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Libero il P2P

Autore: barbera. Data: mercoledì, 8 ottobre 2008Commenti (0)

Bocciate le restrizioni di Sarkozy

Secondo ‘l’uomo di ferro’ francese, i navigatori colpevoli di P2P dopo due ‘avvertimenti’, se ancora recidivi, sarebbero stati espulsi dalla Rete

Il compito di controllare i ‘discoli’ nelle idee del presidente sarebbe stato affidato ai provider, trasformati in ‘securty’ di Internet. Per svolgere il loro ruolo di vigilanza avrebbero ottenuto l’autorizzazione a monitorare ed archviare i dati relativi al traffico dei propri clienti, per collaborare alla caccia al condivisore.

La ‘Dottrina Sarkozy’ non è passata: non ci sarà nessun metodo dei tre schiaffi per gli utenti, nessuna trasformazione dei provider in cyberpoliziotti, nessuna negazione dei diritti di accesso a Internet.

Ora non solo tutto questo è vietato, ma prima di poter ‘punire’ un internauta che violi le norme sarà indispensabile l’autorizzazione di un magistrato e solo le istituzioni potranno farlo, non i provider.

Catherine Trautmann. del gruppo socialista e fiera oppositrice del provvedimento Sarkozy è una delle portagoniste della decisione del Parlamento europeo. In mail rivolta ai colleghi la deputata francese aveva definito l’accesso alla Rete “un diritto fondamentale dell’individuo”, aggiungendo che “nessuno può esserne privato senza la decisione degli organi giudiziari”.

Gli sconfitti sono due, il presidente francese e le major discografiche, che già pensavano di avere mano libera nello spiare i navigatori e privarli della connessione al primo accenno di uso del P2P.

Le idee di controllo e repressione di Sarkozy non sono, tuttavia, sconfitte per sempre. Dopo la scadenza del semestre francese sarà possibile ripresentare provvedimenti restrittivi, fortemente voluti dai ‘padroni della musica’.

Tuttavia nel 2009 la presidenza dell’Unione Europea passerà alla Svezia, che ha già fatto sapere di avere ben altro di cui occuparsi.

Le major dovranno aspettare.

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