del quartiere periferico Ponticelli; un altro, estemporaneo, si è radunato in piazza del Gesù per dirigersi in piazza Municipio. Intanto aumenta il numero di istituti superiori occupati o autogestiti. Lo storico liceo classico Genovesi, in piazza del Gesù, che è stato il primo ad essere occupato, resta il fulcro della protesta.

Roma

“La nostra e’ un’occupazione pacifica. Non abbiamo intenzione di fare danni o creare problemi”, afferma una studentessa del Liceo Giulio Cesare di Roma, dove da stamattina e’ iniziata l’occupazione per protestare contro la legge Gelmini. Un occupazione ‘parziale’, con due piani su cinque occupati, e con professori e personale amministrativo che possono continuare a svolgere le attivita’ non didattiche. Gia’ da qualche giorno al Giulio Cesare era in corso un’autogestione, stamattina invece gli studenti sono passati all’occupazione, che e’ ancora in fase organizzativa. “La nostra idea – afferma un rappresentante di istituto – e’ arrivare compatti alla manifestazione del 30 ottobre, dove sfileremo come ‘Liceo Giulio Cesare’ “. Continuano le occupazioni dei licei romani per protestare contro il Dl Gelmini. Da stamane anche lo ‘storico’ liceo classico ”Manara”, nel quartiere di Monteverde vecchio, a due passi da Villa Pamphili, e’ stato occupato dagli studenti che hanno bloccato la didattica e si stanno organizzando in una sorta di autogestione.Si e’ spaccato in due il corteo degli studenti medi partito da piazza della Repubblica a Roma e per concludersi con un sit-in a piazza Venezia. A determinare la divisione – raccontano gli studenti dell’Uds – sono stati gli aderenti al Blocco studentesco, un’organizzazione di estrema destra, che ha preso la testa del corteo al grido di “Duce, Duce”. A questo punto, gli studenti vicini alla sinistra hanno deciso di separarsi dal Blocco. Risultato: i giovani di destra si stanno dirigendo verso piazza Venezia per il sit-in, mentre lo spezzone con gli studenti di sinistra avrebbe deciso di dirigersi al ministero dell’Istruzione dove stanno confluendo altri ragazzi delle scuole medie romane.

Palermo
Cortei, sit-in e iniziative di protesta contro la legge 133 sono in corso in diversi punti della citta’, a Palermo. Davanti la sede della Rai, in viale Strasburgo, un gruppo di studenti di scuole medie superiori sta effettuando un sit-in, mentre altri studenti dopo un presidio in piazza Politeama, davanti al teatro, hanno sfilato in corteo per via Libertà, creando problemi alla circolazione. In piazza Castelnuovo invece gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università hanno partecipato a una lezione all’aperto. Altre lezioni delle facoltà di Ingegneria, Architettura, Medicina, Farmacia e Giurisprudenza sono in programma domani in diverse zone della città.

Calabria
Proseguono assemblee e dibattiti nelle scuole calabresi contro i contenuti della riforma Gelmini. A Cosenza, stamani, manifestazione spontanea contro il decreto del ministro degli studenti delle scuole superiori che hanno sostato davanti alla Prefettura. Il corteo si e’ svolto in modo pacifico e senza problemi. Sempre nel cosentino, al liceo scientifico di San Giovanni in Fiore che comprende anche una sezione del classico e socio – psico – pedagogico e’ partita una ”campagna formativa e informativa” con assemblee, dibattiti e proiezioni di filmati cui partecipano docenti e studenti. Sono tornati regolarmente in classe, dopo tre giorni di occupazione, gli studenti del Liceo scientifico Pitagora di Rende (Cosenza). Autogestione al liceo scientifico e al professionale di Stato di Filadelfia, nel vibonese. A liceo scientifico Da Vinci di Reggio, dopo il corteo e la manifestazione della scorsa settimana, lezioni regolari. Anche a Catanzaro, gli studenti dell’Istituto tecnico industriale che avevano capeggiato la protesta di venerdì sono entrati regolarmente. All’università della Calabria continua la mobilitazione in vista dell’assemblea generale sulla riforma Gelmini.

Milano
Oltre 600 studenti del Politecnico di Milano si sono riuniti nei giardini di piazza Leonardo da Vinci, zona Città studi, per un’assemblea ”aperta e all’aperto” nell’ambito delle mobilitazioni contro i tagli all’università e la riforma scolastica del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. ”Studenti del Politecnico in mobilitazione. No alla legge 133”, recita uno striscione srotolato dai partecipanti. ”Questa assemblea – spiega uno degli organizzatori – apre una settimana di grossa mobilitazione del Politecnico che, finalmente, scende anche lui in campo”. Anche la sede distaccata della Bovisa organizzera’ domani una sua assemblea alle 12, mentre mercoledì sarà la volta di tutto il polo universitario di Città studi (Politecnico e facoltà scientifiche della Statale) promuovere un’assemblea. Oggi pomeriggio, al termine dell’incontro, potrebbe partire un corteo non autorizzato che raggiungerà piazzale Cadorna dove è prevista una lezione all’aperto organizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Brera.

Pisa

Uno striscione è comparso sulla facciata del Palazzo della Carovana, sede della scuola Normale Superiore di Pisa. “Un Paese vale quanto ciò che ricerca”, si legge. A firmarlo gli “Studenti della Normale”. E’ questa la forma scelta dai circa 500 allievi della Scuola d’Eccellenza per protestare contro la legge 133. Alla Normale non e’ stata promossa nessuna occupazione, perché gli studenti vogliono dare “un contributo costruttivo alla mobilitazione studentesca”, come si legge in una nota. Per questo gli allievi hanno organizzato “dei gruppi di studio per approfondire numeri, informazioni, statistiche in merito alla legge 133 e alla situazione dell’Università italiana”. Alla Scuola Normale Superiore di Pisa non c’e’ sospensione delle lezioni ne’ dell’attività didattica. Fuori dall’orario di lezione allievi e docenti si sono incontrati gia’ piu’ volte per discutere sulla situazione universitaria a livello nazionale. Per la prima volta dal 1968, la settimana scorsa un consistente numero di allievi della Normale ha partecipato ad una manifestazione di protesta per le vie di Pisa assieme agli studenti della Università locale.

Cidi
Il Cidi, Centro di iniziativa democratica degli insegnanti, ”aderisce allo sciopero e alle manifestazioni della scuola del prossimo 30 ottobre e invita tutti i suoi iscritti ad aderire e partecipare”. ”Le ragioni sono tante – spiega il Cidi – dobbiamo chiedere il ritiro dei provvedimenti del Ministro Gelmini, perché ricadranno pesantemente sulla qualità della didattica e sui livelli di apprendimento degli studenti; dobbiamo avversare le falsità, le approssimazioni, le inesattezze che ministri e politici di turno raccontano sulla scuola; dobbiamo dire basta alle ingiurie e agli insulti che in troppi e da troppo tempo rivolgono agli insegnanti”. ”Soprattutto – prosegue il Cidi – dobbiamo sostenere le ragioni della scuola, della cultura e del sapere. Il diritto all’istruzione e’ inalienabile, non solo va difeso come principio, ma vanno chieste riforme coraggiose e lungimiranti perché sia attuato e garantito a tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, dai tre anni fino all’Università. Per tutti questi motivi – conclude il Centro di iniziativa democratica degli insegnanti – il Cidi ci sarà, a Roma e in altre città, con lo slogan: ‘La scuola va riformata, non tagliata”’.

Italia
La settimana di mobilitazione contro la riforma Gelmini a Roma e’ iniziata oggi con una serie di iniziative degli studenti medi e universitari: cortei, sit-in, occupazioni e lezioni all’aperto che hanno invaso pacificamente ”a macchia di leopardo” tutta la città. Le due iniziative principali si sono svolte a piazza della Repubblica, dove le scuole del quarto municipio hanno organizzato un corteo degli studenti medi diretto a piazza Venezia, al quale avrebbero partecipato 7.000 persone, secondo gli organizzatori, e all’Eur, dove si e’ svolto un presidio con circa 2.000 studenti di tre istituti – il Vivona, il Cannizzaro e l’Aristotele – si sono riuniti in assemblea e poi hanno deciso di organizzare un sit-in davanti al ministero della pubblica istruzione. Sempre in mattinata studenti e docenti universitari della facoltà di Medicina de La Sapienza hanno tenuto una lezione all’aperto avanti alla sede del ministero della Pubblica istruzione e quelli di filosofia, a piazza Farnese. Un ”fuori programma” c’e’ stato quando il corteo degli studenti medi e’ arrivato a via Cavour e militanti di ”Blocco studentesco” una formazione vicina alla Fiamma Tricolore, hanno preso la testa del corteo riuscendo a deviarne uno spezzone fino a davanti al Senato, dove la protesta e’ proseguita con un sit-in. In tarda mattinata un centinaio di studenti era ancora in viale Trastevere davanti alla sede del ministero.

Sondaggio
Intanto, mentre sul sito di social networking Facebook ha superato i 117mila il numero delle adesioni alla causa “A favore dell’istruzione e della ricerca”, che contesta la legge 133 di riforma dell’Università, un sondaggio realizzato da Demos per conto del quotidiano “Repubblica” e reso noto oggi dice che il 47% degli italiani sono contrari al decreto Gelmini, contro il 38,5% di favorevoli e il 14,3% che non sa o non risponde.
Il sondaggio dice anche che il 49,4% appoggia la protesta degli studenti, mentre il 38,4% non è d’accordo con le manifestazioni.
Sull’uso delle forze delle ordine per prevenire occupazioni di scuole e università, evocato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il 48,1% degli intervistati risponde che “è sbagliato occupare, ma va tollerato”, mentre per il 26,7% “è giusto occupare le Università”, dice Demos.
Un quarto degli italiani (il 25,3%) dice invece che occupare è inaccettabile e va impedito “anche con la polizia”.
In generale, comunque, la scuola pubblica è difesa e apprezzata dalla grande maggioranza degli intervistati: il 69,3% del campione è soddisfatto delle Elementari pubbliche (contro il 47% delle elementari private), il 62,4% dalle superiori pubbliche e il 59,4% dalle Università.
I problemi principali della scuola, dice ancora il sondaggio, sono “la mancanza di fondi” (18,8%), “lo scarso collegamento col mondo del lavoro” (17,8%) e anche “la violenza negli istituti” (14%: ma rispetto a quattro anni fa, dice Demos, questa voce è cresciuta del 6,4%), la mancanza di sostegni per le famiglie e gli studenti più poveri (13%).
Il 12,6% attribuisce invece la responsabilità principale alla “scarsa qualità degli insegnanti”, anche se poi la fiducia negli insegnanti delle scuole pubbliche registra complessivamente il 64,4%.
Il sondaggio è stato realizzato tra il 21 e il 23 ottobre tra 1024 persone di età superiore ai 15 anni.


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registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008