Lotta studenti: cronaca di oggi
Le notizie del giorno
Ancora una giornata di manifestazioni e proteste contro le decisioni del governo in materia di Istruzione. La stampa nazionale, pur dedicando un po’ di spazio in più di ieri al movimento degli studenti, sembra voler minimizzare le dimensioni di una contestazione ogni giorno più estesa. O spostare la cronaca sui piccoli episodi di intolleranza avvenuti a Milano.
InviatoSpeciale ha raccolto le notizie di agenzia del giorno (Ansa, Agi, Adnkronos).
Abbiamo inserito anche una dichiarazione del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, di Allenaza Nazionale-Partito delle Libertà , perchè ci sembra rappresentare con molta chiarezza la distanza che c’è tra l’esecutivo ed il movimento.
Georgia Meloni, ministro della Gioventù
“Ho l’impressione che il movimento studentesco si stia facendo trascinare dai docenti e dalle strutture di riferimento che sono come e’ guisto che sia, partiti e sindacati”. Cosi’ il Ministro della Gioventu’ Giorgia Meloni in una intervista al Giornale, a proposito delle proteste studentesche contro la riforma Gelmini. “Che le posizioni di studenti e docenti convergano, – continua la Meloni – e’ una cosa mai capitata prima. Una contraddizione in termini visto che hanno obiettivi diersi. Il tentativo di strumentalizzare il movimento studentesco c’e’ sempre stato ma negli anni passati, la partecipazione era piu’ ampia e si dialogava alla pari con i partiti riuscendo ad anestetizzare gli eccessi. Non a caso, i protagonisti delle proteste sono stati sempre i coordinamenti degli studenti e mai i partiti o i sidacati”. Secondo il Ministro, “oggi i manifstanti ripetono a pappagallo quello che gli dice il partito di riferimento. Manca la parte di proposizione. Non sono d’accordo su come investire i risparmi? Ce lo dicano, non avremo problemi a discturne. Invece non si sa neanche se hanno chiesto un incontro con il Ministro dell’Istruzione”.
Palermo
La marcia contro la riforma Gelmini non si ferma. Dopo i 10 mila (c’e’ chi giura 15 mila) di ieri a Palermo, gli studenti oggi fanno il bis. E questa volta e’ piu’ evidente un dato gia’ emerso ieri: quello della consonanza con i docenti che, interrotte le lezioni, sono presenti questa mattina alle assemblee sulla legge 133 iniziate alle 9 nelle dodici facolta’ dell’ateneo. Poi, ancora tutti insieme alle 11.30, in corteo, dalla presidenza di Ingegneria fino alla prefettura. Ai presidi il rettore Giuseppe Silvestri, molto duro contro la ‘ministra’, aveva infatti chiesto lo stop alle lezioni e le assemblee di facolta’ “per analizzare la difficile situazione in cui verra’ a trovarsi il sistema statale italiano a seguito delle misure restrittive decise dal governo”. A Palermo l’apertura dell’anno accademico sara’ celebrata con una contromanifestazione di studenti e docenti e c’e’ chi propone di estendere il blocco delle attivita’ almeno fino all’insediamento del nuovo rettore Roberto Lagalla previsto per fine mese. Proprio Lagalla stamane partecipa all’assemblea di Medicina: “Spero che queste manifestazioni servano a sensibilizzare il governo. Tutte le riforme degli ultimi anni sono state peggiorative, ma quella appena approvata e’ oltremodo pericolosa perche’ riduce il problema alla dimensione economico-finanziaria. Non ci sottraiamo al confronto, ma il governo ci ascolti”. “L’universita’ richia di estinguersi – accusa il preside di Lettere Vincenzo Guarrasi – noi professori non scendiamo in strada per rivendicare privilegi, altrimenti gli studenti non sarebbero al nostro fianco, ma per impedire quanto sta accadendo”.
Palermo
Assemblee sono in corso nelle facolta’ dell’Universita’ a Palermo per discutere della legge 133, contestata da molti studenti e docenti. Alle 11 e’ previsto un concentramento davanti la facolta’ di Ingegneria, nella cittadella universitaria di viale delle Scienze, con studenti e docenti che in corteo raggiungeranno la sede della Prefettura, dove ha annunciato la sua presenza anche il rettore Giuseppe Silvestri. Ieri 15 mila persone tra studenti, ricercatori e personale amministrativo hanno manifestato davanti la sede del Rettorato contro la riforma del ministro per la Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini.
Palermo
Come aveva annunciato ieri il rettore Giuseppe Silvestri durante la manifestazione degli studenti con 15 mila persone in piazza, il sito www.unipa.it dell’Universita’ di Palermo e’ stato oscurato in sostegno della mobilitazione contro la legge 113. Nell’home page del sito Internet e’ stata inserita una mozione del Senato accademico. ”Il Senato accademico – si legge – ribadisce la sua contrarieta’ nei confronti di ogni ipotesi di trasformazione dell’Universita’ di Palermo in una Fondazione e ritiene necessario, per ristabilire una base di discussione serena e costruttiva, la revoca della legge 133 e la reale attivazione del tavolo interistituzionale annunciato dal ministro Gelmini, dal quale fare partire una consultazione ampia e partecipata”. ”Il Senato Accademico – prosegue il comunicato – prende atto dei documenti approvati dal Consiglio di amministrazione, dai Consigli di Facolta’ di Ingegneria, Scienze della Formazione, Scienze Mm.ff.nn. e dall’Assemblea di Ateneo, e ne condivide le espressioni di grave preoccupazione”. Il sito web rimarra’ oscurato per l’intera giornata.
Cosenza
All’Universita’ della Calabria sono estesi a quasi tutte le facolta’ la discussione e il dibattito sugli impatti della legge 133. La facolta’ di Scienze Politiche, anche in accoglimento della richiesta pervenuta da parte degli studenti, ha indetto una Assemblea finalizzata alla discussione della vigente legislazione finanziaria e dei suoi impatti sull’Universita’. L’Assemblea si terra’ domani dopo la Conferenza didattica gia’ programmata nello stesso giorno. Le attivita’ didattiche, pertanto, saranno sospese durante lo svolgimento delle due iniziative. Per mercoledi’ e’ previsto anche il primo consiglio di facolta’ di Lettere mentre per giovedi’ mattina e’ prevista l’assemblea della facolta’ di ingegneria che ratifichera’ una mozione gia’ approvata con la quale si prevede l’assemblea permanente. Il tutto culminera’ con l’assemblea plenaria prevista per il 28 ottobre prossimo.
Bologna
Alcune centinaia di studenti dell’Universita’ di Bologna, dopo aver sfilato in corteo, hanno raggiunto la sede del Rettorato e vi hanno fatto irruzione. Dopo aver gridato slogan come ”vergogna, vergogna” davanti all’entrata ed essersi assembrati davanti al portone di via Zamboni 33, sede del rettorato, sono entrati rumoreggiando con tamburi e fischietti e impugnando anche fumogeni. L’iniziativa del corteo e’ avvenuta mentre nel cortile interno di palazzo Poggi un altro gruppo di 200-300 studenti stava incontrando pacificamente il Rettore, il quale era sceso per ascoltare le loro ragioni e rispondere alle domande sui tagli dei fondi previsti dalla riforma della scuola.
Firenze
Alcune migliaia di persone (oltre 10 mila al momento, secondo i sindacati), hanno cominciato a manifestare in centro a Firenze contro i tagli alla scuola e all’Universita’. Il corteo, partito da piazza San Marco, attraversera’ il centro per concludersi in piazza Santissima Annunziata. La manifestazione e’ organizzata dai sindacati toscani di Flc Cgil, Cisl Universita’, Fir Cisl, Uil Pa ur, insieme alla rappresentanze degli studenti universitari, e raccoglie studenti, precari, lavoratori dell’Universita’, enti di ricerca e Afam, e studenti delle superiori. Alla testa del corteo un camioncino con gli altoparlanti, poi sindacalisti, universitari e studenti medi. Tante le bandiere delle sigle dei rappresentanti dei lavoratori e anche qualcuna di Rifondazione comunista. I giovani cantano cori come ‘Tremonti non tagliare, la nostra cultura e’ da valorizzare’ e tengono striscioni e scritte ”contro la scuola dei padroni”, sostenendo che ”la ricerca si fa, non si distrugge”. Alcuni ‘chiedono l’elemosina’ con il tipico cappellino universitario, altri hanno cartelli al collo con scritto ‘adotta un precario’. In testa al corteo Alessio Gramolati, segretario toscano della Cgil. ”Qui – ha detto – c’e’ un movimento trasversale unito da una sola idea: il pubblico e’ una risorsa. Al Paese servono mezzi e investimenti non una logica di risparmio come quella del Governo”.
Italia
Anche oggi manifestazioni e mobilitazioni degli studenti sono previste in diversi atenei italiani. Secondo quanto rende noto l’Unione degli universitari (Udu) a Cagliari e’ stata organizzata un’assemblea di ateneo. Assemblea in programma anche all’Aquila alla facolta’ di economia. A Napoli e’ stato organizzato un corteo insieme alle associazioni e ai collettivi studenteschi, mentre a Palermo si svolgeranno assemblee in tutte le 12 facolta’ prima del corteo in programma a fine mattinata. A Parma nel pomeriggio sono state programmate assemblee alle facolta’ di ingegneria e lettere e a Pavia a scienze politiche. Assemblee anche a Perugia alle facolta’ di ingegneria e medicina. A Firenze le associazioni studentesche della Toscana, tra cui la Sinistra Universitaria-Udu Firenze Sinistra Per di Pisa, daranno vita ad un corteo regionale.
Roma
Giornata iniziata presto oggi per molte scuole romane in mobilitazione al grido di “E ora provate a fermarci”. Il ‘bollettino’ quotidiano diramato dall’Unione degli studenti (UDS) traccia un primo bilancio della giornata. “Arrivano in continuazione – si legge – le notizie dalle scuole in mobilitazione. Continua l’occupazione al liceo Majorana, dove hanno dormito gli studenti nella notte”. Secondo l’Uds, “davanti molte scuole gli studenti si sono riuniti in assemblea, come al Vittoria Colonna”. Mobilitazioni anche davanti gli istituti dei castelli romani”. Al Marco Polo di Monterotondo e’ invece iniziata “l’autogestione a seguito del corteo cittadino di ieri e di un’assemblea studentesca territoriale che ha visto oltre 300 studenti della cittàriuniti davanti al comune fino all’una di notte. L’assemblea ha inoltre indetto un corteo cittadino per il giorno 27″. Sempre in giornata “si svolgeranno assemblee ai licei Augusto, Orazio, Marco Polo di Roma e in molte altre scuole”. “Ci faremo sentire in questi giorni – dichiara Stefano Vitale, coordinatore dell’Unione degli studenti di Roma – per ribadire il nostro no al decreto Gelmini, alle classi separate per gli studenti stranieri, all’abbassamento dell’obbligo scolastico e al taglio dei fondi. Bloccando oggi le nostre scuole vogliamo mostrare le reali intenzioni di questo governo: chiudere la scuola pubblica!”.
Napoli
Un corteo di studenti universitari e delle scuole superiori sta attraversando le strade del centro di Napoli per protestare contro la riforma Gelmini ed i tagli alla ricerca scientifica. La manifestazione – alla quale stanno partecipando, secondo i promotori, un migliaio di persone – e’ stata voluta dai Collettivi studenteschi, da associazioni di dottorandi e ricercatori e dalle organizzazioni degli studenti medi. In testa al corteo uno striscione con la scritta: ”Fuori Confindustria da scuole e universita”’. Il corteo, secondo quanto si e’ appreso, dovrebbe concludersi in prossimita’ della sede di Confindustria Napoli.
Genova
Varie lezioni condotte dai professori della facolta’ di Lettere si sono tenute in strada stamani a Genova, con un calendario di appuntamenti organizzato per tutta la settimana. Nel pomeriggio si terra’ un’assemblea alla facolta’ di lingue straniere e si prevede che anche li’, con la collaborazione degli studenti, vengano organizzate una serie di lezioni all’aperto nei prossimi giorni. Nella prima mattina il responsabile del dipartimento di storia contemporanea Antonio Gibelli ha tenuto il suo corso sulla prima guerra mondiale spaziando sino a Vittorio Foa e l’assemblea Costituente, nella piazzetta davanti alla biblioteca universitaria in via Balbi. Sopra l’entrata della biblioteca appariva lo striscione ‘Contro l’universita’-fondazione portiamo in piazza la lezione – facolta’ genovese in lotta”.
Bologna
Alcune centinaia di studenti dei Collettivi universitari della sinistra che poco prima avevano fatto irruzione nel Rettorato dell’Universita’ di Bologna, hanno raggiunto la stazione ferroviaria e hanno occupato ”simbolicamente” il primo binario dello scalo per una decina di minuti. I manifestanti hanno gridato slogan per spiegare le ragioni della protesta aggiungendo che ”non e’ che l’inizio” e che ”le occupazioni continueranno”.
Roma
Gli studenti della Sapienza hanno annunciato un sit-in davanti al rettorato, dove nel pomeriggio si riunira’ il Senato accademico per decidere sulla legge 133. Lo annuncia uno striscione appeso sul muro della facolta’ di Lettere e filosofia dove questa mattina si tiene una conferenza stampa: “sit-in al rettorato. Il Senato accademico deve prendere una posizione netta rispetto alla legge 133. Blocco dell’anno accademico subito”. Gli organizzatori dell’incontro con i giornalisti hanno riferito che una delegazione di tre studenti si e’ recata al rettorato, dove e’ presente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano per un convegno commemorativo sullo storico Giuliano Procacci, per consegnare nelle mani del presidente una lettera che esprime la posizione degli studenti. “Vogliamo far sapere – hanno spiegato – che non diciamo solo dei no”.
Roma
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presente questa mattina alla ‘Sapienza’ per un convegno, ha incontrato nello studio del Rettore una piccola delegazione di studenti in agitazione che gli hanno consegnato una lettera sull’attuale situazione dell’universita’. “Siamo in un momento molto delicato per il mondo della formazione tutto – scrivono gli studenti -, l’offensiva governativa e’ tutt’altro che marginale: si tratta di un’offensiva chiara, in una completa assenza di modelli alternativi, tanto per la scuola quanto per l’universita’”. In questo momento delicato – prosegue la nota – “e’ necessario prendere posizione, affinche’ il carattere pubblico della formazione non venga definitivamente dismesso. Di fronte a questa dismissione – dicono gli studenti – le nostre lotte continueranno ad essere determinate ed intelligenti, ci auguriamo che anche lei decida da che parte stare e non abbandoni a se stessi scuola, universita’, ricerca pubblica”. Napolitano, secondo quanto riferito dal rettore vicario, Luigi Frati, ha risposto che l’universita’ e’ una priorita’ per il Paese, ma ha precisato che la sua funzione non e’ politica e che con la sua responsabilita’ morale rispondera’ ai ragazzi nei modi che gli sono consentiti. Il Capo dello Stato ha anche aggiunto che quando si fanno delle politiche di finanza pubblica bisogna stabilire delle priorita’.
Firenze
E’ stata imponente la manifestazione regionale organizzata a Firenze contro i tagli alla scuola e all’Universita’. In totale, fanno sapere i sindacati, i partecipanti sono stati 60 mila, mentre per la questura il dato e’ di 40 mila, che in circa tre ore hanno marciato per le vie del centro. Il corteo e’ partito alle 10 da piazza San Marco, e’ passato davanti alle sedi di Regione, Consiglio regionale, prefettura, Provincia, Comune, si e’ allargato in piazza Duomo e piazza della Signoria passando dalla centralissima via Calzaiuoli ed e’ culminato in piazza Santissima Annunziata. Li’ molti studenti medi, universitari, precari e ricercatori toscani hanno preso la parola per dire il loro ‘no’ ai tagli promossi dal Governo e per la difesa dell’istruzione pubblica. Molte le bandiere dei sindacati e gli striscioni degli studenti con scritte come ”studenti di medicina coagulati contro la 133”, ”Gelmini sei, sei, sei rimandata”, ”Dalle Alpi agli Appennini tutti odiano la Gelmini”. Unico partito presente con alcune bandiere e’ stato quello di Rifondazione comunista e nel corteo si sono visti, tra gli altri, l’assessore comunale fiorentina alla pubblica istruzione Daniela Lastri e il presidente del consiglio comunale di Firenze Eros Cruccolini. Concludendo il corteo, i giovani hanno raccomdanto di ”restare uniti” e di ”continuare la mobilitazione” con altre iniziative, sottolineando la propria ”distanza dai partiti”.
Milano
Un drappello di studenti della facolta’ di lingue si e’ unito, all’altezza di piazza Missori, al corteo non autorizzato deciso questa mattina durante l’assemblea degli Stati generali dell’Universita’ degli Studi di Milano. All’assemblea hanno partecipato le rappresentanze degli studenti, dei ricercatori, del personale ausiliare e amministrativo e dei docenti. In testa al serpentone, che sta raggiungendo piazza Duomo, ci sono ”i lavoratori e le lavoratrici della Statale in sciopero” che espongono lo striscione ‘Difendiamo l’Universita’ pubblica’.
Bologna
I giovani in corteo hanno gridato slogan come ”Noi la crisi non la paghiamo”. Mentre il gruppo sfilava c’era anche chi ha scelto una protesta diversa. Sono infatti proseguite le lezioni ‘a cielo aperto’. Davanti al rettorato, in via Zamboni 33, un gruppo di studenti di Fisica prendeva appunti sulla ‘teoria dei campi’, spiegata da un professore con tanto di gesso e lavagna. La lezione si e’ interrotta quando il gruppo e’ entrato, per poi riprendere successivamente. La manifestazione, come detto, non ha avuto problemi con carabinieri e polizia. ”Dalla questura ci hanno lasciato fare perche’ anche loro sono preoccupati per il futuro dei loro figli”, ha commentato Stefano Biosa, di Spazio sociale studentesco, uno dei leader della manifestazione. ”E anche il sindaco Sergio Cofferati ha a cuore l’avvenire di Edoardo, suo figlio, per questo ci ha dato la sua solidarieta”.
Vallo di Diano (Salerno)
Anche nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, gli studenti sono scesi in piazza per protestare contro la Riforma Gelmini. Oggi a Sala Consilina in 500 hanno sfilato in corteo per le vie principali della citta’. Domani si terra’ una nuova manifestazione di protesta sempre a Sala Consilina con l’adesione di tutti gli studenti del Vallo di Diano.
Regione Toscana
”La Regione considera strategica l’universita’ e la ricerca per il futuro della Toscana, per questo la Regione sta a fianco degli studenti, dei precari, dei lavoratori dell’universita’ e della ricerca e dei sindacati”. Lo afferma l’assessore regionale Eugenio Baronti, che ha partecipato stamani alla manifestazione indetta a Firenze contro i tagli all’universita’ e alla scuola da parte del Governo. ”La nostra – sottolinea Baronti – e’ una presenza che significa solidarieta’ e condivisione di una battaglia che consideriamo giusta perche’ la scuola e l’universita’ pubblica sono un bene da difendere e potenziare. I ricercatori e gli studenti di oggi sono un patrimonio che garantisce il ricambio generazionale e sul quale dobbiamo poter contare per fare quel salto di qualita’ che le sfide del presente e del futuro ci impongono. Basti pensare all’ambiente, ma anche alla crisi del modello di sviluppo attuale che si fa sentire sempre piu’ pesantemente”. L’assessore Baronti ribadisce l’impegno della Regione sul fronte della ricerca. ”Abbiamo gia’ approvato in giunta la nuova proposta di legge volta a dare il maggiore impulso e supporto alla ricerca in Toscana e a garantirne le ricadute sul territorio e faremo tutto quanto in nostro potere per sostenere il lavoro dei ricercatori”.
Trieste
In molte scuole superiori di Trieste lezioni a singhiozzo anche oggi, a causa delle proteste degli studenti contro la riforma Gelmini con occupazioni, autogestioni e assemblee. Alcune scuole restano occupate dagli studenti (come il classico ‘Dante’, il tecnico ‘Galvani’ e lo scientifico ‘Galilei’), mentre in altre, come lo scientifico ‘Oberdan’ e il classico ‘Petrarca’, sono in corso assembleee o lezioni autogestite dagli studenti. In alcuni istituti, come all’artistico ‘Nordio’, gli studenti che ieri hanno lasciato la scuola per la presenza della Polizia, stanno organizzando altre forme di protesta.
Palermo
Migliaia di studenti, docenti e ricercatori, giunti in corteo in prefettura, hanno consegnato le loro richieste indirizzate al governo nazionale. No ai tagli ai finanziamenti per gli atenei, si’, invece, allo sblocco degli incarichi per i ricercatori e i docenti, sono alcune delle richieste. Adesso si tratta di capire come proseguire la protesta. Di certo, l’obiettivo e’ tenere ancora unito il fronte degli studenti e dei professori. E dopo le assemblee di stamane, riunioni dei rappresentanti di facolta’ serviranno a stabilire le modalita’ di lotta. Tra le ipotesi un lungo stop delle lezioni: almeno dieci giorni, come chiedono a Lettere. Intanto, si moltiplicano le iniziative delle scuole superiori, come nel liceo “Santi Savarino” di Partinico dove un’assemblea straordinaria ha deciso lo stato di agitazione l’autogestione per due ore ogni giorno fino al 25 per favorire l’informazione e il dibattito, e lezioni all’aperto per coinvolgere il paese. Ed e’ rimasto oscurato il sito dell’universita’ di Palermo contro la riforma Gelmini. Visibile sul sito solo la mozione del Senato accademico: “Rinnovando il proprio impegno per una profonda innovazione del sistema universitario italiano, il Senato accademico ha in piu’ occasioni espresso forti preoccupazioni sui numerosi provvedimenti legislativi che negli anni si sono succeduti, volti a ridurre drasticamente e indiscriminatamente le disponibilita’ degli atenei statali sia in termini finanziari che di risorse umane. Il Senato accademico ha quindi condiviso le argomentazioni dell’Assemblea della Crui, che ha prefigurato a breve un collasso dell’intero sistema universitario, con gravissimo pregiudizio delle capacita’ innovative e della crescita scientifica e culturale del Paese”. Nel documento viene poi ribadita la contrarieta’ “nei confronti di ogni ipotesi di trasformazione dell’universita’ di Palermo in una Fondazione e, per quanto riguarda le previsioni della legge 133, conferma l’allarme gia’ oggetto di numerosi interventi della Crui, del Cun, del Cnsu, nonche’ degli stessi organi di governo dell’Ateneo. Il Senato accademico ritiene necessario, per ristabilire una base di discussione serena e costruttiva, la revoca della citata legge 133 e la reale attivazione del tavolo interistituzionale annunciato dal ministro Gelmini, dal quale fare partire una consultazione ampia e partecipata volta alla individuazione di percorsi che indirizzino, con un adeguato processo di valutazione, verso comportamenti virtuosi tanto dei singoli che degli atenei”.
Milano
“Se non cambiera’ bloccheremo la citta’; “ne facciamo una al giorno”; “riprendiamoci Milano”. Con questi slogan oltre che ingiurie all’indirizzo del vicesindaco di Milano Riccardo De Corato il corteo di studenti e lavoratori partito dalla Statale di Milano, sta attraversando il centro cittadino. Dopo un passaggio in piazza della Scala, davanti a Palazzo marino, sede del Comune, la manifestazione composta da un migliaio di studenti, ha deviato dall’obiettivo previsto che era la Prefettura ed e’ passato in piazza Duomo dove c’e’ stato qualche momento di tensione con le forze di polizia. Ora la destinazione sembra piazza Cadorna, dove si trova la stazione delle Ferrovie Nord. Scopo dichiarato quello di bloccare simbolicamente il traffico ferroviario.
Milano
Il corteo non autorizzato con diverse centinaia di studenti dell’universita’ degli Studi di Milano e’ arrivato alla stazione delle ferrovie Nord di piazzale Cadorna nel tentativo di occuparla e fermare i terni. All’ingresso dello scalo gli studenti hanno tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine. Ci sono stati scontri quando i manifestanti hanno incominciato a spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi di manganello. Nello scontro diverse persone sono cadute a terra ed e’ stato esploso un fumogeno. La situazione e’ ora tornata alla calma, anche se gli studenti non si muovono dagli ingressi della stazione, gridando ‘Liberta’, liberta”.
Potenza
L’assemblea dell’Universita’ della Basilicata si e’ riunita oggi a Potenza e ha deciso ”lo stato di agitazione generale” per protestare contro i contenuti della legge 133 del 2008, giudicata ”inaccettabile” per i suoi ”effetti sul sistema universitario nazionale e locale”. L’assemblea ha condiviso le valutazioni negative sulla legge gia’ espresse, il 23 luglio scorso, dal Senato accademico. Docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo e lavoratori precari hanno deciso di concordare nei prossimi giorni ”le forme di protesta che saranno ritenute piu’ idonee, ivi incluso il blocco totale delle attivita”’.
Perugia
”I tagli all’universita’ porteranno alla riduzione della didattica, della ricerca e dei servizi; una misura gravissima che interessa docenti e studenti”. Lo ha detto Marta Miglietti, una giovane tra gli organizzatori della manifestazione di protesta messa in atto stamane dagli studenti della facolta’ di fisica e ingegneria che hanno tenuto una assemblea e che nei prossimi giorni torneranno ad ”informare gli studenti”. E’ stato questo infatti l’annuncio dato dagli studenti di alcune facolta’ universitarie perugine: incontrarci per comprendere. ”Andremo verso una serie di assemblee nei prossimi giorni, tutte nelle varie facolta’ dell’ateneo perugino, per illustrare agli studenti i problemi posti dalla riforma del ministro Gelmini”. Giovedi’ 23 ottobre, alle 16,30 si terra’ un dibattito, al 100dieci cafe’ di Perugia, sulle problematiche della didattica, della ricerca e dei servizi universitari in Italia, alla luce dei recenti provvedimenti del Governo, che ”mettono le universita’ italiane – e’ stato ricordato dai giovani del Pd che hanno organizzato l’incontro – in una grave crisi economica e sembrano ormai porsi come l’anticamera di una privatizzazione obbligata. All’incontro, intitolato ”L’Universita’ di oggi, tra sopravvivenza e sviluppo”, sono attesi gli interventi di docenti, studenti, personale tecnico amministrativo, rappresentanze sindacali e tutti coloro che vi vorranno partecipare. Aldo Schiavone, direttore dell’Istituto italiano di scienze umane, concludera’ i lavori, portando la propria testimonianza come universitario rispetto alla drammatica crisi che questo settore sta attraversando e alle possibili soluzione per il futuro. Preoccupazione viene dal senato accademico e dallo stesso rettore Francesco Bistoni per i tagli all’Universita’ di Perugia, cosi’ come alle altre.
Trento
Un centinaio di studenti dell’Ateneo di Trento ha occupato in tarda mattinata il Rettorato. Gli studenti – in una nota diffusa da Donatello Baldo, del Centro Sociale Bruno – rivendicano “la difesa dell’Universita’ pubblica dallo smantellamento promosso dalla ministra Gelmini e denunciano il taglio dei fondi per l’Universita’ e la ricerca oltre che la precarizzazione del lavoro all’interno dell’Ateneo”. Il corteo studentesco ha deciso di occupare il Rettorato proprio mentre il rettore trentino Davide Bassi si trova a Roma assieme ad altri colleghi riuniti nell’Aquis (l’Associazione per la Qualita’ dell’Universita’ Italiana). Bassi – secondo Baldo – starebbe discutendo con i colleghi per una possibile contrattazione autonoma di alcuni atenei italiani con i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia.
Napoli
Circa 5mila studenti di scuola superiore e universitari hanno sfilato oggi a Napoli contro la riforma Gelmini in un corteo spontaneo. Gli studenti attraverso le vie del centro della citta’ intendevano andare in piazza dei Martiri, dove ha sede l’Unione degli industriali napoletani che teneva oggi la sua annuale assemblea, per manifestare davanti al premier Silvio Berlusconi e al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ignari del fatto che l’assemblea si teneva a Bagnoli. Il corteo si e’ soffermato diversi minuti davanti alle sedi centrali di due istituti di credito, e alcuni componenti hanno scritto sulle vetrine “Non pagheremo al vostra crisi”. Gli organizzatori della manifestazione non avevano comunicato alla Questura il loro intento, cosi’ cordoni di forze dell’ordine hanno cercato di contenere i manifestanti che pero’ sono arrivati a fino a via Toledo per poi tornare a piazza del Gesu’ e ricongiungersi con gli studenti in assemblea. Occupato anche il liceo “Genovesi”, storico istituto classico della citta’, la cui sede insiste sulla piazza. Domani e’ prevista l’assemblea di ateneo della “Federico II”.
InviatoSpeciale è un giornale scritto coi lettori. Vogliamo chiedere agli studenti che ci leggono di collaborare con noi al racconto di queste giornate di lotta. Chi vorrà potrà inviare la propria testimonianza in forma scritta o anche con fotografie e filmati. Se è vero che numerosi blog in Rete si stanno occupando dell’argomento, noi crediamo sia utile, anche per chi non ha direttamente la possibilità di consultarli, di essere messo al corrente dei fatti.
I materiali saranno pubblicati nella sezione ‘Tu inviato” del giornale.
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